TESTI SCELTI

SU EUCARISTIA E VITA FRATERNA

dal Diario spirituale e dalle lettere alle figlie

di madre M. Crocifissa Curcio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa sia stata l’Eucaristia per madre Crocifissa non è difficile dirlo: è stata semplicemente il luogo e lo strumento privilegiato del suo incontro d’amore appassionato con lo Sposo. Nell’Eucaristia, perciò, la Madre, incontrava la Trinità, gli angeli, la Madonna, i Santi, le sue figlie e tutti gli uomini con le loro storie piene di luci e di ombre, le anime purganti, e tante altre realtà divine o piene di vita divina.

Sia il Diario spirituale, che le lettere alle suore ne sono una testimonianza. Sono anche, per noi, un’occasione di revisione personale, comunitaria e provinciale. Sono, ancora di più, uno stimolo ad aprirci sempre più all’opera dello Spirito santo per vivere anche oggi da vere figlie di madre M. Crocifissa.

 

 

Dal Diario spirituale:

 

4 febbraio 1926 - Giovedì – Gesù desidera darsi in piena comunione agli uomini

Nell’Eucaristia avviene l’incontro d’amore

Nasce il bisogno di “riparare” i peccati e le incorrispondenze

Durante la notte, lo Sposo Divino mi svegliò più volte, infondendomi nell'intimo del cuore una dolce fiamma, un’ardente brama di nutrirmi presto dell'Ostia Santa, e spesso i suoi soavissimi amplessi....

Mi preparai durante la Meditazione al beato momento, con atti d'ardente brama, ma come son freddi i miei desideri a confronto dei desideri immensi di Gesù Eucaristia, che cosa è l'amore della creatura che arrivasse a struggersi a consumarsi, di fronte all'Immenso, all'Infinito!

Padre mio, queste considerazioni, o contemplazioni, non hanno limite se non in Cielo, nella Patria sede dell'Immenso, dell'Eterno, dell'Increato Amore! In quel Celeste ed eterno soggiorno si gusterà la pienezza dell'Amore, della felicità, la vera conoscenza di Colui che è l'Autore di ogni bene.

La mia povera anima inabissata nella conoscenza del nulla che è la creatura, si sente scuotere fino all'intimo amplesso dello Sposo, che la unisce, la immedesima, la fa tutta Sua!... I Serafini assistono questa dolce estasi d'intimità del Creatore colla sua creatura e godono nel vederla trasformata in questo stato sublime questi Angeli Ardenti, li vedo e li sento accanto a me il solo giovedì, mi aiutano tanto ad amare e ringraziare l'Immenso che si umilia a stare nel più vile posto qual'è il mio cuore. “Sono molte le anime che frequentano la Comunione ma restano prive di tanti favori che vorrei loro comunicare, perché si nutrono delle mie carni per abitudine e con indifferenza, offrimi il tuo amore l'amore dei Serafini che ti circondano, il mio stesso Amore in riparazione di tanta incorrispondenza di queste anime tiepide.”

Nell'Elevazione, mentre rinnovavo l'Offerta suggeritomi da Gesù, pregavo per Lei come al solito, mentre si comunicava, esperimentai una insolita e soave unione, domandai a Colui che ci univa, temendo di qualche, illusione: “Non temere, unita a me ama chi mi rappresenta, ama le creature, e tuttocciò che per te sola avrei creato.” […]

L'Adorazione, Gesù era impaziente, mi chiamava ed io volavo alla voce dello Sposo che trovai profondamente prostrato nel Getsemani del Tabernacolo, solo, abbandonato, con i discepoli che dormono mentre il Martire d'Amore agonizza! Sono immensi i delitti i peccati che d'ogni genere espia la Vittima Eucaristica, anche le mie innumerevoli infedeltà sono causa di rinnovare l'agonia, il sudore di morte!...

Sentivo immensa amarezza dei miei peccati e per tutta l'umanità che corre all'eterna rovina, rinnovavo l'Offerta di Vittima assieme alla Vittima Eucaristica mentre sentii dirmi: “La tua contrizione mi è di grande sollievo, e accresce la purezza della tua anima.”

Le parole dello Sposo Divino sono luce, forza e fuoco d'amore, sono nuove intimità, nuovi carismi, aumento di grazia, di bellezza soprannaturale.

Così terminata l'ora dell'amore di riparazione si riportano nuove ricchezze spirituali, e mentre l'anima gode di questi possedimenti, di questi nuovi regali che il contatto collo Sposo le comunica, sente nuovi sentimenti veraci di conoscenza delle proprie miserie, ne concepisce amarezza e pentimento intimo profondo, ma questa conoscenza non la scoraggia ma le infonde pace, tranquilla confidenza illimitata in Colui che dal nulla sa ricavarne anime e le eleva alla dignità sublime di Sue Spose.

Questi e mille altri beni, o mio buon Padre, sento dopo queste dolce intimità, tesori che procuro di comunicarle alle figliuole per indirizzarli nell'ardua impresa della religiosa perfezione.

Padre caro, quando io pensavo al mio difficile ufficio, soffrivo non pochi scoraggiamenti, ma ora sento tanta gioia e proprio Gesù mi apre il Suo Cuore, e mi fa largamente bere in quella Sorgente di tesori, proprio per rendermi facile la difficile missione affidatomi, sì, o mio Padre, è per il bene della comunità che lo Sposo mi confida i Suoi tesori.

 

21 ottobre 1925  Mercoledì -  Nell’Eucaristia incontra anche i destinatari dell’opera della congregazione

Il mio sonno è stato dolcemente interrotto dalla mia tenera Mamma, mi è sembrata vederla con una lunga schiera di Santi Carmelitani e tutti lodando la loro Regina, mi hanno invitato di unirmi a loro nella preghiera.

Nella comunione, dopo aver goduto l'intimità d'amore colla mia dolce Madre che mi diede il suo Celeste Pargolo, e mi baciò come una tenera Madre bacia la sua figlia, mi vidi scostare un pò da quell'intimità, e un numero immenso di angioletti mi circondarono, sono tutte le anime innocenti che ti saranno affidate, compresi da una voce interna, o meglio dalla Madre che con sorriso di compiacenza mi guardava!

La sera nel momento della preghiera innanzi al S.S. Sacramento dal Tabernacolo uscirono fiamme d'amore che mi investirono di sacro ardore, di soavità celeste”.

Domani è il giorno dell'amore." Quel sacro ardore che sentivo spiritualmente e sensibilmente, non diminuì tutta la notte, che riposo breve ma dolcissimo, dormire vegliando nelle braccia dello Sposo Divino...... e pregando!

 

27 novembre 1925 - Martedì - Nell’Eucaristia vive la fondazione e la missione della congregazione

La notte sentivo una fiamma di luce nel cuore e volavo in tutti i tabernacoli del mondo per visitare, consolare il Prigioniero Divino e per pregare per la mia grande immensa famiglia, e specialmente per i Missionari.

Seguitai così la meditazione del mattino e dopo la Comunione, non appena l'ospite, lo Sposo Divino s'impadronì di me sentii trasportarmi assieme ad un religioso  (sarà a chi mi ha affidato)  in un luogo di Missioni, mi vidi circondata di tanti moretti fanciulli, e di altre razze curiose, alcuni gialli e con gli occhi ovali.

Domandai a Gesù perché mi conduce in questi luoghi "Perché lasci il seme della tua preghiera onde trovare la terra disposta per fecondare a coloro che verranno in questa Missione”.

Mentre il Padre si comunicava sentii unirmi a lui intimamente nel Cuore di Gesù, è proprio l'Autore del Puro Amore che così ci ha unito per il bene della nascente famiglia, e quasi sempre in questo giorno sento accrescermi questa vicendevole carità, così intimamente uniti nell'Ostia Candida. Compresi in quel momento di amore e di luce i grandi disegni che la divina bontà ha disposto del padre.

Come s'accresce sempre la mia felicità, amare così intimamente dell'amore stesso che scaturisce dalla sorgente Eucaristica, come si amano i beati alla presenza dell'Altissimo, quale felicità che la Bontà Immensa accorda anche in questa vita.

Trascorsi quasi tutto il giorno in questo celeste godimento che è difficile a manifestarsi, possono comprenderlo solo le anime alle quali Dio concede questo favore, questo anticipato godimento che gustano i beati.

 

26 marzo 1926:    Coscienza dei propri peccati e purificazione dalla ricezione dell’Eucaristia

[…]  Mi accostai all'Ostia Santa compresa di grande dolore alla vista di mille miserie che vedo nell'anima mia, rinnovai l'atto di dolore come si può in sì penoso momento di tutti i peccati della mia vita, entrando l'Ostia Candida, mi trova con una veste piena di Sole e di candore, era la stessa bellezza di Colui che trasformava così la miserabile creatura, un’istante prima così piena di indegnità!

Mi sembrò trovarmi innanzi al Padre circondato dalla Corte Celeste! Che spettacolo di immense bellezze!... quale bellezza e purità deve avere l'anima che si presenta innanzi a Dio, alla immensa schiera dei beati e quale orrore se qualche neo la rende indegna di tante bellezze e Santità, quaggiù chiamiamo inezie le mille imperfezioni, ma innanzi al Sole Divino guarderemo troppo tardi che le inezie sono state l'ostacolo dell'acquisto della Santità che la Divina Bontà ci aveva predestinato.

Padre mio caro, ho compreso che alla mia Veste Nuziale manca ancora luce e candore, ho bisogno di purificarmi, mi aiuti o Padre buono e mi illumini!

 

21 gennaio 1926 - Giovedì - Nell’Eucaristia riceve sempre più chiara coscienza della realtà della Chiesa e del sacerdozio  -  Preghiera di riparazione per i sacerdoti

La mia dolce immagine del Cuore di Gesù pria di addormentarmi la guardai per rinnovare la solita preghiera e la trovai, al solito piena di luce e di amore, così mi addormentai.

Nella Comunione mi sentii presente nel momento dell'Istituzione della S.S. Eucaristia, di essere in compagnia con i primi discepoli di Gesù e della S.S. Vergine e sperimentai l'unione di Gesù per mezzo di questo Cibo Divino con la Chiesa Militante: è il Cibo che affratella, unisce tutte le membra al Corpo di Gesù che è il Capo, nutrirsi dello stesso Alimento, mangiare alla stessa Mensa per essere tutti uniti in questa vita, come i beati godono la stessa beatifica Visione reale di Colui che qui contempliamo e gustiamo sotto i mistici veli dell'Eucaristia.

Compresi la grandezza del Sacerdote nel momento che pronunzia le Misteriose e sublimi parole della Consacrazione, e mi sembrò vedere l'altare circondato da un numero immenso di Angeli che riverenti si accostavano a Lei, o mio buon Padre, Sacerdote e Vittima, e tutti baciavano le sue vesti Sacerdotali. Tanta grandezza sentii il dolce lamento dell'Ostia Santa, non è compreso da non pochi, di coloro che sono elevati a sì altissima dignità!

L'ora di riparazione la trascorsi consolando il Cuore divino per i Sacerdoti che menano vita piuttosto rilasciata e pregando per loro, piangendo le mie infedeltà e di tutti i parenti e peccatori di tutto il mondo, così terminò presto l'ora, con un dolce grazie di Gesù chiamandomi il suo angelo consolatore nel Tabernacolo.

 

 

 

 

Dalle Lettere alle suore:

S. Marinella, 4 giugno 1927

Mia buona Suor Maddalena,

apprendo con piacere le belle notizie datemi nelle tue letterine, brave le mie figliole, avete fatto solenne il mese caro a Maria, avete festeggiato con vero amore filiale il più bel mese delle figlie della Madre Celeste e avete così ispirato nel cuore di tanti fedeli la devozione a sì gran Madre, sorgente di tante grazie e favori. Brave le mie figlie che così sanno consolare il cuore della Madre e del Padre, ed essendo contenti noi ne è certo il vostro Sposo Divino, la sua e nostra Madre.

Ed ora è il mese degli amanti di Gesù Eucaristia, quindi, col cuore pieno di tenera pietà per la Madre, abbandoniamoci nel Cuore di Colui che vive e palpita per noi nell’Ostia Santa, in questo bel mese di sacro fuoco, di ardente amore di Gesù verso le anime a Lui care e delle anime amanti verso l’Immenso Amore. Procuriamo di attingere sempre nuovo e crescente amore che ci illumina e ci comunica sempre nuova forza e ardore nell’ardua via della religiosa professione.  […]

Ti abbraccio e ti benedico, assieme al Padre.                                                                   tua Madre

 

S. Marinella, 18 febbraio 1927

Figlia mia carissima,

leggo sempre con piacere le tue letterine e questa volta ti assicuro che hai scritto più corretta, quindi, le mie lezioni anche da lontano ti fanno bene.

Lo sò, mia figlia che senti tanto bisogno della Madre, ed io sento tutto, tutto, il mio corpo è qui, ma lo spirito, il cuore è sempre attorno alle figlie, che guarda e prega invisibilmente; non vengo sola, con la tenera Madre Celeste, con Colei che rappresenta il nostro Ordine, il nostro novello Istituto. Queste visite tu che mi vuoi tanto bene, dovresti sentirle e così sentiresti tanto sollievo spirituale e avresti più forza e luce per saperti regolare. Nei momenti in cui tu hai maggior bisogno vengo, volo subito a te, perché la Madre sente i lamenti, i bisogni delle figlie, è allora che ti parlo e ti ispiro intimamente, mentre prego.

Le visite materne, divine della nostra tenera Madre del Carmelo e del suo Fiore candido, Teresina, non ti mancano mai, dovrai piuttosto abituarti tu ad aprire la porta del tuo cuore per riceverle e gustarle: lo spirito di raccoglimento, la presenza di Dio, la Luce Eucaristica dovrà essere il tuo alimento spirituale per saperlo infondere alle figliole che ti circondano, per vivere la vita Celeste pur essendo ancora in questo esilio, in mezzo a tante miserie; così facendo, mia buona e vera figlia, sentirai meno la mia lontananza e trascorrerà più presto il tempo che ancora ci separa.

Per l’està hai bisogno di qualche cosa di biancheria, dimmelo così ci penserò per fartela avere, o meglio, te la porterò io. […]

Ti benedico di cuore assieme al Padre, a Suor Assunta e a Suor Caterina.                      tua Madre

 

S. Marinella, 31 marzo 1927

Mia cara e buona figliola,

le confidenze delle figliole ubbidienti son sempre graditissime al cuore della Madre, dimmi tutto senza pentimento, io so bene compatirti e trovare parole che l’affetto materno mi suggerisce per incoraggiarti e illuminarti.

Abbiamo tutti i momenti di luce e di gioia e anche i giorni oscuri, amari e penosi, anche Gesù nel Getsemani ne soffrì immensamente, siamo noi gli Angeli che nel Getsemani Eucaristico dobbiamo presentare a Gesù il calice del nostro cuore pieno d’amore, per consolarlo dalla maggior parte dei figli ingrati che vivono calpestando il suo sangue Divino, il suo immenso Amore.

Ricorriamo al tabernacolo, al Prigioniero d’Amore quando le nostre debolezze ci fanno sentire noie e scoraggiamenti, la sua luce e voce divina c’infonderà forza e amore per seguirlo nella via del Calvario, la via delle anime privilegiate. Coraggio, o mia buona figliola, seguiamo lo Sposo Divino carico della Croce e tutto straziato, seguiamolo come le pie donne e in compagnia dell’Addolorata Madre, contempliamo questa Vittima d’Amore Immenso e poi possiamo noi lamentarci e dire che soffriamo?

Le occupazioni degli uffici che l’obbedienza ci ha affidato non ci devono distrarre dallo spirito del Carmelo che è spirito di preghiera, di unione intima col Cuore Eucaristico che milioni e milioni di volte al giorno ripete l’immolazione nel sacrificio delle Messe che in tutto il mondo si celebrano. Dobbiamo vivere così intimi con la Vittima Eucaristica da formare l’abitudine della deliziosa unione con Dio, così le nostre azioni non ci stancano ma si cresce sempre nell’amore verso il Sommo Bene e perciò, si agisce con una forza e Luce Divina, ecco il mistero, il segreto dei Santi, delle anime grandi. Aspiriamo a questo grado d’Amore perché è questo lo spirito della nostra santa istituzione, è questa la santità dei Santi del nostro grande Ordine e delle grandi e piccole Terese.  […]

Perché non domandate al Vescovo di farvi aprire la porta di comunicazione colla chiesa, ora che lui è un componente dell’amministrazione, diteglielo che è mio desiderio e che non vorrei soffrire il solito disturbo di tutte le volte che si vuol fare una visita al SS. Sacramento, aggiustare la lampada ecc., procura di ottenere ciò prima che venga io, vorrei trovarla.  […]

Scrivi anche qualche parola di riconoscenza per il buon Padre, non temere, scrivi come puoi, il Padre e la Madre ti comprendono e ti compatiscono, non devi scrivere ‘pieti’ ma ‘piedi’.

Ti abbraccio nei Cuori SS. e ti benedico assieme al Padre, lo stesso pratichiamo per le suore e bambine.      tua Madre

 

S. Marinella, 16 agosto 1927

Suor Maddalena carissima,

ho ricevuto le lunghe e ridicole lettere di sr…, ma di te nessuna notizia, perché non mi scrivi? Hai ricevuto il pacco con la tovaglia, l’avete consegnato? Le scarpe ti vanno bene? Caterina con i suoi fervori e pazzie ti dà troppo noia, anzi mille fastidi, lo credo, ma che si può fare, questi caratteri non si trasformano, sono per esercitare nella pazienza a coloro che dobbiamo acquistare il bene immenso, i godimenti eterni. Coraggio adunque o mia buona figliola, abbi pazienza ancora per un altro po’, la vita fugge, vola, è un sogno e dopo ci ritroveremo nell’eternità con i piccoli sacrifici, sì allora vedremo che inezie ci angustiavano tanto, e sofferti con pazienza fruttano un’eternità di godimenti. Al Cielo sempre i nostri pensieri e affetti, alla Casa celeste che ci attende, ora facciamo tesoro dei piccoli sacrifici che Gesù richiede da noi sue povere creature, e Lui ci darà in premio un saggio anticipato che comincia in questa vita e largamente gusteremo svelatamente nella visione beatifica eterna.

Soffri con pazienza il dolce peso che lo Sposo Divino ti ha dato, bacia e abbraccia la piccola croce che ti amareggia, guarda Gesù carico della croce, tutto piaghe, seguiamolo con perseveranza e amore sino al Calvario, moriamo vittime del Suo Amore e così saremo certe di ereditare i beni eterni dello Sposo Crocifisso in questa vita, ma glorioso e beato per sempre, e questa gloria che partecipa alle sue anime fedeli e le rende eredi. Per inezie, quindi, rinunziare a sì ricca e immensa eredità, e soprattutto a godere e amare svelatamente la Bellezza increata, sarebbe una grande stoltezza, una grande infedeltà alla vocazione religiosa, a questo stato di grande predilezione e sublimità.

Coraggio e avanti, sempre attingiamo la forza, la luce nell’Ostia d’Amore e tutto si vedrà con questo Sole Divino nell’anima come sono realmente le cose piccole e misere di questa terra d’esilio, e la grandezza, la sublimità della Patria dei Santi.

Verso i primi della settimana entrante potresti spedire la solita cassetta delle ostie che ti ripeto di fare un po' più resistenti e di non tagliarle, qui ho un bel ferro che le taglia così bene e grandi, mentre le tue piccole e mal tagliate, ciò sarà il ferro mal fatto. Che vuoi, ora che sono più vecchia ho bisogno di maggior nutrimento, quindi, le ostie le desidero grandi, resistenti, così Gesù resta un po’ dippiù nel mio povero cuore.  […]   Attendo una tua lunga lettera e scrivimi tutto, ti abbraccio nei Cuori SS.                 tua Madre

 

S. Marinella 31 maggio 1938

Suor Rosa mia Cara.

La tua mi esprime l’affetto sincero e l’interesse che senti per la tua religiosa famiglia. Mi sollevi tanto l’animo così afflitto per le molteplici afflizioni di quest’anno non mai sofferte. […]  Le preoccupazioni indicibili per la mancanza di spirito religioso in alcune Comunità, non sapersi compatire per sciocchezze… aumentano le mie amarezze, senza poter rimediare umanamente. Depongo tutto nel Cuore di Gesù, nella piaga sempre aperta per i poveri afflitti. Lui solo può comprendermi e aiutarmi per rendermi dolce e soave il peso che mi ha affidato.

Anche tu farai ugualmente, così avrai pace e conforto che nessuna creatura potrà mai darti. […]. Sentirei tanto bisogno di cambiare il clima e di distrarmi e rivedervi, ma offriamo questo sacrificio per il bene dell’Istituto. Fai molto bene nel sottomettere tutto al P. Vicario, godo tanto nel sentire che vi protegge tanto e siete d’accordo, ringraziamo la Provvidenza che veglia così mirabilmente su questa Comunità tanto per me cara… non potevo affidarti un’impresa più importante e difficile, ma con Dio tutto si appiana. Seguita ad attingere nella preghiera ai piedi del Tabernacolo, la luce, la forza e l’Amore per guidare  le anime a te affidate con rettitudine e tranquillità. Le piccole e grandi contrarietà non mancheranno ma ciò è un segno della predilezione Divina.

Farai fare alla Comunità Suore e bambine un mese di grande fervore al Cuore SS. di Gesù, di riparazione, alle letture e meditazioni adatte aggiungerai ciò che ti ispira l’Amore, così procura di risvegliare in te e in ciascuna un nuovo e crescente Amore per il Cuore di Gesù Eucaristico e per la riparazione di un numero immenso di anime che non hanno fede e che l’hanno perduta. Preghiamo, è desiderio immenso del S. Padre, chiede con grande insistenza la preghiera dei figli fedeli per ottenere misericordia per i poveri peccatori.

Ed ora termino, sono tanto stanca, ho scritto diverse lettere oggi. […]. Le Suore di Roma non lo vedono più e sono ancora senza nessuno…

Tutte ti ricordano con affetto insieme alle altre Suore, il Padre vi benedice, occupatissimo, al P. Vicario, al buon Don Fedele i nostri cordiali ossequi, a te tutto il mio affetto nei Cuori SS.                                                                Tua Madre.

 

S. Marinella, 28 luglio 1934

[Mia figlia carissima],

[…]  le ragazze del tuo laboratorio? E dell’asilo? Avuto molto lavoro? Fate delle passeggiate? Tuo fratello mi mandò un ricordino […] . E la Cappellina come l’adorni, avete fiori? In questi giorni ne mancano anche qui, si fa alla meglio, purché non facciamo mancare i fiori dell’amore che dobbiamo sempre offrire con nuovo profumo con crescente amore. Il solo pensiero che proprio per noi sta nel Tabernacolo il Santo dei Santi, il Sommo, Infinito Amore, dovremmo impazzire d’amore …… Amiamo, figlia cara, lo Sposo che ci ha prescelto fra mille, oh! Com’è sublime la nostra predilezione, non possiamo comprenderla abbastanza solo in Cielo comprenderemo sì immenso dono! Corrispondiamo con generosità, distacchiamoci da tutti, perché lo Sposo è geloso. Stiamo sempre pronte alla venuta dello Sposo, colla lampada sempre accesa e piena d’olio. Ti abbraccio, il Padre ti benedice e le Suore tutte ti ricordano   tua Madre

 
[S. Marinella, 1935]  [senza data, ex n° 477]

[Suor M. Angela] , mia figlia carissima,

il freddo mi tiene un po più sofferente, quindi posso lavorare meno e scrivere più di rado. Non però mi rallenta il freddo e le mie sofferenze fisiche e morali nella preghiera, nell’affetto sempre ardente, crescente per le mie dilette figlie! Oh come vi amo e che farei per vedervi felice in questa e nell’altra per sempre! Vorrei sentire che vi amate e che questo Amore scaturisce dalle Piaghe di Gesù Ostia vorrei la vostra perfezione, nella pratica del sacrifizio, nell’umiltà, nella carità ardente! Vorrei vedervi felici e piene di zelo per la salvezza delle anime a voi affidate, e nella preghiera per la nostra cara Patria che attraversa un periodo pericoloso e per tutto il mondo, pregare, pregare sempre avere sete ardente di preghiera, la sete di Gesù, delle anime! Non educhi così le anime a te affidate? Lo spero, sii umile, prega molto per le mie intenzioni, per il bene dell’Istituto. Soffri tutte le piccole e grandi contrarietà per il bene dell’Istituto, c’è bisogno di anime generose di anime vittime volontarie, in questa comunità affido a te questa nobile e sublime missione. Sin da ora offrirai tutte le afflizioni nel Cuore S.S. nelle sue Piaghe all’Eterno Padre per le mani di Maria S.S. . Un’altra volta quando avrò tempo ti scriverò le offerte che faccio io nelle Piaghe di Gesù, così mi aiuterai a consolare Gesù e a riparare le nostre e altrui offese specialmente per il nostro Istituto. Ti raccomando di far esercitare a leggere e a scrivere alla sorella dell’Aspirante che già è arrivata qui; sembra tanto carina, speriamo che sia una vocazione verace. La sorella mi dice che frequenta il tuo laboratorio e si prepara per voler venire qui. Procura di prepararla bene e farle capire l’obbedienza. Ed ora termino. Il nostro R. Padre ti benedice e ti esorta alla vera preghiera. Io unita alle Suore tutte ti abbracciamo nei Cuori SS. .                                                                              Tua aff. Madre

 

S. Marinella, 22 giugno 1935

Suor Rosa e figlie amatissime,

Sempre in fretta, dovendo dividere il tempo per tanti affari e lettere, del resto speriamo rivederci e stare insieme un po’ di giorni, così avremo tempo di chiacchierare, non certo inutilmente, il tempo è prezioso e bisogna farne tesoro, è tanto breve la vita! Brave per le feste che avete solennizzato e che farete ancora, tutto o mie buone figlie, per la gloria di Dio e il bene delle anime. Sempre ardenti le nostre anime di glorificare il Sommo Bene, il solo Amore dei nostri cuori, con questa fiamma sempre crescente trascorreremo la vita che é tanto breve di fronte ai godimenti eterni, la Visione che forma il Paradiso delle anime beate ed anche la nostra in questa vita, alle anime Eucaristiche comunica un’anticipata beatitudine. Amiamo senza limiti l’Amore Immenso nell’Ostia Santa, e gusteremo anche noi le delizie delle anime fedeli alla grazia della loro Vocazione. Oh Come mi strugge la brama di avere figlie sante … figlie eucaristiche, figlie che sanno pregare. Preghiamo molto il flagello della guerra è già vicino, prepariamoci a soffrire le conseguenze che saranno dolorosissime! Verrò a Dio piacendo se non avrò ostacoli Martedì, spero insieme al Padre con l’automobile di Ugo se mi è possibile trovarlo, l’ attendo per stabilire, ho già stabilito verremo come vi ho scritto verso le sette e mezza partiremo di qui, sappiatevi regolare per trovare qualcuna in casa, del resto può farsi la S. Comunione se non ascolta la S. Messa.   Il mio affetto        Madre

 

S. Marinella, 21 novembre 1950

Amatissime figlie - Suore e Novizia  [in Brasile] !

Vorrei scrivervi a ciascuna, ma la mia impotenza mi priva di questa reciproca consolazione. […]  a Lui  [mons. Couto]  abbiamo affidato tanti affari che riguardano la vostra sistemazione, speriamo che avrete ricevuto questa visita tanto necessaria per la vostra sistemazione! Oh come vorrei volare io da voi e ascoltare ciascuna e vedervi coi miei occhi. Ma ciò è impossibile per le mie condizioni di età e di poca salute, posso supplire con la preghiera, oggi è martedì e perciò tutto per voi o dilette figlie che avete seguito la voce dello Sposo Divino nel portare con Lui la croce della rinunzia della natura, per raggiungere l’eterno Taborre!

Voglio augurarmi che fra voi regni la fraterna carità, l’essenza della vita religiosa, oh! come vi vorrei parlare a lungo e a ciascuna su questo riguardo tanto importante per raggiungere la perfezione che abbiamo giurato nei S. Voti, ma seguiterò a parlarvene nel Cuore di Gesù Ostia!

Ed ora speriamo farvi arrivare i nostri auguri natalizi anticipando, è un vero martirio la corrispondenza così lontana, ma ci conforta la preghiera che ci tiene sempre unite. Il Natale di quest’anno sia una festa nuova e più unite nel Cuore del Pargolo Celeste, sarà la vostra e nostra Suor Teresa di G. Crocifissa, così vi ho scritto quando avete chiesto a noi il nome, ma forse le nostre lettere non arrivarono in tempo. Questa rosa novella del Carmelo nella vostra comunità sia apportatrice di grazie e celesti benedizioni! […]

Vi benedico e vi abbraccio cordialmente nei Cuori SS.                                        Vostra Madre Crocifissa

 

5. Da: M. Crocifissa Curcio, Statuto delle Terziarie Carmelitane del “conservatorio ‘C. Polara’ ” di Modica:

Parte I, capitolo III, articolo VIII:

Le Suore s'accosteranno alla Sacra Mensa Eucaristica, in tutte le Domeniche e le altre feste comandate dalla Santa Chiesa e in quelle della Beata Vergine e dell'Ordine Carmelitano, e sarebbe poi consigliabile, se il Confessore giudicherà espediente al loro profitto spirituale, che facessero la Comunione tutti i giorni, per ricevere così sempre nuova forza cibandosi dei SS. Corpo di Gesù Cristo e poter vincere così il Demonio in tutte le Tentazioni.

 

Parte I, capitolo III, articolo IX:

Prima d'accostarsi alla Sacra mensa si domanderanno e accorderanno scambievolmente il perdono delle offese fatte. Nel portarsi a ricevere il Divin Cibo Eucaristico debbono addimostrare una modestia angelica, edificando così le persone che si trovassero in chiesa. Dopo ricevuta la Santa Comunione, si ritireranno con gravità al loro posto per rendere al Signore il dovuto ringraziamento col massimo fervore dello spirito.