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p. Lorenzo van den Eerenbeemt

 La presenza di Dio


 

  la presenza di Dio

  presenza d'immensità

  presenza di Grazia

  presenza d'Incarnazione

  abbandono in Dio

 


 

 

 Alle Suore Carmelitane del Terz’Ordine[1]

 

 Dalla recente Rivista in lingua inglese Ascent  (ascesa) , dedicata alle Suore Carmelitane, ci permettiamo tradurre nella nostra lingua il primo articolo del Rmo P. Generale dell’Ordine, Kilian Healy, articolo che ci è sembrato molto opportuno, perché basilare per la spirituale formazione delle nostre consorelle.

 

La Presenza di Dio

In conversazione con un professore di Seminario, domandai quale fosse, secondo lui, la più importante pratica di pietà, da insegnare ai seminaristi. Questi sostò alquanto e poi rispose: “Non ho altro che parafrasare le parole del Cardinal Newman: gli si faccia ricordare la presenza di Dio, costantemente inculcando questo esercizio ed il seminarista non potrà non arrivare alla santità richiesta dallo stato clericale.”

La Parola dell’Eminentissimo Presule, o buone Suore, è proprio adatta alla vostra vita: se si vuole essere fedeli alla professione che vi obbliga ad arrivare alla santità, è uopo impegnarvi costantemente a vivere alla presenza di Dio, ricordandovi che egli è sempre con voi e sopra e sotto e intorno a voi.

Non può considerarsi sufficiente, il consacrare solamente la minima parte del giorno al Signore, mediante la preghiera in comune e poi dimenticarlo nel resto della giornata. Santità implica intimità con Dio, ciò non si può ottenere se non con uno sforzo costante di risveglio della Sua Divina Presenza.

Anche assillate dalle molteplici incombenze giornaliere, Iddio non deve trovarsi totalmente assente alla vostra mente, ma deve cercarsi nell’intimo della vostra intelligenza e nel recesso profondo del vostro cuore. Se vi date un momento di pace nell’anima, che i vostri pensieri volino immediatamente a lui.

Ma è possibile una vita così intima con Dio? I Santi ve ne daranno la risposta.

S. Teresa del B. G. confessa che tre minuti non passavano senza un richiamo alla presenza di Dio.

S. Paolo della Croce, fondatore della Congregazione dei Passionisti, manifestò al suo direttore di Spirito: “Se qualcuno mi domandasse in qualsiasi tempo, a che cosa io pensi, risponderei che io non ho altro pensiero che Dio.”  [p. 1[2]]

Non vi è santo sugli altari che non abbia insegnato di vivere costantemente alla presenza di Dio[3].

E anche noi dunque possiamo camminare con Dio. Però bisogna prima conoscere in che modo Iddio sia presente nel nostro essere, per poter corrispondere alla sua presenza, fino a che, vivere con Dio diventi facile, abituale e quasi naturale come il respiro.

Miglior via non vi è per addestrarsi in questa pratica, quanto fissare gli occhi al modello di ogni suora, all’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, la Donna “vestita di sole, la luna sotto ai suoi piedi, e sulla testa una corona di dodici stelle” Maria Immacolata, lei che irradia di splendore divino, a cui nella pratica della presenza di Dio nessuno può avere eguale. Essa era conscia della Sua presenza ogni momento della Sua vita razionale.

Riflettendo sulla vita di Maria, troviamo che Iddio Le era presente in triplice modo: presente per la sua immensità, come lo è in tutte le creature primieramente; presente con la sua grazia, dimorando in lei come ospite divino, dal momento della Sua Immacolata Concezione, ed in fine Egli le era presente come Dio-Incarnato, perché la Parola, il Verbo, diventò Carne in Maria.

Maria comprese perfettamente questi tre modi di Divina Presenza, senza alcun dubbio, era Essa una vera contemplativa, la Vergine della profonda riflessione, assorta ogni istante in adorazione divina. Di conseguenza evitando ogni perdita di tempo in frivoli discorsi, Essa non andava soggetta ai tristi effetti del peccato originale, d’ignoranze, di distrazione e vane curiosità.

Se San Paolo della Croce poteva dire di essere sempre assorto in Dio, quanto più Maria, che più d’ogni altra creatura, era con lui più intimamente unita.

Consideriamo ora più attentamente questi tre modi della Divina presenza: d’immensità, di grazia e d’Incarnazione.

Nel seguente punto li mediteremo[4] più accuratamente in loro stessi, nella vita di Maria, e come essi devono poi riflettersi nella nostra Vita.

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[p. 2[5]]

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Presenza d’immensità

 

Prima di tutto, nei riguardi della presenza divina d’Immensità[6], dicendo che Dio è immenso, non dobbiamo immaginare, come fanno i bambini, che la natura divina si estenda nello spazio come qualcosa di materiale, tale l’aria e la luce.

Per "immensità" intendiamo che Dio conosce e governa ogni cosa, sostanzialmente presente con tutto il suo essere in tutte le cose.

“Non vi è creatura alcuna invisibile al suo cospetto , ma tutte le cose sono nude ed aperte agli occhi di Colui, a Cui dobbiamo render conto. (Ebr. 4,13)

Maria è in special modo, oggetto della Divina Conoscenza: da tutta l’eternità, prescelta tra tutte le donne ad essere Madre di Dio.

Prima dell’Annunciazione, Maria non sapeva di essere proprio Lei l’oggetto di tale privilegio, benché fosse consapevole che in tutti i tempi gli occhi di Dio vegliavano sopra di Lei e che in modo misterioso sentiva essere la Sua Prediletta.

Ciò che si dice della conoscenza Divina di Maria si applica relativamente anche a noi. Noi tutti continuamente viviamo sotto il Suo sguardo amabile e Divino: Dio ci vede[7]. I segreti dei nostri cuori sono come libro aperto dinanzi a Lui: da Lui non possiamo mai nasconderci.

Di conseguenza, siccome Iddio sempre ci vede dovremmo[8] a somiglianza di Maria, risvegliare in noi frequentemente la Sua Divina Presenza, amichevolmente conversando con Lui.

L’immensità di Dio non è pertanto, ristretta alla semplice visione dell’Universo, ma racchiude in sé l’Onnipotenza, con cui Egli lo regola e controlla. [p. 3]

Di questa illimitata Potenza, così canta il Salmista:

«Se io afferro le ali dell’aurora,

«Se io mi arresto ai limiti più avanzati del mare,

«Anche allora la Tua Mano mi guiderà

«E la Tua Destra mi terrà fermo. (S. 138, 9-10)

Il Signore tiene ogni creatura nelle sue mani: neppure il demonio e le sue legioni possono sfuggire alla sua onnipotente giustizia.

Ma nessuna creatura riflette in sé l’Onnipotenza Divina quanto la Vergine Maria: la sua Immacolata Concezione annuncia la Vittoria Divina sul demonio.

La Maternità divina richiama l’Onnipotenza Divina che l’adombrò: la verginità del suo parto svela una potenza superiore alle leggi della natura.

La gloriosa Assunzione proclama la Vittoria sopra la morte.

Tutti questi singolarissimi Privilegi di Maria, illuminano l’insondabile Onnipotenza dell’Altissimo.

E Maria, rievocandola, prorompe nel sublime cantico del “Magnificat” !

«Egli l’Onnipotente, ha fatto grandi cose in me,

«E Santo è il Suo Nome,

«Egli ha manifestato la potenza del suo braccio,

«Ed ha disperso i superbi, con la mente del suo Cuore. [p. 4[9]]

Contempliamo a lungo l’Immacolata Madre di Dio, meditando i singolari suoi privilegi che riflettono la potenza Divina.

Cerchiamo ora di realizzare anche in noi, in parte, questi privilegi, pregando la Mano Divina che avendo così amorevolmente perfezionato il corpo e l’anima di Maria e sapientemente guidata nella sua vita, agisca anche similmente con noi.

Niente può accadere a noi o a qualsiasi altro essere che Iddio non lo voglia o permetta.

In piena fiducia in Dio, si realizzi in noi di trovarci nella palma della Sua mano. Insieme alla Vergine riconosciamo la Divina Providenza, ripetendo spesso: “Fiat, fiat, che avvenga in me secondo la tua volontà.”

Il governo divino di tutto l’Universo è ben più intimo di un governante terreno che non può, se non da lontano, dare i Suoi ordini. Iddio governa il mondo intero nell’intimo della natura di ogni cosa creata. Iddio e più di un savio governatore, mie buone suore: Egli è l’origine, la forza vitale, il centro di ogni essere vivente, distinto da qualsiasi altro essere.

È Dio che operando in tutte le cose, le sostiene nella loro esistenza, essendo Lui in tutte le cose

Dio e l’origine, la forza vitale, il centro di ogni essere, pur distinto da qualsiasi essere. Egli è nel sole, nella luna, nelle stelle e ancora nel vento, nella pioggia, nella neve, pur non essendo nessuna di queste cose. Le più belle cose della natura non sono che un’impronta del suo dito e “l’uragano e le nuvole sono la polvere del suo piede.”

Iddio era anche in Maria: Egli non solamente posava il Suo sguardo su di Lei, ma la guidava con la sua provvidenziale onnipotenza ed era intimamente in Lei[10]. [p. 5[11]]

Prima che l’Angelo le dicesse: “Il Signore sia con Te”, già ne aveva sperimentato la Santa Presenza in tutte le cose.

Maria bene conosceva il Salmo che narra così eloquente la Divina Presenza in tutte le cose.

« Dove posso io allontanarmi dal tuo spirito,

«Lontano dalla tua presenza, dove poso volare?

«Se io volo nel più alto dei cieli, tu ci sei;

«Se mi sprofondo negli abissi[12],

«Tu anche là sei presente. (S. 138, 7/8)

Il nostro compito è chiaro, così io penso. Se Iddio è in ogni cosa, noi, a somiglianza di Maria, bisogna che guardiamo sotto la superficie per vederlo, perché là si nasconde.

Così si esprime un noto scrittore: Giuseppe Maria Plunkelt:

«Io vedo la sua faccia in ogni fiore,

«Il tuono ed il canto degli uccelli,

«Non sono che la sua voce intagliata dalla sua potenza.

« Le roccia poi sono le sue parole incise.

 

[p. 6[13]]

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Presenza di Grazia

Stupendo mistero è la presenza divina d’Immensità, come innanzi abbiamo considerato, ma più misteriosa ancora e ispiratrice di Santo timore è la Presenza Divina nell’uomo per una via speciale che è quella della Sua santa Grazia.

Meditiamo ora più a fondo questo secondo aspetto della Divina Presenza.

La Santissima Trinità, Padre Figliolo e Spirito Santo, abitano in noi come in tabernacoli viventi. Così Iddio vuol vivere con chi è in stato di grazia e che Lo ama. Cristo stesso ci dice: “Se qualcuno mi ama, accetterà la mia parola e il mio Padre lo amerà e noi entreremo in Lui e ne faremo la nostra abitazione.”(Io 14,23)

S. Paolo , presso a poco esprime lo stesso pensiero nella prima lettera ai Corinti: “Non sapete forse, che le vostre membra sono il Tempio dello Spirito Santo, che è in voi, che lo avete ricevuto da Dio, e che voi non siete più di voi. Perché voi siete stati comprati ad alto prezzo, glorificate e portate Iddio nel vostro corpo.” (1Cor 6, 19-20)

Se Iddio prende la sua abitazione nelle nostre anime, così povere di valore, quanto più internamente sarà in Maria, la Madre Sua Immacolata? “Ave, piena di grazia!” Così il saluto dell’Angelo: “Iddio è con Te.” Quante volte Maria avrà pesato queste parole, rivolgendosi istintivamente verso l’Ospite Divino, che era in Lei, per adorarlo in silenzio? [p. 7]

Maria in adorazione! Ecco il modello per una Carmelitana Contemplativa, la cui vocazione è piuttosto contemplare che fare. Però Maria è anche l’esemplare di ogni Suora-Apostolica, anima pur sempre a lei consacrata e chiamata anche lei all’intimità con Dio, a lodare la Divina Presenza in lei stessa. Nella nostra vita giornaliera, imitiamo la Vergine in adorazione.

Noi possiamo pensare a Dio, alzandoci al mattino, andando e ritornando dalla scuola, mentre attendiamo alla cucina, al cucito, scrivendo a macchina, avendo cura e confortando i malati. Non importa il lavoro che si fa, basta un attimo per dire: “Mio Dio in me, Ti adoro”. Ogni qualvolta suona il campanello o l’orologio a pendola, pensiamo a Dio in noi presente. Vivendo nella sua presenza, tutto il nostro sistema di vita, cambierà: preludio di vita eterna!

Scrivendo alle sue consorelle, sopra questa pratica, così si esprime S. Teresa d’Avila:

“Nessuna cosa, o sorelle, si può imparare senza qualche sforzo - Per amore di Dio, vogliate considerare ogni cosa che voi sceglierete a questo scopo, come bene speso.

Io so, che, con l’aiuto divino, se voi lo praticate per un anno e anche meno, per sei mesi forse, voi potrete arrivare a ciò con pieno successo.

Considerate in quanto poco tempo si può ottenere un sì grande beneficio, perché voi getterete buone fondazioni[14], così che se il Signore vi chiama[15] per compiere grandi cose, voi vi trovate pronte, perché voi vi sentirete unite con Lui stesso.

Che la Maestà Divina non permetta mai che Voi vi allontaniate dalla Sua Divina Presenza.

(Vita di S. Teresa, dai Suoi scritti)  [p. 8[16]]

 

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Presenza d’Incarnazione

Il terzo ed ultimo aspetto, col quale vogliamo considerare la Divina Presenza è quella della Incarnazione del Verbo.

Il Verbo si fece carne. Iddio diventò uomo e camminò su questa terra per ben trent’anni fino alla Sua Morte e Risurrezione.

Nessuno può apprezzare l’Incarnazione meglio di Maria, la Madre di Gesù. Per nove mesi Maria portò il bambino Gesù nel suo grembo. Ogni donna nella sua gravidanza è cosciente della nuova vita dell’essere che è in lei. Chi può ora immaginare la tenera consapevolezza di Maria, quando Essa era in unione con il nuovo germe in Lei, suo Figlio, suo Dio?

Questa intimità non cessò con la nascita del Figlio, chè anzi crebbe vieppiù quando Maria incominciò a conoscerLo sempre meglio nell’intimità della loro vita familiare.

È forse da meravigliarsi se noi consideriamo Maria, modello di contemplazione, la Vergine della Divina Presenza?

L’unione di Maria con Gesù, naturalmente, fu unica ed inimitabile: vi è una Sola Madre di Dio. Ma non è forse vero che Iddio incarnato è presente nella Santa Eucaristia, così che ricevendo la Santa Comunione, Gesù, l’Uomo-Dio-discende in noi e resta con noi?

Sotto le specie della bianca Ostia vi è Gesù, Dio Incarnato, realmente, fedelmente e sostanzialmente presente, lo stesso Gesù che Maria portava nelle sue braccia a Betlemme. [p. 9[17]]

Quanto spesso abbiamo inteso che gl’immediati momenti dopo la Santa Comunione sono di un altissimo inapprezzabile valore. Come sempre, ma ancor più in quei momenti si dovrebbe rivolgerci a Gesù per adorarLo in noi, ringraziarLo, impegnando con tutta lealtà il nostro amore per Lui e per la sua Chiesa, perorando per tutte le altre grazie necessarie.

Nel ricevere la Santa Comunione, noi dobbiamo ritornare a Cristo: la via da battersi è quella che Maria transitava a Betlemme, tenendo il piccolo Infante - Dio teneramente nelle sue braccia con tanto amore che eccede ogni umana descrizione.

O buone consorelle, per riassumere ciò che si è detto intorno ai tre modi della Divina Presenza, d’immensità, di Grazia e d’Incarnazione, ricordatevi che sono virtù rivelate dalla Fede, che devono ispirare e risvegliare in noi il desiderio di corrispondere alla Divina Presenza, finché Egli sempre sia nel nostro pensiero, nei nostri cuori e sulle nostre labbra.

Maria ci ha dato l’esempio, la via della santità: seguendo Lei noi possiamo usare dei tre modi, nelle vie che meglio ci convengono, o concentrandoli in uno solo secondo le nostre preferenze. [p. 10[18]]

S. Teresa del B. G., ancora bambina veniva attratta dall’immensità di Dio. Attraverso la bellezza della natura, la sua anima ascendeva fino all’Onnipotente. Più tardi, si sentì più attratta dalla Divina Presenza in lei, mediante la Grazia. Negli ultimi anni della vita, il suo Amore verso il Verbo Incarnato, nascosto specialmente nelle Sacre Specie si trasmutò in assorbente passione.

Simile sviluppo può aversi anche nella nostra vita, ma non sempre. Che ognuno di noi segua l’impulso della Grazia che Dio concede.

Essere assorbiti nella via del Signore, un giorno, anche una settimana, non è tanto difficile. Ma rimanere sempre in Dio non è tanto facile: si esige a tale scopo un fermissimo proponimento e persistente perseveranza, senza la quale è impossibile ottenere un valevole profitto.

Se noi però ci mettiamo la migliore volontà, con la grazia del Signore ci arriveremo.

Di grande aiuto, per la pratica della presenza di Dio, sarà l’esame particolare su questo punto. L’esame ci aiuterà a rinnovare giornalmente il proponimento di pensare al nostro Padre.

Dobbiamo convincerci che pensare a Dio frequentemente, non è solamente possibile, ma anche necessario, per poter accrescere mediante questo esercizio in santità ed intimità col Signore, a Cui dobbiamo di poter progredire nella vita contemplativa, come anche nell’attiva, senza pericolo alcuno.

Carissime suore, che la Vergine Madre di Dio, la cui santità fu caratterizzata dalla sua costante consapevolezza della Divina Presenza, ispiri a noi la Grazia di unirci con Lei, sempre più, nell’intimità d’amore in quel Dio, che sarà la nostra Vita in Eterno. [p. 11[19]]

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Abbandono in Dio

Il Signore conosce le nostre necessità e non vuol mancare di aiutarci: sufficiente è aver fiducia in Lui.

Ricordiamoci di non giudicare le cose secondo la loro apparenza esteriore, mentre Iddio vede gli atomi più nascosti, a noi totalmente impenetrabili. Perciò abbandoniamoci a Lui non cercando altro che dare gloria a Lui.

Da parte nostra però non dobbiamo mettere ostacoli alla Sua via, così che la Sua Divina Misericordia possa avere il pieno effetto in noi.

Ricordiamo che è sempre il Suo amore che vuol guidare i nostri passi, le nostre parole, opere e pensieri.

Quando il Suo amore trionfa nelle nostre anime, ogni cosa ci resta facile e noi diventeremo Santi.

S. Teresa Margherita Redi  [p. 12[20]]

 

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[1] Il manoscritto, trascritto da una minuta  (sr M. Cristina Budau Rosu e sr Maria Greti Tarimo – rev. e note sr Marianerina de Simone) , presenta in molti punti correzioni e revisioni. Si segnaleranno quelle ritenute più significative per la comprensione del pensiero del Padre.

   Come d’abitudine, padre Lorenzo ha utilizzato carta di recupero: in questo caso, buste di lettere ricevute e vari fogli. Ciò consente di fornire una datazione almeno approssimativa del manoscritto, che è certamente successivo al 7 aprile 1961, a giudicare dal timbro postale della più recente delle buste utilizzate.

   La dichiarata intenzione dello scrivente di offrire una traduzione dell’articolo del Priore generale si è evidentemente mutata nel corso del lavoro, trasformandosi in vera propria istruzione sulla preghiera rivolta direttamente alle Carmelitane missionarie.

[2] Il foglio è costituito dall’interno di una busta ingiallita  (cm 19,20 x 25,3) , recante il timbro postale del 20 dicembre 1960 e inviata dalla comunità di Floridia  (Sircausa – Italia)  a: “Venerato Padre / Mons. Lorenzo van den Eerenbeemt / Superiore generale delle Carmelitane / Miss. Di S. Teresa del B. G. / Via del Carmelo, 5 / (Roma)  S. Marinella”.

[3] Questo paragrafo è seguito da un inizio di paragrafo incompleto e cancellato: “E’ dovere dunque anche per voi, di vivere in continua presenza di Dio, però è di dovere conoscere in”.

[4] Padre Lorenzo ha evidentemente ripensato i particolari di questa frase; in origine, “punto” era “articolo” e “mediteremo era “considereremo”.

[5] Anche questa pagina fu redatta sull’interno di una busta bianca da lettera  (cm  15,7 x 25,5 max)  indirizzata semplicemente “Per la Reverendissima / Madre Generale”.

   Il decoro col quale il Padre chiude il foglio reca accanto la dizione “(continua)  , poi cancellata.

[6] Seguono qui le parole cancellate: “non dobbiamo immaginare che”.

[7] L’originale di questa frase recava una sottolineatura. Anche in seguito, le sottolineature verranno riportate in forma di corsivi.

[8] Padre Lorenzo aveva scritto inizialmente “noi si dovrebbe”.

[9] Questo foglio è scritto su entrambi i versi, corrispondenti alle pagine 3 e 4. Si tratta ancora di una busta da lettera, bianca sul verso esterno e filettata sull’interno  (cm 15, 4 x 24,9) , indirizzata a “Mons. Lorenzo Van Den Eerenbeemt / Via del Carmelo, 3 / S. Marinella  (Roma)  e inviata da Roma il 17 dicembre 1960) .

[10] Questi ultimi tre paragrafi erano originariamente in tutt’altro ordine di inserimento  (il primo e il secondo erano invertiti) , ma il Padre li ha poi numerati cambiandone la disposizione in quella attuale.

[11] Un’altra busta bianca sull’esterno e filettata all’interno  (cm 15,5 x 24,9 max) , spedita da Zandhoven  (Belgio)  il 5 aprile 1961 e indirizzata al fratello del Padre, Ubald, in quel momento residente a Santa Marinella.

[12] Nel mondo abissale.

[13] Un’altra busta bianca  (cm 16, 5 x 18,5) , giunta da Milwaukee  (Wisconsin, USA)  il 21 gennaio 1960 e diretta a padre Lorenzo.

[14] Padre Lorenzo ha corretto la dizione iniziale, che era: “Poserete una buona fondazione”.

[15] Altra correzione fatta dal Pare. Il testo iniziale recitava: “ci desidera”.

[16] Le pagine 7 e 8 sono redatte su un foglio di recupero  (cm 24 x 20,5)  tratto da una brochure redatta in francese e datato “Janvier 1952”. Il foglio è diviso in due parti eguali mediante una piegatura; la pagina 7 è redatta sulla parte destra e la pagina 8 copre la sezione sinistra del foglio.

[17] Foglio di recupero di cm 16,4 x 21,5, sezione della pagina iniziale di un bollettino dell’agenzia di stampa Assi – agenzia servizi stampa italiana, in data 14 ottobre 1960.

[18] Sezione di una busta  (cm 19,2 x 15,9)  pervenuta a padre Lorenzo da un luogo non identificabile del Surrey  (Gran Bretagna) , spedita il 20 dicembre 1960.

[19] Busta da lettera bianca  (cm 17,4 x 18,9)  pervenuta al “Rev.mo Monsignor Prelato Lorenzo Cristiano” da luogo ignoto il 21 dicembre 1960.

[20] Sezione di busta bianca da lettera  (cm 16 x 19,1)  recante il timbro postale di Santa Marinella del 3 dicembre 1960.

   Il paragrafo sull’ “Abbandono in Dio” che copre totalmente quest'ultima pagina, pur se lo scrivente non segnala alcuna fonte specifica, potrebbe essere per intero una citazione della santa Carmelitana di Arezzo.

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