Testi per lo studio della spiritualità
del Cuore eucaristico di Gesù
in madre M. Crocifissa
La vita spirituale della beata Maria
Crocifissa Curcio
ha un centro che ne è perno e catalizzatore:
la persona di Gesù Cristo,
vero Dio e vero uomo,
persona della Trinità e missionario del Padre,
misericordioso taumaturgo e capo della Chiesa.
Stare con Lui nell'amore
è stato il primo e più importante imperativo
in forza del quale si è diramato l'itinerario spirituale della Madre.
Ecco perchè è fondamentale, per capire la sua vita di Cristiana,
comprendere la sua spiritualità riparatoria del Cuore di Gesù,
coltivata ai piedi della Presenza eucaristica del Signore,
come nella cura per la nascente congregazione
delle Carmelitane missionarie di s. Teresa G. b. .
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Ottenni per intercessione della Superiora del Terz’Ordine Carmelitano di recente istituito da un pio e zelante sacerdote, di iscrivermi al suddetto Terz’Ordine. La Superiora era una parente della mia sorella sposata, cioè quella che mi voleva tanto bene, così ottenni tanto favore, e confidai i miei desideri alle terziarie che avevano la mia stessa età, ma non conoscevo le loro aspirazioni.
Il fervore, la pietà, lo spirito di preghiera s’accrescevano mirabilmente; la mia serafina S. Teresa, molti altri Santi di questo Santo Ordine alimentavano i miei trasporti di pietà, sentivo la grande missione che la tenera Madre del Carmelo mi aveva predestinato “dovevo riunirmi con altre mie compagne e far rifiorire il Carmelo nel nostro paese e in molti altri …” Era un sogno … un’illusione giovanile?! La Grazia operava nell’animo mio: che comunioni ferventi e carismi di Cielo mi riempivano l’animo!
In una Comunione gustai il primo amplesso di Gesù … Tutta sola godevo queste carezze e tante altre ancora, non sapevo svelare al confessore il mio stato d’animo, ed una volta, ricordo d’aver avuto in regalo una graziosa immagine, proprio dopo che avevo esperimentato quel favore nella S. Comunione e desideravo sapere se ciò potesse effettuarsi tra Dio e l’anima; la vista di quell’immagine dissipò la mia incertezza.
Mentre ero intenta in un’occupazione mi sembrò di vedere il Cuore di Gesù, e chiamandomi col mio nome di Rosa del mio cuore, mi scoprì il suo Divin Cuore e lessi questa espressione scritta a caratteri d’oro.
Ero fuori di me per la gioia immensa che inondò l’animo mio; quella intima manifestazione del Cuore di Gesù accrebbe in me tanto fervore per la preghiera e desideri grandi. Volevo far penitenze d’ogni genere, mortificazioni, e non mi risparmiavo in tutto ciò che mi costava sacrificio; digiunavo, mi privavo di mille cose necessarie al mio nutrimento adducendo scuse per non far capire ai parenti che mi privavo per mortificarmi.
Diario spirituale
anno 1925
2 Dicem. -
Ero sveglia per la solita preghiera di riparazione al Cuore Eucaristico, volevo alzarmi ma non ebbi il coraggio mi sentivo un pò male, Padre mio è una penosa privazione non ascoltare la S. Messa e privarmi del nutrimento Celeste, assisto spiritualmente, mi conforta un poco Gesù, ma la fame Eucaristica tutta la giornata mi continua.
Volai in chiesa, sentivo estremo bisogno di parlare intimamente allo Sposo Divino, era il bisogno che mi comunicava il Prigioniero, che mi manifestò colle più intime manifestazioni d'amore non appena mi trovai sola vicina al Suo Tabernacolo.
Padre Ella vuol sapere tutto mi ripete spesso, ma non c'è bisogno di prolungarmi sul riguardo che ho accennato, è l'incontro di due persone che si amano sino alla pazzia!...
Dopo questa dolcissima intimità mi vidi sola, da lontano venivano alla mia volta moltissimi animali, uno dei quali mi fece tanto orrore e spavento, era un mostro orribile di forma umana nell'aspetto ma il corpo di un dragone con una corona di orribili corna, circondato da svariate forme di serpenti, mentre ero così spaventata, mi comparve la tenera Madre seduta in un luminoso trono, bella e maestosa mi aprì il suo bel Manto tutto di sole: “Vieni o mia figliuola non temere qui nessuno verrà a molestarti, mi feci così piccina da mettermi sulle Sue ginocchia mi fece riposare nel Suo Seno!..... quali manifestazioni più intime posso farti esperimentare, è lo stesso nutrimento che ho dato al Mio Divin Figlio! Così ti rendo forte contro i tuoi avversari.”
La Divina Madre aveva il suo tenero Infante, come due sorelline gemelli ci strinse assieme al Suo Divin Seno, Padre mio, non posso esprimere l'intimità di quei momenti, intimità materne, fraterne, che amore scambievole, che amore di trasformazione! E' nei momenti più intimi che mi ricordo di Lei, o mio buon Padre, della famigliuola presente e avvenire, di tutti i nostri affari, dell'immensa famiglia, tutto il mondo con tutti i bisogni della povera umanità, pregai per le mie Anime Purganti.
Padre mio, quanto è gradita la preghiera dell'anima intima col soprannaturale e quante benedizioni fa piovere su tutta l'umanità, queste anime sono i parafulmini della Divina Giustizia.
La sera del Mercoledì la tenera Madre dopo il Suo Materno sorriso e la Sua benedizione, quasi sempre sotto diversi atteggiamenti mi presenta il Suo Gesù, col Cuore tutto fiamme di carità che ferisce il mio, questa volta era il suo tenero Infante, il fratellino, usciva dal Suo Cuore un luminoso raggio di luce e di amore, mi sentii dolcemente ferire e languire, così cominciò l'amore di riparazione pel giorno seguente, così mi addormento dolcemente mentre prego, prego per i fratelli che vivono senza aver mai gustato quest'Amore Eucaristico.
Si, Padre mio, lo comprendo che tanti carismi il buon Gesù con tanta abbondanza me li regala, non per me... ma per il prossimo, per l'ardua Missione affidatami.
Non potevo alzarmi tanto mi sentivo male, ma privarmi del S. Sacrifizio della Comunione non ebbi il coraggio, mi trascinai quasi, ero molto impotente desideravo presto il Cibo Celeste per rianimarmi moralmente e fisicamente. Non appena Gesù Ostia scese nel mio cuore sentii infondermi tanta vita e forza e amore da non sentire più nessuna infermità, non sentivo il peso del corpo infermo, ma trasformata di tale bellezza da uguagliare gli spiriti beati che mi facevano dolce Corona e mi invitavano ad amare l'Amore!.....
Sentii intimamente che Gesù mi comunicava la pena immensa che sente il suo Eucaristico Cuore, nel non vedersi mai desiderato da un numero immenso di anime da Lui redente, si nutriscono di cibi velenosi e rinnegano il Cibo degli eletti!
Padre caro, come compresi profondamente questa ingratitudine del Cuore umano verso un Dio così pieno di Immensa Bontà, ma tali pene non si possono manifestare, chi ama appassionatamente l'Immenso e Puro Amore può capire questi dolori intimi che Gesù si degna comunicare alle sue anime fedeli.
Mi offrii vittima per questi disgraziati fratelli e specialmente per i miei parenti e per questo paesello che forma una spina acuta al Cuore di Gesù e sentivo comparire io innanzi all'Eterno Padre debitrice dell'ingratitudine di queste anime che vivono così ciecamente, la mia pena s'accresceva ma consolavo molto il divin Cuore. Era così grande il dolore delle mie infedeltà e delle mille miserie che scorgo in me da voler invitare tutte le creature ad aiutarmi a piangere le mie e altrui miserie.
Volevo trovar rimedio rinnovando la Confessione settimanale, ma non trovai parole per l'emozione onde esprimere e manifestare le immense pene che mi affliggevano, mi accusai di pochi difetti ma dopo l'assoluzione oh, qual pace sentii.
Padre buono, una sua parola di incoraggiamento quanta luce e nuove gioie mi fa pregustare, malgrado che non mi riesce manifestare quello che vorrei.
L'ora santa, l'ora dell'amore e del dolore. Gesù mi aspettava nell’orto degli ulivi, mi invitò a piangere con lui, un Dio che piange..... che suda sangue....oh scena straziante per l'anima amante, ebbi un lume soprannaturale dell'offesa che la creatura fa a Dio anche di un sol peccato veniale, non può cancellare simile offesa dal momento che l'ha commesso sino alla fine del mondo, ma unite alle lagrime di Gesù ottiene misericordia anche per i grandi peccatori. S'impadronì di me un intenso dolore delle mie infedeltà dei parenti, di tutti i fratelli peccatori presenti e avvenire, mi cagionò un'emozione così forte da farmi perdere i sensi mi trovai in un mare di lagrime! ! !.... Così trascorsi l'ora felice.
E' pur dolce piangere le proprie ed altrui infedeltà e peccati e offrirsi Vittima di Espiazione assieme alla gran Martire d'amore.
Padre mio, Gesù ha bisogno di queste anime restauratrici della povera umanità, me lo ripete sempre con diverse e mille espressioni sempre nuove, il Cuore di Gesù Eucaristico.
È una delle importanti Missioni che ci ha affidato in questa novella Istituzione. Ecco perché ci ha portato in questo paese che vive nell'indifferenza, non sente nessun bisogno di Dio, non pensa che ha un'anima da salvare.
Pregai lo Sposo Divino di lasciarmi la pena intima, ma di non far apparire niente esternamente, ciò che mi riesce di tanto martirio, mi accontentò, soffrivo molto intimamente, mentre sembravo partecipare e capire l’ilarità e conversazione comune.
Mi accordò diverse ore di sonno tranquillo interrotto spesso dai palpiti del Cuore dello Sposo che sentivo così intimo, mi svegliai e cominciai la preparazione alla Comunione, con mille sentimenti di vivo trasporto, verso il Cuore lacerato da innumerevoli peccati di tanti ingrati figli.
anno 1926
Il Cuore di Gesù, questo Cuore Eucaristico che ha rapito tutto il mio amore sin dalla mia fanciullezza!
Oggi dopo la Confessione che ho fatto con vere disposizioni di contrizione, e dove ho attinto nuova purezza, mi sono accostata alla Mensa degli Angeli, con nuovo ardore e con nuovi desideri di perfezione, di gratitudine per il tempo prezioso che la divina bontà ancora mi concede, l'aver dato principio al nuovo anno, e il trovarmi finalmente in questa tranquilla dimora dove vedo la realtà dei miei sogni giovanili, i frutti di lotte amare!... Che mi fanno gustare tante celesti consolazioni. Gesù venne nel mio cuore come un Re circondato di splendore e col Cuore tutte fiamme, e raggi di luce, l'anima mia immersa in tanta bellezza e amore, trasformata in questo Oceano di immensa bellezza, godeva un saggio di celeste beatitudine.
Nel momento dell'Elevazione nella S. Messa, nell'Ostia Santa mi sembrò vedere il Cuore che era intimamente unito a me, e Lei, o buon Padre circondato da una moltitudine di candide colombe Carmelitane, (Suore) e le offriva quale Vittima di Amore al Divin Cuore, che benediceva e su tutte faceva piovere i Suoi raggi di luce e di grazie.
Questa dolce visione la rividi nell'ora d'Adorazione, anime che sono e saranno di grande consolazione al Divin Cuore nel Sacramento per l'Amore di Espiazione.
Ho pregato tanto questo Cuore Eucaristico perché m'infonda la Sua Mitezza, tanto necessaria per l'ardua Missione affidata alla più inutile e impotente creatura... ho pregato tanto tanto per Lei o Padre, per le figliuole, per tutti.
In questo nuovo anno, sento un crescente amore per il Cuore Divino che m'infonde un fascino di luce e di amore.....
Andai a letto un pò afflitta, mi sentivo il solito male di testa, e quindi alzarmi per ascoltarmi la S. Messa nell'ora a me più cara, mi sembra impossibile, mi addormentai sofferente e rassegnata per la privazione di sì bel giorno.
Dormii pochissimo perché soffrivo, mi sentii illuminare dai raggi del Cuore Divino, dell'immagine da lei o buon Padre regalatomi, e la prima volta che esperimento questo fervore, quasi soavemente lamentandosi il Divin Cuore mentre così mi illuminava: “Perché non hai fatto la preghiera che il tuo Padre Spirituale ti ha tanto raccomandato”.
Mi ricordai subito e pregai, malgrado il tormento che mi aumentava, così trascorsi le ore che rimanevano ancora pregando per i fratelli peccatori che dormono nel peccato, pregando per tanti e mille bisogni della povera umanità, e rinnovando la preparazione per il mio gran giorno.
Suonò la sveglia, e il tormento aumentò sino al vomito presi la reliquia della V. Bianchina e la misi sopra la mia testa, sforzandomi mi alzai, il tormento del vomito calmò ma il dolore di capo seguitava. Arrivai in chiesa sforzatamente, così assistevo alla Messa, al contatto dell'Ostia Santa, ricevendola come l'ultima della mia vita, la solita schiera dei Santi, questa volta la loro presenza mi avvolse in una nube di splendore e così piena di luce immortale come la beata schiera che mi seguiva mi presentai alla Triade S.S. non per essere giudicata ma per annegarmi nell'immenso Oceano di delizie.
Separandosi l'anima dal corpo non sente più le infermità, perché comincia la vita che non ha più fine. Così mi sembrò esperimentare non sentii più le infermità che mi affliggevano, in quell'istante di celeste godimento ritornai dalla Mensa Divina rivestita di luce e di vita, nessuna traccia di minima sofferenza fisica mi rimase.
Padre mio, io che da tanti anni soffro questa infermità che ho appena accennato, alzarmi dal letto in quello stato e in un ora fuori dell'orario abituale, e uscire fuori, assistere alla Messa ecc. e ritornare in casa esente di sofferenze, son sicura che ciò è tutta opera di una grazia non ordinaria.
Mentre ero a letto e stavo per addormentarmi, il sabato sera, sentii fissarmi uno sguardo dolcissimo era la mia Cara immagine, il Cuore di Gesù, ricordai la preghiera, (per la diocesi di Noto) e così mi addormentai svegliandomi al solito qualche volta per l'Adorazione alla S.S. Trinità e la riparazione del giorno festivo.
Nell'accostarmi alla Mensa Celeste, il Pargolo Divino dall'Ostia Santa era col Cuore come un Sole, e impaziente di venire nel mio povero cuore per comunicarmi l'amore che tanti disprezzano..... lasciai libero sfogo al mio cuore e mille espressioni e desideri immensi di volerlo amare, benedire il Suo Nome dolcissimo per tutte le creature che sono state, sono e saranno, che disgraziatamente maledicono il Suo Nome Adorato.... il suo immenso amore oltraggiato, dimenticato....sentii nell'intimo del cuore questa soavissima espressione "i tuoi desideri feriscono il Cuore, e il tuo amore lenisce le crudeli ferite che mi cagionano i peccatori".
La S. Messa era già terminata e l'amoroso colloquio Eucaristico lo completai colle solite preghiere di raccomandazione per i bisogni della comunità e soprattutto per Lei o mio buon Padre, sentii rispondermi: “Ti ho dato io questo dolce peso non temere”.
L'Ora d'adorazione mi attendeva Gesù, mi comunicò con lume profondo, il bisogno immenso del Suo Cuore di amare e di essere riamato..... il crudele abbandono e dimenticanza che la maggior parte delle creature redente a prezzo di Sangue e di Amore, corrispondono....
Sentivo dilatarmi il cuore e di amare con amore sempre nuovo e crescente il Cuore Eucaristico e di riempire il vuoto che moltissime anime lasciano nel Cuore dei più amanti di tutti i Cuori e il più degno di Amore! Sì, o mio buon Padre, in questo nuovo anno sento un nuovo amore per il Cuore Divino! Pregai in modo speciale per le figliuole che in questi giorni vedo più malinconiche, il nemico del bene, le brutte serpi, si allontanano da me e stanno più vicine alle povere e deboli nostre figliuole e sono tormentate. Procuro di aiutarle colla mia povera materna preghiera, e d'illuminarle colle parole che l'Autore dei Lumi mi suggerisce onde far loro comprendere le astuzie del nemico della nostra religiosa vocazione.
Pria di addormentarmi, il Cuore di Gesù tutto fuoco di Amore mi abbaglia, tanta la luce che di quell'Immagine scaturisce, che mi fa aprire subito gli occhi per rivolgerle uno sguardo la solita preghiera, in questo nuovo anno quest'Immagine per me non è più come il passato cioè un semplice quadro sacro, ma si trasforma in qualche istante, in un oceano di luce e di amore.
Anche oggi mi è concesso il dolce favore di alzarmi nell'ora più gradita al Cuore di Gesù e di assistere al S. Sacrifizio e comunicarmi, mentre l'umanità dorme dimentica di Colui che sempre veglia nel Tabernacolo, nella dolce prigione d’amore.
L'Ostia Santa, annegò l'anima mia nel fascino del Suo Immenso Amore, ma è il giorno delle mie sorelline Purganti che durante la notte or una, or un'altra, or un numero immenso mi fanno udire i loro lamenti e domandano la mia povera preghiera.
Li vidi tutti attorno a me, appena il Cuore di Gesù Ostia mi investì della Sua infinita bellezza, parlai a Gesù di queste mie sorelle penanti, Gesù stesso volle visitare presto le carceri delle sue Spose, mentre era così intimamente unito al mio cuore.
Questa volta attirarono la mia attenzione i lamenti di un’anima, era una Suora che trovasi in questo Carcere da poco tempo, piangendo mi diceva le mille infedeltà alla grazia e che lungo sarà il suo penare: “Ero predestinata essere tua consorella, ma non ebbi la forza di saper soffrire un poco assieme a te, soffrii immensamente ritornando in famiglia in castigo della mia infedeltà ed ora qui soffro, i parenti che furono causa di farmi perdere la vocazione religiosa, ora mi hanno tutti abbandonata.
Domandai se sentiva sollievo le loro anime trovandosi in questo Carcere di Espiazione di amici e parenti. Compresi da questa anima, che nessuna consolazione possono sentire, perché la privazione del Sommo Bene e il fuoco che li brucia e non consuma, solo la preghiera è il loro sollievo. Le promisi di visitarla più spesso e di abbreviare, se la Divina Bontà mi ascolta, il suo lungo penare.
Mi è rimasto l'aspetto tristissimo di quest'anima! Anch'io, o mio buon Padre, nell'aridità di spirito che di tanto in tanto soffro, comprendo queste pene delle anime Purganti, in nessuna cosa trovo sollievo ma tutto mi affligge, perché mi sento priva del Sole che mi dà vita, mille ansie d'amore mi divorano l'animo che sente la privazione, l'assenza del suo Bene; la sua bontà o Padre, in tale pene mi parla tanto del mio Sposo Divino e mi è di non poco sollievo, ma ciò non è permesso sempre dalla Bontà Divina, alcune volte soffro e nessun sollievo mi è permesso se non dallo stesso Autore dell'Amore che purifica in questa valle le anime sue.
5 - Dicem (Gennaio) - Martedì -
Lunedì sera al Suo ritorno da Roma o mio buon Padre, mi attristò un poco quella notizia riguardo quel Rev. Ella mi accennò qualche cosa ma io lessi nel suo volto l'espressione malinconica, l'attribuii piuttosto a stanchezza, ma ero afflitta.
Andai a letto, prima di addormentarmi la soavissima immagine del Cuore di Gesù, con uno dei suoi sguardi pieni d'amore mi tranquillizzò, così riposai tranquilla, intimamente unita al Cuore dello Sposo Divino e svegliandomi sentivo i suoi palpiti divini e celesti carismi.
Sentivo fame dell'Ostia Candida così mi preparavo al momento sempre nuovo.
Il mio Angelo Custode questa volta mi circondò dei suoi fratellini primi del solito, erano così festosi e felici di trovarsi accanto a me ed io con loro... com’è dolce questa nuova consolazione, giocavano attorno a me, era giorno di festa trovarci assieme, che sarà quando saremo per sempre nella nostra Famiglia Beata?....
Gesù nell'Ostia venne come un tenero Bambino si slancia nel seno della Sua Madre....
La celeste gioia si accrebbe, i fratellini Angeli mi aiutavano ad amarlo assieme alla Celeste Madre Maria, questa dolce scena mi trasportò innanzi ad una capanna, in un luogo di missione e seguita da questi Angioletti mi aiutavano ad istruire quei poveri selvaggi, piccoli negri nel catechismo.
Come mi sentivo felice in questa missione aiutata da questi Angioletti, com'erano graziosi quei negri, apprendevano con una infantile semplicità.
Terminai il mio sogno consolando i miei cari Missionari nelle Carceri del Purgatorio, e consolando il Cuore del mio tenero Infante per il gran numero di anime in quel luogo che mi aveva fatto vedere e in tutto l'universo sono immensi gli eretici ecc. ecc. che non appartengono ancora alla vera Religione, e vivono nelle tenebre....
La sera nel Santo Rosario ero non poco amareggiata per tutto quello che Ella, o buon Padre chiaramente mi confidò sul riguardo accennato sopra, più che recitare pregavo col cuore la tenera Madre per impedire e difendere dalle insidie del nemico del bene questa Famigliuola Sua.
Sentii consolarmi e riempirmi l'animo di luce e di forza alla soave voce del Cuore di Gesù nel Tabernacolo: “Le persecuzioni che hai sofferto non hanno impedito il compimento dei miei disegni su di te”.
Così salutai ringraziando il Cuore Eucaristico, tranquilla e sicura di aver ascoltato la voce di Colui che solo sa infondere la pace.
Sempre il Cuore Divino pria di addormentarmi mi ricorda la preghiera per la diocesi di Noto e la notte mi sveglia con un raggio di luce che parte da quell'immagine, o che si fa sentire dall'intimo del mio cuore.
Alla Mensa Celeste godeva la scena dell'arrivo dei S. Magi, e partecipavo ai loro intimi godimenti mentre il tenero Bambinello riposava nel mio povero cuore come sua Culla, non certamente degna di sì gran Re, glielo offrii questo povero cuore: ecco il dono che potevo dare, e per saziare le brami ardenti del creato immenso che lasciano le anime che vivono ancora nelle tenebre e nell'errore, offrii il mio immenso desiderio di offrirgli i cuori di tutte queste creature assieme al mio, certo son semplici desideri ardenti, ma tanto graditi a Gesù, mi fece sentire più intimità col Suo Cuore divino in quell'istante...
Mille Carismi mi manifestò. Di tanto in tanto durante la giornata sentivo nell'intimo del cuore soavità infinita carismi del celeste Bambino che guardavo nel mio cuore ora che tranquillamente riposa nel seno della Madre, ora sveglio, sorridente.... Tuttocciò mi frutta un aumento di amore per le figliuole che mi circondano, per tutta l’umanità, amore che manifesto nella preghiera e in grandi desideri per la santificazione mia, delle figlie, del mio Buon Padre e per la salvezza di tutte le anime.
Il Cuore Divino Eucaristico nella S. Comunione dopo le intime manifestazioni del Suo Immenso amore, mi manifestò l'immenso dolore per la poca fedeltà alle Sue ispirazioni, e tale dolore lo sentì vivamente per le mie infedeltà sopratutto.
Nell'ora santa rinnovando la mia contrizione per i miei e gli altrui peccati e l'atto di immolazione, consolai il Cuore Divino, assicurandomi con le Sue tenere espressioni: “Le tue lagrime di contrizione e di amore sono un balsamo che leniscono le piaghe profonde che mi rinnovano l'ingratitudine degli uomini”.
Nella S. Comunione la soavissima Vergine mi pose nel mio cuore il Suo tenero Figliuolo circondato di rose e gigli.
Perché, domandai così tanti bei fiori è giorno di passione ed invece... mi rispose: “Son questi i frutti delle persecuzioni che soffri ancora dove hai tanto sofferto, le spine si cambiano in rose d'amore e gigli di candore per abbellire la mia culla, il tuo cuore”.
Questa dolce e incantevole visione spesso mi si rinnovava nel corso della giornata.
Dopo la Comunione ebbi la visione della bellezza e splendore dell'anima che separata dalle spoglie mortali si perde nell'Infinita e Increata Bellezza.
Padre vorrei dire più chiaro ciò che compresi ma Ella ben sà che son cose difficile a manifestarsi molto più io che non ho tanta, anzi nessun grado d'istruzione per manifestar con più chiarezza quello che la divina Bontà mi fa capire.
Sentii e vidi l'anima mia più bella degli altri sabati, così la mia visita alle mie sorelline del Purgatorio riuscì di maggior consolazione specialmente a quella buona Suora che ora visito spesso e molto le giova tale visita. Sono tutte queste care anime sorelline che s'interessano tanto per me e per le cose della comunità presente e avvenire così mi manifestano la loro tenera gratitudine che raddoppieranno quando saranno negli eterni gaudi.
Nella Comunione, contemplai la bellezza dell'anima nello stato di grazia, di intimo amore con la S.S. Trinità, la Sua predica fu conforme a quello che io avevo esperimentato in un istante di luce soprannaturale.
L'ora santa - la gioia, il gaudio del Cuore Eucaristico nel vedere circondato il Suo trono d'Amore di anime che corrispondono al suo dolce invito e i gemiti del Suo Cuore per coloro che non lo ricordano neanco nei giorni festivi calpestando le leggi divine.
Visita alle mie amate Sorelle nel Purgatorio in compagnia del Cuore di Gesù nell'Ostia Santa, la gioia di queste care anime, nell'essere liberate da quella prigione di incomprensibili dolori, come loro sorella partecipo alle loro pene e alle loro gioie, ci rivedremo in Cielo ove saremo per sempre assieme.
Il mio solito male improvvisamente mi fece soffrire tanto da non potermi muovere dal letto, mi fece soffrire doppiamente per la privazione della Messa e Comunione, per un istante mi senti vicina all'altare nel momento dell'Elevazione dell'Ostia Santa, rinnovai la mia offerta di Vittima per i miei fratelli peccatori e per i bisogni dei Missionari, mi addormentai dopo una notte di insonnia e sofferenze cogli occhi pieni di lagrime per la fame dell'Ostia Divina! Dopo qualche ora mi svegliai e il mio caro fratellino, con un gran numero di Angeli Custodi mi sembrò di vederli attorno al mio letto, mi consolava molto la loro presenza e mentre parlavamo il linguaggio del cuore la Maestosa Regina con la Piccola Teresa mi trasportarono in diversi luoghi di Missione, ove io ero stata altre volte, ma questa volta brevissimamente, la tenera Madre benediceva quei luoghi.
La penosa privazione anche in questo giorno per me tanto caro - era troppo fredda la temperatura e seguitando a sentirmi poco bene mi rassegnai e feci le preghiere nella mia stanzetta. Mi confortò la dolce visione della soavissima Madre circondata da innumerevoli Santi Carmelitani, io volevo presentare le mie religiose, ma non ebbi il coraggio di fronte a sì gran Santi.... preferivo pregare e contemplare le bellezze della Madre dei Santi molto distante, era così piccola la nostra Istituzione che appena si vedeva, la piccola Teresa incoraggiandomi mi portò fino al Trono della Madre Celeste ero assieme a Lei o Padre e mentre io domandavo la benedizione per le figliuole presenti e avvenire la dolce Madre dandoci il Suo Figliuolo con soavissimo amplesso per significare l'unione di azione che tra me e Lei deve regnare.
Alla benedizione della S.S. Madre, si univa il sorriso dei Santi e di San Giuseppe in modo speciale, per significare che la nostra piccola Istituzione è la beniamina come la Santina che ci protegge. Com'è bello e soave amare in questa vita tutto il mondo ma con speciale intimità a Dio più care e da Lui stesso unite per lavorare nel campo che a loro affida per la propria e altrui santificazione.
Per il forte vento trascorsi la notte insonne ma pregavo, mi alzai un pò annoiata o meglio stanca dell'insonnia, sentivo sfinimento di forze sicché non potevo prepararmi per la S. Comunione come desideravo dopo due giorni di privazione.
Mi accostai come un'inferma al Medico divino senza poter pregare. L'Ostia di luce e di Amore per un istante mi fece dimenticare le mie miserie corporali, mi senti trasformare e perdere come un piccolo atomo nell'immenso oceano dell'infinita bontà, compresi profondamente gli innumerevoli benefizi che questa Bontà Infinita regala a tutte le sue creature, malgrado la mostruosa ingratitudine della maggior parte, sentii dilatarmi il cuore per riparare col mio amore la dimenticanza della riconoscenza anche delle anime che sono a Lui consacrate.
Era di somma consolazione al Cuore di Gesù questa mia povera ma ardente manifestazione di ringraziamento per gli immensi benefizi profusi su di me e su tutte le creature che sono state, sono e saranno.
Compresi che questo tenero amore di riconoscenza è tanto gradito al Suo Cuore, che arricchisce l'anima di sempre nuovi tesori.
Così trascorsi l'Ora santa, ringraziando e piangendo con Gesù nel Getsemani, soffrivo una grande tristezza che speravo sentirne sollievo nella Sacramentale Assoluzione, ma rimasi forse più afflitta.
Soffrivo non poco stare la sera durante il lavoro o ricreazione in compagnia, sentivo il cuore immerso in grande amarezza, gli occhi pieni di lagrime che frenavo a stento.
Non ebbi la forza di far le ultime preghiere, mi ritirai nella mia stanzetta testimone delle mie gioie e delle mie pene, pregai, ma per non far vedere il mio turbamento e il bisogno di dar libero sfogo ai miei occhi, o meglio al mio cuore, mi posi a letto.
Che notte orribile e terribile, pregavo per i peccatori, era la notte del Getsemani ma che ridda infernale, quante ombre nere e spaventose mi circondarono il letto, che linguaggio infernale sentivo - “Eccoci siamo qui ci chiami attorno a te, lascia di pregare per i peccatori, sono tutti nostri, sono induriti in gravissimi peccati, questo paese è nostra conquista” un altro diceva rivolto a me, “perché sei venuta qui, è luogo nostro e perciò tu sarai una nostra vittima, niente conchiuderai, abbatteremo le vocazioni sino a farle scoraggiare e a lasciarti”. Un altro, il Padre che ti sembra così interessato ti abbandonerà, tu avrai tante e tale afflizioni, malattie ecc ecc. finirai male la tua vita... un altro, “hai lasciato il tuo posto, hai rovinato quella casa ed ora resterai senza nessuna sicurezza”, altri “così finirai nella disperazione, stando qui le onde del mare ti inghiottiranno, noi ti tufferemo per dar fine ai tuoi guai” - altri “sei povera dannata vedi come ti circondiamo, siamo già destinati a farti compagnia e a seguirci, tu stessa ti darai morte ti avvelenerai... vedi quanti peccati di disperazione ti facciamo commettere, sei dannata... non c'è altro rimedio che tu stessa alzarti presto e, quando sarai sola, mentre le tue Suore si recano in chiesa, andrai alla spiaggia e aiutata da noi ti libererai da questo corpo, da questo luogo”.
Padre mio non posso descrivere questo colloquio infernale sembravami di aver commesso già quei delitti, sentivo l’enorme peso di gravi peccati e la divina giustizia così irritata contro di me in atto di punirmi, che tenebre, che orrore, mi alzai non per fare ciò che mi suggerivano ma, prostrandomi, chiamai il mio fratellino Custode, piangevo era una forte emozione, e tanto forte da non sapermi più frenare, non ero più padrona di me, (né posso ricordare questa lotta senza lagrime). Venne la mia buona Suora M. ma non osò domandarmi né potevo certo rispondere. Il mio Angelo lo sentii subito visibile e accanto a me, vennero molti altri Angioletti Custodi, grati a me per la riparazione del giorno a loro destinato, le ombre fuggirono, Gesù mi si presentò agonizzante sulla croce: “Offrimi le tue pene per tutti quelli che ora e in questo giorno agonizzano, per ottenere la loro salvezza nel più terribile momento”. Stanca e sfinita mi riposai ai piedi della croce confortata dalla dolce compagnia dei miei sorridenti e purissimi Angioletti.
Trascorsi il giorno alla presenza di questa dolce visione, di Gesù Crocifisso e pregando.
Il mare non lo posso guardare in questi giorni senza sentire spavento, specialmente quando le onde si fanno impetuose.
Riposai tranquilla, con la preghiera che rinnovavo durante qualche momento che ero sveglia, invocando la tenera Madre e tutti i Santi e Angeli a me più cari onde farmi fare una buona e santa morte, nella confessione sentii un sollievo, malgrado il timore di non aver saputo chiarire il mio stato di abbattimento, il desiderio grande di morire santamente non certo la morte orrorosa....
Mi accostai alla Comunione, a questa Sorgente di Amore che mi aprirà il Cielo, oggi Padre sento un insolito desiderio di questa felicità che sospiro ancora!...
Gustai per un istante la dolce visione di un giardino delizioso, il canto soavissimo di un uccellino e di qualche bellissimo Angelo che godevo tante delizie.
Ritornata in comunità mentre tranquillamente lavoravo sentii dirmi “maledetta”, era una brutta ombra, con una faccia orrenda con grossi denti che minacciava avvicinarsi, invocai la mia Madre Maria, ma non potei proseguire il lavoro, quella brutta ombra mi cagionò un pò di sofferenza nel cuore.
L'Adorazione alla S.S. Trinità durante la notte, pur dormendo tranquilla.
Dopo la Comunione sentii l'anima inabissarsi in questo Mistero Divino delle tre Divine Persone in un solo Amore, è un nuovo spettacolo di bellezze, l'anima dopo la Comunione, immersa nell'Oceano delle Divine Bellezze tutti i Santi e gli Angeli contemplano quest'eccesso di amore del Creatore verso la povera Creatura che la eleva a sì sublime unione anche in questa terra di miserie!
Dopo pranzo durante l'Adorazione di riparazione, Gesù dal Tabernacolo mi fece gustare le consolazioni del Suo divin Cuore in quest'ora Santa, mi sembrò vedere il Cuore Eucaristico tutto fiamme e con raggi e dardi d’amore ferivano il cuore delle nostre figliuole, delle Sue Spose, in loro trova molta compiacenza, amore di riparazione per coloro che non lo ricordano neanco nel giorno festivo.
Questa dolce visione mi riempì di tanta gioia e gaudio celeste. Il dardo che dal Cuore di Gesù feriva due cuori, compresi che erano i nostri, simbolo dell'unione di volontà che deve regnare nella nostra Istituzione.
La visita alle mie Sorelline Prigioniere, colla preghiera durante le notte dormendo e sveglia, e con Gesù nel Cuore dopo la Comunione.
Questa visione, o Padre mio, è sempre nuova per me, malgrado che sembra ripetere in iscritto le stesse cose spesso non trovo espressioni onde manifestare queste relazioni soprannaturali, (se così possono caratterizzarsi, o illusioni!...) questi timori, o mio buon Padre non mi lasciano mai, mi tormentano sempre malgrado tanti godimenti, e sento una continua avversione a queste consolazioni e diffidenza perché vedo la mia estrema miseria, di che sono e sarei capace senza Dio un solo istante!
Se mi fosse possibile io vorrei dipingere questa dolce visione, cioè dell'anima che unita al Cuore di Gesù Ostia visita le Prigioniere Anime purganti, come queste la circondano e la supplicano, e l'anima come regina unita al Re Suo Sposo ottiene a prò di dette anime grandi favori e l'accrescimento di carità fraterna, ciò è di grande sollievo per queste anime che soffrono immensamente.
Quante cose comprendo da questa relazione con queste mie Sorelline, ma sarei molto lunga e il tempo mi manca. Ella, o mio buon Padre, vede praticamente che io non impiego lunghe ore nella preghiera, ma anche meno delle altre in certi giorni di impotenza fisica, ma sono brevissimi istanti di luce soprannaturale che mi aprono scene misteriose che spesso non posso riferire.
Durante il giorno spesso le nere ombre mi hanno tormentato con maligne suggestioni, e specialmente la più penosa per me, cioè quella di allontanarmi da Lei, o mio carissimo Padre, di lasciare questa residenza, quante minaccie, se io ancora starò qui diverrò la loro preda, sarò peggio di questi abitanti, e sempre la minaccia di non pregare per questo paese se non voglio il loro odio infernale sopra di me e l'Istituzione che odiano sommamente!
Mi hanno minacciato di rovinare la fabbrica della casa o qualche persona... Ho risposto con piena tranquillità che l'Istituzione è di Colui che è l'Autore d'ogni Bene, a Lui ho dato la mia volontà, a Lui il mio corpo, Egli è più potente dell'inferno, quindi non potete nuocermi se non per Volontà di Dio e allora accetto qualunque martirio, anche la distruzione dell'Istituzione, di me stessa e della mia dannazione che certo Dio non permetterà!
Ma questa tentazione però, non le nascondo, o mio Padre, che mi ha amareggiato immensamente, l'abbandono, la dannazione per colmo! Non posso ricordare queste ore di lotta senza lagrime, non ho sofferto mai simile martirio, come mi sembrava realtà tutto l'orribile apparato che quelle ombre diaboliche mi descrivevano, né posso riferire tutte le maligne suggestioni: “Siamo i padroni di questo popolo ubbidiente alle nostre voglie che ti circondiamo, fuggi se non vuoi essere nostra vittima, abbandona tutto!
Invocando il nome della potente mia Madre sentivo qualche istante di luce e di tranquillità, ma la lotta ricominciava.
Trascorsi la notte dormendo, come chi soffre, stanca e affranta, abbandonandomi nel Cuore Divino che mi sembrava anche lui lontano e la mia immagine, senza espressione, sembravami che mi abbandonava in balia di quegli spiriti maligni tanto furiosi e arrabbiati verso di me.
Mi accostai alla Mensa Celeste con veri sentimenti di umiltà e come una cerva assetata di gustare il Cielo, di lasciare presto questa prigione per timore di offendere Dio, per liberarsi da tante insidie e gustare la compagnia dei Beati.
Gesù tutto pieno di luce e di Amore si fece sentire alla mia povera anima tanto triste, lo supplicai di non allontanarsi mai mai da me, i miei fratellini Angeli Custodi mi circondavano di carezze e di Amore, la dolce visione della mia Teresina mi fece vedere la nostra casa nell'atto che Lei dal seno della Vergine S.S. pigliava fiori e, in atto di benedirla, li spargeva nella nostra Casa: “Non temere, la casa è mia”; compresi che i maligni spiriti tentano di procurarci qualche grande amarezza ma la nostra Celeste Protettrice ciò non permetterà.
Rimasi tranquilla e sicura, volevo confidarle, o Padre, queste cose, ma non ebbi il coraggio.
Priva della S. Messa e Comunione, è un giorno senza sole per me, nutro l'anima con la rassegnazione e con la preghiera, mi sentivo tanto male fisicamente e moralmente, ritornarono le ore penose oscure.... di mattina non ebbi tempo di far un pò di meditazione, dopo pranzo mi recai in chiesa, e prostrandomi ai piedi del Tabernacolo dopo l'adorazione sentii tanto grande il peso delle mie miserie, e di che cosa sarei capace in questa Istituzione.... rimasi afflitta ma tranquilla, abbandonandomi nel Cuore Divino onde trovare forza e rimedio per tante miserie che vorrei, o mio buon Padre chiaramente manifestare, ma sono così immense da non essermi possibile descrivere questo stato dell'anima, come vede chiaro mille e mille miserie.
Mentre ero così afflitta mi sentii chiamare da una soavissima voce a me nota... era la tenera Madre con il mio carissimo s. Giuseppe, volevo dire tante cose ma non sapevo dir nulla non avevo il coraggio, mentre ero così fuori di me e confusa, mi vidi accanto una dolce figura, o meglio Visione, era il mio carissimo Padre Blandini! Questa volta era più bello delle altre volte, aveva l'aureola di splendore e tutto come un sole, mi parlò soavemente: “Sta tranquilla, la Provvidenza regola le tue imprese.”
Rimasi inebriata di luce e soavità celeste e piena di confidenza in Colui che tutto dispone per la nostra santificazione.
Così trascorse il giorno che avevo cominciato così amaro.
La mia dolce immagine del Cuore di Gesù pria di addormentarmi la guardai per rinnovare la solita preghiera e la trovai, al solito piena di luce e di amore, così mi addormentai.
Nella Comunione mi sentii presente nel momento dell'Istituzione della S.S. Eucaristia, di essere in compagnia con i primi discepoli di Gesù e della S.S. Vergine e sperimentai l'unione di Gesù per mezzo di questo Cibo Divino con la Chiesa Militante: è il Cibo che affratella, unisce tutte le membra al Corpo di Gesù che è il Capo, nutrirsi dello stesso Alimento, mangiare alla stessa Mensa per essere tutti uniti in questa vita, come i beati godono la stessa beatifica Visione reale di Colui che qui contempliamo e gustiamo sotto i mistici veli dell'Eucaristia.
Compresi la grandezza del Sacerdote nel momento che pronunzia le Misteriose e sublimi parole della Consacrazione, e mi sembrò vedere l'altare circondato da un numero immenso di Angeli che riverenti si accostavano a Lei, o mio buon Padre, Sacerdote e Vittima, e tutti baciavano le sue vesti Sacerdotali.
Tanta grandezza sentii il dolce lamento dell'Ostia Santa, non è compreso da non pochi, di coloro che sono elevati a sì altissima dignità!
L'ora di riparazione la trascorsi consolando il Cuore divino per i Sacerdoti che menano vita piuttosto rilasciata e pregando per loro, piangendo le mie infedeltà e di tutti i parenti e peccatori di tutto il mondo, così terminò presto l'ora, con un dolce grazie di Gesù chiamandomi il suo angelo consolatore nel Tabernacolo.
Priva dell'Alimento celeste, pregando, gemevo ai piedi del Crocifisso e mi lamentavo perché a causa della cagionevole salute mi priva di tanti beni.
Mi sembrò uscire dalle piaghe di Gesù tanta luce e rivestirsi di splendore il Crocifisso e sentii consolarmi con queste dolci parole: “La pena che tu soffri è di consolazione e balsamo alle mie piaghe.”
Furono di dolce sollievo anche al mio cuore soffrendo la fame Eucaristica con tranquillità e rassegnazione, il martirio delle lotte interne per tutto il resto del giorno.....
Mi riempì l'animo di Cielo l'Ostia Santa, gustai la soavissima Visione della tenera Madre e del lungo stuolo di Santi che assisteranno la mia morte, alla loro presenza dolcemente l’anima si separerà dal corpo e gli spiriti delle tenebre fuggiranno.
Mi accostai con questa sicurezza alla Confessione e con interna comprensione di tutti i miei peccati specialmente dei difetti commessi in questa settimana che avrei voluto manifestare chiaramente onde far conoscere a Lei, o buon Padre la mia grande miseria, di che sono capace, malgrado le grazie senza numero che la Bontà Divina mi Comunica.
Manifestai ciò che mi fu possibile e rimasi per tutto il giorno lieta e libera di tutte le suggestioni di quelle nere ombre d'inferno e delle loro maledizioni per convincermi che io ero dannata e in loro compagnia.
Dall'ora in poi non ho sofferto più manco negli altri giorni queste penosissime immagini e suggestioni.
La notte improvvisamente mi sentii assalire da mille sofferenze fisiche in tutto il corpo e specialmente al cuore e alla testa, speravo potermi muovere e alzarmi e ascoltare la S. Messa ma mi fu impossibile, mi aumentarono per lo sforzo di alzarmi, mi rassegnai e mi abbandonai afflitta sulla croce offrendo le mie sofferenze e privazioni in tal giorno a me tanto caro per l'osservanza del Precetto Divino per me e per la riparazione.
La Messa si celebrava quasi in fretta, la mia stanzetta nel momento dell'Elevazione dell'Ostia Santa, della Vittima Divina, si riempì di luce, l'immagine del Cuore di Gesù, la statuetta del mio Bambinello Gesù, tutto era pieno di luce, di gioia, si trasformò in un tempio! La S. S. Trinità si accostò a me, mi inondò di luce e di amore. Come posso descrivere o mio buon Padre quest'istante? Non sentii le sofferenze fisiche, fu un istante di Cielo, sentii queste soavi espressioni mentre io, confusa per tanta Immensa Bontà e per questa visita inaspettata... l'anima è il tempio della S.S. Trinità.
Pregai per Lei, o mio Padre, ma io non sapevo che Ella era sofferente. Soffrii molto tutta la giornata, ma ero visitata spesso da celesti visioni intime, da consolazioni, ora dai miei Angeli Custodi che circondavano il mio letto, dallo Sposo Divino in diverse forme, di Sposo tenerissimo, e spesso le dolcezze di Gesù Bambino che riposa nel seno materno....temevo e invocando il dolce nome di Maria, sentivo ricolmarmi di più intima tenerezza, senti rassicurarmi: “Lasciami nutrirmi del tuo amore, delle tue sofferenze in espiazione dei peccati di questo popolo ingrato e indurito nel peccato.
Le sofferenze non mi impedivano di offrirmi Vittima, di pregare e specialmente per Lei, o mio caro Padre, perché presto riacquistasse la sua preziosa sanità.
Fu un giorno di sofferenze, ma di grazie non ordinarie, volevo star sola, temendo che qualche espressione poteva far capire qualche istante fuori di me, ma la sua presenza, o Padre, mi era di grande godimento e sicurezza per qualche timore che non mi faceva godere tranquillamente.
Mi accostai alla Mensa Celeste per sollevare le mie sorelline Purganti; volevo pregare un pò più, ma non mi fu accordato che un brevissimo istante, mi sembrò di essere priva di un godimento dolcissimo e così con questa ansia rimasi quasi tutto il giorno.
Un pò prima del Rosario mi recai ai piedi del Tabernacolo per pregare per tanti bisogni, pregai per l'affare della Chiesa e dell'ideale suo o Padre, mi sentii internamente rassicurare del compimento dei divini disegni malgrado che tutto sembra impossibile.
Queste intime rassicurazioni mi lasciano tanta soavità e gaudio, tanto che volevo la stessa sera confidare a Lei la mia gioia, ma non sò vincere la mia ritrosia.
I miei Cari Angeli mi aiutano a ringraziare Gesù dopo d'avermi accompagnata alla Mensa Celeste, dopo un istante di intima unione con Gesù Bambino nell'Ostia Santa, la Santina mi sembrò dopo d’aver benedetto la casa che è in costruzione per preservarla dalle infernali insidie, mi fece vedere immense città, villaggi e boschi, non ancora illuminati dai Missionari.
Mi ispirò un'ardente desiderio di salvare tutte queste anime che sono nelle tenebre e nell'errore.
Anche oggi mi tocca soffrire la solita penosa privazione nel momento della celebrazione della Messa, sentii confortarmi dalla soave e intima visione del Celeste Pargolo che venne a posare nel mio seno la divina Madre.
Nella Meditazione, mentre il Celeste Pargolo riposava ed io contemplavo questa interna visione, mi sembrò vedere il mio S. Giuseppe con un candidissimo giglio, e sorridente lo pose accanto al tenero Infante” perché tante consolazioni a questa indegna creatura confusa” esclamavo: “Iddio dà tutto se stesso a coloro che tutto rinunziano per lui.”
L'intimità di amore col Celeste Pargolo, mi fa gustare un gaudio ed una gioia, da farmi dimenticare la mia età, mi sento agile come una bambina, mentre l'amore materno mi rende felice.
È il giorno dell'Eucaristico Amore, la meditazione, era l'amorosa impazienza dello Sposo divino di unirsi alla Sua povera creatura.
Padre mio non trovo certo similitudini più adatte di questa non trovando altre. Venne lo Sposo mi strinse così teneramente e fortemente... il Suo divin Cuore palpitava sul mio, era in un amoroso incendio di fuoco, mi tenne così il tempo della messa mentre le Sue labbra Divine non le staccò per tutto il tempo dalla mia fronte!...
Mi fece intimamente sentire che queste intimità vorrebbe comunicarle alle anime a lui consacrate, ai Suoi Ministri, ma le rinunziano per vili piaceri, puerili attacchi alle creature che non amano come lui desidera.
Compresi profondamente l'ardente immensa brama del Cuore Eucaristico nel volersi comunicare alle anime che rinunziano al mondo, ma non rinunziano alle piccole cose e restano prive dei celesti Carismi, della luce e forza divina che sa solo infondere l'Autore del vero e puro Amore, l'Eucaristia.
Padre come potrei descrivere, l'amore che a torrenti mi penetrava, mi trasformava in quell'intimità di unione, mi sembra sempre diversa e più intima, ogni volta che questi carismi godo.
Oh, mio bene Eterno, o bellezza increata, amore immenso, perché ricolmi di sì grandi favori una sì vile creatura, perché mi manifesti il tuo sommo godimento nel mio povero cuore, e ti è tanto gradito l'amor di riparazione tanto da comunicare a me quello che altri rinunziano?
Padre mio Carissimo oggi non finirei di scrivere e scrivere mille cose, ma il tempo vola penso che lascio sole le figlie, i frutti del nostro ideale!
In questa intima unione con Gesù Ostia, gusto più chiaramente l'amore verso le creature che Iddio ha prescelto ad essere di guida e di sostegno lavorando nel campo mistico che ci ha affidato. E proprio Ella, o Padre, nella confessione non avendo io il coraggio di manifestarle i celesti godimenti di quel momento e dopo la Comunione, era proprio da Dio illuminato parlandomi e rassicurandomi riguardo le molestie dei giorni scorsi.
Durante la giornata lo Sposo era sempre accanto a me, rinnovava spesso gli amplessi ed una dolce fiamma sensibile nel cuore, mi sembrava che le mie figliuole s'accorgevano delle emozioni esterne che frenavo a stento, e allora preferirei star sola...
Sentivo grandi timori, ed una grande ritrosia, ma lo Sposo Divino mi abbracciava più teneramente assicurandomi di non temere trovandomi nella stanza nuziale.
L'Ora Santa, m'invitò a seguirlo nel Getsemani, nella prigionia d'amore, ad asciugare il sudore di sangue col mio amore, colla contrizione dei miei e degli altrui peccati, specialmente per le anime a lui consacrate e per questo popolo tanto ingrato e indifferente.
Sarei molto lunga, o mio buon Padre se dovrei scrivere tutto quello che esperimento in questa ora di amore e di dolore, ma si consoli però, perché è di sommo godimento al Cuore di Gesù questa ora di riparazione e molto fruttuosa di grazie per noi e per tanti poveri ciechi che non vogliono conoscere dove sta riposta la vera felicità.
Si abbandonò sul mio petto lo Sposo Divino tutto livido, grondante sangue, restai priva di sensi a tale visione di dolore e di immenso amore, così rimase Gesù per tutta l'ora, spesso durante la sera e la notte!...
Oh, come la dolce visione di ieri mattino oggi si è trasformata! Gesù carico del soave peso della croce mi viene incontro e domanda di asciugare il suo Volto divino pieno d sangue, di sputi, di ferite: “Il tuo amore o mia diletta lenisce le grandi amarezze che si rinnovano nell'Eucaristia, l'ingratitudine di tutti coloro che pur conoscendo la mia legge, mi seguono come i farisei, mi rinnovano la passione, il calvario.”
Appoggiando il suo Volto Divino, così deforme, sul mio cuore e teneramente abbracciandomi: “Fammi gustare questo dolce riposo ho tanto bisogno, fammi sentire i tuoi palpiti in riparazione di innumerevoli bestemmie e di parole oscene contro la mia santa legge.”
Mentre ero confusa per queste tenere manifestazioni verso di me così miserabile s'accresceva la conoscenza del mio nulla, ed esclamando risposi: “Ma come, o mio Sposo Divino, puoi scegliere me per consolarti, mentre io accresco le tue pene per la mia infedeltà? “È proprio per questa tua convinzione che oggi mi farò sentire spesso nel tuo Cuore.”
Padre mio, più s’accresce l'intimità col mio Divino Sposo, più sento profonda la chiara convinzione della nullità della creatura, e che le grazie, i favori sono effetto della immensa Bontà.
Durante il giorno, di tanto in tanto mi si rinnova la dolce e penosa visione del Volto di Gesù sotto il peso della Croce, mi sento ferire dagli sguardi appassionati dello Sposo così sofferente, e mille tenerezze sento per consolarlo, sento rinnovarsi l'intima unione del Suo divin Volto col mio Cuore dove Egli stanco e affannato si riposa....
Dopo la solita preparazione per il solenne giorno che mi attende rinnovando gli atti di contrizione con più fervore del solito, dopo aver ricevuto la Forza Eucaristica per il gran viaggio, seguita da un lungo stuolo di beati, la tenera Madre mi presentò alla S.S. Trinità, sembra, o mio buon Padre, che scriva sempre la stessa visione, non si trovano le espressioni adatte, sono godimenti di Cielo, e questo linguaggio è piuttosto da provarsi che manifestarsi.
L'Infinita immensa bontà in un istante può comunicare all'anima, beata tutto se stesso in un istante, gusta sempre nuovi godimenti sino all'eternità...
L'anima che non è ancora separata dal corpo esperimenta in modo imperfetto la bontà, l'immensità, l'eternità ecc...
La Seconda persona della S.S. Trinità, mi attendeva come lo Sposo attende la Sposa nel momento degli eterni Sponsali e mi presentò all'eterno Padre mentre lo Spirito Santo m'investiva di soave fiamma.
Così il tempo vola e la S. Messa mi sembra pochi momenti la dolce fiamma, la Celeste Visione mi rimase scolpita tutta la giornata.
Nel momento della benedizione della tavola, ogni volta che recito l'Oremus e pronunzio il soave nome et beate Maria ecc... sento rinnovarmi la soave visione della tenera Madre che sorridente benedice la comunità, dacché in un sabato dei mesi scorsi esperimentai questa consolazione, mi infonde tanta soavità questo nome in tal momento che a stento posso pronunziarlo.
“Le anime pure sono il tempio vivente della S.S. Trinità”. Era la soave voce dello Sposo che svegliandomi mi chiamava a1l’Adorazione Eucaristica, alla preghiera di riparazione.
Mentre ero inginocchiata alla Mensa per ricevere l'Ostia d'Amore, mi sentii un'intimo raccoglimento e una moltitudine di Angioletti mi portarono una candida veste, mi sentii rivestire di un candore che non ho mai esperimentato, mentre lo Sposo Divino seguito da una schiera di beati mi veniva incontro, quando mi strinse al Suo Cuore gli angeli e i Santi mi coprirono di fiori!...
Padre, che emozioni intime di tenero e ardente amore, come mi sentivo penetrare da dardi infocati, che soavissimi profumi di Cielo esalavano quei fiori, come accrescevano l'immensa gioia la presenza, il godimento dei beati assistendo alle intime Comunicazioni Eucaristiche dell'anima pura coll'Autore di ogni increata bellezza!
Ritornare a rivivere in questa vita dopo questa Celeste compagnia è un pò duro, o Padre mio, ma le figliuole che mi circondano sono i frutti del mio ideale, e Lei, o Padre prescelto dalla Divina provvidenza per aiutarmi alla realizzazione dei divini disegni, ed il rappresentante vero dello Sposo Divino, così trovo un dolce compenso al vuoto che mi lasciano i celesti carismi prolungandosi ancora il mio esilio, questa nuova dimora però pregusto, come mai le consolazioni immensurabili che godranno coloro che hanno seguito Gesù nella via del Calvario, e parteciperanno ai gaudi Celesti ed eterni.
Soffrii la solita penosa privazione della Messa e Comunione a causa della mia poca salute, la notte soffrii un'impressione penosa, mi sentii svegliare da una serpe che mi veniva incontro per mordermi, compresi che era una nuova insidia del nemico per disturbare la nostra tranquillità, ma al solito la tenera Madre Maria alla quale ricorsi subito mi tranquillizzò essendo vili i nemici di fronte alle potenti Protezioni.
Non potendomi alzare procurai di volare col pensiero al Tabernacolo e pregare per le mie sorelline Purganti, era tanta la mia impotenza che ciò mi riusciva difficile non potevo niente pensare, mentre offrivo la mia impotenza e sofferenza mi sentii intimamente unire allo Sposo Celeste: “Dove sei tu sono Io”, mi ricolmò dei più intimi carismi, era l'ora dell'Elevazione, pregai con ardore per le mie care anime Purganti, trascorsi qualche istante a consolarle, pregai assieme a loro per Lei o mio caro Padre, per le figliuole.
La preghiera di queste anime tanto care a Dio è di molto giovamento a noi mentre nulla possono per loro stesse.
Veda, o mio buon Padre, quanta protezione abbiamo nel mondo soprannaturale, per la nostra impresa che non appartiene al mondo, ma al Cielo, perché deve essere feconda di anime che appartengono al Cielo.
I miei cari fratellini Angeli Custodi oggi sono più numerosi, oh, che festa mi fanno attorno, vorrei se mi fosse possibile pitturarli, oh come sono gaudenti, com'è bello stare in compagnia di questi Angeli purissimi, fanno pregustare il loro alito puro e beato.
Così accostandomi a ricevere l'Ostia d'Amore dopo gli intimi atti d'adorazione e d'amore, la mia Santina mi fece vedere diversi paeselli ma compresi che non saremo nelle missioni estere, ma molto bisognose di piccole anime, disposte a sacrificarsi per il bene del prossimo.
Vedevo piccole chiesette, numerose bambine, ma tutto di lontano. Sentii i dolci lamenti del Cuore di Gesù Ostia per il numero immenso di anime che appartengono a tante sette contro la sua divina legge e che li trascinano all'eterna rovina.
Pregai per questi poveri ciechi fratelli, per i loro Angeli Custodi perché non si allontanino e li proteggano sempre come pure tutti coloro che, pur essendo cristiani non ricordano mai i loro Angeli e non ne fanno nessun conto.
Oggi è un giorno di dolce gaudio, ieri sera andai a letto un pò afflitta per la privazione che mi toccava soffrire essendo l'orario un pò pesante per le mie povere forze, ma di grande consolazioni all'anima. Mi lamentai guardando la mia cara immagine del Cuore di Gesù e così mi addormentai.
Al suono della sveglia mi svegliai ma mi sentivo impotente, non sapevo rassegnarmi, domandai alla mia dolce immagine la forza, mi alzai subito piena di energia e volai al Tabernacolo, alla Sorgente per dissetarmi. Gesù mi attendeva, durante la Messa mi lanciava dal Tabernacolo raggi di fuoco, era l'ardente fiamma del Creatore verso la sua povera creatura che vuole nutrirla delle Sue Carni divine.
Nel momento della Comunione mentre ero inginocchiata nella mensa, mi sentii investire di un'immensa luce, era una celeste visione che si avanzava verso di me. La Regina dei Santi col Suo tenero Infante, S. Giuseppe e mille altri Santi del nostro Ordine, nel momento di ricevere Gesù la Vergine S.S. lo diede a S. Giuseppe per deporlo nel mio Cuore.
Il gaudio, il Sorriso dei Santi quando l'anima si nutre del Cibo Eucaristico, è il vincolo che ci unisce alla Famiglia Beata, trovare parole onde manifestare queste consolazioni, o mio buon Padre, non mi è possibile, è dire tutto quello che si acquista di conoscenze in questi istanti di intima relazione con Dio, e con la Corte Celeste che segue il Re Divino!
Pregavo il Pargolo Celeste di non permettere ai nemici del bene di ostacolare i Suoi disegni su questa Sua famiglia, sentii nell'intimo del cuore queste dolci parole dal mio caro S. Giuseppe: “Non temere perché proteggo la tua impresa”; i Santi mi rassicurarono della loro protezione, come loro sorelle, mentre m'infondevano nel cuore una grande fiducia, ringraziandoli domandavo qualche cosa che potesse consolare il di lei Cuore, o mio buon Padre, - Gesù mi rispose: “Le consolazioni che ti comunico giovano per Colui che mi rappresenta, al quale devi prestare cordiale ubbidienza, manifestando tutto con semplicità e umiltà, così il nemico del bene non può nulla contro di te, si accrescerà la mia predilezione.”
Col cuore colmo di beni Celesti ho trascorso la giornata, termino o mio Padre, per amor di brevità, non avendo tempo di prolungarmi ancora, dovendo conversare colle mie figliuole, mentre lo Sposo divino mi suggerisce ciò che è loro necessario per indirizzarle nel difficile cammino della religiosa perfezione.
Durante la notte, lo Sposo Divino mi svegliò più volte, infondendomi nell'intimo del cuore una dolce fiamma, un’ardente brama di nutrirmi presto dell'Ostia Santa, e spesso i suoi soavissimi amplessi....
Mi preparai durante la Meditazione al beato momento, con atti d'ardente brama, ma come son freddi i miei desideri a confronto dei desideri immensi di Gesù Eucaristia, che cosa è l'amore della creatura che arrivasse a struggersi a consumarsi, di fronte all'Immenso, all'Infinito!