VIA CRUCIS

CON MADRE CROCIFISSA

 

 

Per la meditazione di ogni stazione si può scegliere:

1. il brano biblico da solo,

2. oppure il commento di madre M. Crocifissa

3. oppure il brano biblico e la preghiera litanica.

 

 

 

 

 

 

 

I STAZIONE

GESÙ É CONDANNATO A MORTE

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Disse loro Pilato: « Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo? ». Tutti gli risposero: « Sia crocifisso!». Ed egli aggiunse: « Ma che male ha fatto? ». Essi allora urlarono: « Sia crocifisso! ».

Allora rilasciò loro Barabba e,  dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso (Mt 27, 22-23. 26).

 

2. Mi sembrò incontrare Gesù seguito da una folla che lo perseguitava con ogni sorta d'insulti e trascinato di tribunale in tribunale con la veste da pazzo!

3. Mi rivolse i suoi divini sguardi dicendomi: “vedi come mi perseguitano i figli che ho redento con mille pene, quale corrispondenza trova il mio amore in questi disgraziati figli che mi rinunziano per loro Padre e chiamano pazzia il mio immenso amore per loro e se fosse loro possibile vorrebbero farmi scomparire dalla terra e dal Cielo, vieni vicino a me, pregami per questi poveri ciechi, non mi lasciar solo in balia di questo popolo che vuole la mia distruzione, mentre io per loro mi offro Vittima  ogni istante all'Eterno Padre per impedire i castighi che meritano, aiutami a salvare queste povere anime e a strapparle dalle mani del loro nemico che le possiede”. ( 12 febbraio 1926)

 

G            Signore, che sei l’innocente condannato ingiustamente,

                abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Cristo, che hai accettato di morire perché noi avessimo la

                vita, abbi pietà di noi

T             Cristo, pietà

 

G            Signore, che di nuovo subisci ingiustizia negli oppressi,

                abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore


 

 

II STAZIONE

GESÙ PRENDE LA CROCE

 

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano:

“Salve, re dei Giudei!”. E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo  (Mt 27, 27-31).

 

2. Gesù era con la corona di spine e con uno straccio rosso, pieno di sangue e di lordure. Continuamente ora lo facevano sedere con una canna in mano e lo salutavano, ora con bastoni e grosse funi lo percuotevano e lo stramazzavano a terra calpestandolo come un verme, ora gli calcavano la corona di spine sul capo adorabile…  ora lo sputavano… Che orribili scene… così ridotto dalle sue creature ribelli e schiave delle passioni…” (D 12 febbraio 1926).

 

3. Sembravami udir una folla furibonda che bestemmiava orribilmente, Gesù tutto pesto e pieno di sangue, venne a rifugiarsi nel mio cuore... Oh come lo nascosi da quella folla diabolica che inseguiva Gesù e così l'aveva ridotto, lo strinsi con tenerezza di Madre, di Sposa e di figlia, asciugai le sue divine piaghe lo pregai per quei ciechi fratelli ad  usar loro misericordia: “Il tuo amore o figlia, è un balsamo per le piaghe profonde che mi rinnova sempre l’ingratitudine umana.” Tali espressioni sentii suggerirmeli nell'intimo del cuore non a parole ma per un interno lume (13 novembre 1925).

 

G            Signore, che ti sei lasciato insultare, oltraggiare,

                bestemmiare, abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Cristo, che hai abbracciato la croce per amore nostro,

                abbi pietà di noi

T             Cristo, pietà

 

G            Signore, che ci chiami a seguirti nella pace, certi della

                fedeltà del Padre, abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

 


 

III STAZIONE

GESÙ CADE LA PRIMA VOLTA

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori

e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità.

Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti (Is 53, 4-6).

 

2. La mattina durante la meditazione, mi sembrò vedere Gesù carico del grave peso della croce, lo vidi cadere... vidi la profonda piaga della spalla che le aveva fatto il peso della croce... oh! che straziante  scena, vidi la tenera afflitta Madre che da lontano lo guardava, compresi dai suoi sguardi l'immenso dolore; gli spasimi del Figlio erano della Madre!...

 

3. Caricarono il grave peso della croce, e quella profonda piaga della Divina Spalla quale immenso strazio non recava alla SS. Vittima. La scena straziante rimase certo nella mia immaginazione tutta la giornata! I miei peccati, i peccati di tanti figli ciechi e pazzi, quanti dolori non hanno cagionato a Gesù, alla Sua  tenera  Madre! (5 marzo 1927).

 

G            Signore, che cadi sotto il peso del nostro peccato,

                abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Cristo, prostrato nella polvere per renderci liberi dal male,

                abbi pietà di noi

T             Cristo, pietà

 

G            Signore, che ci chiami a rialzarci umilmente dalle nostre

                cadute, abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

 


 

IV STAZIONE

GESÙ INCONTRA SUA MADRE

 

G             Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Simeone parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima». Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore (Lc 2, 34-35. 51).

Dice il Signore: “Trattieni la voce dal pianto, i tuoi occhi dal versare lacrime, perché c’è un compenso per le tue pene » (Ger 31, 16).

 

2. L’incontro della Madre Addolorata: oh! Che scena straziante! Sentii rispondermi dall’Addolorata Madre che mi stava accanto: In cielo non potrai più consolare il Cuore del mio Figliuolo come in questo Sacramento: compresi la materna ispirazione e rinnovai l’offerta di vittima, desiderando di rimanere, se ciò fosse possibile, fino alla fine del mondo per essere la consolatrice di Gesù (18 dicembre 1925).

 

3. La scena straziante della separazione del Figlio colla Madre mi commosse tanto, da rimanere tramortita...trascorsi tutta la giornata,  la notte e il Venerdì Santo con tale strazio, per le continue visioni (che contro il mio desiderio mi si presentavano), della passione di Gesù, e del grande martirio della Madre Addolorata, ora ero chiamata dalla S.S. Madre come sua figlia per consolarla, e mi mandava a Gesù che trovavo in un mare immenso di dolore... ( I°aprile 1928).

 

G            Signore, che ti sei lasciato abbracciare dalla Madre

                Addolorata, abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Cristo, che in Maria ci additi il modello di discepola fedele,

                abbi pietà di noi

T             Cristo, pietà

 

G            Signore, che ci insegni ad ascoltare e a custodire la Parola

                del Padre, abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

 

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

 


 

V STAZIONE

GESÙ È AIUTATO DA SIMONE DI CIRENE

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di Gesù (Mt 27, 32). Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mt 16, 24)

 

2. Quale intimo strazio nel vedere la piaga della spalla ove era appoggiato il pesante legno della croce, rimasi abbracciata a Gesù e come tramortita nel vedere sì profonda e sanguinosa piaga. Il mio dolore, sentii confidarmi, era un balsamo per quella crudele ferita, col mio amore lenivo gli strazi delle piaghe che in tutto il S.S. Corpo vedevo, con immenso dolore.

 

3. Quando  l'anima è disposta a ricevere le dolorose e intime confidenze del Cuore appassionato di Gesù, non solo gli procura grande consolazione, e accresce la grazia, fa dimenticare a Gesù in quell'istante d'amore le pene che l'ingrata figliolanza gli rinnova nel Sacramento d'amore.

Pregai in quel momento d'intimità per tutti i bisogni urgenti della sua nascente famiglia, e per l'immensa famiglia che nella preghiera mi ha affidato, tutta l'umanità (23 ottobre 1925).

 

4. Ho sentito i gemiti di Gesù nella Prigione d'amore per tutti coloro che disprezzano la mortificazione trascurando le usanze della Chiesa, e seguendo le mode, i piaceri, le chiese sono deserte, e piene le case ove si offende, si disprezza la legge Divina, oh come perdono le bellezze dei beni eterni per vili piaceri!   (21 luglio 1929).

 

G            Signore, che ci elevi a condividere la tua croce, senza paura,

                abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Cristo, che vinci le nostre fughe e resistenze,

                abbi pietà di noi

T             Cristo, pietà

 

G            Signore, che ci inviti a portare la croce dei fratelli,

                abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

 

 

VI  STAZIONE

LA VERONICA ASCIUGA IL VOLTO DI GESÙ

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia (Is 53, 2s).

Di te ha detto il mio cuore: « Cercate il suo volto », il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto (SaI 27, 8-9).

 

2. Gesù carico del soave peso della croce mi viene incontro e domanda di asciugare il suo Volto divino pieno di sangue, di sputi, di ferite: “il tuo amore o mia diletta lenisce le grandi amarezze che si rinnovano  nell'Eucaristia, l'ingratitudine  di tutti coloro che pur conoscendo la mia legge, mi seguono come i farisei, mi rinnovano la passione, il calvario” (29 gennaio 1926).

3. Oh, che scena straziante!...La Veronica che asciuga il Volto sanguinante di Gesù, sentii dirmi che anche io in quell'istante ripetevo l’atto di amore ardente della Veronica  asciugando tanto sangue non con un panno, ma col Cuore, sentii che Gesù quel Volto divino lo scolpì nell'intimo del mio cuore (4 febbraio 1927).

 

4. Nella Comunione lo vidi venirmi incontro.... il Suo divin Volto tutto sangue e sputi e mi sembrò imprimere nel mio cuore la sua effige come nel velo della Veronica, mentre mi manifestava che le mie lacrime e partecipazione alla sua passione, durante la notte, gli avevano procurato tanto sollievo da asciugare il suo divin Volto in quel momento estremo… (30 ottobre 1925).

 

G            Signore, immagine dello splendore del Padre che noi abbiamo

                sfigurato, abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Cristo, che ci restituisci la bellezza divina di figli amati,

                abbi pietà di noi

T             Cristo, pietà

 

G            Signore, che ci inviti a vedere il tuo Volto nei fratelli bisognosi,

                abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

 Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

 


 

VII  STAZIONE

GESÙ CADE LA SECONDA VOLTA

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Io sono l’uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira.

Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce.

Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, ha ostruito i miei sentieri.

Mi ha spezzato con la sabbia i denti, mi ha steso nella polvere (Lam 3, 1-2. 9. 16).

Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, come noi, escluso il peccato (Eb 4, 15).

 

2. Le tre cadute di Gesù lungo il doloroso viaggio furono di indicibile strazio, specialmente la seconda e l'ultima, lo vedevo calpestare con calci, colpi di bastone e di grossa fune tutta insanguinata, era ridotto come un verme stritolato in mezzo alla terra calpestato… (5 febbraio 1927)

 

3. Compresi da un lume soprannaturale, quanto dolore è al Cuore di Gesù la noncuranza delle divine leggi, stabilite dalla Chiesa ma da Lui ispirate per chiamare i figli traviati colla mortificazione, dopo i giorni di stravaganze, ma invece perseverano seguendo il nemico delle loro anime.

Sentii un vivo desiderio di penitenza onde riparare le mie colpe e dei fratelli che vivono così trascurati per l'affare più importante qual'è l'eterna salvezza, ma i miei desideri sono un martirio perché Ella, o Padre, vede la mia impotenza (21 luglio 1929).

 

G            Signore Gesù, che hai assunto su di te la nostra debolezza,

                abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Cristo, che sei venuto a salvare l’insalvabile,

                abbi pietà di noi

T             Cristo, pietà

 

G            Signore, che ci inviti a rialzarci quando la fede vacilla,

                abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

 

 

 

VIII  STAZIONE

GESÙ INCONTRA LE DONNE DI GERUSALEMME

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T         Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Grida dal tuo cuore al Signore, vergine figlia di Sion;

fa’ scorrere come torrente le tue lacrime alza verso di lui le mani per la vita dei tuoi bambini, che muoiono di fame all’angolo di ogni strada (Lam 2,18-19).

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.  Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato... Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco? » (Lc 23, 27-29. 31).

 

2. “Mi si fece avanti Gesù, lo incontrai carico della croce e guardandomi… oh, che sguardo straziante… gli occhi divini erano pieni di sangue che scendeva in gran quantità dalle spine che si erano conficcate nel capo del Gran Martire: mi abbracciò, ed io, volendo appoggiare la mia mano era tutto sangue e piaghe… la veste era così intrisa di sangue e attaccata alle piaghe… era tutto unica piaga… tutto straziato!

 

3. … In quale stato si è ridotta! la Santità increata per i nostri falli! Quali sentimenti di tenerezza, di dolore dei miei peccati e dei miei fratelli, del mondo tutto! Sentii che Gesù si manifesta alle sue anime fedeli in tale stato perché vuole il loro conforto, la loro espiazione, cerca anime, ha sete di anime che lo comprendono, che compatiscono i suoi dolori che si offrono Vittime di espiazione, peccatori sono senza numero e le anime fedeli?!...”  (21 giugno 1929).

 

G            Signore Gesù, che le conseguenze del male non hanno

                risparmiato, abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Cristo, che ci insegni a soffrire per amore e a piangere il

                nostro peccato, abbi pietà di noi

T             Cristo, pietà

 

G            Signore, che ci inviti a chiedere il dono dello Spirito per

                essere nuovi, abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

 

 


 

IX  STAZIONE

GESÙ CADE LA TERZA VOLTA

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. È bene per l’uomo portare il giogo fin dalla giovinezza. Sieda costui solitario e resti in silenzio, cacci nella polvere la bocca, forse c e ancora speranza; porga a chi lo percuote la sua guancia, si sazi di umiliazioni.

Poiché il Signore non rigetta mai... Ma, se affligge, avrà anche pietà

secondo la sua grande misericordia (Lam 3, 27-32).

“Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Mt 11, 28-29).

 

2. “Lo vidi caduto la terza volta sotto il peso della Croce... Non so ridire gli strazi che mi fece intimamente esperimentare in sì immensi tormenti la Vittima agonizzante, calpestato, insultato..... lo strazio della Madre Addolorata che lo seguiva ma non poteva sollevarlo.....

 

3. Compresi la malizia del peccato che a tale stato sia ridotto l'Autore d'ogni Bene: “Così mi calpestano i peccatori, vieni o figlia confortami, vedi come calpestano il mio Corpo, il mio Sangue, odi le bestemmie infernali, nascondimi nel tuo cuore, ripara col tuo amore l'orribile scena alla quale assisti e nel Sacramento si rinnovano queste ingratitudini. Ho bisogno del tuo amore, offri all'Eterno Padre i dolori immensi, il sangue che calpestano tanti sventurati che corrono all'eterna rovina, offriti Vittima assieme a Me, alla mia Madre che assisteva a sì crudeli tormenti, alle Immolazioni di tante anime a me  care (27 novembre 1925).

 

G            Padre Santo, guarda il Tuo Figlio Gesù nel suo dolore

                estremo e abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Padre Buono, per la ferma fiducia di Gesù nel tuo amore

                fedele, abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Eterno Padre, abbi pietà di noi, perché nella prova

                intravediamo la luce della Pasqua

T             Signore, pietà

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

 

 

 


 

X  STAZIONE

GESÙ É SPOGLIATO DELLE SUE VESTI

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Giunti ad un luogo detto Gòlgota, gli diedero da bere vino mescolato con fiele (Mt 27, 33-34).

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cucitura, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte (Gv 19, 23-24).

 

2. Al Calvario, ivi giunta la Vittima sfinita, più morto che vivo, lo spogliano i carnefici della veste attaccata alle piaghe, oh! che strazio, vidi la Carne strappata dal Corpo S.S. di Gesù e attaccata alla Veste, non aveva più che poche gocce di sangue... era tutto una piaga dal  S.S.  Capo ai piedi, piaghe e sangue... non si raffigurava più il Volto Divino... mi sentivo venir meno le forze a sì crudo spettacolo di carneficina, volevo allontanarmi ma non sapevo staccarmi dallo sguardo di Gesù così profondo e pieno d'amore e dolori immensi nell'Animo, nel Corpo, guardai e in un angolo trovai l'Addolorata Madre che assisteva... mi fece cenno di accostarmi a Lei... compresi il mare immenso del Suo Cuore Materno. (12 marzo 1927)

 

G            Signore Gesù, che nascendo da Maria hai deposto le vesti

                della tua divinità, abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Cristo Gesù, che con il perdono ricostruisci in noi la tua

                immagine, abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Signore Gesù, che ci rivesti di Te e ci fai tua veste santa e tuo

                 ornamento abbi pietà di noi,

T             Signore, pietà

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

 

 

 

 

XI  STAZIONE

GESÙ É INCHIODATO SULLA CROCE

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Dopo averlo quindi crocifisso... sedutisi, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: « Questi è Gesù, il re dei Giudei ». Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo. « Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce! ». Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: «... Scenda ora dalla croce e gli crederemo » (Mt 27, 35-42).

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: « Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi! ». Ma l’altro lo rimproverava: « Neanche tu hai timore di Dio benché condannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male ». E aggiunse. « Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno ». Gli rispose: « In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso » (Lc 23, 39-43).

 

2. Ritornai il dopo pranzo un momento prima del Rosario per assistere alla Crocifissione! Avrei voluto far assistere a sì straziante carneficina tutto il mondo, i figli ingrati che rinnovano sì immensi dolori a Gesù e all'addolorata Madre!

 

3. Non descrivo lo strazio dei chiodi nelle S.S. Mani e Piedi, mi sembra ancora sentire i colpi del martello, le ossa che si slogavano tirando con violenza i piedi e le mani per farli arrivare dove dovevano far entrare i grossi chiodi, non posso ricordare sì orrendo strazio senza lacrime... 

 

4. Assistei all'agonia ai piedi della Croce assieme alla Madre dei dolori e mentre l'animo mio nuotava nel mare immenso dei dolori di Gesù e di Maria mi offrivo Vittima assieme a Loro, per i poveri ciechi peccatori che rinnovano una scena così crudele nel Tabernacolo. Era una scuola di celesti ammaestramenti star ai piedi di Gesù agonizzante (21.VI.1929).

 

G            Redentore del mondo, che offri te stesso alla morte,

                abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Agnello immolato, che ci chiami a dare la vita con te,

                abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Prezzo del nostro riscatto, il tuo sangue sparso nel mondo

                ci salvi tutti dal male

T             Signore pietà

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore


 

 

 

XII  STAZIONE

GESÙ MUORE IN CROCE

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: « Donna, ecco il tuo figlio! ». Poi disse al discepolo: « Ecco la tua madre! » (Gv 19, 25-27).

Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: « Elì, Elì, lemà sabactàni? », che significa: « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? »... E Gesù, emesso un alto grido, spirò (Mt 27, 45-46. 30).

 

2. “Offrimi le tue pene… Con quale intimo trasporto Gesù mi invitò a mettere le mie labbra nella piaga del suo costato! Quali intime dolcezze e soavissime parole sentivo in quell’istante! Quale immenso trasporto Gesù manifesta alle anime che vivono nel suo amore e lo attingono alla celeste piaga. Queste anime consolano molto il suo Divin Cuore tanto oltraggiato, e attirano mille benedizioni nelle loro ardue imprese: queste anime si impadroniscono delle ricchezze del Cuore di Gesù e le dispensano generosamente su tutti… Oh, la grandezza delle anime amanti del Cuore eucaristico! La potenza della loro preghiera!” (D 1.4.1926)

 

3. Nell'Ostia vidi Gesù Agonizzante sulla croce, sentii rivolgermi queste divine parole: “il mio stato d'immolazione continua è la redenzione delle anime.” Compresi la soave lezione del Maestro divino dalla Cattedra di dolore, mentre che Gesù spirava sulla croce gli uomini credevano d'aver tutto distrutto, ma era proprio in quel momento che Gesù è risorto con trionfo.Soffrendo anche noi per questo ideale ed infuriando la lotta, allora è vicina la conquista del bene che per la gloria di Dio si desidera e per la salvezza delle anime. (D 17.6.1929).

 

G            Gesù, solidale fino alla morte verso chi ti rifiuta,

                abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Cristo, che mi ami fino a morire, abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

G            Gesù, che lotti fino all’estremo per generarmi all’amore,

                abbi pietà di noi

T             Signore, pietà

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

 

 


 

XIII  STAZIONE

GESÙ É DEPOSTO DALLA CROCE

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. C’erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo... Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, d quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato (Mt 27, 55. 37-38).

 

2. Sentii chiamarmi dalla tenera addolorata Madre, m'invitò a stare con lei in quello spasimo di amore e di dolore, la vidi col Suo S.S. figlio morto..... deforme...... non più quegli occhi divini che racchiudevano nei suoi sguardi l'amore immenso per la Madre.... Sentii ringraziarmi per il sollievo grande che procuro al suo cuore divino e al suo Divin Figlio (23 ottobre 1925).

 

3. Con quale intimo trasporto Gesù mi invitò a mettere le mie labbra nella piaga del Costato quale intime dolcezze e soavissime parole sentivo in quell'istante, quale immenso trasporto Gesù manifesta alle anime che vivono del suo amore e lo attingono nella Celeste Piaga. Queste anime consolano molto il Suo Divin Cuore tanto oltraggiato e attirano mille benedizioni nelle loro ardue imprese e per i loro peccatori fratelli, queste anime si impadroniscono delle ricchezze del Cuore di Gesù e li dispensano generosamente su tutti specialmente alle anime Espiatrici! Oh, la grandezza delle anime amanti del Cuore Eucaristico, la potenza della loro preghiera (1 aprile 1926).

 

G            Signore Gesù, la mia pace è di lottare sempre per generarti

                degli eletti

T             Grazie, Signore Gesù

 

G            Signore Gesù, che m’importa la vita o la morte? La sola mia

                gioia è d’amarti

T             Grazie, Signore Gesù

 

G            La mia pace, se mi vien da piangere è nasconderlo.

                Sì, voglio patire e non dirlo!

T             Grazie, Signore Gesù

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

 


 

XIV  STAZIONE

GESÙ É POSTO NEL SEPOLCRO

 

G             Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l’altra Maria (Mt 27, 59-61).

 

2. “Anch’io nelle aridità di spirito che di tanto in tanto soffro, comprendo queste pene… in nessuna cosa trovo sollievo, ma tutto mi affligge, perché mi sento priva del Sole che mi dà vita: mille ansie d’amore divorano l’animo che sente la privazione, l’assenza del Bene… (Let. 4.1.1926). Gesù si nasconde, ma ama con trasporto tale anima e le sta più vicino, più intimo, perché la tiene sulla croce con Lui… (Let. 24). Ama, ama, ama malgrado l’aridità. La Divina Bontà… tutto dispone per la Santità… (Let. 128). Coraggio… il tuo stato di aridità è di purificazione…”(Let. 453).

 

3. Vorrei fare penitenza io per ottenere la loro salvezza e specialmente dei miei più intimi fratelli!... è un martirio grande la mia impotenza, come vorrei distruggermi per ottenere la salvezza dei miei poveri fratelli che trascorrono gli anni e la morte s'avvicina non curandosi dell'abisso eterno dove miseramente periranno!  (29 gennaio 1927)

 

G            Gesù, la mia pace è la tua santa volontà: amare senza timore,

                amo il giorno quanto la notte

T             Grazie, Signore Gesù

 

G            Gesù, tu sei tutto per me. Per te voglio restar umile,

                così se cado, tu mi dai la tua mano

T             Grazie, Signore Gesù

 

G            Gesù, voglio vivere d’amore! Quando riposi sui flutti in

                tempesta, io voglio attenderti in pace

T             Grazie, Signore Gesù

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

 

 

 

XV  STAZIONE

GESÙ È RISORTO

 

G            Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo

T             Perché con la tua santa croce hai redento il mondo

 

1. Apparve una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare... Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all‘Agnello, avvolti in vesti candide... Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide con il sangue dell‘Agnello... E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi (Ap 7,9.14.17).

 

2. Dopo la Comunione, è per questa Porta Celeste che l'anima entra per un istante a godere le scene divine, i godimenti della Beata Immensa Famiglia,  alla quale l'anima sente la felicità la sicurezza di appartenere.

E' una visita che anche in questo esilio dalla Bontà Infinita le viene accordata, e acquista sempre nuove conoscenze, nuove relazioni d'amore con i Beati di cui  si sente circondata.

 

3. Mentre è immersa nelle delizie dell'Amore Immenso che la SS.  Trinità le Comunica, dei godimenti che solo possono capire le anime che gustano questi favori, attinge luce sempre nuova per capire lo stato di beatitudine di tutti i Beati che assistono a queste scene, e gusta sempre un nuovo vincolo di intimità con questa Famiglia Beata, oh! (…) come vorrei farle capire e gustare il compiacimento reciproco dei godimenti dello stato di felicità completa che godono tutti in Dio!

 

         4. E’ un'estasi continua!… solo Amore regna, senza limiti, senza timore eterno!… Oh creature, venite tutte …  Amate, amate, amate Chi è solo degno d'amore, contemplate le sue immense bellezze e proverete e gusterete cose che non si possono godere se non in Cielo  (28 novembre 1925) .

 

G            Signore Gesù, viver d’amore è viver la tua stessa vita.

                Tu vivi per me nascosto in un’ostia

T             Io ti amo, e tu lo sai, Divin  Gesù!

 

G            Agli Amanti occorre vivere cuore a cuore: il tuo solo

                sguardo mi dà gioia

T             Io ti amo, e tu lo sai, Divin  Gesù!

 

G            Viver d’amore è un darsi smisurato, senza chieder salario;

                senza far conti io mi do

T             Io ti amo, e tu lo sai, Divin  Gesù!

 

Santa Madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore

Siano impresse nel mio cuore

 

Pater, Ave, Gloria