Novena della
Immacolata Concezione della b. v. Maria
2006


Primo giorno - 29 novembre
Secondo giorno - 30 novembre
Terzo giorno - 1 dicembre
Quarto giorno - 2 dicembre
Quinto giorno - 3 dicembre
Sesto giorno - 4 dicembre
Settimo giorno - 5 dicembre
Ottavo giorno - 6 dicembre
Nono giorno - 7 dicembre
Solennità - 8 dicembre


Primo giorno

Antifona
L’angelo le disse: Ave, piena di grazia.
Ave, cielo spirituale ove Dio fatto carne si attendò;
anfora della divina manna,
lampada del sole,
monte ombroso di Dio,
talamo ove Dio riposò;
mensa che dai la vita,
aurea lucerna,
vergine che porti la luce. (Inno bizantino)

Parola di Dio: Carissimi, quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui. Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è. Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro. Chiunque commette il peccato, commette anche violazione della legge, perché il peccato è violazione della legge. Voi sapete che egli è apparso per togliere i peccati e che in lui non v'è peccato. Chiunque rimane in lui non pecca; chiunque pecca non lo ha visto né l'ha conosciuto.  (1Gv 3, 1-6)

“Quel volto di Madre”
Quando entreremo in Cielo e staremo al cospetto di Dio, contemplandolo “faccia a faccia”, vedremo anche il volto della Madonna ed è bello immaginare cosa accadrà nell’incontrare Colei che sulla terra tante volte abbiamo invocato: “Ave Maria.. il Signore è con te… Madre di Dio, prega per noi… ora e nell’ora della nostra morte”. Cosa avverrà in quel momento paradisiaco?
Chi vedremo nel suo volto, chi riconosceremo nel suo sguardo? Qualcuno forse a noi estraneo, solo in quel momento conosciuto? Oppure, non ritroveremo forse proprio in Lei i tanti volti e sguardi segnati di bontà materna, che ci hanno fatto compagnia sulla terra? Non rivedremo, innanzitutto, il volto della nostra mamma terrena splendere sul suo volto di Madre di tutte le madri? Quel volto che è ci stato il più familiare, il primo che, come neonati, abbiamo, stupiti, fissato!
Che bello sarà, allora, scoprire che il volto di Maria ci è stato sempre vicino, non ci è mai stato estraneo; era tanto prossimo a noi che, quel suo volto che contempleremo nella gloria, tante, tantissime volte, lo abbiamo visto riflesso quaggiù, senza saperlo, sui meravigliosi volti materni che la provvidenza, come in un divino ricamo, ha armoniosamente ordinato sul nostro cammino.
Tutti questi volti di “madre”, di “sorella”, di “amica” avevano una luce particolare nei loro occhi che, piccoli o grandi, erano sempre luminosi davanti a noi, come ad infonderci coraggio nell’ora della prova, a darci speranza e a lenire la sofferenza, a sollevarci al di sopra dei nostri egoismi con il loro esempio generoso e disinteressato.
Quegli occhi sono rimasti impressi in noi, così come rimane piacevolmente impresso un dolce ricordo, una parola commovente, un gesto carico di bontà… anche se eravamo distratti dalle mille cose di una vita e non ce ne accorgevamo, in realtà tutto ci parlava misteriosamente di Lei, del mistero della sua maternità universale, che raggiunge ogni credente che si apre al Figlio suo Gesù ed incontra, perciò, anche Lei, la Madre di tutte le madri.
In Cielo, quando un giorno vi entreremo, contempleremo pure gli innumerevoli altri volti beati che tengono compagnia a Dio e vedremo che sono segnati dalla stessa bontà, dallo stesso unico Amore che procede da Dio Trinità e si effonde su ognuno attraverso il Verbo incarnato e glorificato.
Gesù è la sorgente delle nostre grazie e della nostra beatitudine celeste e sua Madre, come Regina, gli è accanto per introdurci in tale mistero e continuare ad accompagnarci, anche lassù, alla scoperta e alla lode perenne dell’infinita misericordia divina.
Quale mistero di gloria sarà quello di contemplare la sua maternità spirituale, che sgorga dalla sua maternità divina: Madre del Verbo incarnato e, perciò, Madre di noi redenti! Una maternità spirituale che, per l’imperscrutabile Disegno di Dio, è così efficace fin dai primi istanti della nostra vita, veglia su di noi in ogni momento e si nasconde dietro il cuore di ogni persona segnata da tale bontà mariana, particolare manifestazione della bontà materna di Dio. Così quella prima parola che abbiamo imparato a dire quaggiù, “mamma”, in Cielo la ripeteremo, nella più piena verità, guardando il volto di Maria. (Luciano Alimandi - Agenzia Fides 28/6/2006)

“Figlia, mia delizia”
La sera durante la recita del S. Rosario ai piedi del Tabernacolo, sentìi chiamarmi dalla Madre "figlia tu sei la mia delizia", che espressioni piene di materno amore e misteriosa potenza: caddi come colpita da improvvisa tenerezza e risposi come bimba nel seno della Mamma! Oh che sonno, che estasi d'amore, come le bimbe domandano mille cose alla madre quando si abbandonano nel materno senno, pregavo, pregavo per il Padre al quale mi ha affidato, per la famiglia presente e avvenire, per il mondo tutto e per le mie sorelline che soffrono nel Carcere di espiazione. Erano molto gradite le mie povere preghiere e sembravami che su tutti scendevano raggi di luce benedizioni celesti.  (b. M. Crocifissa, Diario spirituale)

LITANIE DELL'IMMACOLATA MADRE
Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà

Santa Maria    Prega per noi
Vergine immacolata tra tutte le Vergini    Prega per noi
Vergine immacolata nella tua Concezione    Prega per noi
Figlia immacolata di Dio Padre    Prega per noi
Immacolata Madre di Dio Figlio    Prega per noi
Sposa immacolata dello Spirito Santo    Prega per noi
Tempio immacolato della Santissima Trinità    Prega per noi
Immagine immacolata della saggezza di Dio    Prega per noi
Aurora immacolata del sole di giustizia    Prega per noi
Arca vivente ed immacolata ove riposa Gesù Cristo    Prega per noi
Immacolata Vergine, trionfatrice del peccato    Prega per noi
Vergine immacolata che schiacci la testa del serpente    Prega per noi
Immacolata Madre, via che conduci a Gesù    Prega per noi
Porta immacolata che introduci a Gesù    Prega per noi
Regina immacolata del cielo e della terra    Prega per noi
Immacolata dal cuore puro    Prega per noi
Decoro immacolato del Carmelo    Prega per noi
Immacolata Stella del mare    Prega per noi
Torre immacolata della Chiesa militante    Prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo    perdonaci, Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo    ascoltaci, Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo    abbi pietà di noi

Preghiamo - Padre onnipotente, innalziamo a te il nostro grazie per il tuo amore che, preservando la Vergine Maria da ogni macchia di peccato originale, ha aperto al tuo Figlio la via dell'incarnazione e della nostra redenzione: accetta il ringraziamento che presentiamo a te, per i meriti di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore che vive e regna nei secoli dei secoli.

Antifona:
Tutta bella sei, o Maria,
e in te non c'è macchia originale.
Tu sei la gloria di Gerusalemme, la letizia di Israele,
l'onore del nostro popolo, l'avvocata dei peccatori.
O Maria, o Maria!
Vergine prudentissima, Madre clementissima,
prega per noi, intercedi per noi presso il Signore Gesù Cristo.

oppure  (in canto) :
Tota pulchra es, María !
Tota pulchra es, María !
Et mácula originális non est in te.
Et mácula originális non est in te.
Tu glória Jerúsalem,
tu laetítia Israël,
tu honorificéntia pópuli nostri,
tu advocáta peccátorum.
O María, o María !
Virgo prudentíssima
mater clementíssima,
ora pro nobis,
intercéde pro nobis
ad Dóminum Jesum Christum !


Secondo giorno

Acclamazione:
Benedizione a te, figlia di Sion,
tutto il favore dal nostro Iddio:
ti custodisce da sempre il Signore,
o creazione ripiena di grazia.
Su di te brilla il santo suo Volto,
sempre su te il Signore ha rivolto
lo sguardo suo propizio e sereno,
per sua dimora ti ha scelta la Pace.
Benedizione a te, dall’Israele
che porta il nuovo suo nome, Maria:
Gerusalemme era appena un’immagine
di cui tu eri la splendida aurora. (D. M. Turoldo)

Parola di Dio: In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te".
A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù".
Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio".
Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l'angelo partì da lei. (cfr Lc 1, 26-38)

"Madre umilissima"
E’ sempre motivo di stupore meditare come l’inizio della nostra Redenzione, narrata nel Vangelo di Luca, sia avvenuta nella semplicità dell’incontro sconvolgente dell’Arcangelo Gabriele con la Vergine Maria.
Il lettore dei Vangeli viene a conoscenza dell’esistenza della Madonna nell’Evento dell’Annunciazione, poiché proprio con questo eccezionale Annuncio comincia l’Era nuova della grazia: il Nuovo Testamento.
Tutto ciò che è prima fa parte dell’antico, che prepara il nuovo: Maria è la nuova Eva, perché Cristo è il nuovo Adamo. E’ con Loro che diventa Natale per sempre!
In questa mirabile unione, tra il Figlio e la Madre, viene attraversato un ponte gigantesco: quello della nostra salvezza, costruito lungo i secoli. L’intimità stupenda tra Gesù e Maria unisce ora per sempre il cielo e la terra: il Redentore discende quaggiù grazie all’eccomi di sua Madre.
Ascoltiamo Luca nella pagina in cui descrive l’inizio dell’Annuncio dell’Angelo: “Entrando da lei, disse: ‘Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te’. A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto” (Lc 1, 28-29).
Il saluto dell’Angelo “turba” Maria e tale turbamento è in relazione al fatto che Ella “si domandava che senso avesse un tale saluto”, come ci narra esplicitamente Luca.
E’ bello fermarsi a contemplare queste parole pensando all’umile concezione che questa creatura aveva di sé: piena dei favori celesti, ma consapevole che tutto viene da Dio, non attribuiva nulla a sé, proprio perché era tutta rivolta verso Lui e solo a Lui rendeva gloria, nella più pura e piena dimenticanza di se stessa.
La Vergine Maria, accogliendo con assoluta disponibilità e consapevolezza l’Incarnazione del Verbo, dice di se stessa: “eccomi sono la serva del Signore” (Lc 1, 38). Lei è la Madre, ma di sé dice di essere l’Ancella, la Serva! Quanto è diversa questa sua umilissima consapevolezza dalla nostra! Lei la tutta umile, noi…
Alla Madre umilissima, noi, figli della Chiesa, ci rivolgiamo per chiederLe l’aiuto di poterla imitare, affinché, come Giovanni Battista, pieni di gioia, possiamo esclamare: “ora questa mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 29-30). (Luciano Alimandi - Agenzia Fides 13/9/2006)

... umilissima e perciò potente
Figlie mie amatissime, ... Lo spirito di preghiera, preghiera umile e fiduciosa, il bene immenso che frutta la preghiera, è la debolezza di Dio, l'onnipotenza delle creature! Pregare sempre, se vogliamo portare Dio nelle nostre opere, alle anime a noi affidate. Pregare sempre col cuore, nutrire grande amore per Gesù Eucaristia e pregarlo nei momenti di lotta e di dolore attraverso la protezione della SS. Vergine, questa potente Madre che comanda il Cuore di Gesù suo Figlio. Preghiamo molto e offriamo i nostri sacrifizi per la pace universale, il mondo sembra che va in rovina, oh i tristissimi guai della guerra! Preghiamo, è questa la nostra missione, non perdiamo la pace il tempo prezioso per sciocchezze, ma pensiamo seriamente alla nostra grande missione di salvare noi stesse, le anime con la preghiera e buon esempio!  (b. M. Crocifissa, Lettera)

PREGHIERA DEI FEDELI
Nell'oscura notte dell'odio, del peccato, della divisione e del male, Maria è la prima redenta, colei che annuncia a tutti la riconciliazione con Dio e tra noi.
Affidiamoci a lei, perché ci conduca al suo Gesù, unico mediatore e sacramento di riconciliazione col Padre, nello Spirito Santo. Preghiamo insieme e diciamo:
Maria, Madre di misericordia, intercedi per noi.

O Dio, che nel sangue prezioso del tuo Figlio hai riconciliato a te il mondo e ai piedi della croce hai costituito la Vergine Maria riconciliatrice dei peccatori, per i suoi meriti e le sue preghiere, concedi a noi il perdono delle colpe e una rinnovata esperienza del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio...
R. Amen.

Antifona:
Tutta bella sei, o Maria...


Terzo giorno

Antifona:
Non temere, Maria.
L’Altissimo Iddio bussa alla tua dimora:
il Condottiero degli astri
vuol farsi piccolo uomo:
Non temere, Maria,
di far parte del suo disegno d’amore.
Non più tuoni e nubi, ma piccoli passi e mani d’uomo
porteranno nel mondo
la presenza dell’Eterno Misericordioso.  (inno bizantino)

Parola di Dio: Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo".
All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.
Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.
Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese. (Mt 1, 1-3. 9-12)

“Madre di misericordia”
“Gesù è venuto al mondo per mezzo di Maria; per mezzo di Maria deve regnare nel mondo” (San Luigi M. Grignion da Montfort) .
Ci si potrebbe chiedere quale sia ai nostri giorni l'urgenza più grande, la necessità più impellente per l'uomo e per il mondo. Certo, si potrebbe fare una lista di priorità, ma occorrerebbe alla fine decidersi per la priorità delle priorità. E quale potrebbe essere? Forse, la misericordia? Questa gratuita bontà che non mette condizioni, ma che si dona al prossimo, semplicemente per la gioia di donarsi, ricevendo da Dio la forza per farlo. Quanto è facile per noi uomini parlare dell'amore e del perdono (i due ingredienti principali della misericordia) e quanto ci risulta invece difficile praticarli! Eppure, se viviamo la misericordia siamo felici, poiché senza questo amore gratuito non possiamo gustare e far gustare la vita.
Dio, che è amore e ci ha creato dall'amore e per l'amore, ha inviato a noi suo Figlio per riconciliarci con Lui e renderci capaci di essere veramente buoni e di amarci. Noi, infatti, eravamo caduti nell'impossibilità di amare l'Amore misericordioso, perché lo avevamo rinnegato col nostro egoismo. Ecco, allora che Gesù viene per restaurare ciò che era definitivamente perduto: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui” (Gv 3, 16-17).
Dio realizza questa venuta salvifica attraverso una Madre, che viene prescelta per un progetto che supera ogni immaginazione umana e angelica: dare la nascita terrena, senza concorso d’uomo, al Redentore. Da quel giorno, ogni giorno, grazie alla gioiosa e pronta accoglienza di Maria, noi siamo in cammino “per Cristo, con Cristo e in Cristo” verso il Regno dei Cieli, verso la Sorgente eterna da cui abbiamo ricevuto in dono il nostro essere, la nostra vita di grazia, ogni respiro e desiderio di libertà e di verità. Anche la Vergine Madre ci accompagna su questa strada di ritorno alla Casa del Padre; Lei che è come noi creatura sua, la più bella e perfetta creatura uscita dalle sue mani creatrici. “Egli La amò e in Lei operò grandi cose (cf. Lc 1,49); La amò per se stesso e L’amò anche per noi; La donò a se stesso e La donò anche a noi” (Marialis Cultus, n. 56). Con queste stupende parole Paolo VI sintetizza il mistero dell’amore di Dio per la Vergine Maria. E’ bello credere che Egli “La donò a se stesso e La donò anche a noi”! La maternità spirituale di Maria è veramente dono della misericordia di Dio per l’umanità, per renderle più dolce e spedito il cammino dietro Colui che di sé ha detto “Io sono la Via, la Verità e la Vita” (Gv 14, 6).
Uno dei santi della Chiesa che ha profondamente compreso questo mistero della mediazione materna di Maria è senza dubbio San Luigi Maria Grignion da Montfort, che tanti sperano possa essere proclamato, un giorno, Dottore della Chiesa. Egli inizia il suo celebre “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine” con quelle sintetiche parole che sono in realtà la chiave di volta di tutta la sua dottrina mariologica, profondamente trinitaria e cristocentrica: “Gesù è venuto al mondo per mezzo di Maria; per mezzo di Maria deve regnare nel mondo.” (n. 1).
Questo regnare di Maria nel mondo lo si può ben capire proprio in relazione alla misericordia di Dio, di cui l’uomo ha così tanto bisogno, come ha intimamente sperimentato Santa Faustina Kowalska, beatificata e canonizzata dal Servo di Dio Giovanni Paolo II. Maria, infatti, ha ricevuto un particolare potere sul cuore di ogni persona che si affida a Lei. Questo potere di grazia è un sacro influsso che viene a effondersi nell’anima, come benedizione e protezione materna. I santi di tutti i tempi ce lo dimostrano! Chi mette la propria vita nelle mani di Maria Santissima sperimenta, in modo del tutto speciale, la tenerezza di Dio con le creature e con la creazione. E’ come se la Madre ci spalancasse gli occhi per fissare il mistero dell’Amore inesauribile di Dio! Purtroppo, tante volte ci addormentiamo e cadiamo come in un oblio, elemosinando amore altrove senza trovarlo. Ecco, allora, che la Madre ci viene data anche e soprattutto per trovare la misericordia divina, per conoscerla più profondamente ed efficacemente. Giovanni Paolo II prima e Benedetto XVI ai nostri giorni ci ricordano che noi possiamo incontrare personalmente e in tutta la sua pienezza questo amore misericordioso in nostro Signore Gesù, che proprio nel momento della massima clemenza per il mondo, quando era Crocifisso, indicando Maria sotto la Croce, ci disse: “Ecco la tua Madre”! (Gv 19, 27). (Luciano Alimandi - Agenzia Fides 12/7/2006)

“Preghiamo la Madre e Regina”
Preghiamo la nostra Madre e Regina che ha le mani piene di celesti favori per coloro che li chiedono, preghiamola per la nostra Patria perché i nostri fratelli che offrono la loro vita siano aiutati nei momenti difficili!  (b. M. Crocifissa, Lettera)

PREGHIERA DEI FEDELI
Al Padre celeste, da cui proviene ogni dono perfetto, innalziamo la nostra umile e fervente preghiera perché la Chiesa divenga sempre più senza macchia ad immagine di Maria Immacolata. Diciamo con fede: Per intercessione di Maria, aurora senza tramonto, ascoltaci o Signore.

O Dio, Padre onnipotente e misericordioso, accetta il nostro grazie per la tua misericordia nell'averci fatto contemplare nell'immacolata Madre di Dio l'immagine della nostra gloria futura e donaci sempre la tua grazia, perché ciò che abbiamo contemplato in lei si realizzi anche nella nostra vita. Te lo chiediamo per i meriti di Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli.
R. Amen.

Antifona:
Tutta bella sei, o Maria...


Quarto giorno

Preghiera:
O Maria, o amorosa Maria!
O fonte segnata con il sigillo immacolato del Verbo eterno,
per cui sei dichiarata Vergine e Madre, Madre e Vergine!
Compiacimento della Santa Trinità.
Questa fonte va irrigando tutto il cielo,
portando frutto alla terra,
rallegrando gli angeli e refrigerando le anime del Purgatorio.
Qui si spera che ogni anima diventi
una fonte segnata col sigillo
della perfetta immagine di Dio che Egli ci ha impresso
e col carattere delle piaghe del Verbo,
dove si diventa perfetto uomo e Dio per partecipazione.
Ortus conclusus, in cui è racchiuso il Datore dell’essere!
In te, o Maria, è racchiuso lo stesso Dio,
tutto il cielo e tutte le creature
mediante il Sangue tratto da te, o Maria,
è salvato tutto l’universo.
E se non c’eri tu, o Maria, per me non ci sarebbe Paradiso.
In te, Maria, è tutto Dio,
perché essendovi una Persona della Santissima Trinità,
di conseguenza c’erano anche le altre,
perché Dio è trino nelle Persone e uno nell’essenza.
O Maria, vai a godere, vai a cibarti e nutrirti
del frutto del tuo grembo, il Verbo. …
A uno a uno tu vai adornando i cuori delle creature,
per poterli offrire alla Santissima Trinità insieme al tuo. …
O Maria, tu vuoi che tutto ciò che è in te,
tutto che è di Dio per unione, sia anche in noi. (s. M. Maddalena de’ Pazzi)

Parola di Dio: I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.
Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. (cfr Lc 2, 41-51)

“I due inseparabili Cuori”
Guardando al Cuore di Cristo incontriamo, immediatamente accanto a Questo (anzi dentro), il Cuore di Maria che con quello del Figlio batte all’unisono.
Il sangue che scorre nel Cuore di Gesù è stato interamente preso dal sangue di Maria, le fibre di questo Cuore Immacolato hanno nutrito di sé l’Umanità Santissima di Cristo che, nel Cuore, è particolarmente significata. Ecco perché il Cuore di questa Madre è in Cielo insieme al Figlio; è l’unico Cuore che Cristo si è portato con sé: l’unico perché unico!
A volte si dimentica che Maria è stata assunta in Cielo in anima e corpo; è un dogma di fede, proclamato da Pio XII, il 1° novembre 1950. Così il Cuore di carne della Vergine Madre è nella gloria, interamente trasfigurato a somiglianza di quello del Figlio. Lui sulla terra ha preso i suoi tratti umani, Lei in Cielo ha ricevuto dal Figlio i tratti di gloria che sono tipici di Lui: come Lui anche Lei col suo corpo in Cielo! Nel calendario liturgico, la memoria del Cuore Immacolato di Maria segue la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù: un Cuore che richiama l’altro, un Cuore che segue l’altro.
E’ bello contemplare il mistero di Maria nel mistero del Figlio e viceversa; in tal modo, anche la devozione mariana non viene percepita come qualcosa a parte, ma viene vissuta come parte integrante dell’amore a Gesù che dalla Croce ce l’ha donata come nostra Madre. I numerosi Insegnamenti di Giovanni Paolo II, nei lunghi anni del suo Pontificato, ci hanno portato tanto più avanti su questo cammino, nel solco del Concilio Ecumenico Vaticano II.
Proprio il “Totus tuus” del Servo di Dio  come lo ricordava Papa Benedetto XVI ad un anno dalla sua morte  “riassume bene questa esperienza spirituale e mistica, in una vita orientata completamente a Cristo per mezzo di Maria: "ad Iesum per Mariam" (Omelia del 3 aprile 2006).
Questo essere orientati a Cristo per mezzo di Maria fa sì che il cristiano possa anche vivere in pienezza il suo rapporto con la Chiesa, la quale è Corpo mistico di Cristo e, perciò, anche tutta figlia di Maria. Il titolo di “Madre della Chiesa”, proclamato da Paolo VI, illumina ulteriormente questo mistero di grazia.
In tale contesto troviamo le parole pronunciate dal Sommo Pontefice Benedetto XVI, nella solennità dell’Immacolata Concezione di Maria; il Papa, contemplando il mistero di Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa, affermava: “la Madre del Capo è anche la Madre di tutta la Chiesa; lei è, per così dire, totalmente espropriata da se stessa; si è data interamente a Cristo e con Lui viene data in dono a tutti noi. Infatti, più la persona umana si dona, più trova se stessa. Il Concilio intendeva dirci questo: Maria è così intrecciata nel grande mistero della Chiesa che lei e la Chiesa sono inseparabili come sono inseparabili lei e Cristo.” (Omelia dell’8 dicembre 2005).
Così, alla scuola dei Sommi Pontefici, ci viene ricordato che amare Cristo, Maria e la Chiesa di Pietro è per il cristiano l’amore inscindibile, che vive e si sviluppa nella verità del Vangelo, nella vita sacramentale e di preghiera e nella carità fraterna! (Luciano Alimandi - Agenzia Fides 21/6/2006)

“...  da lei l'amore per Gesù”
Oggi è l’ultimo giorno del bel mese del Cuore di Gesù e domani la Mamma del Carmelo è esposta a tutti con le mani piene di grazie, ma in modo speciale a noi, le figlie, le sorelle dilette che vestono l’abito che ci ha regalato come pegno di salute. procuriamo di arricchirci di nuovo amore, sorgente d’ogni bene, amore che dobbiamo comunicarlo alle anime che la Vergine SS. ci affida, è questa la nostra Missione, conquistare le anime per Maria nostra Mamma, per avere da Lei l’amore per Gesù. (b. M. Crocifissa, Lettera)

LITANIE BIBLICHE
Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà

Santa Maria, Madre di Dio    prega per noi
Novella Eva    prega per noi
Madre dei viventi    prega per noi
Stirpe di Abramo    prega per noi
Erede della promessa    prega per noi
Germoglio di lesse    prega per noi
Figlia di Sion    prega per noi
Terra vergine    prega per noi
Scala di Giacobbe    prega per noi
Roveto ardente    prega per noi
Tabernacolo dell'Altissimo    prega per noi
Arca dell'Alleanza    prega per noi
Sede della Sapienza    prega per noi
Città di Dio    prega per noi
Porta orientale    prega per noi
Fonte di acqua viva    prega per noi
Nuvoletta apparsa sul Carmelo    prega per noi
Aurora della salvezza    prega per noi
Gioia di Israele    prega per noi
Gloria di Gerusalemme    prega per noi
Onore del nostro popolo    prega per noi
Vergine piena di grazia    prega per noi
Vergine adombrata dallo Spirito    prega per noi
Serva del Signore    prega per noi
Donna della nuova Alleanza    prega per noi
Donna vestita di sole    prega per noi
Donna coronata di stelle    prega per noi
Regina alla destra del Re    prega per noi
Beata perché hai creduto    noi ti lodiamo
Beata perché hai custodito la Parola    noi ti benediciamo
Beata perché hai fatto la volontà del Padre    noi ti glorifichiamo

Preghiamo - Esaudisci, o Padre, le nostre richieste che così insistentemente e filialmente innalziamo a te che ci ami con amore inesauribile. Te lo chiediamo, associando alla nostra preghiera la preghiera dell'Immacolata Vergine Maria, per i meriti di Gesù Cristo, nostro Signore.
R. Amen.

Antifona:
Tutta bella sei, o Maria...


Quinto giorno

Antifona:
Cercando di conoscere una scienza inconoscibile,
la Vergine esclamò al divino ministro:
Da grembo puro,
com’è possibile che un figlio sia generato?
Dimmelo!
Ed egli con timore, eppur gridando, le disse così:
Ave, iniziata a un ineffabile consiglio,
ave, fede di eventi che richiedono silenzio,
ave, preludio dei prodigi di Cristo,
ave, compendio dei suoi dogmi,
ave, o celeste scala per cui è disceso Dio,
ave, o ponte che fa passare al cielo quanto sono dalla terra,
ave, tu che ineffabilmente hai generato la luce. (Akatisto della b. Vergine)

Parola di Dio: Fratelli, Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne, ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso.
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è legge. Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri. Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito.  (Gal 5, 1. 13-14. 23-25)

“Maria, donaci la spontaneità del tuo Cuore”
La spontaneità fa parte dei grandi valori della vita che vivificano il cuore della persona perché lo mantengono aperto e docile alla verità. Lo si vede chiaramente nei bambini: chi più di loro può insegnarci ad essere spontanei ? Un dono, questo, che fiorisce sul terreno della sincerità!
Maestri di spirito convengono sul fatto che la spontaneità è la vera essenza della preghiera, perché è ciò che rende l’orazione autentica: libera da ipocrisie e da mezze verità  o da mezze bugie, ci presenta a Dio per “adorarLo in spirito e verità” (Gv 4, 23). I dialoghi tra le persone seguono lo stesso itinerario; se mancasse la spontaneità nel dialogo, non ci sarebbe una vera condivisione di ciò che è realmente dentro di noi. Senza la spontaneità nella preghiera, non si potrebbe avere il "dialogo del cuore", la "preghiera del cuore" con Dio; sarebbe come una giornata senza sole: grigia!
La Vergine Maria ci mostra, con il suo illuminante esempio, che la spontaneità è una costante del suo Cuore Immacolato, si pensi a quando “raggiunse in fretta Elisabetta”, subito dopo l’Annunciazione (cfr Lc 1, 39). Sulle ali della Carità e della Verità, che Cristo suo Figlio personifica, la Madonna giunge da Elisabetta e, in quell'incontro, all’insegna della spontaneità, avviene la condivisione del più grande dono: lo Spirito Santo. Elisabetta e Giovanni Battista esultano di gioia e la Vergine proclama il suo magnificat nato dalla spontaneità del suo cuore pieno di Amore di Dio.
Solo alle anime umili il Signore fa giungere i più alti e consolanti doni del Suo Spirito: l’amore, la gioia, la pace... Solo ai cuori che diventano come bambini, il Padre affida il Regno dei Cieli. Grande nemico della spontaneità è il calcolo umano dei “vantaggi-svantaggi”, accompagnato dal giudizio meschino e non già dalla sapienza del cuore.
Per gustare i doni dello Spirito, occorre anche mettere da parte ogni calcolo interessato; per diventare amici della spontaneità, il Signore con sua Madre vengono a liberarci dai pregiudizi che imprigionano il cuore e lo soffocano. Solo così saremo più umani, perché veramente liberi. Il Vangelo è un invito continuo a questa conversione del cuore ed incoraggia tutti al cantico della spontaneità, tipico delle persone semplici e umili! Quante professioni di fede, esaltate dal Signore, sono nate da un cuore simile: aperto alla verità! Il Vangelo, sia nel suo contenuto sia nel suo stile, ci rivela e ci dona la gioia della buona Novella che, spontaneamente, dilata il cuore sulle ali della carità e della verità.
L’evangelista Luca, ci testimonia, anch’egli, tutte queste realtà; si pensi all’infanzia di Gesù che spalanca nei nostri cuori panorami di straordinaria semplicità, come appunto il racconto della Visitazione. I Padri hanno testimoniato, fin dagli inizi, che è lo Spirito Santo l’Autore principale di questi sacri testi evangelici. Egli si è servito di umili servitori, che erano ben lontani da calcoli umani.
Perciò non si addice né alla natura né al contenuto del Vangelo, una sua lettura fatta con certi pregiudizi, con certi calcoli, con certi schemi preconfezionati, come se coloro che lo hanno scritto, non fossero stati mossi dallo Spirito, ma da ipotetici calcoli per rendere tutto più interessante! Gesù ha detto che l’azione dello Spirito Santo è come il vento: ne senti la voce ma non sai da dove venga e dove vada (cfr. Gv 3, 8); così è di ognuno che si fa discepolo di questo Spirito alla scuola di Gesù e di Maria: lascia tutto  anche se come spesso avviene non subito ma un po' per volta  per seguire il Signore, diventando sempre più spontaneo, sempre più aperto, con il cuore libero da essere trasportato da Dio dove Egli voglia.
Chiediamo con insistenza la grazia della spontaneità, oggi non poco minacciata da una cultura del vantaggio, che il mondo propugna a spada tratta, disprezzando coloro che invece si fanno poveri di spirito, veramente ultimi, come Gesù e Maria: “rovescia i potenti dai troni ed innalza gli umili” (Lc 1, 52). (Luciano Alimandi - Agenzia Fides 18/10/2006)

“un bisogno del cuore”
Prega, prega sempre, se dormi, se vegli, se lavori, la preghiera è una relazione d’amore con l’Amore Immenso, perciò un bisogno del cuore, la vita dell’anima, così è la preghiera dell’anima innamorata della Bontà Divina, dell’Ostia d’Amore..  (b. M. Crocifissa, Lettera)

PREGHIERA DEI FEDELI
In questo tempo di grazia in cui insieme con Maria Immacolata ci prepariamo ad accogliere dalle sue mani Cristo, nostra salvezza, rivolgiamo al Padre la nostra fiduciosa preghiera. Diciamo insieme: Padre buono, ascoltaci.

Preghiamo - O Dio, Padre misericordioso, esaudisci con bontà le preghiere che ti rivolgiamo nel ricordo dell'Immacolata Vergine Maria che ha offerto al mondo Cristo, nostra salvezza. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
R. Amen.

Antifona:
Tutta bella sei, o Maria...


Sesto giorno

Antifona:
Il Mar Rosso, un tempo,
raffigurò in immagine la Sposa vergine:
là fu Mosè che divise le acque,
qui Gabriele ministro del prodigio.
Allora a piedi asciutti camminò Israele sul fondo dell’abisso,
ora la Vergine genera intatta il Cristo;
integro il mare poi che passò Israele,
ed incorrotta rimase l’illibata
dopo che partorì l’Emmanuele.
O tu che sei ed eri e sei apparso
come un uomo, o Dio, abbi pietà di noi. (Inno bizantino)

Parola di Dio: Dopo il saluto di Elisabetta, Maria disse:
"L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono". (Lc  1, 46-50)

“Maria, Madre della nostra donazione”
“Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere” (Mc 12, 43-44). Questo brano ci ricorda una delle verità centrali della nostra fede: la donazione totale di se stessi a Dio. Una verità questa, la cui importanza è vitale: come potremmo, infatti, credere autenticamente in Lui se non fossimo suoi? Se per Dio riservassimo solo il superfluo, sarebbe possibile la fiducia in Lui?
La figura di una povera vedova, di cui non si conosce neppure il nome, ci viene mostrata da Gesù come autentico modello di donazione; ella non ha gettato nel tesoro il superfluo, come hanno fatto gli altri, ma vi ha deposto “tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”. Il gesto non era plateale, ma il Signore vede nel cuore e riconosce la realtà più bella della fede: il dono totale di sé, vale a dire l’imitazione per eccellenza della vita divina. Dio non dona mai il superfluo ma dona tutto, come ricordato dal Santo Padre Benedetto XVI, fin dall’inizio del Pontificato: “Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a Lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo  e troverete la vera vita” (Benedetto XVI, Omelia del 24 aprile 2005).
Se questa donna ci mostra cosa significhi veramente fidarsi di Dio, quanto più la Vergine Maria, Madre d’ogni autentica donazione, viene in nostro soccorso per aiutarci a fare della nostra vita un dono di tutto noi stessi a Gesù! Maria è stata la prima a mettere a disposizione del Redentore tutto di sé, senza trattenere nulla, ma donandosi, nella consapevolezza della sproporzione tra ciò che si dona e ciò che si riceve: “Beati i poveri in spirito perché di essi è il Regno dei cieli”. Dare a Cristo la propria povertà di creatura abilita ad accogliere il dono del Creatore, la magnificenza del Suo amore, che sempre opera in noi, trasformandoci.
Il dono di sé, sempre ci trasforma. I Santi sono la testimonianza evidente di questa realtà. Più ci si fida del Signore e ci si dona, più si viene trasformati in Lui. Il problema è l’egoismo dell’uomo, incapace di vedere oltre i “due spiccioli”; esso impedisce di fare il salto, mettere a buon frutto i propri talenti e abbandonarsi in Dio come un bambino che si butta nelle braccia sicure del padre! Quante volte, Gesù incontra oggi “il giovane ricco”, che mai si decide a seguirlo perché troppo preso in se stesso. Con Maria possiamo cantare il magnificat, a patto che ci abbandoniamo in Dio. Donandoci saremo anche noi immersi nell’oceano della Sua misericordia: “di generazione in generazione la sua misericordia si effonde su quelli che lo temono”. Coloro che temono Dio, sono come la povera vedova che ha incontrato lo sguardo premuroso di Cristo che l’ha esaltata. Il Vangelo è pieno di queste icone dell’amore gratuito amanti dell’ “l’Amore che non è amato”.
La Madonna, da ogni suo santuario, da ogni luogo della terra in cui è onorata e pregata, continua a cantare il suo Magnificat, a testimonianza che il figlio suo sempre “ricolma di beni gli affamati e rimanda a mani vuote i ricchi di sé”. Chi dà tutto, agli occhi del mondo appare un perdente, mentre agli occhi di Dio diventa un vincente: ricco di un amore senza limiti. Chi crede di donare molto, ma non dona se stesso, dona solo il superfluo; chi crede, ingannandosi, che l’apparenza sia sostanza, non arricchisce ma diviene più povero, banalizzando la propria fede.
Comprendiamo in questo modo l’insistente richiamo di Gesù non solo alla preghiera ma anche alla vigilanza del cuore, affinché non si riempia d’apparenze ma di doni dello Spirito Santo. Il consegnarsi a Dio è come la vera amicizia verso le persone che si amano: non si apre il cuore una sola volta, ma continuamente; la vita di donazione a Dio è un costante aprirsi anche al prossimo, un quotidiano versarsi goccia dopo goccia, un dolce lasciarsi cadere in Dio, nel mare della sua bontà. Come sarebbe assurda una goccia che si contemplasse mare, senza lasciarsi cadere e perdere in esso! (Luciano Alimandi - Agenzia Fides 15/11/2006)

“Amare Maria, così cresce la fedeltà”
Siamo grate col dimostrare  [allo Sposo]  il nostro Amore e la nostra fedeltà alla sublime Vocazione. E in questo bel mese dedicato alla Regina e Madre SS. domandiamo con grande fervore il Suo Amore, una sola scintilla basta per possedere tutte le virtù degne di sue figlie e per farci sante e gran sante! Questa è la brama che mi strugge e domando con ardore alla dolce Madre dei Santi, di amarla e di farla amare, e di vivere innamorate del Suo Figlio dell’Ostia Divina!  (b. M. Crocifissa, Lettera)

PREGHIERA DEI FEDELI
A Dio, Padre buono e misericordioso, che ha riempito il mondo della sua gioia, donandoci il Figlio Gesù, innalziamo la nostra preghiera presentandola a lui per i meriti della Vergine Immacolata, causa della nostra gioia. Diciamo insieme: O Maria, madre e causa della nostra gioia, intercedi per noi.

Preghiamo - Accogli, o Padre le implorazioni del tuo popolo in preghiera; tu che in Cristo Salvatore nato dalla Vergine Immacolata ci hai dato ogni bene, donaci di gustare il frutto di una perenne gioia. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.

Antifona:
Tutta bella sei, o Maria...


Settimo giorno

Inno:
Sarà possibile ancora il prodigio,
questo mirabile scambio d’amore?
Esser la terra che accoglie lo Spirito
e concepire il Verbo anche noi!

Almeno tu hai creduto, Maria,
noi siamo stanchi di molte leggende,
e idoli a turbe invadono il cuore:
sia la tua fede a guidarci alla luce!

O figli, udite e sarete beati
è la Sapienza di Dio che vi parla,
di un Dio che veglia alle porte del cuore
e solo attende che ognuno gli apra:

Beati quanti percorron la via
e sempre son pur loro in ascolto:
avrà la vita colui che lo scopre
e otterrà la salvezza da Dio! (D. M. Turoldo)

Parola di Dio: Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la vostra salvezza, prossima a rivelarsi negli ultimi tempi.
Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un po' di tempo afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell'oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime. (cfr 1Pt 1, 3-9)

“Madre della nostra resa e del nostro abbandono”
Quando si parla di resa, di capitolazione, viene subito in mente una battaglia tra due parti di cui l’una, ad un certo punto, si arrende perché riconosce che l’altra è più forte e non avrebbe senso continuare se si ha la certezza della sconfitta. Forse qualcosa di simile avviene pure nella nostra vita di relazione con il Signore. Se è infatti vero che da una parte dobbiamo combattere il mondo, il nostro egoismo e le tentazioni di Satana, è pure vero che d’altra parte sembra che ingaggiamo anche una specie di lotta con Dio, certo del tutto differente dalla prima, e che deve finire con una nostra capitolazione. E’ chiaro, infatti, che nella lotta contro le tentazioni sarebbe assurdo arrendersi, anzi occorre vivere quanto più possibile ciò che ci dice san Paolo: “attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo” (Ef 6, 10-11).
Ma in quell’altra sorta di lotta  almeno da noi così percepita , la grazia della trasformazione in Cristo arriva con il prendere pienamente coscienza della necessità di una resa: arrendersi a Dio e non resistergli più, per abbandonarsi completamente a Lui; mettere da parte, una volta per tutte, la nostra autosufficienza, il nostro “saper meglio e di più”, per lasciarsi condurre, passo dopo passo, dalla Divina Provvidenza. Quando nel Vangelo udiamo che il Signore ci parla della necessità “di perdere la nostra vita per causa sua e del Vangelo, per poterla così salvare” (cfr Mc 8, 35), noi non avvertiamo forse che questa “perdita” ci costa anche un arrendersi a Lui ?
Gli Apostoli ci mostrano la necessità di una resa, di un “consegnarsi”, per vivere un abbandono totale all’unico Maestro. Ad esempio Pietro. Ad un certo punto Gesù gli chiede “mi ami tu?”. Proprio dopo il rinnegamento appena consumato, il capo degli Apostoli, come tramortito dall’amore inesauribile del Risorto per lui e quasi soggiogato dalla tenacia divina con cui viene “ripescato”, dà una risposta che assomiglia proprio ad una capitolazione totale: “Signore tu sai tutto, tu sai che ti voglio bene” (Gv 21, 17). E’ come se gli dicesse: “Sì, Signore tu sai ogni cosa molto meglio di me e solo Tu hai ragione; a nulla valgono le mie ragioni ed è assurdo perciò competere con le tue, bisogna solo imparare a perdere se stessi per vivere di Te”. Il Signore Gesù confermerà a Pietro quale dovrà essere, da ora in poi, la strada dell’abbandono: “Seguimi” (Gv 21, 19).
Arrendersi al Signore significa accettare di camminare dietro di Lui e non davanti a Lui! Così è per ogni autentico cristiano che, giorno dopo giorno, vuole abbandonarsi a Gesù e al suo Vangelo; egli viene guidato in maniere e vie che gli sembrano a volte contorte, sconosciute e per lo più misteriose, ma che lo portano dove vuole il Signore della storia. Non sono da leggersi in questa ottica le prove di fede dei santi? Sui loro volti, nei loro scritti e testimonianze si può riconoscere il sapore di questa résa che, come quella di Simon Pietro, non è amara, ma è resa dolce dall’amore paziente di Dio. Ma più di tutti è proprio la Madre di Gesù che può insegnarci questo cammino.
Lei non si è dovuta arrendere a Dio perché, a differenza di noi, non ha mai resistito alla sua azione, ma si è sempre perfettamente abbandonata, lasciandosi condurre per mano da Lui. Come insegna il Concilio Vaticano II, Ella ha “abbracciato con tutto l'animo, senza che alcun peccato la trattenesse, la volontà divina di salvezza” (LG 56). Sempre docile a Dio, è diventata esperta delle sue vie e così ci è stata donata da Lui come guida e sostegno sul cammino dell’autentico e progressivo abbandono, via diretta al Paradiso.
Un grande maestro di spiritualità mariana, San Luigi Grignion di Montfort, ha meravigliosamente sintetizzato la grandezza di Maria: “Dio Padre non ha donato al mondo il suo unico Figlio che per mezzo di Maria. Per quanti sospiri non abbiano emesso i patriarchi, per quante suppliche non abbiano fatto i profeti e i santi dell'antica legge durante quattromila anni, per ottenere questo tesoro, non c'è stata che Maria che l'abbia meritato e trovato grazia davanti a Dio con la forza delle sue preghiere e la sublimità delle sue virtù. Il mondo era indegno  dice Sant'Agostino  di ricevere il Figlio di Dio direttamente dalle mani del Padre; egli lo ha donato a Maria perché il mondo lo ricevesse da lei” (Trattato, n. 16). Madre della nostra resa e del nostro abbandono, aiutaci!  (Luciano Alimandi - Agenzia Fides 19/7/2006)

“Fiducia e abbandono”
Avanti e coraggio sempre, o mia cara figliola. Fiducia, abbandono senza limiti in Colui che ci ha prescelto fra mille per essere tutte sue e per dedicarci alla sua gloria, alla nostra santificazione e del prossimo. La vita fugge, è un istante, procuriamo di arricchirci in questo breve tempo e, terminato questo sogno ci sveglieremo nell’eternità, nella Patria dei Santi!  (b. M. Crocifissa, Lettera)

PREGHIERA DEI FEDELI
Al Padre celeste che ha donato al mondo la sua Parola e che in Maria Immacolata, Madre del Verbo fatto carne, ci presenta il modello di ogni vero discepolo del divin Maestro, innalziamo la nostra fervente preghiera. Diciamo insieme: Ascoltaci, o Signore.

Preghiamo  O Dio, fa' che alla scuola della Vergine Maria, Madre e discepola del tuo divin Figlio, diventiamo veri discepoli di Cristo, sempre attenti alla sua Parola e fedeli ai suoi comandamenti. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
R. Amen.

Antifona:
Tutta bella sei, o Maria...


Ottavo giorno

Antifona:
Venite con l’Arcangelo Gabriele,
rechiamoci anche noi presso la Vergine
e nutrice della nostra vita:
non è prerogativa soltanto del comandante
il saluto alla regina,
ma anche gli umili possono vederla,
parlare con lei, la Madre di Dio,
che tutte le generazioni proclamano beata e dirle:
“Ave, illibata!
Ave, Vergine eletta da Dio!
Ave, o pia!
Ave, Amabile e Bella!
Ave, Graziosa!
Ave, Intatta!
Ave, Incontaminata!
Ave, Madre ignara di nozze!
Ave, Vergine e Sposa!"  (inno bizantino)

Parola di Dio: Fratelli, state sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono.
Astenetevi da ogni specie di male. (1Ts 5, 16-22)

“Regina del Rosario”
La Chiesa in cammino sulle strade del mondo per annunciare il Vangelo, con insistenza, ci invita a far nostre le intenzioni e gli aneliti apostolici della Madre di Gesù mediante la preghiera mariana per eccellenza: il santo Rosario.
Lei, che è la Stella della Nuova Evangelizzazione, non solamente ci indica la strada al Signore, ma ci porta a Lui; non solamente ci accompagna dal Figlio, ma ce Lo dona!
La maternità universale di Maria e la sua mediazione materna diventano, per noi suoi figli, delle realtà di vita vissuta, della nostra stessa vita che si svolge tra le tante piccole cose di ogni giorno e viene illuminata dalle molteplici verità di luce della fede cristiana contemplate nei misteri. Così, pregare il Rosario con la corona tra le mani, gesto semplice compiuto ogni giorno, ci ricorderà che è la mano della Madonna che tiene la nostra.
Quante volte abbiamo visto persone sofferenti, nel loro letto di dolore, tenere stretta quella corona come si tiene stretta la mano della persona più cara nel momento del bisogno e della consolazione!
Quante volte quella corona è stata un segno eloquente messo tra le mani fredde di un caro defunto che veniva accompagnato, all’estremo saluto, dalle preghiere e dalle lacrime dei suoi cari, che non si stancavano di ripetere “Ave Maria… Ave Maria”!
Il Santo Padre ci ha ricordato anche recentemente l’importanza di questa preghiera, che ci è donata direttamente dal Cielo: “il giorno 7, sabato prossimo, celebreremo la festa della Beata Vergine del Rosario, ed è come se, ogni anno, la Madonna ci invitasse a riscoprire la bellezza di questa preghiera, così semplice e tanto profonda. L’amato Giovanni Paolo II è stato grande apostolo del Rosario: lo ricordiamo in ginocchio con la corona tra le mani, immerso nella contemplazione di Cristo, come egli stesso ha invitato a fare con la Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae. Il Rosario è preghiera contemplativa e cristocentrica, inseparabile dalla meditazione della Sacra Scrittura. E’ la preghiera del cristiano che avanza nel pellegrinaggio della fede, alla sequela di Gesù, preceduto da Maria. Vorrei invitarvi, cari fratelli e sorelle, a recitare il Rosario durante questo mese in famiglia, nelle comunità e nelle parrocchie per le intenzioni del Papa, per la missione della Chiesa e per la pace nel mondo” (Papa Benedetto XVI, Angelus del 1° ottobre 2006).
L’immagine commovente dell’ “amato Giovanni Paolo II in ginocchio con la corona tra le mani”, richiamata da Sua Santità Benedetto XVI, è di incoraggiamento a diventare anche noi apostoli del Rosario in questo tempo carico di tensione, ma anche tanto ricco di speranza e di luminosità. Contempliamo fiduciosi i Volti radiosi di Gesù e di Maria, affidandoci senza riserve, come Loro, all’Amore misericordioso del Padre. (Luciano Alimandi - Agenzia Fides 4/10/2006)

“Rosario... fiori a Maria”
Mentre recitavo il Rosario, sentii la voce tenera della Madre: “grazie, o mia figliuola, i fiori che ornano l'altare sono profumati del tuo amore, in ricompensa godrai i profumi negli eterni giardini del Cielo ove troverai il premio del tuo amore verso di me e del mio Figliuolo.”  (b. M. Crocifissa, Diario spirituale)

PREGHIERA DEI FEDELI
A Dio che ci ha dato l'Immacolata Vergine Maria, Madre del suo Figlio, come aiuto e madre del popolo cristiano perché affronti intrepido il buon combattimento della fede, innalziamo la nostra fervente preghiera. Preghiamo insieme e diciamo: Per intercessione di Maria Immacolata, aiuto dei cristiani, ascoltaci o Signore.

Preghiamo  Accogli, o Padre, le nostre preghiere e per intercessione di Maria Immacolata, aiuto dei cristiani, fa' che nelle prove della vita la sentiamo sempre vicina come soccorritrice e madre. Per Cristo, nostro Signore.
R. Amen.

Antifona:
Tutta bella sei, o Maria...


Nono e ultimo giorno

Antifona:
Stirpe di Adamo
è tuo Figlio, Vergine Maria;
discendenza di Abramo,
germoglio di Davide:
in lui si compiono le promesse antiche,
per lui sono benedette tutte le genti.

Racchiuso nel tuo grembo,
lo avvolge benedicente l’amore del Padre,
lo unge santificante lo Spirito divino,
perché sia «consacrato con olio di letizia,
benedetto da Dio per sempre».

Tu sei, Maria, la terra sacra
dove germoglia il seme della Parola;
tu, l’albero buono
che produce il buon Frutto;
tu, la sorgente vivace della nostra Benedizione.

Vergine benedetta,
madre del Frutto benedetto,
intercedi per noi presso il tuo Figlio.
Amen.  (Preghiera dei Servi di Maria)

Parola di Dio: In quel giorno stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!".
Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.  (Gv 19, 25-27)

“Non si può concepire la vita della Chiesa senza il Rosario”
La Chiesa , soprattutto mediante i suoi testimoni, rinnova l’invito al nostro cuore ad un amore e ad una devozione trasparente verso la Madre di Dio e Madre nostra; questa devozione è come il sale della vita del cristiano.
Sua Santità Benedetto XVI, proprio recentemente, ha ricordato un’incisiva affermazione dell’allora Patriarca di Venezia, il Cardinale Albino Luciani, diventato Papa con il nome di Giovanni Paolo I proprio nel giorno in cui in Polonia si festeggiava la grande Patrona: la Madonna di Czestochowa (26 agosto 1978).
Leggiamo le parole del Santo Padre Benedetto XVI: «Mi piace infine richiamare la devozione che egli nutriva verso la Madonna. Quando era Patriarca di Venezia ebbe a scrivere: "È impossibile concepire la nostra vita, la vita della Chiesa, senza il rosario, le feste mariane, i santuari mariani e le immagini della Madonna". E’ bello accogliere questo suo invito e trovare, come egli fece, nell’umile affidamento a Maria il segreto di una quotidiana serenità e di un fattivo impegno per la pace nel mondo» (Parole di Benedetto XVI al termine della proiezione del film “Papa Luciani: il sorriso di Dio”, 9 ottobre 2006).
“E’ impossibile concepire la nostra vita…. senza il rosario”. Sono parole che lasciano un segno, e ci vengono ricordate dal Santo Padre proprio per la loro autenticità e attualità. Come potrebbe essere concepita una vita, una esistenza cristiana, senza Colei che da Dio è stata voluta Madre del Suo Figlio Gesù e di ciascuno di noi: figli nel Figlio!
Infatti la Chiesa ci insegna con chiarezza che la maternità spirituale della Vergine Maria è “una consolantissima verità” che “dev’essere ritenuta per fede da tutti i cristiani” , come ebbe a esprimerlo il Servo di Dio Paolo VI nella Esortazione Apostolica “Signum Magnum”:
«Come, infatti, ogni madre umana non può limitare il suo compito alla generazione di un nuovo uomo, ma deve estenderlo alle funzioni del nutrimento e della educazione della prole, così si comporta la beata Vergine Maria. Dopo di aver partecipato al Sacrificio redentivo del Figlio, ed in modo così intimo da meritare di essere da Lui proclamata Madre non solo del discepolo Giovanni, ma  mi sia consentito l’affermarlo  del genere umano da lui in qualche modo rappresentato, Ella continua adesso dal cielo a compiere la sua funzione materna di cooperatrice alla nascita e allo sviluppo della vita divina nelle singole anime degli uomini redenti. E’ questa una consolantissima verità, che per libero beneplacito del sapientissimo Iddio fa parte integrante del mistero dell’umana salvezza; essa, perciò, dev’essere ritenuta per fede da tutti i cristiani » (Signum Magnum, n. 6).
Questa Esortazione Apostolica venne scritta nel 1967, in occasione del cinquantesimo anniversario delle apparizioni di Fatima, quando Paolo VI si recò a Fatima come pellegrino di pace. Indubbiamente il messaggio rivolto da Maria ai tre pastorelli del Portogallo ha rappresentato, lo scorso secolo, e rappresenta ai nostri giorni un eloquente segno della sollecitudine materna della Madonna per noi suoi figli; un messaggio, questo, che ha toccato e trasformato la vita di tanti credenti.
Viene qui spontaneo ricordarne tra questi uno, un autentico apostolo del messaggio di Fatima, il Vescovo gesuita Pavel Maria Hnilica, morto lo scorso 8 ottobre dopo aver speso una vita intera a diffondere la “consolantissima verità” della maternità spirituale di Maria Santissima.
Tali esempi incoraggiano giovani e meno giovani a riconoscere che la vita di fede è una meravigliosa avventura, resa tanto più attraente dalla eterna giovinezza di Dio che risplende e si fa tangibile in ogni tempo e in ogni luogo con l’annuncio del Vangelo. Così anche noi siamo invitati a scoprire e a contemplare, giorno per giorno, mistero dopo mistero, “il Bambino e Sua Madre” (Mt 2, 11) e a non tenere solo per noi la gioia di averLi incontrati, ma regalarla a tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino. (Luciano Alimandi - Agenzia Fides 11/10/2006)

“La voce delle figlie è soave per la Madre!”
La sera, durante la recita del S. Rosario, dopo alcune Ave Marie, sentii la voce materna che diceva: “Oh! quant'è soave la voce delle figlie al Cuor della Madre!” Tali parole che sentii nell'intimo del cuore, mi ricolmarono di tanto gaudio e gioia celeste, da recitare a stento, ma con tal tenerezza e amore verso sì tenera Madre, e tanti godimenti intimi da non saperli ridire: ogni parola dell'Ave era per me sorgente di luce e di consolazione, sembravami di recitare questa divina preghiera assieme agli Angeli, ai Beati, alle mie figliuole, ai giusti che sanno pregare e di gustare questa preghiera con un rapimento celeste assieme a questo coro infinito di anime Elette, e la Madre celeste gioiva immensamente, nel sentire la voce delle figlie che parlano alla loro Madre con tanta tenerezza e amore filiale, è una sorgente di grazie questa preghiera recitata con spirito di fede e raccoglimento.  (b. M. Crocifissa, Diario spirituale)

LitaniE ALL'IMMACOLATA MADRE
Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà

Santa Maria    Prega per noi
Porta immacolata che introduci a Gesù    Prega per noi
Regina immacolata del cielo e della terra    Prega per noi
Immacolata Stella del mare    Prega per noi
Torre immacolata della Chiesa militante    Prega per noi
Immacolata esemplare d’ogni perfezione    Prega per noi
Dispensatrice immacolata delle grazie di Dio    Prega per noi
Porta immacolata della Gerusalemme celeste    Prega per noi
Rosa immacolata tra le spine    Prega per noi
Ulivo immacolato del campo mistico del Signore    Prega per noi
Modello immacolato di ogni perfezione    Prega per noi
Causa immacolata della nostra gioia    Prega per noi
Colonna immacolata della nostra fede    Prega per noi
Fontana immacolata del Divino amore    Prega per noi
Segno immacolato e certo di salvezza    Prega per noi
Regola immacolata della più perfetta ubbidienza    Prega per noi
Casa immacolata del pudore e della castità    Prega per noi
Àncora immacolata della nostra salvezza    Prega per noi
Luce immacolata dei saggi    Prega per noi
Corona immacolata dei patriarchi    Prega per noi
Decoro immacolato del Carmelo    Prega per noi
Gloria immacolata dei profeti    Prega per noi
Dottore immacolato degli apostoli    Prega per noi
Forza immacolata dei martiri    Prega per noi
Sostegno immacolato dei confessori    Prega per noi
Purezza immacolata delle vergini    Prega per noi
Gioia immacolata di coloro che sperano in te    Prega per noi
Avvocata immacolata dei peccatori    Prega per noi
Guerriera immacolata terrore degli eretici    Prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo    perdonaci, Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo    ascoltaci, Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo    abbi pietà di noi

Preghiamo - Dio onnipotente ed eterno che comandi alla tua Chiesa di celebrare la gloria dell’Immacolata Concezione della Madre del Tuo Divin Figlio ti supplichiamo affinché coloro che la onorano devotamente sulla terra possano gioire un giorno nel cielo dell’eterna beatitudine.
R. Così sia

Antifona:
Tutta bella sei, o Maria...


8 dicembre
solennità dell'Immacolata Concezione della b. v. Maria

Preghiera:
Vergine Immacolata!
La tua intatta bellezza spirituale
è per noi sorgente viva di fiducia e di speranza.
AverTi per Madre, Vergine Santa,
ci rassicura nel cammino della vita
quale pegno di eterna salvezza.
Per questo a Te, o Maria,
fiduciosi ricorriamo.
Aiutaci a costruire un mondo
dove la vita dell’uomo sia sempre amata e difesa,
ogni forma di violenza bandita,
la pace da tutti tenacemente ricercata.

Vergine Immacolata!
donaci di celebrare e adorare
con fede rinnovata e ardente amore
il santo mistero del Corpo e Sangue di Cristo.
Alla tua scuola, o Donna eucaristica,
insegnaci a far memoria delle meravigliose opere
che Dio non cessa di compiere nel cuore degli uomini.
Con premura materna, Vergine Maria,
guida sempre i nostri passi sulle vie del bene.
Amen!
Giovanni Paolo II, 8 dicembre 2004

Parola di Dio: Fratelli, in Cristo Gesù noi siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente, conforme alla sua volontà, perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo.
In lui anche voi, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza e avere in esso creduto, avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato, a lode della sua gloria.
Il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui.
Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l'efficacia della sua forza che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro. (cfr Ef 1, 11-21)

Lasciarsi riempire da Dio
Noi vogliamo essere una sola cosa con Cristo. Desideriamo ricevere Cristo nei nostri cuori, che però spesso sono poco disponibili a questa visita. Maria, invece, era tutta dedicata a Dio fin dai suoi primi anni. Il suo cuore rimase sempre aperto per Lui. Da Maria, nostra madre, dobbiamo imparare ad allontanare dai nostri cuori tutto ciò che non appartiene a Dio e aprire questi nostri cuori interamente al nostro Dio, in modo da poter essere ripieni della sua grazia. Allora, Gesù discenderà dentro di noi e crescerà in noi e di nuovo in noi rinascerà, divenendo visibile nelle nostre azioni, vivendo nella nostra vita. Quanto meno noi siamo pieni di Dio, tanto più vivremo poveramente la nostra vita. (b. Tito Brandsma, Discorso)

“Il giorno delle figlie missionarie”
È il giorno caro, ma oggi più solenne. L'Immacolata, questa festa della Madre è una delle più care, dopo la Comunione accanto alla S.S. Trinità vidi la Sovrana Regina di una bellezza abbagliante come il Sole, guardava e benediceva sorridente tante piccole barche candide, che tranquillamente vogavano in un mare azzurro e calmo, ciascuna di queste barche portavano diverse distintivi, in alcune c'era il Cuore di Gesù, in altre S. Teresa, S. Giovanni della Croce, la piccola Teresina guidava una barchetta la più bella, era piena di angioletti e di fiori.
Domandai alla Maestosa Regina spiegazione di questa visione, sembrò rispondermi: “È il giorno delle tue figlie Missionarie”. Compresi che le nostre missioni saranno in diversi luoghi tanto da dover attraversare il mare, saranno protetti questi religiosi del sesso femminile e maschile dai Santi dell'Ordine e la Santina guiderà la Sua Istituzione, le piccole Anime.
Questo bel sogno mi lasciò tanta pace di paradiso e mi sembra sempre rivedere quelle candide barchette in quel mare tranquillo.  (b. M. Crocifissa, Diario spirituale, 8 dicembre 1925)

Preghiera corale:
O Madre mia,
fa’ che noi siamo fedeli alla nostra così bella missione.
Fa’ che portiamo in mezzo alle povere anime,
sprofondate nell’ombra della morte, il divino Gesù,
sia recando in mezzo a esse
la santa Eucaristia e il suo culto,
sia mostrando loro la vita di Gesù nella nostra,
che deve esserne la perfetta immagine.
Fa’ che siamo fedeli a questa divina missione!
O Madre diletta, è la tua stessa missione,
la prima che Gesù ti ha affidato
e che ti sei degnata di condividere con noi,
chiamandoci a questa vita.
Grazie! Fa’ che la compiamo bene. (Ch. de Foucauld)

Antifona:
Tutta bella sei, o Maria...