padre Lorenzo
Lettere scelte

S. Marinella, 13 maggio 1948
Mie care suore missionarie,
Scrivo con la matita per poter scrivere in tutte le due parti.
Abbiamo ricevuto lettere antiche di gennaio, quando faceva tanto caldo quanto i vostri animi erano inzuppati di malinconia e stanchezza.
Spero che la presente vi trovi più forti e immerse nella vita missionaria.
Il Signore saprà ricompensare il sacrificio che avete fatto lasciando il vostro paese per aiutare le missioni. E il Signore che ha voluto da voi questo sacrificio Egli sarà di benedizione per noi tutti.
Voi meglio di me comprendete i bisogni del paese non vi è necessità che io vi diriga, in questo avete S. E. il vescovo e nei padri del luogo una guida paterna e fraterna. D’altra parte mi sembra che sia un onore ed una gloria per voi condividere la povertà e i sacrifici con questi buoni padri.
L’unica cosa che vi raccomando è l’unione e la carità tra voi, rispettate la vostra superiora e attenzione alla santità la vita è breve. Tenete il vero spirito di apostolato, lassù avrete dei sedioni d’oro mentre gli altri si accontentano con sedie di paglia, però belle colorate.
La madre è sempre poco bene, io sto …. con le miserie che portano i capelli bianchi.
Ringraziamo la Madonna che ci ha fatto vincere: i cari fratelli comunisti mi avevano messo in lista per… appiccarmi fuoco… se avessero vinto loro. Ma i pericoli nel mondo non sono ancora scomparsi, se viviamo in un mondo dove la Madonna e Dio combattono, in molti lei trionferà completamente slanciando le teste al serpente.
Coraggio mie buone sorelle: abbiate infinita fede alla vostra Missione: non guardate indietro, sempre avanti o pioniere di Gesù.
Dov’è Gesù sacramentato, là esserci il gruppo di anime Vergini dedicate al suo santo servizio.
Vi benedico riconsegnandovi all’amore del Signore.
In Cristo sempre,
P. Lorenzo
S. Marinella,
12.11.1950
Carissima sr Concetta,
Comprendo te e le suore che battono i bambini: battono perché sono incapaci di educare, sono povere donnette senza studio e poco cervello. Di fronte all’impotenza che hanno, non possono usare se non la forza, la quale più che piagare i bambini nel corpo, li piegherà nella mente, ricordando sempre nella loro vita le suore menaniente ed incapaci di educare. Capisco, ci vorrebbe altro personale, ma quanto tempo costa ad educare una suora! Fa quello che puoi con una buona parola ai bambini, toccali nel cuore, nella mente, mostrati di essere mamma con loro e non dimenticare che i maschietti hanno un carattere vivacissimo e la vivacità non si deve reprimere con le forze, ma si deve guidare nel bene.
Nei riguardi della meditazione, il frutto di essa dev’essere un aumento dell’amore a Gesù, e per anche un suo tendere alla perfezione ogni giorno di più. Talvolta nella giornata non è facile concentrarsi: quando hai le giovinette con te, cerca con loro d’innalzare il tuo cuore a Dio, con qualche giaculatoria e con qualche pensierino spontaneo che ti viene nella bocca. Qualche visitina insieme a loro a Gesù ma in silenzio e raccoglimento, poi domandare a loro che cosa hanno detto a Gesù. Far imparare a parlare con Gesù, più esse più con l’amore nel cuore che con le labbra. Magari dare a loro un pensierino da svolgerci in preghiera.
Deve fare uno studio delle tue suore, sul loro carattere, sul loro pensiero e sorreggerle e soprattutto incoraggiarle secondo la loro natura. Non dimenticare che il vero ufficio di superiora è d’essere Madre Spirituale. Devi tener conto delle loro necessità materiali, ma soprattutto delle spirituali e toccare il loro cuori affinché servano a Dio con tutto l’affetto dell’anima. Far capire che saranno molto a scontare nel purgatorio se non si saranno purificate in terra.
Raccomando a te e alle suore di fare quel che si fa ogni giorno nella santa messa: il sacerdote e gli astanti devono unirsi con Gesù nel suo stato di vittima, noi dobbiamo essere vittime in Lui: Ma in che senso? Nel senso che noi ci offriamo a Dio vittima in Gesù nel fare la Sua divinissima volontà. Si può fare nell’offertorio o nel momento dei vivi: fateli tutte insieme (in silenzio e raccoglimento nell’offertorio ricorda alle suore che la volontà di Dio si manifesta specialmente nell’obbedienza ai suoi rappresentanti in terra, superiori mediate ed immediati. È una esperienza di atto di ubbidienza, il rinnovamento dei sacri voti emessi nella professione.
Il silenzio non è pietà a sé, ma induce alla virtù: serve per ubbidire alle costituzioni per essere più raccolta e per frenare la lingua, che è causa di tanti peccati: per questo motivo osserviamoli e facciamoli osservare, però senza scrupoli.
Secondo me è
sempre bene accettare sia il doposcuola, sia il laboratorio, tanto più che ho
appreso dalla Madre, che ci sarebbe una giovinetta per aiuto: bisogna lasciare
[…] per l’Istituto e perciò un po’ di pazienza per questo inverno, poi dopo
sarai più libera! Cerca buone giovinette e se se ne è qualcuna proprio sicura e
che sia di buona salute coltivala attentamente in ogni cosa deve fruttare
qualche vocazione. Tu hai il tempo di provarle e vedere. Mettiti d’accordo anche
con sr Albertina per questo scopo: possibile che questi paesi siano così aridi
davanti a Dio? Anche raccomandati a s. Teresina, cerca di far comprendere la Via
dell’Infanzia Spirituale alle giovinette, la bellezza della castità, come Gesù
stringa le anime pure al suo cuore, quale grandezza averanno nel cielo le
vergini a Dio dedicate.
In ultimo, un po’ di pazienza anche con la Madre, anche se insiste perché
l’aiutate ad estinguere i debiti di Roma. Fai quello che puoi, ma prima pensa ai
tuoi doveri verso le suore e i bambini, ricercali ogni mattina, guardali se sono
puliti o se hanno qualche piccolo guaio, un po’ di pazienza.
Ti benedico di cuore: che il Signore abbia pietà del paese di Solarino.
In Cristo
P Lorenzo
S. Marinella, 7.5.1956
Alla carissima Comunità di Solarino,
Non potendo la Madre rispondere, ed essendo la vicaria fuori per necessità d’ufficio, prendo io la penna per ringraziarvi degli auguri inviati.
Mie buone consorelle, noi abbiamo bisogno di vocazioni: cosa fa ingrandire le case se non ci sono più suore per riempirle. Mie suore l’indirizzo è di un padre che ha la fama di santo e domandò parecchi anni fa il perché non arrivavano vocazioni, ed il padre rispose: perché le suore sono lontane della vita vera religiosa ed almeno qualche fatto, proprio vero. Se vogliamo veramente amare l’Istituto e desiderare il suo progresso è necessario che c’incamminiamo ma molto seriamente nella via della virtù e dell’amore a Dio e al prossimo.
Vi parlo dell’amore vero a Dio. Se voi meditate bene, quanto dobbiamo a Dio, la nostra creazione, l’essere nati in paese cattolico, avere avuto il segno evidente della vocazione, doni incommensurabili divini. Quando dimentichiamo di essere grati a Dio, specialmente per il dono della vocazione, assomigliamo a delle pupazze vestite da suore e nient’altro.
L’amore di Dio porta l’amore al sacrificio quotidiano: la vita religiosa non è per stare bene, senza pensieri, senza lavorare e affaticarsi: no, la nostra vita è preghiera e continuo lavoro: il signore se non ci chiama con una lunga malattia, ci chiamerà mentre noi saremo al lavoro e allora la nostra anima potrà volare prestamente al cielo.
Va bene che io parlo come un settantenne (che ha compiuto il 70° anno il 3 maggio) , come voi ben sapete, ma il signore non prende soltanto i vecchi, ma anche altri di meno età, e noi tutti dobbiamo stare sulla breccia (termine militare) a combattere per la gloria di Dio e per la salvezza della gioventù e guai a noi se non vorremo capire questa verità.
Oltre la carità, c’è l’amore verso Dio, dobbiamo ricordarci del secondo precetto, dell’amore verso il prossimo, in parole, azioni e pensieri. Chi avesse parole cattive verso i superiori e le consorelle e avesse nello stesso tempo l’odio nel cuore verso di esse, sarebbe certamente in gravissimo peccato mortale, se non volesse sul serio correggersi: per questi tale sia […] che dorme non vi è che l’inferno eterno. Speriamo che mai tra voi vi sia un membro della sinagoga di Satana, ma attenta tutte alle parole che escono dalla bocca. Iddio odia e maledice le persone malefiche. Pensate al danno che si arrecherebbe ai bambini e bambine innocenti: non ha detto il signore che sarebbe meglio una pietra di molino al collo e gettato nell’acqua, colui che dà scandalo ai piccoli?
Abbiate però grande carità fra voi e permettete sinceramente al signore di emendarvi: amatevi l’un l’altra, aiutatevi quanto potete, siate donne sante, e non scandalizzate il popolo e i bambini… date il vero e buon esempio ed allora avremo molte vocazioni: coraggio, al lavoro per guadagnare vocazioni: anzi vi prego assieme di dire al cuore l’inno di Maria, […] per sé, tre ave Maria per le vocazioni.
Vi benedico di cuore in X.to
P Lorenzo
S. Marinella, 5 febbraio 1961
Cara sr Scolastica,
So che vai in giro per raccolta ed è certamente bene, però bada anche alla tua salute perché come bene sai, è anche un dovere mantenersi forte per potere in appresso, lavorare per la gioventù.
Non ti curare di ciò che qualcuna potrà dire di te: tu fai il tuo dovere, lavora più che puoi e non raccontare del passato niente a nessuno.
Fa il possibile per pensare a Dio, cerca di meditare in presenza di Dio: Dio ti vede, Dio ti sta sempre davanti, benché con gli occhi non si vede. La presenza di Dio! Col pensiero alla divina presenza uno si sente sollevato e in certi modi anche soddisfatto perché crede fermamente che un padre affettuoso non abbandonerà mai la sua creatura.
Coraggio dunque, avanti con la croce in mano, e con la croce sulle spalle. Salviamo la gioventù, che cresca il tuo amore verso il Signore, la Vergine e Santa Teresina, e troverai le corone nell’altra vita
Benedizioni in Cristo
P. Lorenzo
[certamente dei primi anni ’60]
Carissime Consorelle in Gesù Cristo,
profittiamo del ritorno in Patria delle Loro Eccellenze, per scrivere queste poche righe con i migliori auguri per le prossime feste Natalizie.
Il Concilio ha svegliato ovunque un fervore più intenso, per acquistare le anime, specialmente delle bambine, delle giovanette e, possibilmente anche degli adulti e delle adulte, che sono lontano dalla Chiesa.
Care Consorelle: Bisogna muoversi e lavorare per acquistare le anime: altrimenti come corrispondiamo al desiderio di Dio, della Madre santissima, e della nostra Madre Defunta?
Avete tutte una grande Missione: lavorate, lavorate e cercate le anime.
Cercate vocazioni! Non le troverete, se non ve ne occupate. Cercate di accaparrare le anime: pregate e bussate: dove bussare? Bussate al Cuore di Gesù.
È vero: avete avuto delle suore che hanno lasciato un brutto strascico per il vostro buon nome; cercate con una condotta intemerata, da ricuperare la buona fama, presso l’Autorità Ecclesiastica.
Personalmente, mi raccomando la Vera Opera Missionaria presso le Giapponesi: insisto su questo punto, perché così si può dilatare la religione Cattolica presso questo popolo che facilmente si lascia abbindolare da tanti settari che sono molto contrari alla nostra Fede.
Imparate, le più giovani, la musica, il piano e il canto sacro: direi quasi: è un dovere! Preghiamo perciò le Superiore, che devono spingere le suore giovani a strimpellare alquanto.
Si prega pertanto la Superiora a capo a incoraggiare il canto, la musica e l’organo o il piano. Preparate bei canti per Natale: su suvvia, cantiamo insieme agli Angeli che strimpellavano tanto bene al Presepe di Betlemme.
Benedicendovi tutti di cuore vi auguro buone feste Natalizie.
p. Lorenzo
In Cristo Iesu
S. Marinella, 26 aprile 1962
Carissima suora,
Ho capito dalla tua lettera che vuoi andare in paradiso con tutte le scarpe. Bisogna invece che insieme a Gesù, portiamo il peso delle contraddizioni, delle osservazioni più o meno giuste, della misconoscenza ecc…infine di qualsiasi croce che ci si presenta. Ma come si fa per sopportare? Con UMILTÀ, specialmente se si tratta di osservazioni che i superiori credono di fare.
Quanto è bello andare in barca sul mare quando le onde sono docili, ma quando c’è un soffio forte di vento, allora cambiano le cose e chi le supera in umiltà e in fedeltà al Signore, questa merita le corone d’oro.
Ecco dunque: continua a lavorare come meglio puoi. Cerca di avere un sorriso anche con le consorelle, perché – in quanto mi ricordo – non era tanto facile avere: il sorriso di santa Teresina era quello che faceva nascondere alle altre suore, la lotta interna che aveva nel cuore. Con questo santo sorriso guadagnerai tutti i cuori: se invece nel parlare, nel dare ordini, non hai questo modo dolce, fraterno di sopportare, guidare, rifiuterai le difficoltà che possono avere in qualche giorno di febbrile lavoro, e non riuscirai ad acquistare i cuori.
Tu dunque, fatti coraggio, e prendi le mie parole, che io ti scrivo in paterno sentimento, e vedrai che tante cose cambieranno.
Continua l’importante missione che hai cominciato e prosegui in umiltà e fervore…e prepara vocazioni, vocazioni, vocazioni: le più poverette e più capaci, che studino per ottenere un pezzo di carte.
Su, su, prega giorno e notte, nel silenzio del tuo cuore – prega che il Signore ci conceda anche in Graciosa molte e buone vocazioni. Qui le suore (in Italia) hanno molto da fare ed in alcuni luoghi è come nelle missioni.
In ogni tuo lavoro abbia il pensiero in Dio affinché il tuo lavoro sia grato al Signore. Coraggio dunque e… al lavoro nella vigna del Signore.
Attenta al demonio, che ti suggerisce a lasciare il campo del tuo lavoro… avanti, sempre avanti col crocifisso in mano (o meglio nel cuore) : sete di anime… ricordate a tutte le vostre bambine i nove venerdi del mese e i cinque sabati alla madonna…e poi vocazioni su vocazioni di tutti i paesi che sono andati ad abitare nel Brasile… anche vocazioni di piccole e buone tedesche.
All’opera, all’opera in nomine Domini!
Ti benedico, in Cristo,
Padre Lorenzo
S. Marinella, 19 giugno 1965
…
Ho ricevuto la tua lettera allora vengo ad infervorarti per raccogliere intorno a te anche centinaia di giapponesi: già le prime sono riuscite perciò raccoglie quanti più puoi – Cerca di farle studiare bene, poi in appresso si vedrà come fare: in tutti i casi deve fare da buona missionaria, istruendo meglio che puoi nella nostra santa religione, e così saranno tante anime guadagnate per Gesù.
Cerca di aumentare in te stessa l’amore a Gesù: abbi tanta fiducia nel Signore, nonostante le difficoltà che incontrerai. Non temere: quando tu lavori per il Signore, guadagni per il Paradiso.
Cerca di imitare S. Teresina che aveva sempre un sorriso per le sue consorelle: il tuo volto sempre sorridente, che così acquisterà fiducia dalle persone che tu conosci – Ti benedico di cuore insieme alle altre tue giovinette.
In Cristo
Padre Lorenzo
S. Marinella 17 agosto 1966
Carissima suora,
Comprendo che hai da combattere contro tante difficoltà nel tuo lavoro spirituale e materiale.
Non mancare mai di fiducia nel Signore: fiducia senza limiti nel Signore, e non negli uomini. Noi comprendiamo le tue difficoltà, ma in tutti i casi non dubitare della bontà divina che si manifesta in tutte le circostanze. Il tuo lavoro abbia per base, una fiducia illimitata in Dio: continua il tuo lavoro, nonostante le difficoltà che incontrerai sempre. Nel tuo passato quante volte hai dovuto costatare che proprio il Signore ti vuole aiutare.
La tua fiducia in Dio deve sempre più ingrandire: unico scopo della tua attività è quello di una fiducia nell’aiuto divino e continua a fare ciò che puoi fare: specialmente ti raccomando la conversione delle giapponesi: continua a cercare queste anime più che puoi, sperando nella bontà divina, la conversione di tante giovinette, che vivono lontano da Dio, non conoscendo la nostra santa religione.
Prega, prega: abbi immensa fiducia in Dio: altre le giapponesi, cerca di trovare altre anime ben disposte a diventare carmelitane.
Abbi fiducia nell’amore infinito di Dio nella Madonna. Iddio e la Vergine non ti abbandonano.
Hai una grande messe davanti ai tuoi occhi: la conversione delle anime. Confida in Gesù, in Maria e in S. Teresina.
Coraggio, non temere, guadagniamo le anime… e il resto ci pensa Iddio.
Ti benedico di tutto il cuore
In Cristo
Padre Lorenzo
Cara figlia …
Comprendo le tue difficoltà, ma impara a ricorrere sempre a Lui che vede tutto, che conosce tutti nel profondo delle anime. Non devi mai abbatterti, perché il Signore non vuole che noi confidiamo in noi stessi, ma vuole che ricorriamo con fiducia: dunque accomodi Lui tutte le cose, e noi confideremo con occhio d’infinita fiducia in Lui.
Tu sarai forse ancora nella “Notte oscura” di S. Giovanni della Croce: cerca di unirti in una via più trasformante d’amore: fa’ che la tua anima non cerchi che l’amore di Dio, non in sentimentalismo femminile, ma nell’apprezzamento giusto di tutte le cose della terra, cioè di nessun valore di fronte a Dio, di fronte all’eternità.
Predichiamo con l’esempio: siamo buoni, garbati, gentili con tutte; ascoltiamo le loro necessità, provvediamo a tutte con profonda cristiana carità.
Quanto è buono Dio con noi, come nasconde agli altri le nostre intime miserie e come noi dobbiamo essere buoni con le consorelle che Iddio stesso ci dà per progredire nell’amore, nella pazienza e in tutte le altre virtù.
Eccoti, dunque, in succinto alcune righe: sii Teresina, forte, coraggiosa, unita con Dio, caritatevole con le sorelle.
padre
Lorenzo
N.d.r. - Le sottolineature e i grassetti sono riportati conformemente all’originale.