|
Maria
|

vai ai brani dai Ricordi
vai ai brani dal Diario spirituale
vai ai brani dalle Lettere
Il fervore, la pietà, lo spirito di preghiera s’accrescevano mirabilmente; la mia serafina S. Teresa, molti altri Santi di questo Santo Ordine alimentavano i miei trasporti di pietà, sentivo la grande missione che la tenera Madre del Carmelo mi aveva predestinato: "dovevo riunirmi con altre mie compagne e far rifiorire il Carmelo nel nostro paese e in molti altri... "Era un sogno... un'illusione giovanile?! La Grazia operava nell'animo mio: che comunioni ferventi e carismi di Cielo mi riempivano l'animo!
vai al brano dai Ricordi
vai ai brani dalle Lettere
21/10/1925 -
Mercoledì
Il mio sonno è stato dolcemente interrotto dalla mia tenera Mamma, mi è sembrata
vederla con una lunga schiera di Santi Carmelitani e tutti lodando la loro
Regina, mi hanno invitato di unirmi a loro nella preghiera.
Nella comunione, dopo aver goduto l'intimità d'amore colla mia dolce Madre che
mi diede il suo Celeste Pargolo, e mi baciò come una tenera Madre bacia la sua
figlia, mi vidi scostare un po' da quell'intimità, e un numero immenso di
angioletti mi circondarono, sono tutte le anime innocenti che ti saranno
affidate, compresi da una voce interna, o meglio dalla Madre che con sorriso di
compiacenza mi guardava!
28/10/1925 -
Mercol. Notte
Visita della tenera Madre del Carmelo col suo Infante.... che godimenti e
delizie.... di cielo, nel concedermi per qualche istante il Divin Figlio e
sentirlo riposare sul petto.....
La soave presenza di S. Giuseppe accresce sì prezioso momento di celeste
gaudio.. Nella Comunione oh com'era grande il godimento dell'intima unione con
la Triade S.S. e con tutti i celesti abitatori, la Comunione dei Santi gustai
con un nuovo grado d'amore. Al contatto divino l'anima cresce, cresce sempre in
grazia e bellezza, oh come vorrei far sentire la mia voce a tutte le creature
per dirle amate, amate, amate Colui che è solo degno d'amore, gustate la
felicità che si gode anche in questa valle di dolore.
30/10/1925
La sera nella recita del Rosario, compatisco l'Addolorata Madre che mi si
presenta col Suo Divin Figlio morto, mi fa partecipare al suo immenso dolore e
materno amore.
La notte del sabato, del giorno più bello. La dolcissima Madre mi presentò il
suo Divin Figlio in forma di vezzoso Infante, questa volta l'intimità non fu per
un istante ma più lungamente, avevo prima domandato un segno manifesto per
rassicurare il mio Padre spirituale.
Mentre così pregavo, la tenera Madre mi colmò di tanto gaudio e più lungamente
mi fece riposare il Suo divin Figlio, rassicurandomi che l'unica prova che può
concedermi è l'accrescimento dei suoi favori e la benedizione dell'ardua impresa
che ci ha ispirato: "riferisci ciò al tuo Padre spirituale."
06/11/1925
La mattina nelle solite preghiere preparandomi al solito per l'ultima Comunione,
sentivo più intima la presenza della dolce Madre e di S. Giuseppe, un immensa
luce si avvicinava, era la schiera dei Santi, degli Angeli, del mio Serafino che
spesso rivedo e sento col suo dardo d'amore, erano questa volta nel farmi questo
incontro, più lieti del solito, impazienti di presentarmi presto al trono della
S.S. Trinità per cominciare presto la vita di beatitudine.
Mi presentai all'Immensa bellezza, con impeto straordinario, il Padre, il
Figliuolo e lo Spirito Santo nel darmi l'amplesso di eterno Amore compresi che
desideravano questo incontro con impazienza. Son poche parole che io posso dire
sul riguardo, mi è impossibile esprimere il godimento dell'anima, nel vedersi
desiderata non solo dalla Famiglia dei Beati, ma dalla Regina che la rappresenta
dallo stesso Autore di sì immensi beni...
Al pranzo mentre recitavo
l'oremus del ringraziamento, mentre pronunziavo il nome dolce, Beata Maria ecc.
sentii tale dolcezza da non capire più la recita del resto, sentìi dirmi "come
mi è cara la tua voce", Padre lascio considerare a lei la tenerezza che
s'impadronì di me, e quanta felicità e amore m'ispirò la soave e materna
espressione di sì dolce Madre, d'allora in poi pronunciando sì soave nome sento
rinnovarmi una nuova tenerezza filiale.
La sera durante la recita del S. Rosario ai piedi del Tabernacolo, sentìi
chiamarmi dalla Madre "figlia tu sei la mia delizia", che espressioni piene di
materno amore e misteriosa potenza: caddi come colpita da improvvisa tenerezza e
risposi come bimba nel seno della Mamma! Oh che sonno, che estasi d'amore, come
le bimbe domandano mille cose alla madre quando si abbandonano nel materno
senno, pregavo, pregavo per il Padre al quale mi ha affidato, per la famiglia
presente e avvenire, per il mondo tutto e per le mie sorelline che soffrono nel
Carcere di espiazione. Erano molto gradite le mie povere preghiere e sembravami
che su tutti scendevano raggi di luce benedizioni celesti.
Termino di scrivere le cose immense di quel giorno grande, il primo sabato di
questo mese, ho scritto poco vorrei la celeste sapienza della mia S. M. Teresa
per scrivere con più chiarezza ed estesamente tutto l'immenso che sento
nell'animo, ed ora Padre mi benedica, per trascorrere felice la notte.
14/11/1925
Rinnovai l'atto di contrizione per dispormi a ricevere l'Ostia Candida, il
dolore delle mie immense infedeltà alla grazia fu così intimo che mi sembrava
che l'anima voleva liberarsi dal corpo. Mi presentò la S.S. Vergine e il lungo
stuolo dei Santi, alla S.S Trinità e inabissata in quella Visione, sentii
l'amplesso delle Tre Divine Persone, compresi l'Amore Immenso che trasforma
queste Tre Persone in un solo Dio..... e l'amore che trasfondono nell'amplesso
che riceve l'anima..... Padre, questo Ella comprende che è molto difficile a
spiegarsi come lo gusta l'anima illuminata dalla stessa Sapienza increata.
Mentre ero immersa in tali godimenti La tenera Madre, godendo le mie delizie, mi
promise che l'ultimo atto di contrizione che farò in preparazione dell'ultima
Comunione sarà così perfetto da purificarmi in questa vita e così godrò subito
la Visione beatifica dell'Infinita Bontà e sarò esente dal purgatorio.
Dall'ora in poi sento più intimo il dolore delle mie negligenze e infedeltà, e
ciò è molto gradito al Cuore dello Sposo Divino perché trova maggior purità nel
suo talamo nuziale, nel mio povero cuore.
01/12/1925
Terminato questo dolce colloquio, mi si presentò la Madre soave e maestosa, S.
Teresa la Serafina, la sua privilegiata figlia S. Teresa del B. G. e S. Giovanni
della Croce, m'invitarono con uno sguardo soave a seguirli.
Dopo aver attraversato boschi da mettermi paura, ci trovammo in una bella e
vasta pianura, vidi capanne sparse raramente, seguitando il cammino eravamo
arrivate alla meta, era una graziosa borgata con case modeste, entrammo in una
chiesetta e, stanca per il viaggio un po' lungo, sentivo il bisogno di riposarmi
"non ancora" sentii dirmi; vidi aprire il Tabernacolo e S. Giovanni vestito con
i sacri paramenti, impartì la Sacramentale benedizione.
02/12/1925
Mi svegliarono dal dolce
sonno e vidi che Ella o Rev. Padre era il mio S. Giovanni della Croce che mi
benediceva assieme alle figliuole presenti e avvenire!.... "Perché, domandai, al
mio Immenso Amore, questo sogno? "È un luogo di Missione acquistato dai tuoi
Padri ed era abbandonato, sarà affidato a te, alle tue figliuole, al Padre al
quale ti ho affidato, rappresentato dal mio carissimo Santo".
Sembrò seguitare il dolce colloquio la mia tenera Madre dicendomi: "la mia
benedizione unita alla preghiera dei tuoi cari Santi e della tua preparano le
anime onde essere disposte a fecondare frutti pel Cielo."
Dopo questa dolcissima intimità
mi vidi sola, da lontano venivano alla mia volta moltissimi animali, uno dei
quali mi fece tanto orrore e spavento, era un mostro orribile di forma umana
nell'aspetto ma il corpo di un dragone con una corona di orribili corna,
circondato da svariate forme di serpenti, mentre ero così spaventata, mi
comparve la tenera Madre seduta in un luminoso trono, bella e maestosa mi aprì
il suo bel Manto tutto di sole: "vieni o mia figliuola non temere qui nessuno
verrà a molestarti, mi feci così piccina da mettermi sulle Sue ginocchia mi fece
riposare nel Suo Seno!..... quali manifestazioni più intime posso farti
esperimentare, è lo stesso nutrimento che ho dato al Mio Divin Figlio! Così ti
rendo forte contro i tuoi avversari."
La Divina Madre aveva il suo tenero Infante, come due sorelline gemelli ci
strinse assieme al Suo Divin Seno, Padre mio, non posso esprimere l'intimità di
quei momenti, intimità materne, fraterne, che amore scambievole, che amore di
trasformazione! È nei momenti più intimi che mi ricordo di Lei, o mio buon
Padre, della famigliuola presente e avvenire, di tutti i nostri affari,
dell'immensa famiglia, tutto il mondo con tutti i bisogni della povera umanità,
pregai per le mie Anime Purganti.
03/12/1925 -
3 Dicem[bre]. Giovedì.
La sera del Mercoledì la tenera Madre dopo il Suo Materno sorriso e la Sua
benedizione, quasi sempre sotto diversi atteggiamenti mi presenta il Suo Gesù,
col Cuore tutto fiamme di carità che ferisce il mio, questa volta era il suo
tenero Infante, il fratellino, usciva dal Suo Cuore un luminoso raggio di luce e
di amore, mi sentii dolcemente ferire e languire, così cominciò l'amore di
riparazione pel giorno seguente, così mi addormento dolcemente mentre prego,
prego per i fratelli che vivono senza aver mai gustato quest'Amore Eucaristico.
Si, Padre mio, lo comprendo che tanti carismi il buon Gesù con tanta abbondanza
me li regala, non per me... ma per il prossimo, per l'ardua Missione affidatami.
06/12/1925
Mi sentii come inseguita di mille tormenti, aridità, oscurità, dimenticanza di
tutto ciò che forma la mia felicità, questi momenti sono assai penosi mi sembra
una vera agonia.... tanto da preferire di star sola e, non sapendo far altro, mi
abbandonavo nel seno della tenera Madre, temevo che le buone figliuole e Lei
sopratutto, s'accorgeva di questa mia tristezza e preferivo star sola.....
pregavo....
Ad un tratto mi sentii colmare l'animo di luce, di gioia, senti il Sole Divino
che mi annegava nell'oceano immenso delle delizie, dell'Amore, non potevo più
star sola ma volai alle figliuole, al buon Padre con l'animo pieno di nuovo
trasporto di tenerezza, mentre in quelle ore di martirio non sentivo più affetto
per nessuno.... che tormento che dimenticanza penosa di tutto e di tutti!
08/12/1925 -
8. Martedì.
È il giorno caro, ma oggi più solenne. L'Immacolata, questa festa della Madre è
una delle più care, dopo la Comunione accanto alla S.S. Trinità vidi la Sovrana
Regina di una bellezza abbagliante come il Sole, guardava e benediceva
sorridente tante piccole barche candide, che tranquillamente vogavano in un mare
azzurro e calmo, ciascuna di queste barche portavano diverse distintivi, in
alcune c'era il Cuore di Gesù, in altre S. Teresa, S. Giovanni della Croce, la
Piccola Teresina guidava una barchetta la più bella, era piena di angioletti, e
di fiori.
Domandai alla Maestosa Regina spiegazione di questa visione, sembrò rispondermi:
"è il giorno delle tue figlie Missionarie". Compresi che le nostre missioni
saranno in diversi luoghi tanto da dover attraversare il mare, saranno protetti
questi religiosi del sesso femminile e maschile dai Santi dell'Ordine e la
Santina guiderà la Sua Istituzione, le piccole Anime.
Questo bel sogno mi lasciò tanta pace di paradiso e sembrami sempre rivedere
quelle candide barchette in quel mare tranquillo.
Il telegramma mi cagionò un pò di tristezza e mille pensieri si aggiravano alla
mia mente, ma nell'intimo del cuore godevo sempre quella profonda pace e
abbandono in Colei che guarda e benedice sorridente le sue barchette, la sua
famiglia.
16/12/1925 -
16. Mercoledì.
Anche oggi la penosa privazione della Messa e Comunione, oh che giorni penosi
sono questi per me, procurai di confortare sì immenso vuoto pregando ai piedi
del Tabernacolo per i mille bisogni nostri e della grande famiglia il mondo
intero, per un'istante la dolce Madre Maria mitigò la mia fame Eucaristica
facendomi riposare sul Suo Seno Materno e così ritornai in Comunità, alle mie
solite occupazioni quotidiane.
18/12/1925
Un'ardente brama di lasciar questa prigione, per godere senza più timore di
separazione il Sommo Bene sentii forte e mille espressioni per ottenere questa
liberazione di questo esilio manifestavo a Gesù, perché avida di saziare il mio
cuore di quell'intimità, sentivo immenso desiderio di vederlo e goderlo per
sempre, senti rispondermi dall'Addolorata madre che mi stava accanto: "in Cielo
non potrai più Consolare il Cuore del mio Figliuolo in questo Sacramento."
Compresi la Materna ispirazione, e rinnovando l'Offerta di Vittima desiderando
di voler rimanere, se ciò fosse possibile, sino alla fine del mondo, per essere
la Consolatrice del Cuore di Gesù nella Prigione d'amore e prigioniera come lo
Sposo Divino.
19/12/1925 -
19. Sabato.
Trascorsi la notte molto sofferente e quasi tutto il giorno, fui priva della S.
Messa e Comunione, di tanto in tanto la tenera Madre la sentivo accanto, mi
faceva appoggiare la testa al Suo Materno Seno, e grande sollievo ciò mi recava,
mi ispirava qualche parola soave, mi incoraggiava a soffrire per evitarmi le
pene del Purgatorio nell'altra vita, gustavo l'agonia penosa e dolce perché
assistita dalla dolce Madre, dal mio fratellino Angelo Custode, da S. Giuseppe e
da tanti Santi miei miei Protettori.
22/12/1925 -
22. Martedì.
Mi rinnovai l'Assoluzione per accostarmi con maggior Candore alla Mensa degli
Angeli dopo tanti lunghi giorni.
Volevo riposarmi la testa un pò stanca sul Cuore di Gesù Ostia, ma ciò fu per un
istante; essendo il giorno delle Missioni m invitò la dolce Madre a seguirla, io
ero in compagnia del mio Angelo Custode e di tanti angioletti, camminavo con sì
celeste Compagnia per vie piene di verdi cespugli e di tanto in tanto ci
fermavamo a contemplare acque limpidissime che cascavano da qualche altissima
roccia.
Arrivate ad una pianura vennero ad incontrarci festosamente molti bimbi e
assieme ci recammo nel grazioso paesello, io volevo entrare in una chiesetta, mi
trovai nella nostra e come mi fu cara la Benedizione Sacramentale!
23/12/1925 -
23. Mercoledì.
Grazie o mia dolce e tenera Madre, per l'inaspettata consolazione di avermi dato
la forza di assistere alla Messa a me più cara nelle ore mattutine! Grazie, o
mio Sposo, Gesù Ostia, per il dolcissimo nutrimento delle tue carni Immacolate
che stamane mi hai concesso, oggi era un giorno di fame Eucaristica per me, e
invece mi hai nutrito di amore Eucaristico. Oh! Comunione.... mio Paradiso
terrestre.... Cielo Eucaristico.... come mi trasformi in Te o Immensa bontà
Infinita, mi fai vivere la tua stessa vita, mitighi il grande trasporto che
sente la mia povera anima ancora in questo esilio e specialmente quando è priva
di nutrirsi di Te o unico amore che vorrei presto ed eternamente possederti
senza più timore di esserne priva.
Nella Comunione la Maestosa
Regina accanto a Lei il mio Caro S. Giuseppe mi diedero il loro tenero Infante
lo adagiarono nella culla del mio cuore e sorridenti benedicevano questa divina
unione della creatura col Creatore in quella vezzosissima forma... la dolce
Madre nel darmelo mi disse: "consola il mio tenero Infante."
Lo vedo sempre che dorme tranquillo nella culla ove lo collocò la Sua Madre, si
sveglia ogni tanto e i suoi divini sguardi sono dardi..... Questo prezioso
godimento, oggi mi ha concesso tutto il giorno.
Grazie, grazie infinite, o mia soavissima Madre Maria, grazie o mio buon Padre,
di avermi permesso di venire in chiesa dove trovo il mio Cielo e così seguitare
la vita d'esilio.
24/12/1925
Partecipavo alla stanchezza del lungo e disastroso viaggio di Giuseppe e della
gentile Verginella da Nazaret a Betlemme, nei rifiuti che ebbero a soffrire
nella città di David, e la loro grande rassegnazione.
Il desiderio della Vergine S.S. di veder presto coi propri occhi il Figlio unico
di Dio e Suo, e la confusione di Giuseppe in quella notte di freddo, di
oscurità, ma non una parola di lamento, le grandi imprese sono duramente
provate.
Esclusi da tutte le case, ai più grandi personaggi della terra, si offre una
stalla!.... Mi sembrò in un angolo di questa grotta vedere la S.S. Vergine
entrare in profonda contemplazione e vide nelle sue braccia il Celeste
Pargolo..... mi sembrò partecipare alla gioia immensa della tenera Madre e di
Giuseppe, e circondata da mille e mille Angeli che annunziavano la pace in terra
agli uomini di buona volontà!
27/12/1925
- 27.
Trascorsi la notte tranquilla e svegliandomi durante il sonno, oh come dalla
tristezza gustai la dolce visione, la S.S. Trinità che guardandomi con amorosa
benevolenza mi benediceva, ricordandomi di rinnovare l'atto di Vittima per la
riparazione del giorno festivo, nello stesso istante della gioia mi sentii
triste nello stato di abbandono, una completa dimenticanza di tuttocciò che è
soprannaturale!, simile a un giumento senza ragione, che oscurità penosa, che
martirio!
Tale stato compresi che dovevo soffrirlo per i peccatori fratelli in riparazione
del giorno festivo, soffrivo immensamente ma tranquilla perché espiavo per me, e
per i fratelli, e consolavo il Piccolo Infante sempre lagrimoso anche nell'Ostia
Santa, quando la tenera Madre venne a portarmelo.
31/12/1925 -
31. Dicem.. Giovedì.
Gesù Bambino nell'Ostia Santa è venuto nel mio cuore, oh che scena di cielo! la
Vergine Madre che Adora l'Infante Suo nel mio povero cuore, l'Eterno Padre, lo
Spirito Santo, un immensa schiera di Angeli e proprio vicino a me stanno in
profonda Adorazione, oh che ardore celeste mi comunicano questi ardenti
Serafini... ho trascorso questo momento di paradiso dopo i primi istanti di
intimità con Gesù, in atti di riparazione, di tutte le mie infedeltà dell'anno e
di tutta la mia vita, e ricordandomi di tutti i fratelli peccatori, ho procurato
di consolare il Cuore di Gesù per sì nera sconoscenza e dimenticanza. Così ho
trascorso la giornata, in un'intima contrizione delle mie infedeltà, e in
adorazione a Gesù nel mio cuore in compagnia di due bellissimi Angeli.
05/01/1926
Gesù nell'Ostia venne come un tenero Bambino si slancia nel seno della Sua
Madre....
La celeste gioia si accrebbe, i fratellini Angeli mi aiutavano ad amarlo assieme
alla Celeste Madre Maria, questa dolce scena mi trasportò innanzi ad una
capanna, in un luogo di missione e seguita da questi Angioletti mi aiutavano ad
istruire quei poveri selvaggi, piccoli negri nel catechismo.
Come mi sentivo felice in questa missione aiutata da questi Angioletti,
com'erano graziosi quei negri, apprendevano con una infantile semplicità.
La sera nel Santo Rosario ero non
poco amareggiata per tutto quello che Ella, o buon Padre chiaramente mi confidò
sul riguardo accennato sopra, più che recitare pregavo col cuore la tenera Madre
per impedire e difendere dalle insidie del nemico del bene questa Famigliuola
Sua.
Sentii consolarmi e riempirmi l'animo di luce e di forza alla soave voce del
Cuore di Gesù nel Tabernacolo: "Le persecuzioni che hai sofferto non hanno
impedito il compimento dei miei disegni su di te".
Così salutai ringraziando il Cuore Eucaristico, tranquilla e sicura di aver
ascoltato la voce di Colui che solo sa infondere la pace.
12/01/1926
Mi svegliai e il mio caro fratellino [l'angelo custode, n.d.trascr.] ,
con un gran numero di Angeli Custodi mi sembrò di vederli attorno al mio letto,
mi consolava molto la loro presenza e mentre parlavamo il linguaggio del cuore
la Maestosa Regina con la Piccola Teresa mi trasportarono in diversi luoghi di
Missione, ove io ero stata altre volte, ma questa volta brevissimamente, la
tenera Madre benediceva quei luoghi.
30/01/1926 -
30. Sabato.
Dopo la solita preparazione per il solenne giorno che mi attende rinnovando gli
atti di contrizione con più fervore del solito, dopo aver ricevuto la Forza
Eucaristica per il gran viaggio, seguita da un lungo stuolo di beati, la tenera
Madre mi presentò alla S.S. Trinità, sembra, o mio buon Padre, che scriva sempre
la stessa visione, non si trovano le espressioni adatte, sono godimenti di
Cielo, e questo linguaggio è piuttosto da provarsi che manifestarsi.
Nel momento della benedizione della tavola, ogni volta che recito l'Oremus e pronunzio il soave nome et beate Maria ecc... sento rinnovarmi la soave visione della tenera Madre che sorridente benedice la comunità, dacché in un sabato dei mesi scorsi esperimentai questa consolazione, mi infonde tanta soavità questo nome in tal momento che a stento posso pronunziarlo.
01/02/1926 -
1° Febbraio. Lunedì.
Soffrii la solita penosa privazione della Messa e Comunione a causa della mia
poca salute, la notte soffrii un'impressione penosa, mi sentii svegliare da una
serpe che mi veniva incontro per mordermi, compresi che era una nuova insidia
del nemico per disturbare la nostra tranquillità, ma al solito la tenera Madre
Maria alla quale ricorsi subito mi tranquillizzò essendo vili i nemici di fronte
alle potenti Protezioni.
06/02/1926
Vorrei scrivere, scrivere, versare l'animo in questo foglio per affidare a Lei,
tesoriere dei segreti intimi delle mie relazioni con Dio, tutto il cielo che
sento dentro di me, attorno a me, ma o mio Padre non so dire altro, in Casa
dello Sposo trascorro questo giorno, e gli abitanti di questa Casa Celeste mi
ricolmano di mille tenere accoglienze, e specialmente la Madre dell'Amore la
quale ha anticipato in questo giorno la sua dolce quotidiana visione durante le
preghiere dopo pranzo e cena, cioé Ave Regina ecc....
Come si accresce la mia tenerezza
e amore filiale per questa Madre Celeste! Sentii la soave Madre dall'intimo del
cuore: "Sono io la dispensiera dei favori grandi che concederò a te e al
Rappresentante del Mio Figliuolo."
Compresi che questa confidenza fattomi sentire intimamente è per accrescere
l'Amore verso sì gran Madre, in noi e infonderlo alle anime che la Provvidenza
ci affida.
09/02/1926
Priva della S. Messa e Comunione mi prostrai nella mia stanzetta per parlare
alla mia tenera Madre Maria e sfogare il mio dolore, sentivo tanto bisogno
dell'Ostia Bianca! La tenera Madre mi consolò non poco colla Sua dolce e celeste
Visione, assieme al mio carissimo S. Giuseppe, a S. Teresa, a S. M. Maddalena a
S. Giovanni della Croce e a mille altri Santi, tutti mi rivolgevano parole soavi
di fraterno affetto.
13/02/1926 -
13. Sabato.
È il giorno della dolce Mamma Maria! Seguitava il mio solito male a tormentarmi,
anche la notte con più veemenza, e godo nel soffrire perché offro questo piccolo
tormento in espiazione dei miei peccati e dei peccati dei fratelli che offendono
anche la notte la Bontà Divina, riposavo poco, ma la dolce presenza della Madre
Divina mi riempiva il cuore di gioia, di amore divino, or mi sembrava di baciare
la Sua divina Mano, ed or mi sentivo accarezzare come la Madre alla sua bimba,
quale ardente sete d'amore non mi infonde quando mi sembrò vederla alla
porticina del Tabernacolo, apre la Celeste Prigione e una soave fiamma mi
penetra l'intimo del cuore, mi infonde una incomparabile soavità e dolcezza in
tutto il mio organismo.
Mi alzai ma le sofferenze erano più violente, il bisogno di nutrirmi dell'Ostia
Santa mi diede la forza di arrivare in chiesa, mi accostai come un'inferma al
Viatico per l'eterno viaggio! Non potevo sostenere il mio capo tanto era
sofferente, ma appena ricevuta l'Ostia di Salute, non sentì il peso del corpo
infermo, ma la sola anima che va a spaziarsi nell'Infinito Oceano dell'Immense
Bellezze, la immensa schiera dei Santi allieta questo dolce istante, e mi
assisterà nell'ultimo momento e assieme gaudenti mi presenteranno alla SS.ma
Trinità. L'oggetto del mio amore sin dall'infanzia, la Madre del Carmelo
presiederà il nuziale Corteo e gli Angioletti che ora si sono moltiplicati, come
miei fratellini, anche in questa vita, accresceranno colla loro celeste presenza
tanta felicità e immense bellezze!
23/03/1926 -
23. Mercoledì.
Nell'Ostia santa vedo il Cielo, entro per questa Porta Divina e contemplo la
gloria della gran Regina del Paradiso, il Suo Purissimo Sposo S. Giuseppe, il
numero immenso dei Santi e specialmente del nostro Ordine e, ciò che mi ricolmò
di gioia, l'interesse di S. Giuseppe e di San Giovanni della Croce che vidi
accanto alla Regina dei santi, pregavano con interesse per questo piccolo
arboscello che è frutto del grandioso ramo, la nostra Istituzione si estenderà
fino al Cielo.
Non le nascondo però, che avrà non poche contrarietà dagli uomini e specialmente
dal suo stesso Ordine ma intercedono i Santi presso il Cuore di Gesù e la dolce
Madre Maria.
29/03/1926
L'Ostia Santa durante il sonno, con i suoi raggi infocati ferendomi il cuore mi
svegliò soavemente per farmi gustare delizie Celesti, e famelica mi accostai
all'Ostia d'Amore, mi sembrò portarmi la tenera Madre il suo Celeste Pargolo e
lo depose nel mio povero cuore, quale effusione d'amore! che godimenti, che
amore la dolce Madre sentiva quando il Celeste Pargolo riposava nel suo petto, i
godimenti di S. Giuseppe testimone di queste scene intime d'amore.
03/04/1926
La notte del Mercoledì e del Sabato, sembrò di essere svegliata dalla Celeste
Madre col Suo Pargolo Divino, il quale appoggiandosi sul mio petto mi fece
sensibilmente sentire che si nutriva del mio amore... questa Celeste visione mi
lascia una grande soavità e amore immenso verso l'Eucaristia, la Celeste Madre e
nuove tenerezze per le anime che mi circondano.
Un'altra notte, ricevendo la stessa Visita, la dolce Madre mi diede il Celeste Pargolo per farlo riposare sul mio petto, questo fu un nuovo spirituale godimento, vederlo e sentirlo riposare! Sentii svegliarmi da queste parole: "i tuoi fratelli peccatori maltrattano il mio Figlio divino, lo affido a te, ha bisogno di riposo."
09/04/1926 -
9. Sabato.
Com'è soave e sublime la dolce e amorosa voce della tenera Madre, quando chiama
l'anima mia alla preghiera di riparazione, mentre la natura tace e tutti
dormono, dorme il peccatore all'orlo dell'eterno precipizio che l'attende di un
istante all'altro.
Il desiderio di purificarmi in questa vita lo sento sempre vivo e ardente, così
mi accostai alla Mensa degli Angeli.
L'anima purificata si presenta all'Augustissima Trinità per ricevere l'abbraccio
intimo della S.S. Vergine, dei beati tutti!
Questa scena divina Misteriosa e sempre nuova e indescrivibile malgrado che la
Divina Bontà comunica all'anima mia un pallidissimo raggio delle vere e reali
bellezze e godimenti infiniti.
02/05/1926
Una volta assistendo alle loro preghiere [delle novizie, n.d.trascr.]
, dopo la mensa mi sembrò vedere inginocchiato innanzi al Celeste Trono della
Madre Divina S. Simone Stoch, io non ho quasi mai ricordato questo caro Santo
del nostro Ordine, compresi che prega e intercede per noi presso la Regina
Celeste, mi lasciò una sicurezza che era proprio questo Santo che io certo non
conoscevo e per il quale ora sento tanto devozione.
Spesso ogni Mercoledì il S. Padre Elia ho la grande consolazione di rivederlo
presso la Potente Regina, mi rassicura sempre della sua protezione e mi lascia
tanta luce e un grande trasporto d'amore verso Dio e la dolce Madre.
12/05/1926 -
12. Sabato
Appena l'Ostia Divina entrò nel mio povero cuore sentii una soave
trasformazione, la mia dolce e tenera Madre che mi presenterà all'Augustissima
Triade, mi pigliò nelle sue divine e materne braccia, e come una piccola bimba
mi presentò a Dio Padre, sentii che la Vergine S.S. mi diceva: "di che temi,
così ti presenterò nel giorno solenne, per i bimbi non esiste giudizio, il Padre
per i pargoli è tenerissimo, ti consegnerò a Lui nelle Sue paterne braccia.
La Celeste visione fu un istante ma mi lasciò colma di gaudio, scomparvero i
timori e ciò che mi rendeva così triste e scoraggiata.
vai al brano dai Ricordi
vai ai brani dal Diario
Modica 28-6-24 -
Reverendissimo Padre, [...]
Ho sofferto ogni sorta di lotte e persecuzioni e molto più dai Superiori
Ecclesiastici, perché le mie aspirazioni loro chiamano illusioni e cose che non
potranno mai avverarsi. Non mi hanno risparmiato ogni sorta di dure prove per
stancarmi assieme alle mie buone Consorelle, ma nella preghiera e nella
protezione della Vergine S. del Carmelo ho trovato il segreto di perseverare
sinora, e di soffrire ancora il loro abbandono.
[...] Da 15 anni circa trovami riunita (col consenso del Vescovo Blandini
di s.m. mio Direttore spirituale) con queste mie buone Consorelle. Il vescovo
non solo benediva il mio ideale ma era anche suo, poiché mi diceva che era il
granellino di senapa, che doveva divenire un grande albero da stendere i suoi
rami in tutto il mondo. Questo buon Pastore visse poco dopo la mia riunione,
sicché lasciò tutto incompleto e in balia di tempeste di ogni sorta questa
famigliuola di Maria sinora persevera sperando sempre!
L’attuale Vescovo di me e Comunità non ha creduto occuparsi
Maria
Modica 7-4-25 -
Mio buon Padre
[...] Non mi spaventano le difficoltà che di ogni sorta incontreremo, ha
detto bene e mi piace ripetere le sue espressioni, io e Lei (…)
pazientemente sulle nostre spalle e l’Opera non morirà. Non morirà perché ci
abbandoniamo nel cuore immenso di Gesù e della tenera Madre Maria e del nostro
speciale Protettore il Taumaturgo S. Giuseppe che ho fatto pregare ed ho pregato
nel mese a Lui consacrato, con immenso fervore. Si, o caro Padre stia sicuro non
sono le mura e nessuna cosa umana che sinora mi ha legato, ma il solo ideale di
fare la Volontà di Dio e di volare ove questa mi chiama per compiere la missione
che mi affida, malgrado la mia indegnità e grande inabilità per cose così ardue.
Maria
Modica 1 Maggio 1925 -
Mio caro e buon Padre,
[...] La sorgente donde scaturisce sì grande fiducia è il Cuore di Gesù
Eucaristico, e quindi mai dovrà dubitare, le pene, le contrarietà ci legano più
intimi nel Cuore di Gesù e di Maria: tutto, tutto ho sentito, e il solo corpo
lontano, ho sofferto le sue stesse ore d’agonia e dolori che solo a me è dato di
comprenderLo, e come avrei voluto volare e consolarlo e incoraggiarlo, ma non
sapevo dove era la sua residenza, e mi astenni solo per questo. Ma venivo spesso
spesso come il suo angelo custode e pregavo, e prego e preghiamo sempre!
[...] Come vorrei presto leggere le belle Costituzioni del nostro Istituto
scritte del P. Grammatico, chissà come saranno informati al vero spirito del
nostro Ordine e quanti sapienti ammaestramenti ispirati e pieni di luce divina
ispireranno alle religiose che apparteniamo già e alle future di sì
privileggiata famiglia della Mamma del Carmelo!
Modica 10 – 6 – 25
Molto Rev.
Durante il viaggio ritornando da Roma, fui preavvisata dalla mia tenera Mamma
Maria in un sogno del nemico del bene, che vuole ad ogni costo divorarmi,
distruggermi, rimasi piena di terrore per (…) forma di tal nemico e per la lotta
che dovevo sostenere. Mentre stava per divorarmi, invocando la mia Madre venne
subito in mio soccorso e vittoriosa di tal trionfo il nemico scomparve,
accrescendosi la mia fiducia in Colei che è stato sempre il mio tenero e ardente
trasporto sin dall’infanzia. Il mio sogno si è avverato, il nemico è potente,
vuole ad ogni costo la mia distruzione fisica e morale, ma Colei che mi difende,
dopo Dio è la più potente di tutto e di tutti, la mia dolcissima Mamma mi ha
promesso la sua protezione e ciò mi riempie l’animo di tanta forza da combattere
sino all’ultimo respiro della mia vita, ho saputo fare le scelte di Chi sa
difendere la mia causa e ciò mi basta ; si scateni l’inferno nulla potrà contro
di me sono figlia di Maria!
Non le nascondo che bevendo il calice sino alla feccia ebbi (…) penosi e
pericoloso, ma era il sabato il giorno più caro della mia vita, e la mia Mamma
celeste mi sostenne proprio come sognai, rinnovai il mio voto di Vittima non
appena ritornai (…) e pregai per il Vescovo, che il Cuore di Gesù e di Maria lo
illuminassero! [...]
Io non mi sono piegata mai (…) del suddetto Vescovo, perché non potevo tradire
la mia vocazione nata assieme a me, cioè figlia di Maria del Carmelo, questa mia
volontà caparbia, ostinata e a conoscenza di tutti e i Confessori d’accordo
nessuno di ciò mi hanno fatto osservazione, anzi mi hanno incoraggiata sempre,
solo uno che d’accordo con il Vescovo mandato da lui per volermi persuadere di
vestire l’abito Domenicano e dopo Benedettino voleva scoraggiarmi dopo le
lusinghe con grande (…) , ma tante lotte (…) “sostenute” per tanti anni, mi
hanno fruttato il (…) della mia perseveranza e delle buone figliuole che non mi
abbandoneranno mai mai la mia (…) ha una provenienza grande da Colei che
rappresenta il Carmelo! Quale è stato il motivo della mia ostinazione avrebbe
dovuto domandare al Vescovo. Mille volte mi sono umiliata e protestata di
volergli essere sottomessa ma lui mi ha cacciato sempre
S. Marinella, 5 febbraio 1927 -
[...] figliola mia, lavora con
coraggio di vera Missionaria Carmelitana, difficoltà ne incontriamo tutti, ma
ciò ci deve rendere più forti e coraggiose per corrispondere all’ardua impresa
della Provvidenza affidataci. La tenera Madre del Carmelo fa le mie veci in
mezzo a voi e la cara Santina, alla quale è stata affidata dal Cielo questa
Istituzione. Tu certo nelle difficoltà, ricorri alla preghiera per trovare
forza, luce e vita per saperti regolare.
S. Marinella, 18 febbraio 1927 -
Figlia mia carissima,
leggo sempre con piacere le tue letterine e questa volta ti assicuro che hai
scritto più corretta, quindi, le mie lezioni anche da lontano ti fanno bene.
Lo sò, mia figlia che senti tanto bisogno della Madre, ed io sento tutto, tutto,
il mio corpo è qui, ma lo spirito, il cuore è sempre attorno alle figlie, che
guarda e prega invisibilmente; non vengo sola, con la tenera Madre Celeste, con
Colei che rappresenta il nostro Ordine, il nostro novello Istituto. Queste
visite tu che mi vuoi tanto bene, dovresti sentirle e così sentiresti tanto
sollievo spirituale e avresti più forza e luce per saperti regolare.
Nei momenti in cui tu hai maggior bisogno vengo, volo subito a te, perché la
Madre sente i lamenti, i bisogni delle figlie, è allora che ti parlo e ti ispiro
intimamente, mentre prego.
Le visite materne, divine della nostra tenera Madre del Carmelo e del suo Fiore
candido, Teresina, non ti mancano mai, dovrai piuttosto abituarti tu ad aprire
la porta del tuo cuore per riceverle e gustarle: lo spirito di raccoglimento, la
presenza di Dio, la Luce Eucaristica dovrà essere il tuo alimento spirituale per
saperlo infondere alle figliole che ti circondano, per vivere la vita Celeste
pur essendo ancora in questo esilio, in mezzo a tante miserie; così facendo, mia
buona e vera figlia, sentirai meno la mia lontananza e trascorrerà più presto il
tempo che ancora ci separa.
S. Marinella, 28 febbraio 1927 -
[...] ci vuole pazienza in tutto
per capire certe cose; [...] sta tranquilla che procuriamo di aiutarti
anche da lontano e di dividere il peso, credimi, mia buona e cara figliola, che
tutto sento da lontano, tutto il tuo peso, le tue sofferenze e prego, prego,
perché la Madre Celeste ti assista con i suoi lumi, con la sua forza divina per
saperti regolare, non avvilirti ma, coraggiosa, segui Gesù carico della croce;
aiutiamolo non come il Cireneo, ma andiamogli incontro come la coraggiosa
Veronica, come le pie donne, come la sua SS. Madre, con ardore e col cuore pieno
dei suoi stessi dolori, che sono quelli che ci fruttano le difficoltà nella
volontà di Dio durante la vita religiosa.
S. Marinella, 4 giugno 1927 -
Mia buona Suor Maddalena,
apprendo con piacere le belle notizie datemi nelle tue letterine, brave le mie
figliole, avete fatto solenne il mese caro a Maria, avete festeggiato con vero
amore filiale il più bel mese delle figlie della Madre Celeste e avete così
ispirato nel cuore di tanti fedeli la devozione a sì gran Madre, sorgente di
tante grazie e favori. Brave le mie figlie che così sanno consolare il cuore
della Madre e del Padre, ed essendo contenti noi ne è certo il vostro Sposo
Divino, la sua e nostra Madre.
Ed ora è il mese degli amanti di Gesù Eucaristia, quindi, col cuore pieno di
tenera pietà per la Madre, abbandoniamoci nel Cuore di Colui che vive e palpita
per noi nell’ Ostia Santa, in questo bel mese di sacro fuoco, di ardente amore
di Gesù verso le anime a Lui care e delle anime amanti verso l’Immenso Amore.
Procuriamo di attingere sempre nuovo e crescente amore che ci illumina e ci
comunica sempre nuova forza e ardore nell’ardua via della religiosa professione.
S. Marinella, 23 luglio
1927 -
[...]
Cosa fanno le tue suore in questi tempi di
lavori? Regna la pace? Scriverò a Suor x, ho letto con piacere il giornale,
brave le figliole, lavoriamo con zelo e rettitudine nei campi che la Provvidenza
ci affida. Coraggio e avanti sempre, la dolce Madre ci guarda e ci benedice
sempre e ci copre del suo Celeste manto dalle insidie del nemico del bene,
fiducia immensa nei Cuori SS. di Gesù e di Maria, rettifichiamo sempre le nostre
azioni collo spirito di preghiera, della divina presenza e vedremo anche in
questa vita la Celeste visione della Patria che ci attende.
Prega, prega sempre, se dormi, se vegli, se lavori, la preghiera è una relazione
d’amore con l’Amore Immenso, perciò un bisogno del cuore, la vita dell’anima,
così è la preghiera dell’anima innamorata della Bontà Divina, dell’Ostia
d’Amore.
Ti abbraccio e assieme al Padre ti benedico di cuore.
Sempre tua
Madre
S. Marinella, 17 settembre
1927 -
[...] La lettera indirizzata al Can. x
gliela porterai tu, pregandolo che s’interessi per difendere la verità. La
lettera per il Presidente gliela porterà il Can. x. Il Padre scriverà pure al
Vescovo e intanto pregate perché la nostra Madre ci difenda e la piccola Teresa.
Non vi scoraggiate, le lotte sono segni di nuovi trionfi, di nuove benedizioni,
di accrescimento di forza nella virtù. Combattiamo da soldati coraggiosi, il
nostro duce è Dio, chi può essere contro di noi? Preghiamo e abbandoniamoci in
Colui che tutto può.
Vi abbraccio nei Cuori SS.
la Madre
S. Marinella, 1 dicembre 1927 -
Suor Maddalena carissima,
oggi mi giunge una lettera di Suor x, mi scrive mille pazzie [...]
... ma sono parole che dice e non farà mai fatti, per affliggerci sempre.
Tu abbi pazienza, fa orecchio da mercante, raccomandala alla nostra Celeste
Madre e a Teresina, evita per quanto ti è possibile, di farla parlare e se è
così alterata, magari se credi, va tu al laboratorio in questi giorni, finché si
calma
S. Marinella, 11 febbraio 1928 -
[...] La mortificazione interna è la
più importante, quindi, non potendo fare penitenze e mortificazioni, facciamo
quelle piccole cose che spesso la nostra natura non accetta tanto volentieri,
facciamo digiuni spirituali e aumentiamo sempre il nostro amore verso l’Ostia
divina e la tenera Madre Maria; pratichiamo la presenza di Dio sempre, così
terremo dolce compagnia a Gesù nel tabernacolo ov’è spesso solo e abbandonato e
amareggiato da immense ingratitudini.
La mia salute discreta, suor Agnese sta bene, ti saluta. Il Padre ti benedice.
S. Marinella, 25 febbraio 1928 -
[...] ti ho parlato a lungo di
tante cose di famiglia; in questo tempo di mortificazione procura di far
osservare con più esattezza il silenzio e la preghiera quando siete libere, e
durante le occupazioni si può sempre pregare e parlare con Dio che sta nel
nostro conversazione intima con la tenera Madre, con S. Giuseppe, le nostre
comunità siano il modello della sacra famiglia.
Ti abbraccio, il P. ti benedice.
S. Marinella 5.5.36.
[...] siamo grate col dimostrare
il nostro Amore e la nostra fedeltà alla sublime Vocazione.
E in questo bel mese dedicato alla Regina e Madre SS. domandiamo con grande
fervore il Suo Amore, una sola scintilla basta per possedere tutte le virtù
degne di sue figlie e per farci sante e gran sante! Questa è la brama che mi
strugge e domando con ardore alla dolce Madre dei Santi, di amarla e di farla
amare, e di vivere innamorate del Suo Figlio dell’Ostia Divina!
S. Marinella 3.11.38 -
[...] Ed ora termino: mille altri
affari mi attendono, ma ringraziamo l’Immensa Bontà [...], sono stata
tanto oppressa e schiacciata da tante preoccupazioni e difficoltà, ma Colui che
opera e guida può tutto come siamo piccole e deboli le creature senza la forza
la luce Divina abbandoniamoci sempre con fiducia crescente nell’amore
misericordioso di Gesù, ricorriamo come piccole bimbe nel Seno Materno di Colei
che è Madre di Gesù, e avremo luce, forza, Amore sempre nuovo!
S. Marinella 14.11.38 -
[...] Oh! Se sapresti le grandi
difficoltà che abbiamo superato in questi tempi ringraziamo l’Immensa Bontà e la
Celeste Madre che protegge la Sua famigliola.
luglio 1938
[...] Procurati di solennizzare
la festa del Cuore, della Mamma e Regina nostra del Carmelo. Preghiamola perché
ci nasconda sotto il suo prezioso manto nel suo Immacolato dove c'è Gesù, e a
ciascuna ci dia il suo vero amore, lo spirito dei numerosi santi del Carmelo che
godono per sempre la sua Visione, preghiamola per i bisogni dell'Istituto, per
la povera inferma e per le anime del Purgatorio
S. Marinella 14. 7. 40 -
Carissime figliuole.
La solenne ricorrenza della nostra amatissima Mamma del Carmelo dovrà essere per
ciascuna delle figlie che portiamo il suo prezioso abito una rinnovazione
d’amore d’intimità con sì gran Madre-Amore frutto dello spirito Carmelitano,
cioè di preghiera di contemplazione, di distacco e mortificazione. Preghiamo il
nostro S. P. Elia, questo gran Profeta, il santo del fuoco che ci infonda il suo
spirito come al suo discepolo che lo seguì finché scomparve nel Carro di fuoco,
ed ora vive in questa estasi d’amore per ritornare per assistere al nostro
giudizio universale. Che grande protezione sarà per noi se la nostra Vocazione è
stata fedele alle grazie ricevute.
Nel giorno solenne preghiamo la nostra Madre e Regina che ha le mani piene di
celesti favori per coloro che li chiedono, preghiamola per la nostra Patria
perché i nostri fratelli che offrono la loro vita siano aiutati nei momenti
difficili!
Con auguri di pace e di Celesti benedizioni
Vostra Madre.
S. Marinella 14. 7. 40 -
[...] Alle care bimbe che
faranno la 1° Comunione auguri di ogni benedizione che frutta alla Comunità a
ciascuna di voi. Così la festa della nostra dolce Mamma del Carmelo la
trascorrerete lieta offrendo alla Regina Potente queste anime innocenti che
riceveranno il primo amplesso Eucaristico.
Roma, 30. 6. 1948 -
Mie dilette figlie Missionarie
Avrete ricevuto le nostre notizie da S. Marinella e il permesso di accettare le
Aspiranti, questo sempre che speriamo sia fecondo per estendervi, o mie amate
figlie, per realizzare i miei grandi desideri giovanili e finché avrò vita. Sia
la vostra condotta di luce e di esempio alle anime che erediteranno il vostro
spirito di vere e sante figlie di Maria del Carmelo, Missionarie. In Cielo,
certo il vostro posto di beatitudine sarà fra i Santi missionari, di gloria
speciale! Guardate il Cielo e vivete di Cielo, questo è il frutto delle
sofferenze, coraggio e generose.
[...] Vorrei a voi tutte attorno a me per farvi sentire ancora il cuore
della Madre che vuole e brama la vera santità, è questo il mio grande desiderio,
la mia unica aspirazione che mi seguirà certo nella vita eterna!
Oggi è l’ultimo giorno del bel mese del Cuore di Gesù e domani la Mamma del
Carmelo è esposta a tutti con le mani piene di grazie, ma in modo speciale a
noi, le figlie, le sorelle dilette che vestono l’abito che ci ha regalato come
pegno di salute. procuriamo di arricchirci di nuovo amore, sorgente d’ogni bene,
amore che dobbiamo comunicarlo alle anime che la Vergine SS. ci affida, è questa
la nostra Missione, conquistare le anime per Maria nostra Mamma, per avere da
Lei l’amore per Gesù.
S. Marinella, 21. 10. 1950
-
[...] oh se potessi volare e
vedervi e parlarvi come il mio cuore desidera, ma tali penose privazioni
offriamole per le Mani di Maria nostra Madre, al Cuore adorabile, per il bene
del vostro nascente Noviziato perché tutto vada bene e trovi in ciascuna il vero
spirito carmelitano, cioé amore intenso verso Dio e la sua S. Madre.
vai al brano dai Ricordi
vai ai brani dal Diario
vai ai brani dalle Lettere