Testi scelti su

L’eucaristia - Il sacerdote

dal Diario spirituale della b. Maria Crocifissa Curcio

 

 

 

 

Adorazione   29/10/1925

È l'ora dell'amore e del dolore ogni sera del giovedì. Nel Getsemani Gesù mi fa gustare qualche minimissima delle pene immense che lo ridussero all'agonia a sudar sangue!... in quel momento Gesù è un inferno di dolori.... tanti sono immensi i peccati che d'ogni genere lo rendono reo innanzi alla Divina Giustizia...... Oh che scena di terrore... di orrore... che agonia! E i discepoli l'hanno abbandonato, alcuni, altri i suoi più intimi dormono.... tale scena si ripete sempre per Cuore Divino di Gesù nel Sacramento, si offre vittima per gli immensi debiti che abbiamo con Dio, e i suoi cari, i suoi Ministri, le anime a lui più intime invece di vegliare dormono, lo abbandonano....

Queste e mille altre pene esperimento in quell'ora che vola come un istante, mi offro Vittima coll'Agonizzante Divino, e specialmente per i miei parenti e per questo popolo tanto duro e indifferente.

La mia povera offerta ho compreso che è tanto a Dio gradita, le mie povere lagrime di contrizione in espiazione dei miei peccati e dei miei fratelli, unite alle lagrime di sangue del Cuore Agonizzante di Gesù, sono d'immenso sollievo al Suo Cuore Divino, è Suo desiderio innaffiare questa terra arida di queste anime che qui vivono senza sentir fame e sete della Sua giustizia.

Vorrei che queste lagrime non fossero manifeste ma restassero occulte.... ma per quanta violenza soffro spesso non ci riesco....

Come è penoso soddisfare i bisogni della miserabile natura in quella sera di Getsemani, come son pieni di lagrime i miei occhi durante la cena, quanto soffre il mio povero cuore anche fisicamente per la violenza che mi costa frenare il torrente di lagrime di contrizione, come vorrei essere sola...... ed è proprio un grande sollievo la notte che trascorro sfogando il mio immenso amore e dolore accompagnando il mio Divino Sposo nella sua dolorosa passione.

 

 

21. Giovedì.  21/01/1926

La mia dolce immagine del Cuore di Gesù pria di addormentarmi la guardai per rinnovare la solita preghiera e la trovai, al solito piena di luce e di amore, così mi addormentai.

Nella Comunione mi sentii presente nel momento dell'Istituzione della S.S. Eucaristia, di essere in compagnia con i primi discepoli di Gesù e della S.S. Vergine e sperimentai l'unione di Gesù per mezzo di questo Cibo Divino con la Chiesa Militante: è il Cibo che affratella, unisce tutte le membra al Corpo di Gesù che è il Capo, nutrirsi dello stesso Alimento, mangiare alla stessa Mensa per essere tutti uniti in questa vita, come i beati godono la stessa beatifica Visione reale di Colui che qui contempliamo e gustiamo sotto i mistici veli dell'Eucaristia.

Compresi la grandezza del Sacerdote nel momento che pronunzia le Misteriose e sublimi parole della Consacrazione, e mi sembrò vedere l'altare circondato da un numero immenso di Angeli che riverenti si accostavano a Lei, o mio buon Padre, Sacerdote e Vittima, e tutti [Sr.T.1] baciavano le sue vesti Sacerdotali.

Tanta grandezza sentii il dolce lamento dell'Ostia Santa, non è compreso da non pochi, di coloro che sono elevati a sì altissima dignità!

L'ora di riparazione la trascorsi consolando il Cuore divino per i Sacerdoti che menano vita piuttosto rilasciata e pregando per loro, piangendo le mie infedeltà e di tutti i parenti e peccatori di tutto il mondo, così terminò presto l'ora, con un dolce grazie di Gesù chiamandomi il suo angelo consolatore nel Tabernacolo.

 

 

Maggio, 2. Lunedì.    02/05/1926

La penosa lotta e lo stato di abbattimento morale e fisico durò fino al momento della partenza per Roma, in viaggio sentii una luce e forza che mi rinvigorì e rassicurò che tutto era voluto da Dio e la S.S. Vergine ci guidava, così fu un viaggio lieto, non soffrii più nulla, sembravami di essere stata liberata, la presenza della povera ribelle figliuola che non finiva di parlare, non mi dava più nessun fastidio, era un essere che sentivo già staccato, una cosa estranea.

Era certo una grazia che la S.S. Vergine mi aveva concesso, era una stella di luce che mi guidava durante il viaggio e che mi ricolmava di pace e di gaudio, ammirando le bellezze della natura mi sentivo intimamente unita alla Bellezza Increata all'Autore d'ogni bene!

Un momento prima di arrivare a Roma mi assalì un'improvvisa tristezza, dovevo sostenere una lotta... una penosa decisione... una dolce visione dissipò questa mia nube, la dolce e cara Santina avvolta in veste candida, leggera leggera, sorridente mi rassicurò della sua protezione nel momento penoso, mi lasciò un profumo di Paradiso, di rose Celesti, ritornò la dolce calma, luce e forza per eseguire la Volontà Divina.

Arrivata alla stazione di Roma mi accorsi del forte abbattimento di Lei o caro Padre, ma ciò non mi scoraggiò, anzi sentii più forza in me.

Compresi più chiaro il Volere Divino. Così, o buon Padre, che ebbi la forza di recidere quel membro divenuto estraneo e dannoso per la nostra Istituzione.

Durante il bel mese a me tanto caro, ho gustato sempre nuovi Carismi riguardo la vita soprannaturale, specialmente il Sabato e la Domenica, il Sabato verso la regina del Cielo, nuovi lumi della Sua Grandezza e beatitudine, e la Domenica essendo il giorno della visita alla Casa Paterna, oh Padre caro, chi può ridire le sempre nuove delizie che mi inondano l'animo in un istante di luce che per mezzo dell'Ostia Candida mi vien comunicata, le sempre nuove conoscenze di Celeste beatitudine, di sempre nuovi godimenti che gustano i beati e gusteranno per tutta l'eternità, sono istanti di anticipato Cielo, lumi soprannaturali che ora dopo aver gustato e trascorsi tanti giorni non so ridire, ma mi lasciano una luce Celeste, un continuo gaudio e tranquillità intima.

Durante il mese diverse volte nel momento prezioso della Comunione ho sentito rassicurarmi che molto grata e di grande consolazione è al Cuore di Gesù e della S.S. Madre l'Istituzione Maschile e nuovi lumi sulla grandezza del Sacerdote. Questo nuovo ramo che abbellirà e ingrandirà sempre il grande Albero l'Ordine Carmelitano, per me è un nuovo godimento tutte le volte che pregano questi nuovi figli assieme a noi ai piedi del Tabernacolo, gode il Cuore Eucaristico come un Padre circondato da affettuosi figli e figlie, oh! come s'ingrandirà questa famiglia e che bene immenso farà alla povera umanità tanto estremamente bisognosa di anime generose che li conducono per la via del Cielo.

Preparando anche il cibo e le cose che riguardano questi nuovi figlioli, sono per me motivo di sempre nuove consolazioni intime che mi infondono forza e prolungano ancora il mio esilio!...

I sogni della mia giovane età mentre allora sembravano semplice pazzie giovanili, ora li veggo realizzare oh! bontà Immensa quanto sono ammirabili i tuoi disegni!

Questa nuova famiglia è una continua sorgente di consolazioni intime, quando circondano la Mensa e si nutrono dell'Ostia Bianca, quando nutrono il loro corpo nella mensa dei cibi materiali, non sento bisogno di cibo tanto è il nutrimento che sento spiritualmente nell'ora di pranzo e della cena, il silenzio, la lettura spirituale delle suore, delle bambine, di questi diletti figli, oh! come tutto mi unisce sempre con crescente amore all'Autore di tanto bene!

Una volta assistendo alle loro preghiere dopo la mensa mi sembrò vedere inginocchiato innanzi al Celeste Trono della Madre Divina S. Simone Stoch, io non ho quasi mai ricordato questo caro Santo del nostro Ordine, compresi che prega e intercede per noi presso la Regina Celeste, mi lasciò una sicurezza che era proprio questo Santo che io certo non conoscevo e per il quale ora sento tanto devozione.

Spesso ogni Mercoledì il S. Padre Elia ho la grande consolazione di rivederlo presso la Potente Regina, mi rassicura sempre della sua protezione e mi lascia tanta luce e un grande trasporto d'amore verso Dio e la dolce Madre.

Padre, non posso certo ricordarmi che qualche cosa delle continue e sempre nuove grazie e favori che in questo bel mese ho esperimentato, ma la mia corrispondenza a si Immensa Bontà oh, quanta miseria e debolezza mi sento colmare malgrado il costante lavoro della grazia!

 

 

7. Lunedì.                 07/02/1927

Il Cuore di Gesù, maestosamente bello che versa i suoi raggi divini sulle anime a Lui tanto care, le anime che si purificano nel Carcere di espiazione.

Mi attendeva con impazienza lo Sposo Divino per portare a queste care anime la Sua luce Celeste, queste scene divine sono inenarrabili, perché l'anima che è elevata a questa Missione divina comprende  (illuminata dalla Celeste Sapienza)  lo stato di tante anime che sono in quel Carcere di dolore, mentre partecipa alla consolazione di Gesù, Martirio e Amore delle predilette Espiatrici e delle stesse anime che soffrono e godono la visita che li consola e abbrevia la loro condanna.

Di sommo gradimento è al Cuore di Gesù l'anima che si nutre delle Sue Carni e si trasforma in Lui, non è più la sola creatura ma ricolma di Celeste luce diviene la redentrice di queste anime afflitte, liberandole alcune, le altre consola, sembra che la Divina Bontà affida alle anime Eucaristiche le chiavi di questa Prigione.

Com'è consolante sentire il grazie di queste anime predilette e predestinate.

La sera, dopo il Rosario, pregando e adorando Gesù Ostia in ispirato  (non potendo recarmi perché un pò sofferente)  mi sembrò rivedere Gesù con lunga e candida veste in un giardino di profumati, gigli.

Compresi che la Celeste Visione rappresentava la grandezza, la purezza, la bellezza del Sacerdote che deve possedere, è a Lui che viene affidato questo mistico giardino, le anime, il Sacerdote che deve portare la Candida Veste, in mezzo alle anime che devono circondarlo come gigli candidi.

È la Sua grande e sublime Missione, o mio buon Padre, è proprio Lei e la famiglia, o meglio il Mistico Carmelo di gigli e rose, e la perfezione che la Divina Bontà ci ha predestinato.

 

 

25. Giovedì   26/02/1927

La notte mi senti svegliare di un bellissimo Angelo, era un Serafino, mi condusse ai piedi del Tabernacolo, aprì la dolce prigione, l'Amante abbandonato attendeva con impazienza la visita della Sua povera anima, mi aprì il Suo Cuore divino e comunicandomi le dolci fiamme del suo puro Amore pregavo per i fratelli che si perdono nelle tenebre nell'errore.

Mi accostai alla Mensa Celeste con quella preparazione che mi è possibile riparando la mia indegnità con la contrizione viva e con ardenti desideri.

Il Divin Sole m'illuminò e mi fece profondamente capire durante il S. Sacrifizio e nell'Elevazione, la grandezza del Sacerdote e la grande purezza e perfezione che da questi richiede. sentii i dolci lamenti del Divin Cuore che tale disposizione non la trova se non in pochi, la maggioranza dei suoi Ministri ascendono l'Altare senza le sante disposizioni che richiede la celebrazione di sì ammirabile Sacrifizio.

Nell'Ora Santa. mi sembrò vedere Gesù in una grande solitudine, mi accostai per consolarlo, ma qual non fu l'immenso dolore che s'impadronì di me, nel vederlo di un pallore mortale e con la fronte piena di sudore, di sangue sino a scorrere nel Suo Divin volto, mi guardò... Padre mio, non posso ricordare questo sguardo profondo mi penetrò nell'intimo del cuore, gli occhi divini erano pieni di sangue!......Non ebbi forza di pregare, rimasi fuori di me per l’immensa compassione che m'ispirò il Martire d'Amore, quanto ha costato ad un Dio Uomo l'immortificazione di coloro che si danno in balia delle passioni, compresi la malizia del peccatore nell'offendere il Redentore, calpestando il Suo Sangue divino, le leggi divine, sentii immensa contrizione dei miei peccati che hanno costato tanto ad un sì tenero Padre, pregai pregai!.......

 

 

4. Giovedì                 04/03/1927

Compresi da un lume soprannaturale la grande purità che dovrà avere il Sacerdote pria di salire l'altare, pure le sue labbra perché fanno discendere dal Cielo nell'Ostia la Vittima d'Amore, pure le sue mani perché toccano le Carni Immacolate dell'Agnello, purissimo il cuore che intimamente si unisce a Gesù Ostia.

Sentii i dolci e penosi lamenti del Cuore ferito, e non corrisposto che da pochi, pochissimi son quelli che saliscono l'altare con le sopraddette disposizioni e la maggior parte di questi Suoi Rappresentanti sonno immerse in mille distrazioni, in mille affari, in tante cose, nocive al loro Ministero, e quindi non raggiungono la perfezione da Dio voluta, compresi le mille difficoltà che questi Sacerdoti incontrano e quanti pericoli, oh! com'è sommamente a Dio gradita la preghiera per i Suoi Ministri e quanta necessità della preghiera perché grande è la loro responsabilità!

Che importanti lezioni che ho apprese oggi alla scuola del Cuore Eucaristico. Sì, o mio buon Padre, a loro è affidata la missione più ardua ma sublime, rappresentano Gesù Cristo, a loro ha affidato le sorti della salvezza delle anime, a loro ha affidato la Chiesa, le anime, grande è la loro missione, ma guai a coloro che del potere illimitato datole dalla Divina Sapienza non sanno corrispondere!

Ma a me, o buon Padre, mi interessa pregare, pregare, pregare e offrirmi Vittima per un'ideale sì sublime, qual'è la Santità del Sacerdote!

Non mi prolungo ma ho il cuore pieno di dolore, e di ammirazione per le nuove conoscenze! Sì Padre, prego, pregherò più del passato, mi farò aiutare dalle mie figliuole e da tutte le anime belle che sono nel mondo e consolano il Cuore Divino, così le mie povere preghiere saranno più degne di essere esaudite, le metterò sempre nella piaga del Cuore di Gesù e prego la tenera Madre perché offra tutto all’Eterno Padre, e illumini la mente, infiammi il cuore di questi Suoi prescelti a rappresentare il Suo Figliuolo divino.

Sì, Padre, oggi sento più del solito di pregare per Lei, per i sacerdoti, le sue parole mi confermarono quando mi confessavo quello che avevo sentito io durante la S. Messa con Gesù nel cuore.

L'esame di coscienza quotidiano lo esperimento sempre fruttuoso di ferventi propositi, di crescenti desideri per l'acquisto della perfezione, conoscenza sempre più illuminata della grande nullità della creatura e di vera contrizione e amore verso la Sorgente Eucaristica.

L'Esame poi per la confessione, è sì viva la contrizione di questa volta da farmi sentire una forte emozione, mentre la voce dello Sposo divino mi diceva: “versa le tue lagrime nella piaga del mio cuore, mi sono di grande sollievo ed offriti Vittima per i tuoi fratelli peccatori”, temo di non ricordare esattamente le divine parole, ma il senso è questo.

Nell'esame della penultima confessione, ricordo che la vista di tante mie imperfezioni, che non so riferire nell'accusa come sarebbe mio vivo desiderio, mi ricolmò l'animo di grande dolore ma il Cuore di Gesù m’incoraggiò chiamandomi: “vieni, o mia diletta, le tue labbra son già purificate, nel mio Cuore trovi il tuo nutrimento".

Mi sembrò sentire le Sue Divine braccia, stringermi al Suo Cuore dove posi le mie labbra, e così fuori di me mi confessai.

L'Ora Santa, questa volta non sentii la Vittima confidarmi con parole le Sue immense amarezze, ma mi comunicò con linguaggio intimo una piccolissima parte della grande tristezza.

Lo vidi nel Getsemani profondamente prostrato, non vidi il suo Volto divino ma compresi da un lume soprannaturale una delle sue grandi afflizioni, mi prostrai accanto a Lui e mi sembrò sentire il respiro affannoso come di un Agonizzante e i palpiti del Suo Cuore non regolati, compresi, ripeto, il Suo immenso dolore per le anime che lo rappresentano indegnamente, le anime belle, gli Angeli che lo consolano non mancano ai piedi della Sua prigione d'Amore, ma non bastano, il Padre pensa sempre i figli che lasciano il vuoto nel Suo Immenso Cuore, e li chiama con gemiti, con ogni sorta di Sante aspirazioni, li chiama sempre, giorno e notte, la Sua voce divina diviene rauca ma non si stanca mentre a questi figli accorda il tempo prezioso!

Il Padre tenero chiama attorno a Se, i figli che lo riconoscono e corrispondono per consolarsi ed offrirli Vittime assieme a Lui per ottenere luce ai figli disamorati e indifferenti.

È un motivo di grande afflizione per il Cuore di Gesù nel vedere disprezzare e calpestare le astinenze che la S. Chiesa ispirata da Lui, comanda a coloro che portiamo il nome di suoi figli.

Dopo l'Adorazione, fino al riposo, Gesù era vivamente a me presente in quel profondo atteggiamento di preghiera e di dolore, sarei molto lunga se vorrei descrivere le mille ispirazioni di preghiera che la presenza di Gesù mi fa sentire, mentre sembra che mi occupo di cose che riguardano il mio ufficio, non le nascondo, o buon Padre, che mi costa qualche momento perché freno continuamente ciò che sento per non far capire niente di tutto quello che in me esperimento.

La sera, mentre stavo per addormentarmi mi sentii chiamare a vegliare a difendere colla preghiera la sua legge divina: “senti come mi bestemmiano?” Padre, che ferita profonda è per il Cuore del più tenero e amante dei Padri, amico e fratello e Sposo delle anime che ha redento a prezzo di sangue, sentirsi maledire, bestemmiare, disprezzare, che figli trasformati in demoni viventi, demoni con forme umane, oh la bestemmia! che arma potente per attirarsi i flagelli della divina Giustizia! Sentivo spesso e come da grida orrorose svegliarmi e pregare, come avrei voluto alzarmi e prostrarmi con Gesù e piangere le perdite di tante anime, oh come piombano nell'inferno ma non potendo fare altro pregavo!

 

 

Marzo 1927. 6. Sabato

Dormivo tranquilla mi sentii svegliare da una bella Visione che non avevo mai visto, la Sacra Famiglia, Gesù, Maria e Giuseppe.

Non sapevo a chi contemplare: la bellezza di Maria, di Giuseppe ma il Divin Fanciullo mi rapiva talmente da non poter staccare lo sguardo dell'anima in quella Celeste Bellezza, era di età di dieci anni più o meno; la veste bleu ma non tanto oscura, lunga fino ai piedi quasi, i piedini con sandali all'uso antico, che dirle del volto, degli occhi, dei capelli d’oro, mi è rimasto presente la bellezza del volto dei capelli... Dopo le solite preghiere di riparazione e preparazione alla S. Comunione ripresi il sonno tranquillo, la dolce Visione era scomparsa ma mi era rimasta vivamente scolpita nell'animo. Mi preparai alla Comunione, e appena Gesù venne nel mio cuore, mi sentii innanzi al maestoso trono di Maria circondata da un immenso stuolo di santi, con il mio carissimo S. Giuseppe.

L'Ostia Divina è la porta del Cielo, e quindi con Gesù nel Cuore si entra in quella Patria beata, godevo le celesti delizie, nel momento dell'Elevazione oh! com’è bello l'altare, è sempre di nuova bellezza ornato, mi sembrò vedere Gesù nell'Ostia Santa, pieno di luce e di splendore, le Sue S.S. Piaghe, specialmente quella del costato, quando Ella, o mio buon Padre, si comunicava, la S.S. Vergine mi fece cenno di accostare le mie labbra nella ferita del Cuore di Gesù crocifisso, non ero sola ma assieme a Lei, Padre gustavo l'amore che scaturisce dal Cuore Divino, “nutritevi del mio Sangue per vivere la mia stessa vita”, sembrò sentire dall'intimo del Cuore di Gesù. Rinnovai la mia Offerta assieme a Lei, o mio buon Padre, uniti alla Vittima Divina, sentivo in quel momento la misteriosa trasformazione della nostra vita nell'Autore dell'Eterno e Puro Amore, mentre la Madre, stando ai piedi della Croce offriva la Vittima Divina, così offriva la nostra Immolazione all'Eterno Padre.

Queste scene misteriose che ogni giorno si svolgono diverse, oh! come vorrei o Padre mio, scriverle chiare e proprio come le esperimento, ma per quanto vorrei industriarmi mi sembra sempre dare una pallidissima idea, son cose difficili veramente a chiarirsi, specialmente per me che manco d'istruzione; quantunque ammiro che ogni volta che scrivo cose così intime, sento tanta facilità e la penna vola e ricordo con chiarezza quasi tutto, magari che trascorrono alquanti giorni, mentre prima di cominciare a scrivere mi sembra così difficile e quasi soffro completa dimenticanza.

Vorrei  (ritornando alla intima unione di Immolazione)  manifestarle, o Padre, il dolce vincolo di amore che nel momento della Comunione del sacerdote, l'animo mio sente con i giusti che vivono la vita Eucaristica, sembrami ripetersi sempre con diverse conoscenze l’Istituzione della SS. Eucaristia che fu il dolce vincolo dell'amore fraterno fra i discepoli, la SS. Vergine e le intime soavità dell'amore Paterno che lasciava per nutrimento la Sua stessa Carne il Suo Sangue.

La Comunione del Sacerdote oh! come vorrei descriverla, è il momento delle anime Eucaristiche, si rivedono in quel dolce momento e assieme al Sacerdote si offrono Vittime e a loro si unisce la Corte del Gran Re, la Vittima, la seconda persona della SS. Trinità. Oh! com’è bello l'altare, come vorrei chiamare tutto il mondo ad assistere questo spettacolo dell'immenso amore di Dio verso le insensate sue creature, corre dietro mille vane sciocchezze, perde il tempo prezioso e tralascia, non sicura delle immense misteriose bellezze che Iddio svela anche in questa vita alle anime che vivono di fede, di Cielo.

Amare le creature in Dio e con Dio oh! com'è dolce, quale sicurezza sente l'anima che ama il prossimo, i fratelli tutti con amore puro e santo, quale gioia e gaudio interno amare con preferenza qualche creatura che la rappresenta lo Sposo Celeste, la figliuolanza spirituale, come sento dilatarmi il cuore, vive di un amore che si perde nell'Infinito!...

Padre mio caro, mi sembra che questo amore s'accresce sempre, è la dolce fiamma Eucaristica che mi consuma, mi dà vita e mi dà morte, ma una morte che mi fa gustare la vita d'Amore! Oh! come s’inganna il mondo, crede che le anime Religiose, rinunziando alle loro follie non sappiano amare, non gustano certo il loro amore falso e sregolato, ma un amore puro, immenso, eterno, gustano la vera felicità dell'Amore senza limiti, senza rimorsi, un amore che divinizza, un amore che lega con i Beati, con le Sante Anime purganti, con i giusti sulla terra, amore per tutte le creature, per tuttocciò che l'Autore del vero amore ha creato. Padre mio, non ho amato mai come ora... come gusto la vita soprannaturale, questa lieta dimora posso chiamarla anticamera del Cielo; com’è bella la natura, come mi rapisce e mi trasporta all'Infinito, al Creatore di tante bellezze! Padre, di tutto quello che sento nell'intimo del cuore, di soprannaturale mi è impossibile descriverlo, un piccolo cuore, contiene cose immense!...

Non la finirei su questo riguardo, venite tutte o creature che avete tanta sete d'amore, venite vorrei a tutti far capire e provare, venite alla Sorgente del Vero e Puro Amore all'Eucaristia!

Ma mi son deviata dell'argomento, la penna vola e non so cosa scrivo ma Ella, o buon Padre, son sicura compatirà la mia ignoranza, ardisco voler parlare di cose così difficili, ma del resto dico ciò che sento.

A Mezzo giorno, nel ringraziamento della Benedizione del pranzo, godei la dolce visione della notte, rividi il mio Divin Sposo sotto le amabili forme di fanciullo, la dolce Madre di un atteggiamento di modestia e bellezza incantevole e il mio carissimo S. Giuseppe! il dolce Fanciullo, sorridente e bello... benediceva la nostra famigliola! Alla sera quando Ella, o Padre, venne a studiare nella stanza da lavoro per mancanza della luce, oh! che scena nuova e divina che fu per me, la bella Visione della Sacra Famiglia era vivamente innanzi a me... Quello che compresi in quell'istante non so descriverlo solo accennare la millesima parte, compresi, dandomi uno sguardo il Divino Fanciullo, l'Amore che regnava tra Lui, S. Giuseppe e la Vergine SS.ma, l'intimità che godevano lavorando, lo sguardo materno di Maria al Suo Figliuolo Divino, il Figliuolo al Padre, che altissima contemplazione non dovea regnare in quella Casa Divina, ma che cosa è la contemplazione, a me sembra, o mio Padre, che sia il culmine, l'intimità dell'Amore della creatura al Creatore, non ho letto libri mistici, sono così ignorante... ma leggo un libro divino Immenso, il libro che infonde la scienza dei santi, il Cuore di Gesù Eucaristico dove apprendo cose che mi riempiono di Cielo di felicità di Amore.

Compresi lo spirito di ubbidienza di Gesù a Giuseppe e a Maria, la fede viva e ardente di Giuseppe e Maria verso il loro Divin Figliolo, l'avvenire era loro presente, lo spirito di unione scambievole dei due Sposi la purezza del loro amore, Gesù era a loro presente visibile, lavorava sotto i loro sguardi il piccolo falegname...

La Casa di Nazareth, la Sacra Famiglia oh! che Cielo sulla terra, sembrava agli occhi del mondo una piccola casa di poveri... operai... chi mai guardava quella Famiglia e capiva l'Immenso Bene che rappresentava....La Provvidenza affida le grandi cose alle anime piccole, umili, che non rappresentano niente agli occhi umani, ma di loro si serve per operare le Sue meraviglie che sa solo operare la carità, l'amore che tali anime pure attingono nel Suo Cuore Divino. Come mi sembrava bella la nostra famigliuola in quella sera, non sentivo nessun bisogno, né di cena, né di sonno, ero fuori di me, godevo cosse immense, or dalla tenera Madre con i suoi dolci lumi, or da S. Giuseppe, e del Vezzoso Fanciullo, oh! come mi rapiva!...

Padre mio, termino oggi, sono... al colmo dell'Amore! respirare l'aria dei campi, guardare il vasto orizzonte, è per me un bisogno un sollievo!

 

 

11. Giovedì   11/03/1927

Un pò estremata e sofferente mi accostai alla Mensa Celeste, l'Ostia di Amore mi infuse nuova vigoria e forza, una consolante e penosa visione mi si presentò appena Gesù pigliò possesso del mio povero cuore.

Mi sembrò vederlo vestito di Veste Candida e tutta luce mentre il Suo Volto divino tutto infiammato d'amore distribuiva l'Ostia Divina a molti invitati assisi attorno ad una gran tavola, alcuni di questi commensali avevano la veste che somigliava a quella del Maestro Divino, ma questi erano pochissimi, la miglior parte avevano vesti indegne di sì solenne convito, guardai un pò distante, la sala era grandissima e mi sembrò vedere altre mense, però presiedute da un mostro  (che mi rimase la penosa forma nella mia immaginazione)  e ombre nere e brutte a lui somiglianti sembravami l'inferno!...

Volevo capire cosa significavano queste Mense...Compresi da un lume interno che sembrò ispirarmi il Volto Divino di Gesù, la Mensa presieduta da Lui è il Sacerdote in grado di perfezione e di candore, che dispensa alle anime ben disposte l'Eucaristia, cioè quelle che somigliano alla candida e splendida veste del Sacerdote, coloro che vestono senza candore e luce, sono le anime che portano  (delle)  imperfezioni, e quindi nella Comunione non gustano la Manna Celeste che scaturisce dall'Ostia Divina, sono prive della bellezza della veste nuziale, compresi mille cose che per brevità tralascio, come pure la perfezione che richiede dal Sacerdote è molto superiore a quelle delle altre anime che non occupano sì altissima dignità nel Suo Mistico Campo, perché a Loro affida tutti i poteri Divini, le anime che dovranno guidare all'eterna salvezza, non risparmiandosi sino al Sacrifizio della Croce e morire come Vittime per la loro salvezza, il Sacerdote deve in tutto imitare e rappresentare il Cristo la Vittima vivente nell'Eucaristia!

Compresi cose altissime, oh! che grande venerazione sento per coloro che rappresentano sì altissima dignità, e quale zelo sento per la preghiera. Pregare per i Sacerdoti, per questi Soli che dovranno illuminare il mondo, le anime, oh! com’è gradita sommamente al Cuor di Gesù tale preghiera, com'è interessantissimo per la Chiesa avere veri Sacerdoti. Le altre mense presiedute da quel mostro...mi è penosissimo dirlo, compresi che sono i Sacerdoti nello stato di peccato mortale, circondati da mille altri demoni, sono i continui sacrilegi che commette, offrendo la Vittima Divina in quello stato orrendo di peccato, sono anime disgraziate che come Giuda si accostano a cibarsi delle Carni Immacolate dell'Agnello Divino. Pregai e piansi con Gesù nel Getsemani nell'Ora Santa, quante sono poche le anime che consolano il cuore del più amante, tenero Padre... Molti sono i figli ingrati che rinunziano alla ricca eredità del Cielo, per seguire il nemico l'inferno.

 

 

14. Domenica                       14/03/1927

Questo giorno, o mio buon Padre è uno dei più belli della settimana, l'Adorazione alla S.S. Trinità è sempre una nuova sorgente di celesti delizie di segreti misteriosi.

Dopo la Comunione mi sentii nel Cuore della S.S. Trinità, gustavo le inesprimibili delizie del Padre del Figlio e dello Spirito Santo e, presentata dallo Sposo dei Santi alla Corte Celeste, alla Regina del Cielo, mi vidi riflettere me in tutti i Beati come se ciascuno di loro fosse uno specchio. Compresi il godimento della S.S. Trinità quando le disposizioni dell'anima possono elevarsi a sì altissima intimità d'amore pur essendo ancora col corpo, per brevissimi istanti e molto imperfettamente gode anticipatamente queste delizie di beatitudine, che sono in intima relazione con tutta la Immensa e Beata Famiglia dei Santi e della Regina dei Santi.

Padre mio, non mi è possibile dir altro, perché non trovo parole adatte.

La S. Messa, dacché ho compreso cose nuove sul riguardo è sempre un nuovo godimento e nuovi ammaestramenti specialmente dall’Elevazione alla Comunione del Sacerdote.

La Domenica però è più solenne perché dopo essermi comunicata e terminato il ringraziamento assisto a tutte le cerimonie con crescente raccoglimento perché gusto intimamente tutte le preziose parole che pronunzia il Sacerdote dal principio alla fine, lascio considerare a Lei, o mio buon Padre, come si apre il Cielo ai miei sguardi soprannaturali perché assisto in compagnia di un immensa schiera di Beati e di anime giuste che viviamo in relazione d'amore, di preghiera.

Nell'Elevazione mi sembrò vedere l'Eterno Padre, dal Suo Cuore usciva l'Ostia Santa, come un Sole si posò nelle mani del Sacerdote e lo avvolse in una gran luce, l'Eterno Padre, la Vittima d'Amore, il Fuoco, lo splendore dello Spirito Santo, trasformarono l'Altare in Cielo, il Sacerdote trasformato in tanta soprannaturale bellezza. Padre, era proprio Lei il Sacerdote!... io godevo e partecipavo alla comune letizia di tutti i beati che assistevano questa Celeste e Misteriosa scena d'Amore!

L'Adorazione, il momento intimo dello Sposo alla Sposa, confida mille pene causate dai figli sciagurati, e cerca conforto nella povera creatura Sua, nelle figliuole fedeli, son poche... e questa sete d'anime oggi la sento io più del solito, dammi delle anime, delle anime da guidare al Cielo, delle anime che sanno amarti e immolarsi per i ciechi fratelli.

La sera, terminate le solite preghiere saluto a Gesù per rivederlo presto all'indomani, ma sono mille espressioni intime che l'animo mio sente in quella separazione, nel lasciar solo lo Sposo, solo in compagnia dei fiori che profumano il Suo Tabernacolo, solo con la lampada che si consuma e accende, solo con gli Angeli Eucaristici, ma tutto parla di me, perché è il solo corpo che si allontana, il cuore, oh! il cuore rivolto al Suo Tesoro è l'Amante attirato dall'Amato. E lo Sposo, tenerissimo in quei momenti, mi lega così intimamente da farmi soffrire non poco allontanarmi col solo corpo, e quasi con violenza mi slego da quelle dolci catene, dalle braccia Divine! alcune volte è l'amabile Madre, se è sabato o qualche altro giorno a Lei dedicato che, nel salutarla come sua tenera figlia mi manifesta tutta le tenerezza di Madre!...

Mio buon Padre, ripeto che non mi è possibile scrivere tutto, spesso accenno un pò di tutto, tranne qualche favore speciale che le manifesto come meglio so e posso coll'aiuto divino!

 

 

19. Venerdì           19/03/1927

Il giorno caro e solenne dedicato alla festa del mio caro Padre S. Giuseppe. Dopo la Comunione, da questo grande Santo sentii rassicurarmi con immenso gaudio della sua speciale protezione per questa Famiglia della Sua diletta Sposa, la dolce visione della Sacra Famiglia mi era presente anche fuori la preghiera, mi ispirava consolazioni di cielo.

Il Celeste Fanciullo dopo l'Elevazione mi sembrò vederlo nelle sue braccia, o buon Padre, e riposare la bionda testolina sul Suo Cuore, io assisteva a questa scena d'amore e ne sperimentai un nuovo godimento. Gesù Ostia riposa nel Cuore del Sacerdote che lavora per la Sua gloria e la salvezza delle anime mentre santifica la propria anima.

 

 

21. Domenica             21/03/1927

Dopo l'Adorazione alla S.S. Trinità mi accostai alla Mensa Celeste. Mi sembrò la dolce Visione dell'Eterno Padre abbracciarmi con trasporto paterno mentre dal Suo Petto scaturiva come un Sole l'Ostia Divina, mi sembrò sentirmi coprire dagli Angeli con velo, compresi che, essendo la settimana di Passione, Gesù si unisce più intimamente alle anime sue dilette dove trova riparazione per tutti coloro che lo cercano a morte.

Dopo l'Elevazione vidi l'Ostia Divina con una lancia, la quale cadde e scomparve la ferita mentre Ella, o buon Padre, si comunicò. Compresi che quella lancia era un sacerdote che indegnamente salì l'altare e pronunziò le misteriose parole della Consacrazione, e le sue degne disposizioni, come di tanti altri degni Ministri ripararono un sì immenso male.

Pregando per la fondazione di Capodaqua, sentii assicurarmi dalla tenera Madre del Carmelo che dovevamo accettare l'offerta, e dall’amabile S. Teresina che l'avrebbe accettato, come le altre Case, sotto la sua protezione, però questa fondazione doveva costarmi non poco, malgrado la sicurezza della Volontà Divina.

Accettai il Calice amaro rinnovando il voto di Vittima. Mi sentii assalire da profonda tristezza, agonia di morte per i mille pensieri che tutti assieme e in mille svariate forme mi tormentavano. Mille nere ombre mi straziavano l'animo, è un profondo abisso in loro compagnia, erano orribili dragoni... e forme spaventose che mi laceravano e vittoriosi d'avermi nelle loro mani, d'avermi conquistata e perciò condannata a perire in quell'orrenda prigione e per sempre...

In sì penose condizioni, la fede, la speranza, la carità, sembra che l'abbia completamente perduta, anzi non posso ricordare niente che possa sollevare l'animo in sì estremo combattimento e abbattimento, non sò più pregare, anzi la preghiera è il vero tormento, perché appena pregavo, mi sentivo maggiormente straziare e circondare di mille tormenti, ma rimanevo nel penoso martirio pronta a soffrire mille volte dippiù se ciò era per la gloria di Dio e il bene dell'Istituzione.

Venivano subito appagati i miei desideri, gradita era l'Offerta della povera Creatura e si raddoppiavano le mie pene, morali e fisiche.

Ella, o Rev. Padre, mi raccomandava tanto di pregare per la suddetta fondazione, ma io ero impotente, offrivo solo le amarezze, i tormenti, rinnovavo il voto, mentre mi sentivo lacerare da diaboliche suggestioni; mi sentivo legare e poi mi buttavano in un orribile caverna, mi avevano vinta... abbandonata da Dio... da tutti nessun affetto mi legava più, non appartenevo più alla famiglia che mi circondava, non sentivo per nessuno. Sembravami già l'anima separata dal corpo in quell'orrenda condanna erano pene d'inferno!... senza Dio... oh! che strazio al solo ricordare tale stato d'animo mi sento gelare il sangue nelle vene.

Com'è terribile, o Padre, lo stato dell'anima senza Dio ma chi può descriverlo? Sono pene d'inferno e un solo istante sembrano secoli di pene amare incomprensibili. Trovarsi in compagnia dei viventi è anche un gran tormento, perché tutto riesce amaro e insopportabile, anche le persone più care, mentre la solitudine sfuggivo perché ero maggiormente assalita da tormenti sempre nuovi e inesprimibili.

I dannati soffrono pene per la perdita del Sommo Bene, pene immense e sempre nuove fino all'eternità, oh! terribile tormento perdere Dio!... Come posso manifestare simile strazio! per colmo ero sicura che Ella o Padre buono, non aveva più fiducia in me, tanto da fare a meno della mia compagnia per la fondazione che mi costava tanta agonia, questo tormento era tanto insopportabile vivere ancora, giacché ero divenuta un'ombra noiosa e inutile. Le sofferenze fisiche s'accrescevano, ma ciò era un sollievo per me che desideravo presto lasciare queste spoglie mortali, accostarmi all'Ostia Divina era un istante di sollievo ma di ardente non mai provato desio di goderlo, di lasciare questo corpo di vederlo presto finire, mentre pregavo con insolita brama di essere esaudita Gesù dal Tabernacolo si fece sentire e vedere colle mani legate: “vorrei accontentarti ma le preghiere delle tue figlie ti legano ancora in questo esilio.” Sentii dileguarsi l’oscurità che mi opprimevano e tutti i tormenti, trovai lo Sposo Divino, la luce, la tranquillità, non più in quella prigione e con quegli strazi e terrori, ma nella stanza del Re Divino, ritornata dopo una lotta penosa, a godere la Celeste e Beata Famiglia.

 

Marzo           25/03/1927

Adorando la S.S. Trinità il Padre mi presenta una croce, l'abbracciai e la baciai, compresi il mistero di sì amorosa offerta: soffrire per le anime la continua Immolazione d'Amore, “la Croce d'Amore che ho dato al mio Figlio” sentii dirmi mentre l'abbracciavo.

Durante la Messa il Padre mi sembrò rivederlo con la stessa croce ma non sola, con il Celebrante crocifisso, mentre una luce soprannaturale mi faceva capire la visione, mi è impossibile dire ciò che compresi, sole poche parole oscure e limitatissime.

L'unione di sofferenze tra me e Lei, caro Padre, così disposto dalla Sapienza Divina, questo ideale corrisponde alla Missione di Gesù e di Maria, redimere anime soffrendo sino all'Immolazione e completa distruzione. Il Sacerdote è vera immagine di Gesù e quindi Lui deve immolarsi.

Adorando la S.S. Trinità, il Figlio mi invitò di accostarmi a Lui mi offrì spine, flagelli ecc... “accettali per coloro che li rinnegano, sono anime a me care, ma poco vogliono soffrire.”

Compresi che avremo nuove lotte e amarezze ma sentì rassicurarmi e incoraggiarmi: “non temere sarò io la tua forza ti difenderò.”

In un martedì, adorando la S.S. Trinità assieme agli Angeli con una lunga schiera di Vergini religiose, compresi con lume soprannaturale che questo Celeste godimento era in compenso di mille piccoli sacrifizi sofferti per l'educazione delle bimbe a me affidate, e per le suore, a somiglianza della moltiplicazione dei pani, la Bontà infinita concede infiniti godimenti nella Celeste Patria per piccole cose sofferte in questa breve vita, dove si comincia a pregustare il Cielo!

 

19                 19/03/1927

La festa di S. Giuseppe, mi presentò alla S.S. Trinità come figlia diletta della Vergine S.S. e nella Messa mi sembrò che si ripeté la stessa visione, però presentò il Sacerdote,  (il caro Padre)  per benedire l'Istituzione.

Durante questo bel mese consacrato a questo mio carissimo padre S. Giuseppe ho compreso con lumi celesti qualche cosa della vita intima con Gesù e Maria, mentre lavoravano, mi sembrava godere con Loro la vita Celeste, intima, tra il Padre e gli Angeli e fra di loro, le delizie paterne e materne, diverse volte mi è sembrato ricevere il Bambino Gesù dalle braccia di S. Giuseppe e temendo qualche inganno... sono stata rassicurata, anche la Vergine S.S. ha gustato simili favori e il Suo Sposo, S. Giuseppe, ciò per capire meglio la grande Missione d'Amore che ci è stata affidata da Colui che venne a portare il fuoco sulla terra.

Nell'Ostia Divina Gesù venne flagellato e Coronato di Spine, volle appoggiarsi il Suo Capo Divino sul mio cuore,... sentii sensibilmente il soavissimo peso e immense delizie d'amore... che spesso si ripetevano durante il giorno e la notte.

Un'altra volta Gesù straziato venne a domandare il mio amore: “nascondimi nel tuo Cuore, i figli ingrati mi perseguitano, vogliono distruggere la mia legge d'amore.”

Nell'Ostia Divina sentii trasformarmi nel Suo Cuore Coronato di spine. Compresi che dovrò soffrire pene intime... ma quando l'Amore s’impadronisce dell'animo il patire è un continuo accrescimento d'amore!

Gesù Ostia un martedì mi domandò una Espiazione per tanti innocenti che perdono sì prezioso tesoro prima di conoscerlo e che ciò pel Suo Cuore è un immenso dolore la perdita dell'innocenza!... Padre mio caro, non ho parole per far capire ciò che compresi riguardo la bellezza dell’innocenza e la perdita di tale tesoro! Come vorrei far capire ciò a tutte le madri, a coloro che hanno affidato queste creature che loro possiedono un prezioso dono, tanto non curato e trascurato, ma il nemico di tale virtù lo conosce bene e lavora per acquistarla lui, conquistata l'innocenza!...ha fatto grandi guadagni, quanta strage... quante vittime!... e un argomento immenso, profondo, vorrei comunicare a tutti questi celesti lumi per impedire sì immenso male!

La riparazione mi era quasi impossibile io pensavo ma oh! quanto siamo limitate le creature, la Divina Bontà, proprio in quel giorno diede permesso ai demoni di amareggiarmi intimamente per mezzo delle mie innocenti creature, mi procurarono un'amarezza grande che mi trapassò l'animo  (Ella o caro Padre ben lo sa)  e tanti altri dispiaceri di persone esterne delle Suore, insomma giorni pieni di dolore, ma di grandi guadagni!

Ella, o Padre, era assente, sembra che il nemico del bene profitta della sua lontananza, perché quando c’è Lei non mi cagiona simili tormenti, più che esterni, intimi! Sempre però le sofferenze, le lotte mi lasciano nuova luce gioia, amore, ricchezze senza limiti, perché son tesori che si accumulano per la Patria che ci attende...

 

 

22 Domenica            22/01/1928

Dopo la Comunione sentii chiamarmi dall'Eterno Padre: “tu sei la mia figlia diletta”, mentre un immensa luce mi circondava.

Durante la Messa era una Candida Colomba che faceva cadere i suoi purissimi sul Capo del Sacerdote che celebrava  (era Lei, Padre caro) .

Compresi la grandezza del Sacerdote e come l'assiste lo Spirito Santo, l'illibatezza di tal Ministero che deve possedere il Sacerdote, sentii la tenera Madre, m'istruiva riguardo la perfezione che desidera dalle figliuole, dai figli a noi affidate, la purezza, la semplicità... e per alcune in particolare.

Mi sentivo oppressa per quei disgraziati giovani... per tutte le penose conseguenze e soprattutto per lo stato morale di Lei, caro Padre, pregando mi sentii invitare a seguire Gesù che usciva dalla Prigione d'Amore, mi fece vedere quasi tutti i luoghi della sua Passione: “seguitemi fino al Calvario, l'opera è mia, aiutatemi a redimere anime.”

Mi sentivo intimamente afflitta, la S.S. Vergine con il Suo Pargolo Divino in braccio mi comunicò un immensa e Celeste tranquillità: “i demoni vogliono distruggere i Divini Disegni ma io vi difendo sempre.”

Sento in questi giorni rinnovarmi le nere ombre, diaboliche, furiose contro di noi, come nei primi giorni della nostra fondazione femminile, però le minacce orribili erano allora contro di me, ora li sento ripetere che hanno ottenuto ciò che a me fecero comprendere, mi sembra di vedere il volto umano in queste brutte, ombre ci hanno ostacolato non poco, ma non si quietano, s'accresce sempre il loro furore contro di noi, è proprio dei dannati sentire sempre nuovo odio contro Dio ed i suoi eletti, com’è orribile questa forma di ombre nere assetati sempre di anime per trascinarle nel baratro eterno!

Durante questo periodo sento spesso la Vittima nell'Ostia Divina che mi ripete di offrirci Vittime di riparazione per le profanazioni dei Sacramenti... e in tali giorni ho sofferto intimamente per i peccati miei, dei miei fratelli, le mie lagrime, le mie sofferenze assieme a quelli delle anime belle e di Gesù Ostia hanno consolato il Cuore Eucaristico, ed ho sentito le più tenere espressioni d'Amore.

In un Martedì, mentre godevo la compagnia Celeste degli Angeli, di bimbi, così l'anima mia trasformata in questa forma di bimba, eravamo attorno al trono di Gesù, come i piccoli attorno al Padre che ricolma di tenerezze or l'una or l'altra, sentii dirmi che l'anima in questo stato d'infanzia spirituale domanda al Padre ciò che desidera, ed ai piccoli non sa resistere.

 

 

27 Agosto                 27/08/1928

Padre non mi è più possibile continuare a descrivere ogni giorno le grazie che la Bontà Divina comunica a questa miserabile, mi manca il tempo e anche le forze quando trovo qualche momento libero.

Padre, avrei molte cose da confidarle, sono lumi che riguardano la vita sovrannaturale, la grandezza, la sublimità del sacrifizio della Messa del Sacerdote, la Comunione dei Santi, oh, come intimamente sento questo godimento: pregare in compagnia di tutte le anime giuste della chiesa militante con la eterna beatifica visione dei Santi, questo godimento è immenso perché la provenienza è dall’Immensa Bontà e racchiude mille gusti e delizie Celesti inenarrabili.

Il Sacerdote che tocca le carni Immacolate con le sue mani, che rappresenta la Vittima d'Amore, quale venerazione profonda sento sempre crescente e come vorrei moltiplicare queste anime grandi e tanto care a Dio, mi sento più intimamente unita a Dio pregando per i Sacerdoti e colmare di mille carismi perché la mia povera preghiera risponde al bisogno del Cuore di Gesù Eucaristia.

Certo è voluto da Dio l'Istituzione maschile che accrescerà l'eletta schiera dei sacerdoti, sarei un pò lunga e mi manca il tempo se dovrei manifestarle le diverse intime manifestazione dei disegni che la Bontà Divina ha su di Lei, o caro Padre, per i sacerdoti non poteva ispirarle una cosa più ardua ma grande, sublime, divina.

Ciò mi si manifesta durante la Messa nell'Elevazione, nella Comunione del Sacerdote. Oh! Come vorrei gridare forte e far capire al mondo tutto la sublime missione del sacerdote, Iddio nella Sua immensa bontà non poteva concederci un dono più grande!...

E come vorrei svegliare i sacerdoti che disgraziatamente non comprendono la grandezza del loro ministero, mi offro, m'immolo per questi fratelli tanto privilegiati e piango per loro la loro infedeltà.

Comprendo che questa preghiera è molto gradita al Cuore Divino, perché l'infedeltà di questi suoi rappresentanti è la più intima e profonda ferita, avrei molto da dire su questo argomento, i lamenti del Cuore Eucaristico, le amarezze, ma mi limito solo a questo, procuro di consolare il Cuore amareggiato dello Sposo Divino con mille manifestazioni di preghiera, di Offerta, che l'amore industrioso mi suggerisce, secondo i diversi lumi e pratiche dei giorni della settimana, specialmente il giovedì per Gesù Eucaristia, quel giorno è sempre nuovo per i diversi carismi che gode l'anima mia alla presenza intima dello Sposo Divino.

Sempre l'anima aumenta nella grazia, o meglio nell'amore, anche nei minimi atti interni, giaculatorie, brevi ma infocate, assistendo a qualunque pratica di pietà e recita di preghiera, come pure nella Comunione dei fedeli godo come godono gli Angeli che adorano il Sommo Bene nel Cuore dei fedeli e spesso riparano col loro puro Amore le mille freddezze che Gesù trova nei Cuori dei suoi figli disamorati per Lui e sensibili per le cose vili di questa misera terra!

Non le nascondo, o buon Padre, se giorno e notte  (malgrado il mio povero corpo, stanco di trascinarsi ancora, vorrebbe per sempre riposarsi e lo spirito staccarsi da questa prigione oscura... per lanciarsi nell'Immensa Bellezza) , sento che la beatifica Compagnia dei Santi, degli Angeli, della Vergine mi chiamano e in loro Compagnia assisto notte e giorno a milioni di S. Messe che si celebrano in tutto il mondo, questo è un favore grandissimo, perché è concesso solo ai Beati, alle Vergini seguire l'Agnello!... e mi viene comunicato mentre ancora trascino queste misere spoglie di morte.

Non sò dire altro, o buon Padre, su questo riguardo perché mentre è molto chiaro per l'anima che pregusta questo Saggio Celeste, non sa dire dippiù, essendo un godimento Immenso, com'è Immenso Colui che ne è la Causa.

Ho compreso come l'anima beata non ha forma ma nello stesso tempo è padrona di pigliare le più belle e svariate forme di bellezza.

In una Domenica scorsa, Gesù, mentre stava nel mio Cuore dopo la Comunione, mi fece sentire i suoi dolci lamenti per coloro che profanano le feste con mille orrendi delitti e che da me desidera in modo speciale l'Offerta di Vittima in quel giorno, compresi quanto le sono care queste anime che consolano il Suo Cuore di Padre così mal corrisposto e il desiderio ardente di accrescere il numero di queste anime Vittime di riparazioni; l'Ora Santa, quantunque breve è di molto gradimento al Suo Cuore Abbandonato nei Tabernacoli.

Nei giorni della settimana rinnovo il Voto di Vittima secondo le diverse pratiche e ispirazioni: per le anime Purganti il lunedì, visitandole ho compreso che abbreviando il loro tormento, anche per un breve istante, è di grande sollievo! Il Martedì per la nostra Istituzione Missionaria, il Mercoledì per i bisogni di tutti i religiosi del nostro Caro Ordine ecc...

 

 

3 Maggio 1929

Padre carissimo proprio in questo memorabile giorno del Suo prezioso Compleanno faccio un’obbedienza che tanto mi costa! Dopo un lungo periodo di sofferenze fisiche e morali, sento in questi giorni e, specialmente in questo bel mese, sempre il più caro perché consacrato a Colei che sin dalla mia infanzia mi ha rapito il Cuore, che è ritornata al mio spirito la calma, la pace, i celesti godimenti che mi fanno dimenticare di trovarmi ancora in questo esilio.... o meglio, mi trasformano questa dimora in dolce prigione, in anticamera del Cielo! Sono sempre nuovi Carismi, sempre nuovi, e perciò più difficili a trovare parole umane per manifestarli, è il linguaggio Celeste che si capisce chiaramente e si gusta quando l'Anima si perde...si trasforma... si deifica... nell'Immenso Eterno Amore... nell’Immenso Amore della Regina dei Santi... nell'Amore dei Beati! Padre, questo segreto è profondo, è Immenso perché l'Anima che gode si forte intimità col Sommo Bene sente, vede, cose indicibili e sempre nuovi lumi, nuove conoscenze della vita beata che l'attende, è proprio dell' Immenso Amore che non ha limiti comunicare all'anima delle sue creature pallidi raggi della Sua Celeste bellezza, dei suoi divini attributi in mille e svariate forme sempre nuove.

Spesso, in questa sublime unione di amore, di luce sempre crescente l'anima si sente venir meno e intanto, crescendo la fame, la sete di questo Amore, si fortifica, si deifica sempre, sempre, aspira a cose grandi, non in terra ma nella Patria ove vede la sua eterna residenza e che gusta anticipatamente per brevissimi istanti. Vede la S.S. Trinità oh! mistero d'Amore, abisso, oceano Immenso, l'Adorazione in unione ai Beati in Cielo e in terra, in tutti i Tabernacoli in tutti i cuori delle creature che hanno la sorte di possedere per brevi istanti nell'ostia bianca questo Mistero d'Amore, gode anticipatamente per brevissimi istanti questa beata compagnia dei Santi, della Regina e Madre dell'universo, oh! Come si possono manifestare simili consolazioni, sono brevi momenti, ma quanta luce, forza e amore lasciano all'anima, non sente le miserie e sofferenze del corpo, non s'affligge per le cose di questa terra, nelle creature trova Dio, perché si esercita nella Carità, sente un amore nuovo, di madre tenerissima senza limiti e specialmente per quelli che hanno più bisogno di compatimento, per i poveri fratelli traviati, s’immola, prega giorno e notte, l’Ostia è il Suo sole divino dove vede la S.S. Trinità, Adora, Ama, s’immola! Sente un nuovo amore per le anime del Purgatorio, specialmente e sopratutti prega e visita spesso nei momenti di celeste unione coll'Ostia Santa le anime dei Sacerdoti defunti, siccome sente sempre nuovo amore e sublime conoscenza del Sacerdote assistendo alla S. Messa e spiritualmente a tutte le Messe che si celebrano in tutto il mondo, cosi questa relazione di immolazione coi Sacerdoti in terra comunica unione di preghiere con i Sacerdoti defunti, oh! come attendono in questo Carcere d'espiazione la visita dell'Anima che possiede l'Eucaristia e mentre è di grande sollievo a queste nobili Prigioniere, le più Care a Dio, e di grande aumento di grazie all’anima che visita questa prigione d'amore! oh, quanta luce e conoscenza che acquista l'anima Eucaristica in queste visite, mi manca il tempo e mi vengono meno le parole, per manifestare la scienza Celeste che si acquista. Come sono limitati i libri che parlano della vita soprannaturale, dopo aver ricevuto un solo piccolo raggio che direttamente comunica all'anima l'increata Sapienza, i libri per lei sono cose molto limitate, anzi preferisce di non leggere, perché nell'Ostia Divina legge una sola parola d'Oro: Amore, e così l'anima si perde nella Celeste Sapienza con questa sola parola, sempre la stessa, ma sempre nuova è la scienza che comunica perché l'Amore non ha limiti, si perde nell'Immenso.

Che cosa mi ha fatto sentire il Cuore Eucaristico, oggi primo venerdì, non posso manifestarlo... un amore immenso per i poveri peccatori, per tutti i figli degenerati, per tutti quelli che vivono nelle tenebre, nell'errore, nel peccato, per tutte per tutte le creature, oh, che Amore Immenso sente l'anima per tutte le cose create da Colui che la immerge nell'abisso della sua grandezza!

Sento una grande facilità nel pregare per tutti ma specialmente per i bisogni della nostra piccola ma grande famiglia, prego per ciascuna delle figliuole che amo sempre con nuovo amore, prego per ciascuna delle piccole innocenti, prego soprattutto per i Sacerdoti per Lei, Padre buono, mi presento alla S.S. Trinità come una madre circondata da numerosa prole, da anime vergini, innocenti. Oh! come sento scendere nell'animo raggi di celeste luce, quante promesse pel presente e per l'avvenire leggo nel Cuore S.S. di Gesù, quale confidenze tenerissime dal Padre a figlia, dello Sposo a sposa, quale luce e fiamme dallo Spirito Santo! Tutto andrà bene, Padre buono e caro, la nostra piccola famiglia è molto privilegiata e ciò lo Sposo Divino me lo fa vedere in mille guise e svariati simboli e parole e confidenze tenerissime durante la preghiera che con parole non si leggono nei libri ma che suggerisce il cuore che ama l'Immenso e che in questo oceano attinge.

La nostra famigliola sarà immensa, la sua dimora è nel Cuore di Gesù, fra le tenere braccia della Madre Divina che stringe assieme al Suo Pargolo e la copre delle sue materne tenerezze e del suo bel manto, così privilegiata e difesa chi ardirà toccarla? Questa predilezione è intima, è nascosta agli occhi umani, ma sarà anche visibile tanta predilezione!

Non si meravigli se il nemico del bene si sforza e trova in mille guise di voler perseguitare questa piccola bimba,  (la nostra famigliuola)  ma quanto più infierisce la lotta di questo nemico, tanto più la tenera Madre la stringe al Suo Materno Seno, la unisce al Suo Pargolo Divino e la rende più forte e la fa estendere, difesa del suo manto immenso si estenderà sempre all'ombra di questo ricovero materno.

Per confidarle tutto quello che sento di soprannaturale nella preghiera in brevi istanti, avrei bisogno di scrivere volumi... e non potrei mai dire tutto oh! preghiera, oh! celeste vita che comunichi all'anima che lascia piccole cose e trova cose Celesti, gusta la vita soprannaturale, e penando ancora in questo esilio!

Anche in questo mese consacrato al Cuore di Gesù non mi è stato possibile scrivere quotidianamente, accenno brevemente i più segnalati favori che la Divina Bontà mi regala per fortificare la mia grande miseria e debolezza, alle anime forti e robuste le conduce per la via della virtù per mezzo della fede.

Le trasformazioni dell'anima nell'Ostia santa di questi nuovi favori mi riesce difficilissimo trovare termini e similitudini sicché dico poco e brevi parole.

Gusto l'Ostia Divina ogni giorno come la Manna celeste, con mille e mille gusti soprannaturali, e sempre nuove conoscenze di cose che riguardano la spiritualità dell'anima i godimenti che trova nel soprannaturale, nella vita beata che l'attende. Alcune volte mi sento, entrando nella porta del Cielo, l'Ostia Divina, come un migrobo che si perde nell'Immensità di Dio. Altre volte mi sento trasformare in una scintilla di fuoco che si perde nell'Amore Immenso del Cuore Divino, ora in un raggio che ferisce il Cuore di Gesù, ora in un piccolo angelo mentre godo lo stato angelico, il martedì, assieme ad  (un)  numero immenso di Angeli Custodi. Altre volte in una colomba che lo Sposo stringe teneramente dentro il Suo Cuore e la Sera, nell'esame di coscienza offre all'Eterno Padre in Espiazione delle ingratitudini di un numero immenso di anime redente dal Suo Sangue Divino. Gli stessi favori li esperimento nell'Oremus della benedizione della Mensa, è la tenera Madre che mi chiama con le più soavi espressioni, per me e per le figliuole presenti e future.

Le mille vezzose e bianche colombine che mi sembrò vedere attorno al Cuore di Gesù e di Maria sono le figliuole presenti e future, altre volte sono mille angioletti simboleggianti nella semplicità di questa Istituzione rappresentata dalla Santina tanto cara a Dio.

Nel giorno della festa di S. Antonio mi sembrò vedere questo amabile Taumaturgo inginocchiato ai piedi della Regina del Cielo, assieme alla nostra Santina, mentre l'uno intercedeva presso la Celeste Madre per il pane quotidiano per la nostra Istituzione sentivo intimamente ispirarmi da questo caro Santo che dall'ora in poi sarà nostro speciale protettore, mostrandomi il suo gradimento per averlo esposto alla venerazione del popolo nella nostra chiesetta. E la Celeste Santina che verserà sempre favori e benedizioni alla sua Famiglia qual'è la nostra Istituzione. Dall'ora in poi sento nuovo trasporto di devozione per il caro Santo e ne esperimento favori.

Sento sempre accrescimento di nuovo amore, di soprannaturali conoscenze nella vita di beatitudine, e di cose misteriose che non mi è possibile manifestare. È l'Ostia Santa che apre all'anima mia un Oceano immenso di infinite bellezze, l'anima che si perde, si trasforma negli infiniti attributi di Dio!...

L'Anima Eucaristica che comprende e gusta lo stato di beatitudine sebbene imperfettamente, per conservarsi ancora in vita, l'Anima Eucaristica che pur essendo in questa vita e legata al corpo, vive in continua comunione colla immensa famiglia dei Beati!...

Come posso manifestarle, o Padre, questi favori? il corpo lo sopporta con pazienza tranquilla, e spesso lo dimentica come una cosa che non le interessa, non è di nessun ostacolo all'anima che vive la vita divina!...

Alcune volte mi sembra l'anima e il corpo due persone che si conoscono e conservano una relazione senza intimità, ma vivono separati e di accordo.

Mille cose vorrei dire su questo argomento, ma passo a confidarLe altre cose, o buon Padre, giacché è tanto paziente nel leggere cose così sciocche...

Pregando per la Chiesa mi sento sempre la sicurezza che è nostra, il tempo che trascorre non è di ostacolo ai Divini disegni.

Per il suo ideale mi sento ispirare intimamente che si realizzerà con parole intime che la tenera Madre mi ispira.

Alcuni giorni scorsi sentii dalla dolce Madre, che questo novello ramo attaccato al grande albero  (l'Ordine Carmelitano)  sarà fecondissimo di anime che somiglieranno tutte a Colei che è tanto cara al Suo Cuore e del Suo Figlio il nome.

 

 

(manca l'inizio)

…nutre per gli ingrati figli, pregavo e con mille espressioni che mi suggeriva, procuravo di consolare il Cuore tanto divorato dell'amore non corrisposto, pregavo e mi offrivo vittima per questi figli ribelli! pregavo e gustavo nuovo trasporto soprannaturale per il S. Sacrifizio.

L'Elevazione: oh sublime momento! vorrei se mi fosse possibile descrivere sì prezioso istante e tutta la luce che mi svela l'eccellenza della rinnovazione mistica della Vittima Divina, ma ripeto, le mie povere parole sono molte impotenti, ora comprendo diversamente la grandezza del Sacerdote.

L'altare diviene il Paradiso e tutta la chiesa militante si confonde colla chiesa trionfante attorno alla Vittima Divina, al Sacerdote offerente e Vittima, mi sembrò vedere l'Eterno Padre versare raggi di luce divina su di Lei, o mio buon Padre, mentre una voce intima sembrò dire: “questo è il mio rappresentante in cui trovo le mie compiacenze”, le parole precise non le ricordo, ma questo era il senso, ciò lo ricordo con chiarezza.

Mi sentivo sempre nel Cuore di Gesù durante il S. Sacrifizio, vorrei accennare alla conoscenza delle false gioie che offre il mondo, come sembrano sciocche e insipide dopo aver gustato le gioie vere che dureranno in eterno, vorrei versare nel cuore delle figliuole mie tutto quello che sento su questo riguardo, rinunziare a piccole cose per guadagnare beni immensi che si pregustano anche quaggiù ma non tutto posso far loro capire, prego perché lo Spirito d'Amore e di luce operi nelle loro anime e se ne impadronisca.

 

 

24 Mercoledì         24/06/1929

Ero spesso sveglia innanzi al Tabernacolo collo spirito, in compagnia della Celeste Regina del Carmelo e dei Santi a me cari, della mia grande Famiglia Carmelitana. Mi alzai piena di energia e volai alla Sorgente Eucaristica, che nuova felicità, o Padre mio, nel cominciare la S. Messa, appena cominciò il Confiteor, l'atto di contrizione con profondo sentimento, come accresce la purità dell'anima, o mio buon Padre, tutte le volte che si ripete con vero e sentito pentimento, è una delle necessarie disposizioni per ricevere nuove grazie e conoscenze nella perfezione religiosa.

Il Santo Sacrifizio, oh come lo comprendo diverso dei giorni scorsi, e quanta amarezza, sento di non averlo apprezzato come ora! Come vorrei infondere tale conoscenze alle mie figliuole, a tutto il mondo che vive senza Dio, se mi fosse possibile, ad ogni parola che Ella, o buon Padre, pronunziava era per me un nuovo gaudio, oh quanti tesori per arricchirci di beni celesti è il S. Sacrifizio, la Comunione e tutti i mezzi che l'infinita Bontà ha messo a nostra disposizione, pochi son quelli che conoscono il segreto di queste miniere Celesti!

Al momento solenne dell'Elevazione, avvicinandomi in ispirito all'Altare, le misteriose parole del sacerdote, oh come mi illuminarono di profonda conoscenza della potenza che Dio ha dato al Suo Ministro, e quante milione di volte giorno e notte si ripete lo stesso miracolo... Padre che cosa vorrei dire, com'è pieno il mio spirito di luce e d’immensa gratitudine verso l'infinita Bontà, oh come vorrei riparare la indifferenza di tutti coloro che vivono senza mai ringraziare la Bontà infinita di questo immenso tesoro, della S. Messa, ma perché perdo tempo a prolungarmi a scrivere mentre è meglio pregare e amare? Vorrei vuotare tutto l'animo mio e affidarlo alla sua illuminata direzione, vorrei affidare tutto a Lei, o Padre, onde aiutarmi a corrispondere a sì immensi benefizi, ma per quanto io dica e scrivo non posso dir tutto l'infinito che l'Autore Divino versa su di me miserabile e infedele!...

Venne Gesù nell'Ostia Divina sotto le forme amabili di celeste Pargolo, mi sembrò la prima volta godere tal favore ed esclamavo col Santo Vecchio Simeone di voler morire dopo aver visto il Salvatore del Mondo, era accanto a me la Divina Madre, il Patriarca mio S. Giuseppe e i santi cari del mio Ordine, partecipavano tutti alla mia felicità, che slanci di amore, che espressioni ardenti manifestavo al Pargolo Celeste, che amore intimo per la mia tenera Madre, per i Santi della mia eletta famiglia, oh come sono brevissimi questi sogni celesti e come non si possono descrivere, ma una pallida idea posso manifestare o Padre.

Pregai il mio Celeste Sposo e la dolce Madre per l'affare della compra del terreno della nostra Casa, mi sentìi infondere nel cuore una gran soavità colle dolci parole: “le vostre imprese son nostre”, pregai per tanti altri bisogni nostri e del prossimo e col cuore pieno di Paradiso ritornai ai miei soliti doveri. Mi sono recata in chiesa un momento prima della Comunità, un raggio di luce uscì dal Tabernacolo, appena mi inginocchiai udì la soavissima voce dello Sposo: “tu sei la fiamma del mio Cuore, son tutto tuo, l'amore che altri rinunziano per cose vili lo comunico a te.”

Padre, l'effetto di tali intime manifestazioni del Creatore verso la più misera creatura, non so ridirlo, ma Ella saprà comprenderlo.

Cominciai a recitare il S. Rosario, mi sembrò vedere la Regina dei Santi accanto al Tabernacolo, la immensa schiera degli Eletti, che pregavano assieme a noi!

Pregare assieme ai Beati, mi sentivo fuori di me e spesso mi veniva meno la parola per la dolce emozione, sarei lunga se vorrei scrivere tutti gli ardori e le mille espressioni d'amore, di desideri, di preghiera, immagini, Padre mio, pregare con i Santi con gli Angeli, che cosa si può esperimentare di Celeste e Divino!

Salutai la fiamma Eucaristica, la dolce Madre, la mia Beata Famiglia, ma il solo corpo si allontana, il Cuore lo sento nel Cuore dello Sposo Divino nel Tabernacolo.

 

 

4 luglio 1929

Giorni soavi e tristi trascorsi a Roma preziosi ricordi, ed ora nella mia Casa... i primi giorni li ho trascorso nel dolore, lotta e tenebre... vedo l'anima spoglia di tutti i doni Celesti...vedo la mia grande miseria, vedo profondamente che cosa può una creatura senza luce, senza forza soprannaturale. Vedo mille cose che sono lunga volendole descrivere... ma questi giorni così amari sono fruttuosi all'anima di nuova intimità, di nuove conoscenze soprannaturali, nuovi favori.

Mi accostai alla Mensa Celeste, non ebbi il tempo di raccogliermi prima per gli affari materiali della Comunità, fino nella Mensa sono stata costretta rispondere ciò che si doveva comprare, ero molto afflitta e non sapevo dove trovare Gesù...lo vidi nel dolce Mistero della S.S. Trinità, l'Ostia bianca era nel petto dell'Eterno Padre, lo splendore mi affascinò, mi trasformò, che dolce e divina estasi d'Amore, sentii: “ecco il mio figliolo”; rimasi piena di soave luce, in intima preghiera nell'Ostia bianca, gli affari, il tumulto della vita attiva non disturba la vita intima soprannaturale, sembrano due cose completamente separate, l'una non disturba l'altra, Marta e Maria lavorano tranquillamente.

Un'anima così favorita sembrerebbe di grande perfezione, ma purtroppo la natura morirà completamente non per questi favori ma a furia di sofferenze e di umiliazioni.

Nei momenti di Adorazione la dolce Visione seguitò a parlarmi, l'Ostia rappresenta il sacerdote, che posto di grande predilezione occupa il Ministro vero nel petto dell'Eterno Padre, quale purezza e sublimità!

Compresi che questa predilezione la godono le anime che lavorano con i Sacerdoti, che li aiutano con la preghiera cooperandosi alla salvezza delle anime.

Compresi la grandezza del Sacerdote, delle anime che possiedono lo spirito d'immolazione.

 

 

21. Dom[menica]                  21/08/1929

Durante la notte di tanto in tanto, mi svegliava un raggio di luce che dal Cuore di Gesù, dalla mia cara immagine m’illuminava e mi chiamava alla preghiera per i fratelli erranti.

Mi preparai alla Comunione, con vivi sentimenti di contrizione per i miei peccati e per tutti quelli che profanano il giorno Santo. Mentre ero inginocchiata nella Mensa, la lunga schiera degli Angeli e dei Santi che veniva ad incontrarmi assieme allo Sposo Celeste, questa volta si divise in due la lunga schiera e mi invitarono a seguirli, mi presentarono al Trono della S.S. Trinità, compresi da una luce comunicatomi lo Spirito Santo, l'unione d'amore che lo Spirito Santo comunica all'Eterno Padre e al Figlio, gustai una nuova dolcezza trasformata da un fascio di luce che sembrò posarsi sulla mia fronte, (la povera creatura)  al bacio dello Spirito Santo, si deifica con Dio!... chi può descrivere, o mio buon Padre, la bellezza di quest'anima? oh bontà Infinita, quanto sei ammirabile verso Colei che merita il tuo abbandono per le innumerevoli miserie che ancora la ricoprono malgrado i tuoi immensi carismi! Come mi arrossisco, o Padre, come vorrei nascondermi nelle viscere della terra e non confidare a nessuno i favori senza numero che mi regala la Bontà Infinita!

Dopo questo istante di luce divina, sentii invitarmi dallo Sposo Divino a passeggiare con Lui... in mezzo ai fiori, a mille profumi che non si possono paragonare a nessuno odore di questi fiori di quaggiù e lungo i viali di queste aiuole vedevo qualche anima beata di bellezza celeste.

Padre, non so ridire altro!... È penoso ritornare in questo ambiente dopo quel Celeste Sogno, ma è la famiglia dello Sposo Celeste che mi circonda e che vorrei veder presto numerosa come le stelle del Cielo, e aumentare il numero dei Santi, dei beati, ciò mi conforta e vorrei vivere sino alla fine del mondo, se ciò fosse di volontà di Dio.

Durante la S. Messa, sentivo un'intima amarezza per l'ostinazione di questo popolo, nel vedere la chiesa vuota, ardenti desideri di riparazione e di desideri di voler assistere io a tutte le messe che si celebrano nel mondo per ciascuna creatura che tralascia capricciosamente l'osservanza dei divini precetti, mi sembrò vedere la dolce visione della S.S. Trinità sopra l'Altare, e la chiesa piena di Spiriti Beati.

Senti dirmi dall'Eterno Padre: “i tuoi desideri, le tue preghiere mi legano le mani e uso ancora misericordia a questi figli ingrati, a questo popolo ostinato.”

Mentre così mi parlava uscì una luce dalle Sue labbra e si posò sulla mia fronte, ero un amplesso Paterno! Padre, come posso manifestare tutte le bellezze che vedevo durante questa Visione, come volevo gridare e chiamare tutte queste povere creature che seguono Satana, le follie di questo pazzo mondo, e venire a godere le arcane bellezze che sono visibili alle anime che seguono l'Agnello Immacolato.

La S. Messa, oh che sorgente di beni immensi è per noi, e la Vittima Divina che rinnova la Sua Immolazione nel Mistico Calvario che trattiene i fulmini della divina giustizia all'umanità che corre, corre agli eterni abissi!

Com'era bello l'altare, la chiesa piena di celesti Spiriti, non sapevo staccarmi da tante bellezze.

Nel momento dell'Elevazione compresi la grandezza del Sacerdote, nel pronunziare quelle misteriose parole e quando Ella, o mio Padre, si comunicava, sentii intimamente ispirare che l'Adorazione all'adorabile Mistero della S.S. Trinità è molto accetto a Dio, e di grande giovamento alle anime che aspirano alla perfezione è sorgente di beni immensi; compresi pure che Ella, o Padre, è molto cara a Dio per questa pia pratica.

L'Adorazione, ho sentito i gemiti di Gesù nella Prigione d'amore per tutti coloro che disprezzano la mortificazione trascurando le usanze della Chiesa, e seguendo le mode, i piaceri, le chiese sono deserte, e piene le case ove si offende, si disprezza la legge Divina, oh come perdono le bellezze dei beni eterni per vili piaceri! Padre non riferisco le parole che sentii ispirarmi, perché temo di non ricordarli esattamente, ma il senso è proprio quello che ho scritto.

Compresi da un lume soprannaturale, quanto dolore è al Cuore di Gesù la noncuranza delle divine leggi, stabilite dalla Chiesa ma da Lui ispirate per chiamare i figli traviati colla mortificazione, dopo i giorni di stravaganze, ma invece perseverano seguendo il nemico delle loro anime.

Sentii un vivo desiderio di penitenza onde riparare le mie colpe e dei fratelli che vivono così trascurati per l'affare più importante qual'è l'eterna salvezza, ma i miei desideri sono un martirio perché Ella, o Padre, vede la mia impotenza.

 

 

22. Lunedì                22/08/1929

Mi accostai alla Comunione con una moltitudine di anime Purganti, erano così afflitte e bramavano la mia visita con Gesù Ostia per lenire le loro incomprensibili afflizioni, appena Gesù venne si strinsero tutti attorno a me, la luce dell'Ostia Divina era per loro un grande sollievo, parlavo a Gesù per queste care sue beniamine e di grande consolazione era la mia povera preghiera alle care sorelline e al Cuore dello Sposo Divino.

Nell'Elevazione sino alla Comunione mi sentii invitare da un Coro di Vergini e di Santi di seguire l'Agnello, e contemplare la Vittima Divina, il Cielo e la terra si uniscono, oh! momento sublime che è l'Elevazione, la Comunione del Sacerdote, oh Santa Messa, ieri e oggi comprendo cose sublimi durante la Celebrazione, oh pazze creature che seguite il mondo, le sue lusinghe, vorrei gridare, gustate i tesori immensi, la felicità dei seguaci di Gesù Eucaristico.

Stasera durante la recita delle preghiere, sentivo invitarmi dal Cuore di Gesù, mi strinse al Suo Petto Divino e seguitando a recitare, le mie povere preghiere entravano nella piaga del Suo Cuore ove teneva le mie labbra, pregavo con insolito trasporto per i mille bisogni, seguitando a recitare assieme alla comunità.

 

 

(manca l'inizio)

... per la piccola anima privilegiata “La migliore preparazione per la I° Comunione è l'innocenza e il desiderio di queste piccole anime, fatemi presto entrare in questi veri Tabernacoli ho immenso bisogno di stabilire in esse la mia dimora.”

Mi svanirono tutti i timori, rimasi piena di luce e di consolazione ed io sentivo d'allora in poi il desiderio innocente dei miei piccoli, sembravami avere la loro età i loro infantili desideri.

La vigilia della festa sembravami essere circondata da mille ombre nere furiose contro di me, contro le mie povere figliuole e li tormentavano moralmente, io soffrivo immensamente ma capivo la loro rabbia... la Comunione degli innocenti la Vestizione delle Suore e sopratutto dei nostri primi cari Giovani.

Il giorno della festa nella Comunione mi sentii seguita da una grande schiera di Vergini, di piccoli Angeli e più vicini alla Vergine S.S. mi sembrò vedere un gran numero di giovani vestiti colla cotta bianca e con veste oscura, questa visione ricordo d'averla avuta qualche altra volta l'anno scorso non ricordo però preciso il giorno.

Un immenso gaudio mi colmò l'animo questa visione ma non capivo ancora chiaramente se questi giovani così vestiti e vicini al trono della S.S. Vergine erano i nostri futuri Missionari, compresi la grandezza della missione del sacerdote Missionario con lumi e conoscenze soprannaturali che per brevità e anche per impotenza non posso chiaramente manifestare.

Ero però non poco afflitta mentre godevo questa visione pensando che Lei, caro e buon Padre, stava così male... e pregai la S.S. Vergine di voler dare a me le sofferenze e al Padre fargli godere un tal giorno che le costava tanti dolori e sacrifizi, ma la dolce Madre con un Sorriso Celeste mi fece comprendere che era necessaria soffrirla il Padre al quale è stata affidata sì grande Missione.

Sentii nell'intimo del cuore rassicurarmi che la festa sarebbe riuscita solenne ed edificante, le sofferenze del padre non avrebbero recato nessun disturbo.

Rimasi calma e rassegnata e rassicurata che l'infermità non avrebbe recato altra conseguenza che di farci soffrire in quel caro giorno.

Nel momento della Vestizione dei nostri Giovani, nel vederli comparire ai piedi del Tabernacolo con le cotte bianche, ebbi qualche istante di straordinaria emozione, erano i giovani chierici che avevo visto un'ora prima e un anno prima innanzi la S.S. Vergine.

Mi sembrò di godere la bella Visione, gli Angeli, i Beati eravamo tutti unica famiglia, festeggiavamo assieme mentre sentii la dolce Voce della Vergine S.S., degli Angeli e dei Santi che ringraziavano la povera creatura che aumenta il numero delle anime predestinate.

Il Caro Padre soffriva ed io, pur soffrendo con Lui, godevo un giorno di delizie Celesti.

 

 

22. Ott. Giovedì. Meditazione.                     22/10/1925

Ero in dolce fiamma in intima unione. Comunione, estasi d'amore, conoscenza dell'amore immenso che Gesù sin dal primo momento della divina Istituzione fino alla fine del mondo, verso le sue creature, lamenti e confidenze: “son pochi i Suoi Ministri e le anime che si dedicano nel vasto campo delle anime, e molti quelli che lavorano  (le diverse sette)  per conquistare anime al nemico del bene, prega e confortami col tuo amore di riparazione per tutte le anime che non hanno mai gustato l'immenso mio amore in questo Sacramento.”

La sera l'ora d'adorazione è l'ora dell'immensa tenerezza di Gesù Ostia, ma il giovedì è l'ora dell'amore e del dolore, nel Getsemani ogni volta partecipo con più intimità e conoscenza di qualcuno degli immensi dolori che Gesù soffrì in quella straziante agonia.

Questa volta prostrandomi assieme alla vittima agonizzante, considerando il grande abbandono dei suoi più cari discepoli, la solitudine le pene che cominciano ad assalire il Martire d'amore, sentii un terrore mortale, gustai l'amarezza immensa del suo Cuore per il gran vuoto che lasciano un numero grande di anime che vivono nell'ignoranza della sua divina legge e corrono verso coloro che li ammaestrano nelle false dottrine, per l'indifferenza e freddezza di tutti gli abitanti di questa cittadella, Gesù mi chiede lagrime di contrizione per unirle alle sue e offrirli all'Eterno Padre, onde ottenere a queste anime che vivono senza luce Divina la conversione.

La notte il sonno è continuamente interrotto dallo Sposo che si presenta triste in tutti gli atteggiamenti penosi della passione.

 

 

12. Giovedì   12/11/1925

Dopo aver assistito alla Sua Cena d'amore con gli Apostoli, mi sembrò ricevere dalle Sue stesse Mani il Cibo divino e di vedere l’ardore di quell'istante nel Suo volto divino e le fiamme del Suo Cuore che trasfondeva nel mio, in questa dolce estasi d'amore mi confidò le amarezze immense del Suo Cuore quando ci lasciava questo pegno d'amore infinito, per tutti coloro che s'accostano a questa Mensa divina senza la veste nuziale, e per abitudine, sono le anime a Lui più care, compresi il candore che la Purità per Essenza vuole trovare nelle anime a lui consacrate e specialmente nei suoi Ministri.

Procurai di riparare per me e per tutte queste anime offrendo la Vittima, Se stesso in Espiazione e rimasi compresa da un profondo sentimento delle mie miserie e un forte amore di riparare le mie e altrui infedeltà commesse in tutta la mia vita verso il gran Sacramento.

L'Ora d'adorazione Gesù mi comunicò al solito le pene immense cagionate dall'infelice umanità e specialmente pregare per i poveri parenti onde ottenere che tutti si salvino, e per questo popolo che vive immerso in ogni sorta di vizi e di lordure!

 

 

28. Giovedì.  28/01/1926

È il giorno dell'Eucaristico Amore, la meditazione, era l'amorosa impazienza dello Sposo divino di unirsi alla Sua povera creatura.

Padre mio non trovo certo similitudini più adatte di questa non trovando altre. Venne lo Sposo mi strinse così teneramente e fortemente... il Suo divin Cuore palpitava sul mio, era in un amoroso incendio di fuoco, mi tenne così il tempo della messa mentre le Sue labbra Divine non le staccò per tutto il tempo dalla mia fronte!...

Mi fece intimamente sentire che queste intimità vorrebbe comunicare alle anime a lui consacrate, ai Suoi Ministri, ma le rinunziano per vili piaceri, puerili attacchi alle creature che non amano come lui desidera.

Compresi profondamente l'ardente immensa brama del Cuore Eucaristico nel volersi comunicare alle anime che rinunziano al mondo, ma non rinunziano alle piccole cose e restano prive dei celesti Carismi, della luce e forza divina che sa solo infondere l'Autore del vero e puro Amore, l'Eucaristia. Padre come potrei descrivere, l'amore che a torrenti mi penetrava, mi trasformava in quell'intimità di unione, mi sembra sempre diversa e più intima, ogni volta che questi carismi godo.

Oh, mio bene Eterno, o bellezza increata, amore immenso, perché ricolmi di sì grandi favori una sì vile creatura, perché mi manifesti il tuo sommo godimento nel mio povero cuore, e ti è tanto gradito l’amor di riparazione tanto da comunicare a me quello che altri rinunziano?

Padre mio Carissimo oggi non finirei di scrivere e scrivere mille cose, ma il tempo vola penso che lascio sole le figlie, i frutti del nostro ideale!

In questa intima unione con Gesù Ostia, gusto più chiaramente l'amore verso le creature che Iddio ha prescelto ad essere di guida e di sostegno lavorando nel campo mistico che ci ha affidato. E proprio Ella, o Padre, nella confessione non avendo io il coraggio di manifestarle i celesti godimenti di quel momento e dopo la Comunione, era proprio da Dio illuminato parlandomi e rassicurandomi riguardo le molestie dei giorni scorsi. Durante la giornata lo Sposo era sempre accanto a me, rinnovava spesso gli amplessi ed una dolce fiamma sensibile nel cuore, mi sembrava che le mie figliuole s'accorgevano delle emozioni esterne che frenavo a stento, e allora preferirei star sola...

Sentivo grandi timori, ed una grande ritrosia, ma lo Sposo Divino mi abbracciava più teneramente assicurandomi di non temere trovandomi nella stanza nuziale.

L'Ora Santa, m'invitò a seguirlo nel Getsemani, nella prigionia d’amore, ad asciugare il sudore di sangue col mio amore, colla contrizione dei miei e degli altrui peccati, specialmente per le anime a lui consacrate e per questo popolo tanto ingrato e indifferente.

Sarei molto lunga, o mio buon Padre se dovrei scrivere tutto quello che esperimento in questa ora di amore e di dolore, ma si consoli però, perché è di sommo godimento al Cuore di Gesù questa ora di riparazione e molto fruttuosa di grazie per noi e per tanti poveri ciechi che non vogliono conoscere dove sta riposta la vera felicità.

Si abbandonò sul mio petto lo Sposo Divino tutto livido, grondante sangue, restai priva di sensi a tale visione di dolore e di immenso amore, così rimase Gesù per tutta l'ora, spesso durante la sera e la notte!...

 

 

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