LUCI
SULLA SPIRITUALITA' RIPARATORIA OBLATIVA
di madre M. Crocifissa Curcio
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1925
4 N[ovembre]
Al suono della sveglia mi alzai così agile e con una fame Eucaristica da volare
piuttosto che camminare, non avvertii il freddo né l'umidità, era tanta la
fretta da non accorgermi di camminare spesso nel fango e nell'acqua, le buone
figliuole si angustiavano ma io ero fuori di me volavo, come la casta Colomba
dal desio chiamata. Gesù era tutto mio, nel mio Cuore era nel suo talamo nuziale
lo Sposo che innamora la Corte Celeste e tutte le anime che gustano il suo
amore, ma da molti sconosciuto. Padre come posso descrivere queste intimità?!...
che espressioni senza ordine né ritegno, che pazzia d'amore Celeste, era
circondato di fiamme il Cuore dello Sposo, ma straziato...... senti dirmi: "vedi
come mi riducono i tuoi fratelli, prega per questo popolo che tanto mi
amareggia, confida queste mie pene al tuo Padre e fratello", "Che vuoi che io
faccia" esclamai! "Seguita a pregare e a far pregare, vorrei castigarli ma la
preghiera mi lega le mani, pregate, è il seme che farò fecondare."
Dopo aver pregato per Lei o Padre, per la famiglia presente e avvenire, per i mille bisogni nostri e di tutta l'umanità, volò il tempo della S. Messa, e Gesù mi lasciò il cuore soavemente profumato di delizie celesti, non sapevo staccarmi dal Suo Tabernacolo, né Gesù dal mio cuore, ma io rimasi nel Suo Cuore e Lui in me! Si Padre mio, la celeste e soave fiamma seguitò quasi tutto il giorno mentre parlavo alle mie Novizi e a solo; le assistevo nella loro colazione, erano liete della mia povera presenza, ma io ero fuori di me, sembravo loro di guardarle ma io ero in intimo amplesso col Cuore dell'Amante Divino, e mentre scrivo sento un sollievo di confidare a Lei, mio buon Padre, tutti i favori che la Bontà Divina mi comunica, l'anima mia è una nave piena di ricchezze, li confido a Lei perché li custodisca e mi aiuti a farli fruttare.
1926
1 gennaio
Il Cuore di Gesù, questo Cuore Eucaristico che ha rapito tutto il mio amore sin
dalla mia fanciullezza!
Oggi dopo la Confessione che ho fatto con vere disposizioni di contrizione, e
dove ho attinto nuova purezza, mi sono accostata alla Mensa degli Angeli, con
nuovo ardore e con nuovi desideri di perfezione, di gratitudine per il tempo
prezioso che la divina bontà ancora mi concede, l'aver dato principio al nuovo
anno, e il trovarmi finalmente in questa tranquilla dimora dove vedo la realtà
dei miei sogni giovanili, i frutti di lotte amare!... che mi fanno gustare tante
celesti consolazioni. Gesù venne nel mio cuore come un Re circondato di
splendore e col Cuore tutte fiamme, e raggi di luce, l'anima mia immersa in
tanta bellezza e amore, trasformata in questo Oceano di immensa bellezza, godeva
un saggio di celeste beatitudine.
Nel momento dell'Elevazione
nella S. Messa, nell'Ostia Santa mi sembrò vedere il Cuore che era intimamente
unito a me, e Lei, o buon Padre circondato da una moltitudine di candide colombe
Carmelitane, (Suore) e le offriva quale Vittima di Amore al Divin Cuore, che
benediceva e su tutte faceva piovere i Suoi raggi di luce e di grazie.
Questa dolce visione la rividi nell'ora d'Adorazione, anime che sono e saranno
di grande consolazione al Divin Cuore nel Sacramento per l'Amore di Espiazione.
Ho pregato tanto questo Cuore Eucaristico perché m'infonda la Sua Mitezza, tanto
necessaria per l'ardua Missione affidata alla più inutile e impotente
creatura... ho pregato tanto tanto per Lei o Padre, per le figliuole, per tutti.
In questo nuovo anno, sento un crescente amore per il Cuore Divino che m'infonde
un fascino di luce e di amore.....
3 Dic[embre] [Gennaio],
Domenica.
Mentre ero a letto e stavo per addormentarmi, il sabato sera, sentii fissarmi
uno sguardo dolcissimo era la mia Cara immagine, il Cuore di Gesù, ricordai la
preghiera, (per la diocesi di Noto) e così mi addormentai svegliandomi al
solito qualche volta per l'Adorazione alla S.S. Trinità e la riparazione del
giorno festivo.
Nell'accostarmi alla Mensa
Celeste, il Pargolo Divino dall'Ostia Santa era col Cuore come un Sole, e
impaziente di venire nel mio povero cuore per comunicarmi l'amore che tanti
disprezzano..... lasciai libero sfogo al mio cuore e mille espressioni e
desideri immensi di volerlo amare, benedire il Suo Nome dolcissimo per tutte le
creature che sono state, sono e saranno, che disgraziatamente maledicono il Suo
Nome Adorato.... il suo immenso amore oltraggiato, dimenticato.... sentìi
nell'intimo del cuore questa soavissima espressione "i tuoi desideri feriscono
il Cuore, e il tuo amore lenisce le crudeli ferite che mi cagionano i
peccatori".
La S. Messa era già terminata e l'amoroso colloquio Eucaristico lo completai
colle solite preghiere di raccomandazione per i bisogni della comunità e
soprattutto per Lei o mio buon Padre, sentìi rispondermi: "Ti ho dato io questo
dolce peso non temere".
L'Ora d'adorazione mi
attendeva Gesù, mi comunicò con lume profondo, il bisogno immenso del Suo Cuore
di amare e di essere riamato..... il crudele abbandono e dimenticanza che la
maggior parte delle creature redente a prezzo di Sangue e di Amore,
corrispondono....
Sentivo dilatarmi il cuore e di amare con amore sempre nuovo e crescente il
Cuore Eucaristico e di riempire il vuoto che moltissime anime lasciano nel Cuore
dei più amanti di tutti i Cuori e il più degno di Amore! Sì, o mio buon Padre,
in questo nuovo anno sento un nuovo amore per il Cuore Divino! Pregai in modo
speciale per le figliole che in questi giorni vedo più malinconiche, il nemico
del bene, le brutte serpi, si allontanano da me e stanno più vicine alle povere
e deboli nostre figliuole e sono tormentate. Procuro di aiutare colla mia povera
materna preghiera, e d'illuminarle colle parole che l'Autore dei Lumi mi
suggerisce onde far loro comprendere le astuzie del nemico della nostra
religiosa vocazione.
Pria di addormentarmi, il Cuore di Gesù tutto fuoco di Amore mi abbaglia, tanta la luce che di quell'Immagine scaturisce, che mi fa aprire subito gli occhi per rivolgerle uno sguardo la solita preghiera, in questo nuovo anno quest'Immagine per me non è più come il passato cioé un semplice quadro sacro, ma si trasforma in qualche istante, in un oceano di luce e di amore.
6. Mercoledì.
Sempre il Cuore Divino pria di addormentarmi mi ricorda la preghiera per la
diocesi di Noto e la notte mi sveglia con un raggio di luce che parte da
quell'immagine, o che si fa sentire dall'intimo del mio cuore.
Alla Mensa Celeste godeva la
scena dell'arrivo dei S. Magi, e partecipavo ai loro intimi godimenti mentre il
tenero Bambinello riposava nel mio povero cuore come sua Culla, non certamente
degna di si gran Re, glielo offrii questo povero cuore: ecco il dono che potevo
dare, e per saziare le brami ardenti del creato immenso che lasciano le anime
che vivono ancora nelle tenebre e nell'errore, offrii il mio immenso desiderio
di offrirgli i cuori di tutte queste creature assieme al mio, certo son semplici
desideri ardenti, ma tanto graditi a Gesù, mi fece sentire più intimità col Suo
Cuore divino in quell'istante...
Mille Carismi mi manifestò. Di tanto in tanto durante la giornata sentivo
nell'intimo del cuore soavità infinita carismi del celeste Bambino che guardavo
nel mio cuore ora che tranquillamente riposa nel seno della Madre, ora sveglio,
sorridente....
Tuttocciò mi frutta un aumento di amore per le figliuole che mi circondano, per
tutta l'umanità, amore che manifesto nella preghiera e in grandi desideri per la
santificazione mia, delle figlie, del mio Buon Padre e per la salvezza di tutte
le anime.
7.
Giovedì.
Il Cuore Divino Eucaristico nella S. Comunione dopo le intime manifestazioni del
Suo Immenso amore, mi manifestò l'immenso dolore per la poca fedeltà alle Sue
ispirazioni, e tale dolore lo sentì vivamente per le mie infedeltà sopratutto.
Nell'ora santa rinnovando la mia contrizione per i miei e gli altrui peccati e
l'atto di immolazione, consolai il Cuore Divino, assicurandomi con le Sue tenere
espressioni: "le tue lagrime di contrizione e di amore sono un balsamo che
leniscono le piaghe profonde che mi rinnovano l'ingratitudine degli uomini".
13.
Mercoledì.
La penosa privazione anche in questo giorno per me tanto caro. era troppo fredda
la temperatura e seguitando a sentirmi poco bene mi rassegnai e feci le
preghiere nella mia stanzetta. Mi confortò la dolce visione della soavissima
Madre circondata da innumerevoli Santi Carmelitani, io volevo presentare le mie
religiose, ma non ebbi il coraggio di fronte a sì gran Santi.... preferivo
pregare e contemplare le bellezze della Madre dei Santi molto distante, era così
piccola la nostra Istituzione che appena si vedeva, la piccola Teresa
incoraggiandomi mi portò fino al Trono della Madre Celeste ero assieme a Lei o
Padre e mentre io domandavo la benedizione per le figliuole presenti e avvenire
la dolce Madre dandoci il Suo Figliuolo con soavissimo amplesso per significare
l'unione di azione che tra me e Lei deve regnare.
Alla benedizione della S.S. Madre, si univa il sorriso dei Santi e di San
Giuseppe in modo speciale, per significare che la nostra piccola Istituzione è
la beniamina come la Santina che ci protegge. Com'è bello e soave amare in
questa vita tutto il mondo ma con speciale intimità a Dio più care e da Lui
stesso unite per lavorare nel campo che a loro affida per la propria e altrui
santificazione.
14. Giovedì.
Per il forte vento trascorsi la notte insonne ma pregavo, mi alzai un pò
annoiata o meglio stanca dell'insonnia, sentivo sfinimento di forze sicché non
potevo prepararmi per la S. Comunione come desideravo dopo due giorni di
privazione.
Mi accostai come un'inferma al Medico divino senza poter pregare. L'Ostia di
luce e di Amore per un istante mi fece dimenticare le mie miserie corporali, mi
senti trasformare e perdere come un piccolo atomo nell'immenso oceano
dell'infinita bontà, compresi profondamente gli innumerevoli benefizi che questa
Bontà Infinita regala a tutte le sue creature, malgrado la mostruosa
ingratitudine della maggior parte, sentii dilatarmi il cuore per riparare col
mio amore la dimenticanza della riconoscenza anche delle anime che sono a Lui
consacrate.
Era di somma consolazione al Cuore di Gesù questa mia povera ma ardente
manifestazione di ringraziamento per gli immensi benefizi profusi su di me e su
tutte le creature che sono state, sono e saranno.
Compresi che questo tenero amore di riconoscenza è tanto gradito al Suo Cuore,
che arricchisce l'anima di sempre nuovi tesori.
Così trascorsi l'Ora santa, ringraziando e piangendo con Gesù nel Getsemani,
soffrivo una grande tristezza che speravo sentirne sollievo nella Sacramentale
Assoluzione, ma rimasi forse più afflitta.
Soffrivo non poco stare la
sera durante il lavoro o ricreazione in compagnia, sentivo il cuore immerso in
grande amarezza, gli occhi pieni di lagrime che frenavo a stento.
Non ebbi la forza di far le ultime preghiere, mi ritirai nella mia stanzetta
testimone delle mie gioie e delle mie pene, pregai, ma per non far vedere il mio
turbamento e il bisogno di dar libero sfogo ai miei occhi, o meglio al mio
cuore, mi posi a letto.
Che notte orribile e terribile, pregavo per i peccatori, era la notte del Getsemani ma che ridda infernale, quante ombre nere e spaventose mi circondarono il letto, che linguaggio infernale sentivo. "eccoci siamo qui ci chiami attorno a te, lascia di pregare per i peccatori, sono tutti nostri, sono induriti in gravissimi peccati, questo paese è nostra conquista" un altro diceva rivolto a me, "perché sei venuta qui, è luogo nostro e perciò tu sarai una nostra vittima, niente conchiuderai, abbatteremo le vocazioni sino a farle scoraggiare e a lasciarti". Un altro, il Padre che ti sembra così interessato ti abbandonerà, tu avrai tante e tale afflizioni, malattie ecc ecc. finirai male la tua vita... un altro, "hai lasciato il tuo posto, hai rovinato quella casa ed ora resterai senza nessuna sicurezza", altri "così finirai nella disperazione, stando qui le onde del mare ti inghiottiranno, noi ti tufferemo per dar fine ai tuoi guai". altri "sei povera dannata vedi come ti circondiamo, siamo già destinati a farti compagnia e a seguirci, tu stessa ti darai morte ti avvelenerai... vedi quanti peccati di disperazione ti facciamo commettere, sei dannata... non c'è altro rimedio che tu stessa alzarti presto e, quando sarai sola, mentre le tue Suore si recano in chiesa, andrai alla spiaggia e aiutata da noi ti libererai da questo corpo, da questo luogo".
17 Gennaio. Domenica.
L'Adorazione alla S.S. Trinità durante la notte, pur dormendo tranquilla.
Dopo la Comunione sentii l'anima inabissarsi in questo Mistero Divino delle tre
Divine Persone in un solo Amore, è un nuovo spettacolo di bellezze, l'anima dopo
la Comunione, immersa nell'Oceano delle Divine Bellezze tutti i Santi e gli
Angeli contemplano quest'eccesso di amore del Creatore verso la povera Creatura
che la eleva a sì sublime unione anche in questa terra di miserie!
Dopo pranzo durante
l'Adorazione di riparazione, Gesù dal Tabernacolo mi fece gustare le
consolazioni del Suo divin Cuore in quest'ora Santa, mi sembrò vedere il Cuore
Eucaristico tutto fiamme e con raggi e dardi d'amore ferivano il cuore delle
nostre figliole, delle Sue Spose, in loro trova molta compiacenza, amore di
riparazione per coloro che non lo ricordano neanco nel giorno festivo.
Questa dolce visione mi riempì di tanta gioia e gaudio celeste. Il dardo che dal
Cuore di Gesù feriva due cuori, compresi che erano i nostri, simbolo dell'unione
di volontà che deve regnare nella nostra Istituzione.
18. Lunedì.
La visita alle mie Sorelline Prigioniere, colla preghiera durante le notte
dormendo e sveglia, e con Gesù nel Cuore dopo la Comunione.
Questa visione, o Padre mio, è sempre nuova per me, malgrado che sembra ripetere
in iscritto le stesse cose spesso non trovo espressioni onde manifestare queste
relazioni soprannaturali, (se così possono caratterizzarsi, o illusioni!...)
questi timori, o mio buon Padre non mi lasciano mai, mi tormentano sempre
malgrado tanti godimenti, e sento una continua avversione a queste consolazioni
e diffidenza perché vedo la mia estrema miseria, di che sono e sarei capace
senza Dio un solo istante!
Se mi fosse possibile io vorrei dipingere questa dolce visione, cioé dell'anima
che unita al Cuore di Gesù Ostia visita le Prigioniere Anime purganti, come
queste la circondano e la supplicano, e anima come regina unita al Re Suo Sposo
ottiene a prò di dette anime grandi favori e l'accrescimento di carità fraterna,
ciò è di grande sollievo per queste anime che soffrono immensamente.
Quante cose comprendo da
questa relazione con queste mie Sorelline, ma sarei molto lunga e il tempo mi
manca. Ella, o mio buon Padre, vede praticamente che io non impiego lunghe ore
nella preghiera, ma anche meno delle altre in certi giorni di impotenza fisica,
ma sono brevissimi istanti di luce soprannaturale che mi aprono scene misteriose
che spesso non posso riferire.
Durante il giorno spesso le nere ombre mi hanno tormentato con maligne
suggestioni, e specialmente la più penosa per me, cioé quella di allontanarmi da
Lei, o mio carissimo Padre, di lasciare questa residenza, quante minacce, se io
ancora starò qui diverrò la loro preda, sarò peggio di questi abitanti, e sempre
la minaccia di non pregare per questo paese se non voglio il loro odio infernale
sopra di me e l'Istituzione che odiano sommamente!
Mi hanno minacciato di rovinare la fabbrica della casa o qualche
persona... Ho risposto con piena tranquillità che l'Istituzione è di Colui che è
l'Autore d'ogni Bene, a Lui ho dato la mia volontà, a Lui il mio corpo, Egli è
più potente dell'inferno, quindi non potete nuocermi se non per Volontà di Dio e
allora accetto qualunque martirio, anche la distruzione dell'Istituzione, di me
stessa e della mia dannazione che certo Dio non permetterà!
Ma questa tentazione però,
non le nascondo, o mio Padre, che mi ha amareggiato immensamente, l'abbandono,
la dannazione per colmo! Non posso ricordare queste ore di lotta senza lagrime,
non ho sofferto mai simile martirio, come mi sembrava realtà tutto l'orribile
apparato che quelle ombre diaboliche mi descrivevano, né posso riferire tutte le
maligne suggestioni: "siamo i padroni di questo popolo ubbidiente alle nostre
voglie che ti circondiamo, fuggi se non vuoi essere nostra vittima, abbandona
tutto!
Invocando il nome della potente mia Madre sentivo qualche istante di luce e di
tranquillità, ma la lotta ricominciava.
22.
Venerdì.
Priva dell'Alimento celeste, pregando, gemevo ai piedi del Crocifisso e mi
lamentavo perché a causa della cagionevole salute mi priva di tanti beni.
Mi sembrò uscire dalle piaghe di Gesù tanta luce e rivestirsi di splendore il
Crocifisso e sentìi consolarmi con queste dolci parole: "la pena che tu soffri è
di consolazione e balsamo alle mie piaghe."
Furono di dolce sollievo anche al mio cuore soffrendo la fame Eucaristica con
tranquillità e rassegnazione, il martirio delle lotte interne per tutto il resto
del giorno.....
28. Giovedì.
È il giorno dell'Eucaristico Amore, la meditazione, era l'amorosa impazienza
dello Sposo divino di unirsi alla Sua povera creatura.
Padre mio non trovo certo similitudini più adatte di questa non trovando altre.
Venne lo Sposo mi strinse così teneramente e fortemente... il Suo divin Cuore
palpitava sul mio, era in un amoroso incendio di fuoco, mi tenne così il tempo
della messa mentre le Sue labbra Divine non le staccò per tutto il tempo dalla
mia fronte!...
Mi fece intimamente sentire che queste intimità vorrebbe comunicare alle anime a
lui consacrate, ai Suoi Ministri, ma le rinunziano per vili piaceri, puerili
attacchi alle creature che non amano come lui desidera.
Compresi profondamente
l'ardente immensa brama del Cuore Eucaristico nel volersi comunicare alle anime
che rinunziano al mondo, ma non rinunziano alle piccole cose e restano prive dei
celesti Carismi, della luce e forza divina che sa solo infondere l'Autore del
vero e puro Amore, l'Eucaristia. Padre come potrei descrivere, l'amore che a
torrenti mi penetrava, mi trasformava in quell'intimità di unione, mi sembra
sempre diversa e più intima, ogni volta che questi carismi godo.
Oh, mio bene Eterno, o bellezza increata, amore immenso, perché ricolmi di sì
grandi favori una sì vile creatura, perché mi manifesti il tuo sommo godimento
nel mio povero cuore, e ti è tanto gradito l'amor di riparazione tanto da
comunicare a me quello che altri rinunziano?
Padre mio Carissimo oggi non finirei di scrivere e scrivere mille cose, ma il
tempo vola penso che lascio sole le figlie, i frutti del nostro ideale!
In questa intima unione con
Gesù Ostia, gusto più chiaramente l'amore verso le creature che Iddio ha
prescelto ad essere di guida e di sostegno lavorando nel campo mistico che ci ha
affidato. E proprio Ella, o Padre, nella confessione non avendo io il coraggio
di manifestarle i celesti godimenti di quel momento e dopo la Comunione, era
proprio da Dio illuminato parlandomi e rassicurandomi riguardo le molestie dei
giorni scorsi. Durante la giornata lo Sposo era sempre accanto a me, rinnovava
spesso gli amplessi ed una dolce fiamma sensibile nel cuore, mi sembrava che le
mie figliuole s'accorgevano delle emozioni esterne che frenavo a stento, e
allora preferirei star sola...
Sentivo grandi timori, ed una grande ritrosia, ma lo Sposo Divino mi abbracciava
più teneramente assicurandomi di non temere trovandomi nella stanza nuziale.
L'Ora Santa, m'invitò a
seguirlo nel Getsemani, nella prigionia d'amore, ad asciugare il sudore di
sangue col mio amore, colla contrizione dei miei e degli altrui peccati,
specialmente per le anime a lui consacrate e per questo popolo tanto ingrato e
indifferente.
Sarei molto lunga, o mio buon Padre se dovrei scrivere tutto quello che
esperimento in questa ora di amore e di dolore, ma si consoli però, perché è di
sommo godimento al Cuore di Gesù questa ora di riparazione e molto fruttuosa di
grazie per noi e per tanti poveri ciechi che non vogliono conoscere dove sta
riposta la vera felicità.
Si abbandonò sul mio petto lo Sposo Divino tutto livido, grondante sangue,
restai priva di sensi a tale visione di dolore e di immenso amore, così rimase
Gesù per tutta l'ora, spesso durante la sera e la notte!...
29. Venerdì.
Oh, come la dolce visione di ieri mattino oggi si è trasformata! Gesù carico del
soave peso della croce mi viene incontro e domanda di asciugare il suo Volto
divino pieno d sangue, di sputi, di ferite: "il tuo amore o mia diletta lenisce
le grandi amarezze che si rinnovano nell'Eucaristia, l'ingratitudine di tutti
coloro che pur conoscendo la mia legge, mi seguono come i farisei, mi rinnovano
la passione, il calvario."
Appoggiando il suo Volto Divino, così deforme, sul mio cuore e teneramente
abbracciandomi: "fammi gustare questo dolce riposo ho tanto bisogno, fammi
sentire i tuoi palpiti in riparazione di innumerevoli bestemmie e di parole
oscene contro la mia santa legge."
Mentre ero confusa per queste
tenere manifestazioni verso di me così miserabile s'accresceva la conoscenza del
mio nulla, ed esclamando risposi: "ma come, o mio Sposo Divino, puoi scegliere
me per consolarti, mentre io accresco le tue pene per la mia infedeltà? "È
proprio per questa tua convinzione che oggi mi farò sentire spesso nel tuo
Cuore."
Padre mio, più s'accresce l'intimità col mio Divino Sposo, più sento profonda la
chiara convinzione della nullità della creatura, e che le grazie, i favori sono
effetto della immensa Bontà.
Durante il giorno, di tanto in tanto mi si rinnova la dolce e penosa visione del
Volto di Gesù sotto il peso della Croce, mi sento ferire dagli sguardi
appassionati dello Sposo così sofferente, e mille tenerezze sento per
consolarlo, sento rinnovarsi l'intima unione del Suo divin Volto col mio Cuore
dove Egli stanco e affannato si riposa....
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Lettera senza data (ex 281)
Suor Rosa carissima.
Le tue notizie mi sono care, perché leggo nel tuo cuore ciò che sa operare il Padrone dei cuori. È proprio Lui Sommo e Infinito Bene che ti rende sazia e piena di gioia la tua anima, avida di sempre nuovo amore. Così consoli il Cuore Divino nel Tabernacolo in riparazione degli anni scorsi nella tiepidezza, così solo ripari anche per i peccatori tanti delitti, oltraggi!... ora comprendi cosa è la luce dell'amore che ti comunica tanta felicità ciò che desiderava la tua povera madre, ora, ora solo comprendi tutta la sublimità della tua Vocazione, ed ora dovrai corrispondere con grande generosità a misura delle grazie che ricevi. Mortifica sempre senza usarti riguardi, la tua natura, quando si manifesta, osserva con grande delicatezza il distacco, la povertà, Gesù solo è lo Sposo ed è gelosissimo... Domanda quel permesso che ti ha suggerito il buon P. Antonio alla tua Superiora locale, e cerca tutte le occasioni per umiliarti e vincere ripugnanza e avversità. Gesù ti dà tante grazie e vuole la tua generosa corrispondenza. Sono sempre unita a te, alle figliuole nella preghiera. Ai piedi Gesù Ostia, nel Cuore di Gesù
Tua Madre.
Lettera senza data (ex
781)
Alle figlie di Floridia! Care mie figliuole!
Siamo vicine al S. Natale, oh che grande solennità non è per noi! Quali auguri
adatti vorrei farvi! Quale gioia grande di affetti come la SS. Vergine quando la
prima volta lo strinse al suo Seno Immacolato con S. Giuseppe! Che amore, che
ardore, così anche noi dobbiamo amarlo nella notte Santa! Ecco l'augurio in
questa Notte d'amore! Pregate e preparate il vostro cuore come le anime ardenti,
come la nostra S. Teresina e come i santi che ardevano d'amore celeste di
riparazione per coloro che non lo conoscono e non l’amano! Buon fine e buon Capo
d’anno. Auguri di riparazione per coloro che non lo conoscono e non l’amano.
Voletevi bene, compatitevi, siate umili ed esemplari, ecco l'augurio più bello
che posso darvi! Vi abbraccio e vi benedico nei cuori SS. Auguri e sempre
auguri.
Vostra Madre Crocifissa.
S. Marinella, 4 giugno 1927
Mia buona Suor Maddalena,
apprendo con piacere le belle notizie datemi nelle tue letterine, brave le mie figliole, avete fatto solenne il mese caro a Maria, avete festeggiato con vero amore filiale il più bel mese delle figlie della Madre Celeste e avete così ispirato nel cuore di tanti fedeli la devozione a sì gran Madre, sorgente di tante grazie e favori. Brave le mie figlie che così sanno consolare il cuore della Madre e del Padre, ed essendo contenti noi ne è certo il vostro Sposo Divino, la sua e nostra Madre.
Ed ora è il mese degli amanti di Gesù Eucaristia, quindi, col cuore pieno di tenera pietà per la Madre, abbandoniamoci nel Cuore di Colui che vive e palpita per noi nell’ Ostia Santa, in questo bel mese di sacro fuoco, di ardente amore di Gesù verso le anime a Lui care e delle anime amanti verso l’Immenso Amore. Procuriamo di attingere sempre nuovo e crescente amore che ci illumina e ci comunica sempre nuova forza e ardore nell’ardua via della religiosa professione.
Ed ora parliamo un po' degli affari della comunità [...] La Casa Madre richiede molto e lavoriamo senza risparmio per fare mille economie, prega e fa pregare perché la Provvidenza ci aiuti. Il Marchese finalmente si è deciso di venderci il pezzo del terreno che è per noi tanto necessario a £ 15 il m. q. e quindi [sono] somme che con urgenza dovremmo consegnare, perché lo cede con queste condizioni; si deve cominciare anche la casa per i nostri fratelli. Preghiamo, o figliole perché la nostra Santina ci mandi dai giardini del Cielo la pioggia di rose, pregate pure per le vocazioni, preghiamo, preghiamo, la preghiera apre il Cuore di Gesù e versa su di noi i Suoi infiniti tesori; preghiamo con illimitata fiducia perché il nostro fine è far del bene e corrispondere ai divini disegni su di noi. [...]
Ti abbraccio e ti benedico, assieme al Padre.
tua Madre
(in aggiunta all’intestazione):
Saluti e benedizioni alle care Assunta e Giovannina, le scriverò appena avrò tempo.
S. Marinella, 30 luglio 1927
Suor Maddalena mia,
ti lamenti nella tua ultima perché non ti scrivo spesso, ma vedi che la lettera si è smarrita e mi duole tanto, ti ripeto: anche il Padre aveva scritto nella stessa con me, ma è inutile parlarne ancora.
Comprendo dai tuoi scritti che sei molto stanca certi giorni, sono cose comune del resto, anch’io certi giorni li trascorro così male moralmente e fisicamente, certo le responsabilità, i pesi, i mille pensieri fanno sentire venir meno ma è allora che dobbiamo attingere nel Cuore Eucaristico la forza che ci sentiamo venir meno, nella Sorgente d’Amore beviamo il Celeste liquore che corrobora i deboli, che illumina e rende forti contro gli assalti del nemico che lavora sempre per la nostra rovina.
Suor Nazarena l’altro ieri è ritornata con sua nipote, tua sorella verrà quando sarà comoda. Siamo 30 compresi il Padre e due giovani, vedi com’è piena la casa, e i pensieri per mangiare e per tutto! Non ti lamentare tu, o mia cara figliola, malgrado i pesi che hai, sono molto inferiori ai miei e, per colmo, la mia poca salute. Tutto è dono della Provvidenza, è frutto di tante lacrime e quindi, son dolci pesi.
Suor Concezione mi ha scritto che tu e Suor Caterina siete state con loro due giorni, vi siete tanto divertite, e che tutto è riuscito bene. Ciò ci ha molto consolato, così i giorni amari sono mitigati da qualche consolazione; offriamo tutto all’Autore di ogni bene, le gioie e i dolori, rettifichiamo sempre le nostre azioni, la gloria di Dio e il bene delle anime nostre e del prossimo deve essere il movente delle nostre imprese! [...]
la Madre
S. Marinella 31.3.39
Carissime figlie.
Oggi è la festa dell’Addolorata nostra amatissima Madre. Ai piedi del Crocifisso
suo figlio, divenne Madre dei peccatori, di noi tanto miserabili e causa dei
suoi immensi dolori. Avete considerato la Madre Martire, seguitiamo in questi
giorni di Passione ad intensificare lo Spirito di unione con Gesù, nel Getsemani
fino al Calvario unite alla Madre dei dolori. La beata Gemma Galgani, che fra
non molto sarà dichiarata Santa, era tanto appassionata per Gesù Crocifisso,
agonizzava e soffriva immensamente, era una piccola partecipazione degli
infiniti dolori di Gesù. Quale sarà stato il dolore della SS. Vergine, e di
Gesù?!… Siamo noi le anime che dobbiamo sempre ma specialmente in questi giorni,
considerare la Passione di Colui che ci ama tanto, che ci nutre delle sue Carni
ogni giorno, dopo aver versato fino all’ultima goccia il Prezioso Sangue.
Adoriamo con trasporto sempre nuovo le Piaghe e portiamo il balsamo dell’Amore,
della riparazione, per il numero immenso di coloro che perdono la fede in questi
giorni tristi di scompiglio! Amiamo, amiamo Colui che ci ama malgrado tanta
ingratitudine e la nostra fredda corrispondenza. Non perdiamo lo spirito di
unione con Colui che vive con noi, nella nostra umile Casa per piccole faccende
subito perdiamo la calma, l’unione col Sommo Bene che attende da noi
riparazione, amore. Oh! Care mie figliuole vi parlo col cuore sulle labbra per
dirvi, preghiamo, preghiamo, stringiamoci a Gesù Crocifisso, alla SS.
Addolorata, mentre le Nazioni preparano cannoni ed ogni sorta di distruzione per
acquistare un pezzo di terra, preghiamo vi ripeto ad ogni istante, lo ripeto
alle figliuole che sono a me presenti, e a tutte le figliuole lontane ma unite
nella preghiera. Preghiamo per trovare la forza di saper soffrire anche il
martirio se ciò è Volontà Divina! Sentiamo le notizie della Radio fanno tremare…
tutti si preparano per distruggerci scambievolmente. Noi prepariamoci con la
preghiera, con questa arma potentissima che ci farà trionfare sicuramente d’ogni
persecuzione e ci aprirà il Cielo!
Buona e felice Pasqua, a me si uniscono le Suore e Novizie.
Vostra Madre.
S. Marinella 5. 4. 40
Suor Natalina mia Cara.
La Madre ti sveglia e ti chiama col dolce nome di figlia, ti guarda e comprende il tuo animo, e parla di te al Cuore Amante nell’Ostia Santa nelle sue gloriose Piaghe. Coraggio, o cara, il tuo stato di aridità è di purificazione e perciò ti rendi più gradita allo Sposo che vuol essere imitato dalle sue prescelte nella via della croce fino al Calvario, all’immolazione completa a sua imitazione. Per questo ti ha privilegiata, beata l’anima che ha compreso in che consiste seguire e amare Gesù Crocifisso, certo si farà santa, raggiungerà la vetta degli amanti che s’immolano generosamente che non sanno dir no nel sacrifizio della propria volontà dalle piccole alle grandi rinunzie. A questo grado d’amore lo Sposo Divino prepara le anime sue per acquistarlo, e per questo fine ti purifica nella via della rinunzia dell’aridità. Così Gesù tratta le sue anime, come del resto ha trattato i suoi Santi ed i più grandi sono stati maggiormente provati nel dolore di ogni genere, non li ha risparmiato nella purificazione per farli godere l’eterna gloria della risurrezione.
Come hai trascorso la S. Pasqua? Consoliamo Gesù, ed offriamo le nostre piccole afflizioni per espiare i nostri peccati e quelli del mondo intero, pieno di orrori e terrori!
Preghiamo e sempre unite nel Cuore Divino amiamo e immoliamoci per riparare tanti oltraggi e delitti.
Con mille benedizioni.
Tua aff. Madre.
S. Marinella 11. 4. 40
Suor Maria mia Cara. [...]
Tu come stai? Ti sei proprio
rimessa a furia di pazienza che ti fa esercitare la benedetta… [nome omesso] e
le altre insieme? Non te ne affliggere, deponi tutto nelle Piaghe di Gesù,
specialmente nel Cuore Immenso, soffri con gioia, la croce non si trascina, ma
si abbraccia si stringe al cuore nel Cuore aperto di Gesù, soffri o mia cara e
buona figliuola con generosità. Gesù tratta le anime coraggiose nel soffrire con
grande intimità perché queste sono le sue vere Spose, che sanno seguirlo con la
croce fino al Calvario. Desidero pure da te una grande generosità per il bene
della tua Comunità per l’Istituto: offri nelle pIaghe di Gesù tutte le tue
sofferenze morali e fisiche, in riparazione delle infedeltà tue e delle tue
figliuole e per la pace di ciascuna. Se ciò l’hai praticato, ora farai questa
offerta (io la faccio se volte compresa la piaga della spalla) tu come credi, ma
desidero farai questa offerta di riparazione e di preghiera con più ardore e
intimità.
Chi sta a capo deve sentire
la grande responsabilità di consolare il Cuore SS. nell’Ostia Santa e di
riparare, non so se è chiaro il pensiero, ma son sicura mi comprendi. Lo spirito
del Carmelo è Amore d’immolazione, e quindi dobbiamo ereditarlo nell’esempio dei
nostri gran Santi, patire e non morire! Coraggio e sempre avanti, o cara figlia,
nella via che conduce al Calvario alla perfezione, all’Eterno Taborre.
Ed ora termino è ora di
pranzo e di inezioni!
A te, a ciascuna il mio
affetto nei Cuori SS. le Celesti benedizioni. Ossequi devoti al buon P. Antonio
e P. Ilarione.
Tua Madre.
S. Marinella 10. 2. 42
Suor Rita mia cara.
Ho letto la tua con piacere, fai bene essere di aiuto e conforto alla Superiora, ascolta anche i suoi lamenti, certo nelle Comunità non è facile trovare anime d’accordo. Non aver paura di ciò che pensano le altre sempre alla presenza di Dio, sia il tuo agire, con prudenza e carità. Hai fatto bene sottomettermi tutto per tua e mia tranquillità, seguita sempre con grande fedeltà a far osservare le regola nelle ore libere per evitare il grande pericolo dell’inosservanza, rovina della Vocazione. È una grave responsabilità innanzi a Dio, l’osservanza fervente, e ciò dipende da chi sta a capo, quindi attenzione, non fare introdurre piccoli abusi per evitare poi che si ingrandiscono. Suor Annunziata già ho scritto alla Superiora, lo ripeto a te, non è un gran male, solo ha bisogno di un po’ di iniezioni adatti per purificare il sangue che di natura è linfatica, può lavorare come tutte le altre. Il Pargoletto ti vuole umile, molto umile e ciò dispone per la sua maggior gloria e la tua perfezione. Certo un locale incomodo è un vero sacrifizio, ma offri tutto nel tuo salvadenaio, nel Cuore SS. di Gesù, deponi tutti i nonnulla della piccola S. Teresina, sono semi preziosi che fruttano la vera santità alla quale dobbiamo sempre aspirare con crescente ardore.
Sia la tua Maestra, il tuo vero modello questa nostra grande Protettrice, leggete i suoi scritti, ove si attinge il vero spirito del Carmelo. Ti acchiudo una poesia del nostro R. Padre, tu che sei la prima in ogni solennità a comporre poesie, così apprendi meglio l’arte poetica. Con mille auguri di pace e celesti benedizioni per te, per Suor Annunziata e Suor Lucia.
Aff. Madre.
S. Marinella, 15. 1. 1948
Suor Agnese e amatissime figlie,
La gioia che ci ha recato la vostra lettera da Rio ecc. dell’11 scorso anno,
un altra del 30 s. anno e la prima di Sestriere durante il viaggio sul mare
ci ha preoccupato questa, ma non potevamo dubitare dell’Assistenza Celeste,
molto si è pregato di giorno e di notte, vi abbiamo seguito con la forza
divina che frutta la preghiera cordiale, ardente. Ringraziamo la Bontà
Divina, la protezione dell’Immacolata dell’assistenza ammirabile nell’avervi
preservate da tanti pericoli e nell’aver trovato sì ottime religiose,
nell’avervi ospitato con sì gran bontà e carità, come pure del buon Vescovo
e buoni Padri dell’accoglienza tanto paterna!
Il vostro allontanamento per me è stato un grande martirio che ho offerto
per il vostro lieto avvenire, ma ora le buone notizie delle vostre care
lettere hanno lenito tanta amarezza e di altre pene che in questi giorni la
cattiveria di quella povera disgraziata ci ha recato, non avrei potuto
soffrire sì grandi amarezze se non avessi avuto la gioia delle vostre
notizie. Accettiamo tutto dalla Mano Divina dice la nostra Santa Teresina,
che ci purifica nelle pene e ci umilia per mettere più profonde radici
all’albero dell’Opera di Dio.
Avete letto la nostra lettera così avete sentito il conforto della nostra
religiosa famiglia, ora nella presente scriveremo più a lungo non essendo
aerea. Quante bellezze avete goduto, certo non potevate mai pensare tante
cose belle in queste città dove siete state ospitate da persone tanto
gentili, grandi sono i misteriosi disegni della Provvidenza; avete sofferto
molto ed ora è grande la ricompensa. Leggiamo e rileggiamo le vostre
notizie, ora a tutte ed ora a sole ma non ci saziamo, tutte vorremmo
seguirvi, anche io e il Padre ....... ma ciò è impossibile con un viaggio sì
difficile, offriamo i nostri frutti, i sogni della mia giovinezza sono già
stati ereditati e speriamo che questa schiera di anime generose missionarie
sarà molto numerosa, è vero? E’ questa la vostra co-stante aspirazione come
la nostra.
La vostra schiera delle giovanette e bimbi che già vi circonda con vostra e
nostra grande felicità. Mi sembra di seguirvi sempre di giorno e di notte
come il vostro Angelo custode e imploro ogni celeste benedizione, luce e
forza nelle difficoltà, che certo non vi mancheranno: è proprio delle Opere
Divine dilatarsi fra le difficoltà, ma il solo pensiero che siete guidate,
aiutate da sì buoni Padri, ciò è certo una grande consolazione per noi che
siamo tanto lontani, se avessero tutte le nostre comunità questa protezione
non avremmo sofferto tanto disastro nella comunità di Modica!
Ora sarete già da tempo sistemate nella vostra casetta, la immagino,
semplice ma ordinata e pulita. S. Teresina ha il posto d’onore e da Celeste
Presidente ha viaggiato con voi e vi ha protet-to mirabilmente, chissà come
vi vogliono bene i buoni Padri, S. E. il Vescovo e forse avrete avuto la
grande consolazione d’aver baciato l’anello del caro Monsignore Couto P.
Gabriele. Oh, quante consolazioni immaginiamo e godiamo con voi o dilette
figlie, prime missionarie!
E’ grande il Dono che la Bontà Infinita vi ha dato, è la vocazione di
eroismo. Corrispondete e otterrete grandi e nuove benedizioni per l’Istituto
che ha tanto bisogno per mettere profonde radici e svilupparsi pieno di vita
e dare fiori e frutti alla Chiesa tanto perseguitata nella Persona del S.
Padre, dei suoi Ministri, preghiamolo e offriamo sacrifici e preghiere
intense; io offro voi per la riparazione di tanti peccati e anche per
l’Istituto, ci uniamo tutte! [...]
Come avete trascorso le feste Natalizie? In viaggio e dalle buone e gentili
suore m’immagino, noi qui con le solite solennità ed io profondamente
amareggiata; il Pargolo celeste venne per trovare la croce per i nostri
peccati ed è giustizia parteciparne noi che siamo la causa.
Alle vostre lettere rispondo con la presente a ciascuna, mi compatirete
..... la povera Madre in questi giorni sente forte il peso della grande
responsabilità, del disastro causato dalla ... [una suora uscita dalla
Congregazione] seguita a perseguitarci e calunniarci per difendersi
delle gravi trasgressioni dei Voti ecc. Aiutateci a riparare e a pregare
l’Infinita Bontà perché usi sempre misericordia.
La comunità di Nepi si è già stabilita, speriamo bene! A Bell’Horizzonte-Brasile,
dove siete state voi di passaggio, P. Vega, se lo ricordate ha scritto che
se vogliamo mandare 10 suore, il Ve-scovo di là le desidera, dove (perché)
non ci sono suore e perciò molto lavoro e ben ricompensate, certo 10 suore
non è possibile, ma speriamo accontentarlo, anche per 5 lui dice si
contenta. Non abbiamo ancora nessun impegno perché desidera con sicurezza se
accettiamo, preghiamo molto per conoscere la Volontà Divina e preparare il
personale più adatto: la difficoltà più grande. Termino perché sono un po'
stanca, lascio la carta a Suor Vicaria.
Con mille Celesti benedizioni su ciascuna, spero che la presente vi trova
bene e liete, vi abbraccio nei Cuori S. S. .
Vostra Madre
Crocifissa
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S. Marinella 20. 12. 44
Dilette figlie in G. C.
La festa del S. Natale, è una delle più belle e care solennità per noi religiose
è la rinnovazione di tutta la nostra fedeltà religiosa alla considerazione di un
Dio che prende le forme di un bambino il più povero! Quanti subblimi lezioni non
ci dà l'umile grotta! Sono sempre nuovi tali ammaestramenti, e quindi dobbiamo
aumentare la nostra riconoscenza d’Amore, per noi e nella preghiera per le anime
che vivono senza fede e senza Dio! Oh! Questo numero è immenso, i santi
piangevano tanta ingratitudine, e noi ereditiamo tale amore di riparazione, sì o
care figlie, piangiamo i delitti le bestemmie orribili che in questi tempi i
demoni suggeriscono alle creature deformati del peccato. Qui l'altro giorno il
nostro R. Padre ha sentito bestemmiare Gesù Crocifisso, certi giovani
delinquenti, e costringevano i ragazzi che vengono in chiesa a fare ugualmente,
che demoni! Come provocano la Giustizia Divina! Preghiamo e ripariamo, al
Pargolo Celeste facciamo trovare nel nostro cuore la culla adorna di viole di
gigli e di rose. Così consoliamo l'Infante Divino e la Sua SS. Madre per avere
pietà dei peccatori ostinati. Così chiuderemo quest'anno di pene e dolori, per
dare inizio al nuovo anno con i nuovi propositi di fedele corrispondenza
nell'osservanza delle Sante Regole e nell'Immolazione di riparazione. Con auguri
d'ogni celeste carisma e benedizioni copiose, nel Cuore di Gesù e di Maria.
Vostra aff. Madre.
S. Marinella 14 febbraio 1947
Mie dilette figlie.
Sento, come mio dovere di mamma, vegliare e d’inculcare nella mente e nel cuore
delle figlie il sentimento del vero spirito di preghiera riparatrice, specie in
questi giorni di carnevale, che tanto affliggono il Cuore Sacratissimo di Gesù;
tocca a noi, anime religiose, consolare questo Cuore Adorabile, preghiamo e
ripariamo dunque gli innumerevoli peccati di questi giorni.
Un altro pensiero voglio comunicarvi: quello della S. Quaresima: tempo prezioso
perché richiama alla nostra attenzione la considerazione della Passione di Gesù,
tale considerazione certo non lascia indifferente l'anima nostra; ma certo
suscita sentimenti di amore di compassione per Colui che ha tanto sofferto e
amato, desideri grandi di mortificare la nostra natura in tutto ciò che ci
distrae dal seguire Gesù nella via del Calvario. Questo è il digiuno che in
questi tempi di penitenza dobbiamo fare, mortificare ciascuna il difetto la
passione che ci predomina ed è causa di tutti i difetti di tutte le nostre
debolezze che ci fanno cadere per abitudine... guai all'anima religiosa che
contrae per poca vigilanza su se stessa, difetti che hanno radice. Il poco
fervore ne è la causa, la preghiera fredda, incostante, l'anima fredda, tiepida
è il terrore degli Angeli e la consolazione dei demoni... Gesù vomita queste
anime... tanto è il grande disgusto che soffre Gesù per queste anime! Voglio
augurarmi che nessuno di voi sia in tale disgraziate condizioni, che la vostra
Comunità sia tutta di anime ardenti fedeli al gran Dono della Vocazione, tutte
comprese dei grandi privilegi accordatoci dalla Divina Bontà, che vive fra noi,
nella nostra stessa casa, nel Tabernacolo, ci attende col Cuore aperto pronto
sempre a versare su ciascuna l'amore infinito, la sua luce e forza; le nostre
miserie ed infedeltà non l’allontanano, sempre palpita notte e giorno d'amore
per noi. Oh! Immenso amore, profondissima umiltà, quante sublimi elezioni non ci
dà dal Tabernacolo! Procuriamo di ascoltare la Voce Divina, di portare il cuore
vuoto delle passioni, umili e mortificate, e sentiremo ciò che Gesù brama
comunicare alle sue anime predilette. Tale sia il nostro digiuno spirituale da
renderci vere Spose di Gesù Crocifisso, questo digiuno non fa male, anzi dà la
santità all’anima che ha giurato di raggiungere la perfezione nei S. Voti, fa
bene al corpo, perché la pace dell'anima da più salute fisica. Con l'augurio di
pace e tranquillità vi benedico di cuore.
Vostra aff. ma Madre Crocifissa.