Epistolario
fra madre M. Crocifissa
e padre Lorenzo

 

 

1924

1925

1926

1927

1928

1929

1931

1936

1937

1938

1944

1947

1949

1950

1951

1952

1953

1954

senza data

 

 

 

 

 

Maria.

Roma, 23 giugno 1924

Reverenda Madre Superiora,

Ho ricevuto il suo indirizzo dal Rev.mo P. Grammatico, professore nel nostro Coll. Int. Dove anch’io mi trovo.

Da molto tempo che io un desiderio vivissimo di fondare un terz’Ordine Regolare Carmelitano per le missioni. (Per missioni intendo anche quelle nei paesi dei nostri emigranti). Mi sono rivolto presso le nostre Suore Carmelitane di Bologna per vedere se esse suore volessero abbracciare anche questa nuova attività. Mi hanno risposto che in questo momento non possono accondiscese a questo mio desiderio e perciò dietro indicazione del P. Grammatico mi rivolgo a Lei per vedere se fosse possibile incominciare col suo aiuto questa Santa e pia opera. Per andare alla cosa pratica: probabilmente qui a Roma avrò l’aiuto finanziario e morale d’una persona facoltosa, piissima ed ottima organizzatrice: inoltre ho già due o tre vocazioni certe ( e per fortuna non ho timore: più l’appoggio dei superiori e di molti altri sacerdoti romani. Io perciò dalla Rev. V. non desidererei che:

1)     che mettesse nelle costituzioni la possibilità di essere mandate nelle missioni

2)     che nelle costituzioni non si limitasse l’opera delle Suore ad una data attività, come p.e. la scuola, ma a tutti i lavori a cui devono adattarsi le missionarie. Questi lavori, naturalmente, col tempo e con la pratica prudentemente verrebbero meglio determinate in appresso.

3)     che nel caso in Roma fra pochi mesi abbia l’appoggio (già promesso dalla persona suindicata, la R. V. mi potesse inviare una suora prudente saggia istruita, che potesse iniziare le postulanti e novizie alla vita attiva, religiosa, carmelitana.

Rev.ma Madre, ho letto la sua lettera che Lei indirizzo un anno fa al P. Grammatico: credo che se Lei unisse i suoi nobili sforzi ai miei, vedrebbe in realtà l’avverarsi dei suoi Santi desideri. Il Suo Terz’Ordine avrebbe nella Chiesa un grande avvenire. Aggiungerei che avendo io molte conoscenze all’estero, facilmente quest’opera diventerebbe internazionale, come internazionale è la Chiesa di Dio. Io spero che la V. R. non mi risponderà di no: se mi sento spinto a questa istituzione nuova, lo è perché S. Teresa e la piccola Teresa hanno avuto un immenso desiderio di servire Iddio nelle missioni, e perché in realtà vi è tanto bisogno nelle missioni di anime sante.

È un anno che scrivo e raccomando a Dio quest’opera santa, che deve abbracciare tutto il mondo, tutti i popoli anche gl’indigeni. La prego perciò di volermi rispondere il più presto possibile, perché nel caso che la R. V. non potesse accondiscese a questo mio desiderio avessi tempo per rivolgermi a qualche altra persona o istituto, dovendo fra pochi giorni assentarmi da Roma.

Raccomandi vivamente la grande opera al Signore, alla vergine Nostra Madre, ai Santi tutti dell’Ordine, al glorioso Apostolo Missionario S. Francesco Saverio.

La saluto Rev.da Madre nel Salvatore che è venuto a salvare tutto il mondo e affido questa lettera alla Vergine Maria. Delle Vostre R. um. mo Confratello in G. C.

P. Lorenzo van den Eerenbeemt

Segretario delle Missioni Carmelitane

Esaminatore Apostolico del Clero romano

Professore nel Coll. S. Alberto.



 

Maria

Reverendissimo Padre,

La sua venerata del 23 mi giunse oltremodo gradita, mi sembra ancora di sognare… la leggo e la rileggo, ho trovato finalmente il Padre nel nostro S. Ordine che vuole condividere il mio grande ideale?!

Ella, o Rev. Padre, da un anno che scrive e raccomanda a Dio quest’opera santa che deve abbracciare tutto il mondo, ma io sin dall’infanzia, ho sognato questa grande ideale. Ho sofferto ogni sorta di lotte e persecuzioni e molto più dai Superiori Ecclesiastici, perché le mie aspirazioni loro chiamano illusioni e cose che non potranno mai avverarsi. Non mi hanno risparmiato ogni sorta di dure prove per stancarmi assieme alle mie buone Consorelle, ma nella preghiera e nella protezione della Vergine S. del Carmelo ho trovato il segreto di perseverare sinora, e di soffrire ancora il loro abbandono. Ho voluto manifestarLe in breve le mie aspirazioni sempre contrariate, per volerle chiarire la mia condizione, perché temo che Ella crede di rivolgersi a me perché io rappresenti una Comunità di religiose Carmelitane già formate al vero spirito del nostro S. Ordine.

Da 15 anni circa trovami riunita (col consenso del Vescovo Blandini di s.m. mio Direttore spirituale) con queste mie buone Consorelle. Il vescovo non solo benediva il mio ideale ma era anche suo, poiché mi diceva che era il granellino di senapa, che doveva divenire un grande albero da stendere i suoi rami in tutto il mondo. Questo buon Pastore visse poco dopo la mia riunione, sicché lasciò tutto incompleto e in balia di tempeste di ogni sorta questa famigliuola di Maria sinora persevera sperando sempre!

L’attuale Vescovo di me e Comunità non ha creduto occuparsi perché non vuole creare nella sua Diocesi un’altra Congregazione, perché siamo lontane dai Padri del nostro Ordine, e quindi lasciate in questo penoso abbandono, preghiamo e lavoriamo quasi ogni sorta di lavori domestici.

Se Ella quindi vuole servirsi di questo mezzo spregevole per si ardua impresa, verrò io stessa accompagnata da qualcuna delle Consorelle, le mie condizioni di salute però non sono floride come il passato, frutto delle continue lotte, la mia istruzione e abilità assai limitata, i desideri che sinora mi consumavano, perché sempre contrariata, sono immensi, via del resto se Ella si contenta di me, accetto sin da ora, e abbandonandomi nel Cuore S.S. di Gesù e della mia tenera Madre, rispondo “Ecce ancilla Domini ecc., ecc.” Potrei servire per dare il principio alla grande Opera, aiutata dalla S. V. Rev. e dai buoni Padri che ho sempre sognato, ma che non avuto sinora la fortuna di vedere e conoscere per gustare la grandezza del mio S. Ordine, il resto Ella mi scrive che non ha timore, e ripeto lo stesso anch’io, frutterà il granellino. Iddio si serve delle cose inutili per far risplendere la sua grandezza.

Mi sono state proposte diverse fondazioni, ma sinora non ho accettato perché lontane dai Padri dell’Ordine sento grande difficoltà diffondere questo terzo Ordine, attendo un suo riscontro per sapermi regolare, volendo preferire il di Lei progetto, se Ella accetta le mie condizioni.

In questi giorni, facciamo speciali preghiere alla nostra cara Santina B. Teresa, perché ci ottenga dal Cuore S. S. di Gesù il compimento dei Suoi disegni.

Con venerazione bacio il S. Scapolare, lo stesso praticano le mie Consorelle e bimbe tutte imploro la Sua Benedizione

figlia indg.ma in G. C.

Suor M. Crocifissa Curcio

Sup. del Conservatorio C. Polara

Modica 28-6-24

 

P.S. Bacio il S. Scapolare al venerato P. Grammatico.



 

Maria

Roma, 1 Luglio 1924

Reverenda Madre Superiora,

 

Sia lode al Cuore di Gesù che Le ha suggerito una sì bella risposta; essa mi ha confortato tanto e mi ha riempito il cuore di gioia. Io accetto la sua parola e da parte mia prometto di aiutarla con tutte le mie forze, volendomi dedicare totalmente a quest’opera tanto sublime. Sono molto contento che Lei personalmente vuol venire ad intraprendere questa nuova istituzione, così sarò sicuro del suo validissimo appoggio: se Lei non è più tanto forte in salute cercherò di non farla strapazzare tanto: mi basteranno la sua anima e le sue parole. Le sue intenzioni, i suoi fini saranno i miei e se io ora vi ho aggiunto il mio particolare delle missioni, dal suo modo do scrivere credo che sia stato sempre il suo. Non ho voluto incominciare da me a fare tutto, ma ho creduto opportuno rivolgermi ad una suora che conosca meglio il carattere femminile, e così il Signore ha voluto mettermi nella sua vita. Sia lode sempre a Dio!

Come le scrissi la prima volta io non posso aver casa qui a Roma per loro se non fra pochi mesi, perché la buona e santa persona che mi ha promesso il suo aiuto (è una convertita dal giudaismo) si trova presentemente a Napoli. Io devo predicare la novena del Carmine in Roma: il 17 Luglio poi devo partire, perché così vuole il Generale, per Napoli con i chierici, fino a Settembre: così avrò l’occasione di vedere questa persona e d’intavolare le trattative necessarie e le pratiche per questa santa impresa. A Napoli poi i Padri mi promettono delle serie vocazioni. Io terrò R. V. sempre al corrente di tutto ciò che accadrà in questi mesi: senza dubbio, con l’aiuto del Sacro Cuore di Gesù e di Maria Santissima, spero di aver pronta la casa in Roma e allora la V. Rev. verrà con qualche Compagna, e così a Dio piacendo, vedrà il compimento dei suoi e dei miei desideri. Credo però opportuno, giacché la R. V. lo domanda, per il momento di non sperperare le forze che sono a sua disposizione.

Reverenda Madre, continui in questo tempo a pregare molto il Signore, e pregare la grande e la piccola Teresa. Lei sa d’esperienza che per le buone imprese non mancano difficoltà e quantunque ora sembra che tutto (…) a vele gonfie, pur tuttavia mi aspetto che il nemico di ogni bene venga a crearci qualche impiccio. Ma speriamo nell’infinito amore del Cuore di Gesù e nella Vergine nostra cara e direttissima Madre, che ci farà trionfare di ogni cosa, del resto è opera Sua, e se così vorrà Iddio, quest’opera sorgerà e fiorirà e si moltiplicherà: noi non faremo per vana gloria, ma per la salvezza delle anime e la gloria sia solamente a Lui che è il Datore di ogni bene e di ogni buon pensiero.

Le aggiungo che questa nuova intrapresa è per me un obbligo, perché è un voto fatto per una grazia ricevuta: ancora, che i Padri Confratelli non solo mi sono contrari, ma che fino ad ora abbracciano volentieri i miei disegni.

A Lei, alle sue buone consorelle, alle sue bimbe la mia benedizione sacerdotale

 

Della R. V. dev.mo servo in G. C.

Lorenzo van den Eerenbeemt

Carmelitano

 

N. B. Il P. Grammatico si trova presentemente per qualche tempo a Palermo.

 



 

Reverendissimo Padre,

 

Un immenso orizzonte di nuova luce e di celesti consolazioni mi ispirano leggendo e rileggendo i suoi illuminati scritti! Mi sembra di essere ritornata fanciulla, quando piena di celeste ardore e di soavi sogni sbocciava la mia giovane vita, alimentando nel fiorito Carmelo la tenera devozione per la Regina delle Vergini e per la grande Serafina del Carmelo, e per tutte le stelle che fulgide risplendono nel bel cielo del Carmelo.

Sogno o son desta? Ma no è realtà, è finalmente lo zelo l’ardore, lo spirito Carmelitano, che io leggo, è il Padre dei miei ideali d’infanzia che così illuminato mi scrive, facendo sue le mie intenzioni, i miei fini.

L’autore d’ogni bene, la Celeste ispiratrice della Santa impresa l’avrà certo ispirato di rivolgersi a me… di accettare la mia grande impotenza per un’Istituzione così grande, vuole servirsi della V. P. R. per trapiantare questo povero granello di senapa, per farlo crescere fecondo e grande, trovandosi in terra non fertile e quindi non si è ancora avverata la profezia del mio venerato Vescovo M. Blandini di s. m.

Padre, si contenta, mi scrive della mia anima, delle mie povere parole, la Sua bontà mi confonde, e mi fa accrescere la fiducia nel Cuore Eucaristico di Gesù e di Maria in questi sacri incendiari attingerò sempre la vita e la luce onde disimpegnare sin da ora colla mia povera preghiera l’altissima missione.

Gradisca, o Padre, l’olocausto di tutta me stessa perché assieme alle sue sante imprese l’offra all’Autore delle nostre ispirazioni. La mia immolazione, la mia povera preghiera unita alla di Lei preghiere e zelo, spero che affretteranno il compimento dei Divini Disegni, questo solo aiuto posso darLe da lontano (speriamo che questa lontananza sarà breve) . Colla mia povera preghiera, col mio spirito le sono sempre vicina, ecco il povero appoggio che posso darLe sin da ora, gli ostacoli che il nemico di ogni bene farà sorgere ci renderanno più forti e ci accresceranno la confidenza in Colui che ciò permette per far risplendere la Sua potenza.

Che si compiano presto i santi desideri, il Suo generoso voto e che i nostri buoni Padri col loro validissimo appoggio ci rendano ancora più forti per superare gli ostacoli. Quanto mi conforta quest’ultimo pensiero accennatomi, (cioè del Suo voto) . Nelle mie speciali devozioni, ho consacrato un giorno della settimana per i miei cari fratelli e sorelle Missionari, preghiere, azioni, tutto offro per loro, li visito spiritualmente e mi sembra di confortare miei desideri e di lavorare assieme a queste vittime della carità!

Come son desiderosa di sentire le sue belle prediche che fa in questa novena, oh! come sarei felice vedere e sentire parlare delle glorie del Carmelo, di un membro della mia Carmelitana famiglia.

Attendo le sue belle notizie, mi tenga presente nel S. Sacrificio della Messa, mentre io spiritualmente assisto sin da ora, mi conceda la Paterna Benedizione assieme alle mie Consorelle e bimbe

obb.ma sorella in G. e M

Suor M.ria Crocifissa



 

Pozzallo 8-8-24

 

P. Lorenzo van den Eerenbeemt

S. Giacomo dei Capri 66

Villa Avallone

Arenella - Napoli

 

 

Molto Rev. Padre

Trovami a villeggiare per prendere i bagni assieme alle mie Consorelle e bimbe in questa ridente spiaggia, Dimorerò a Dio piacendo, tutto questo mese. Pregiamo e speriamo che la nostra Santina e la grande Teresa ci aiutino per il compimento dei Divini disegni.

Con religiosa osservanza mi creda

devot.ma in G. C.

Suor Maria Crocifissa Curcio



 

Napoli, 14 Agosto 1924

Reverenda e buona Madre,

 

Sono contento che anche Lei è andata a respirare un poco d’aria marina in questi giorni estivi, perché quando Iddio vorrò, e speriamo tra breve, avrò un bel po’ di lavoro. Fino ad ora, lei capirà, che io non mi sono messo le mani alla cintola, ma ho cercato alacremente di lavorare per la realizzazione dell’ideale che Iddio mi ha ispirato. In questi giorni si deciderà per il locale perciò la prego di raccomandare alle sue bambine e alle consorelle di volgere qualche buona preghiera al Cuore di Gesù, alla Vergine ed ai Santi dell’Ordine affinché mi aiutino in questa grande e Santa impresa. Intanto ora a Napoli e all’estero cerco dei benefattori che mi aiutino nel primo anno, perché dopo la Provvidenza farà da sé.

Le annunzio che io ho tutti i permessi dall’autorità Ecclesiastica per fondare questa istituzione: il cardinale Pompili Vicario di Roma mi ha lasciato piena libertà, cosicché da questo lato no ho nulla a temere.

Qui a Napoli già diverse persone hanno dato il loro nome per questa impresa: anche dalla Sardegna ho ricevuto delle lettere d’informazioni. Se la V. Signoria troverà delle buone vocazioni, non le dimentichi, perché naturalmente le sua opera già fondata e già prospera, deve continuare secondo la mente della fondatrice: sarà per me un obbligo di coscienza Lei non abbia mai nessun dubbio.

In questi giorni scriverò in Olanda e nel Belgio per tastare qualche terreno adatto per vocazioni, preghi il Signore anche per questo.

Probabilmente avremo in principio anche delle novizie irlandesi, forse (ma forse solamente) anche probande. È un seme che diventerà un grand’albero.

Appena io sarò sicuro del locale, Le scriverò ed allora cercheremo di accordarci su tutti i punti bene insieme: se io rimango a Napoli, Lei potrebbe venire qui (s’intende a mie spese), portando le costituzioni e così insieme poter regolare tutto.

Mia buona Madre io spero molto nel Signore: ma il Signore vuole che si bussi e si picchi molto alla sua porta: il Signore ha aspettato per Lei 15 anni: forse ora è venuto il tempo dell’adempimento.

SalutandoLa e benedicendoLa sempre, La prego di tenermi sempre presente nelle Sue preghiere.

Suo dev.mo in G
P. Lorenzo van den Eerenbeemt
Villa Avallone
Via S. Giacomo dei Capri 66
Arenella – Napoli



 

Pozzallo 21-8-24

Mio rev. Padre,

 

Quante belle e consolanti notizie ho appreso nella sua del 14 cors. m. Come l’aspettavo non è facile manifestarlo ma saprà certo comprendere anche questo bisogno, giacché Ella, ha fatto sue le mie aspirazioni, i suoi Sudori sono miei, l’aiuto colla mia povera preghiera unita alle speciali preghiere delle mie Consorelle e bambine. Quando le sarò vicina lavorerò alacremente assieme a Lei, o Padre buono, e proprio per essere più forte anche fisicamente quest’anno mi son permesso questa villeggiatura in questa sorridente spiaggia, in grazia ad un benefattore che ci offrì generosamente tutto l’occorrente. Comprendo, o Padre, quanto pensa e lavora per questa nascente e grande famiglia Carmelitana, ed io faccio quel poco e procuro di aiutarlo in tutto. In questi giorni ho ricevuto insistenti inviti, anche da un Vescovo nostro Carmelitano che desidera allargare le nostre tende ma ho risposto che abbiano pazienza di attendere ancora un po’ di tempo. Io penso che accettare nuove fondazioni per il momento non sia prudente, malgrado tutte le offerte convenienti, diffonderci dopo la formazione dello spirito religioso Carmelitano che coll’aiuto della S. V- e dei Padri aquisteremo, dopo si allargheranno le nostre tende, e per il momento ho creduto prudente di accettare l’invito ma senza urgenti impegni, da per tutto mi dicono che ci sono vocazioni ed anche mezzi. Presto, adunque, o Padre, il tempo del compimento dei divini disegni il granellini sepolto da tanti anni, che sembrava condannato ad essere calpestato e a marcire, ora sta per avverarsi l’augurio profetico del mio caro defunto Monsignor Blandini, sta per divenire un grande albero e stenderà i suoi rami in tutto il mondo!

Benedette le lagrime amare, le lotte si è vero sono stati tanti e tanti anni, potrei dire anche della mia fanciullezza, non appena ebbi l’uso della ragione e compresi la celeste ispirazione, abbandonai trastulli e tutto e mi dedicai tutta alla preghiera dove attingevo la forza misteriosa per soffrire le contrarietà che anche in quella tenera età i parenti non mi risparmiarono. Ma ora mi sembrano momenti che stanno per fruttarmi il compimento dei divini Disegni! Sono impaziente di immolarmi per il bene della grande famiglia che ho sognato e che fra breve vedrò in realtà.

Mi scrive che si rimane a Napoli io potrò venire costà, per accordarci insieme su tutti i punti, ma sarà permanente questa dimora e si farà costà la casa di fondazione? Ella certo se non può precisare il giorno, presso a poco l’epoca sarà verso la fine di quest’anno la mia venuta? Mi interessa saperlo per disporre tante cose, che riguardano moralmente e finanziariamente la Comunità e l’Orfanotrofio, per far riconoscere una delle mie Suore più adatte dal Presidente di questo istituto e tutto ciò richiede un po’ di tempo per evitare che il mio allontanamento possa riuscire funesto alle mie Sorelle e orfane. Non credo però che ciò mi scoraggia magari che la mia lontananza fossa causa della distruzione di questa Casa, ho trovato il Padre dei miei ideali, son sicura che mi ha compreso e mi aiuterà sempre, e quindi son pronta a seguirlo a perdere tutto per trovare tutto nella Volontà di Dio!

Mi benedica assieme alle mie Sorelle e bimbe, il 1° Settembre ritorneremo nella nostra residenza a Modica, bacio il S. Scapolare

indegn.ma in G. C.

Suor M.ria Crocifissa



 

Maria,           Villa Avallone

V. S. Giacomo dei Capri 66

Arenella – Napoli

 

6/IX – 24

Reverenda Madre Superiora,

Con piacere di nuovo Le scrivo, perché ora sono più che sicuro che Lei condividendo il mio ideale, mi aiuterà sempre anche lottando contro ogni difficoltà. Le dirò ora come vanno le cose: a Roma per il momento non sembra possibile avere una casa. Qui a Napoli mi si presenta invece un’occasione veramente splendida: lo stesso convento, dove ora risiedo con i chierici del nostro Collegio di Roma verrebbe ceduto molto probabilmente dal Generale per noviziato e postulantato di questo Terz’Ordine Missionario. Il luogo è splendido, arioso, in montagna, non lontano da Napoli e rimarrebbe sempre sotto la Direzione dei Padri Carmelitani. Le vocazioni a Napoli poi sarebbero in abbondanza, perché il Carmine Maggiore è il primo luogo di pellegrinaggio di Napoli.

Intanto io preparo per una casa in Roma e cercherò di vincere, a Dio piacendo, ogni difficoltà. Qui verrei spesso spesso da Roma, in modo che Lei non sarebbe mai da me abbandonata; inoltre vi sono dei Padri nostri che s’interessano vivamente di quest’opera e poi che l’aiuterebbero anche per i mezzi finanziari. Lei intanto educherebbe le postulanti e le novizie. Ancora non è tutto deciso, ma è l’affare di qualche giorno (una settimana) . Appena viene il permesso dall’Irlanda dove ora è il generale, noi possiamo subito subito incominciare.

Però naturalmente Lei verrebbe qui a passare qualche giorno qui per dare un’occhiata all’ambiente e conoscere i nostri Padri ed accordarsi con me e con il Priore del Carmine che favorisce immensamente quest’opera.

E’ vero: non è ancora Roma, ma il passo è in verità molto grande che così si farebbe. A Roma, quando Dio vorrà, Lei sarebbe la prima a benedire con la sua presenza la casa che sarà la Casa Madre. Qui a Napoli, come Lei stessa in appresso vedrà, questa Casa è proprio adattata per le Novizie.

Intanto Lei pensi a chi potrebbe sostituirla nella Direzione del Conservatorio a Modica. Ripeto che quella Istituzione deve rimanere e sarà la mia grande cura di farla sempre vivere. Parleremo di tutto questo a viva voce qui a Napoli, così spero se però Dio vorrà, perché anche nelle contrarietà fiat sempre voluntas Dei.

Non ci resta che bussare bussare al Cuore di Gesù! Che campo immenso è Napoli e i dintorni: ci vuole assolutamente una casa missionaria carmelitana.

Coraggio, mia buona Madre e fiducia nell’Altissimo. Si lavora sotto l’auspicio della Vergine del Carmine.

La sua e la mia Piccola Teresa del Bambino Gesù deve permettere che almeno pel 30 Settembre (festa della Piccola Beata) questa o un’altra casa debba definitivamente essere consacrata alla nuova Istituzione.

Volentieri con la mia dignità sacerdotale La benedico insieme alle sue consorelle e alle sue bambine

Suo dev.mo in Cristo P. Lorenzo

N.B. Per le domande e i quesiti che mi fa nella sua lettera del 21 ag. potremo parlare a viva voce.



 

Modica 12-9-24

Molto Rev. Padre

Sono sicure le belle speranze che leggo nella Sua del 6 corr. m. e sento il riflesso della piena gioia che proverà il mio cuore quando fra breve, avrò la fortuna di realizzare i miei sogni d’infanzia. Godo tanto nel leggere che Ella, o Padre, è più che sicuro che il Suo ideale e stato sempre mio, e se non mi scoraggiato la terribile prova dell’abbandono dei Superiori, immagini ora che ho trovato il Padre al quale l’Autore d’ogni bene, le ha affidato questa nascente famiglia Carmelitana!

Per rassicurarLa sempre più, Le confido, che la mia offerta di Vittima per questa Istituzione nascente non è semplice desiderio, ma un voto che ho emesso coll’illuminato consenso del mio Santo Direttore. Sia sicurissimo, le difficoltà non solo non mi spaventano ma mi rendono più forte forza che attingo nella Sorgente dell’Amore Eucaristico.

Per la Casa di Noviziato si scelgono sempre questi luoghi ariosi e solitari, ma però non posso nasconderLe che la di lei lontananza per i primi tempi specialmente per me sarà affliggente. Vero che verrà spesso ma è sempre lontano, mi affiderà ai buoni Padri, ma certo non saranno mai il Padre che Dio ha prescelto per affidarLe questo immenso bene.

Ma intanto essendo la di Lei presenza necessaria a Roma, fiat voluntas Dei!

Le mie buone figliuole, avevano preparato una festa di famiglia, in onore della nostra Patrona la Piccola Santina, per il 30 di q. m. ma speriamo festeggiarla con più solennità, come Ella mi scrive consacrandone una nuova Casa.

Ho cominciato a disporre tutto per affidare la direzione del Conservatorio, in attesa di sue decisive notizie preghiamo col Cuore sulle labbra il Cuore Divino di Gesù e la Sua Vergine Madre per il compimento dei Suoi Disegni.

Imploro per me e per la Comunità la Sua Eterna Benedizione bacio il S. Scapolare

obb.ma in G. C.

Suor Maria Crocifissa



 

Maria Napoli, 18 Settembre 1924

 

Mia buona Madre Superiora,

Ancora un po’ di pazienza! Siccome Le scrissi di tenerla al corrente di tutto, affinché condivida con me le gioie e le angustie, così mi sento obbligato di dirle che proprio oggi è stato per me un giorno di vera tribolazione. Mentre credevo poter già cantare vittoria, ecco che il demonio geloso ha fatto nascere qualche incidente e la decisione non si potrà avere prima di Mercoledì. E così? Così aspetteremo la volontà di Dio! Anche nel caso che questa bella occasione fallisca. Iddio non ci abbandonerà: anzi ogni tanto mi fa intravedere nuove vie, più libere da imbrogli e obbligazioni. Del resto, come le ho scritto, ora non sono solo, perché molti dei miei confratelli condividono la mia idea: certo però che io per primo devo battere la strada, come farebbe un avanguardista di arditi.

Reverenda Madre, mi consola oltremodo il suo coraggio e la sua fiducia e specialmente la grande offerta che ha fatto: il Signore sa che io non desidero altro che di essere suo instrumento: faccia di me ciò che vuole.

In questa settimana avevo già sognato di poter far la sua consegna ma Iddio non ha voluto così e vuole procrastinare alquanto ancora questo momento di gioia.

Le sarei grato se potesse inviare a questo mio indirizzo un breve sunto della sua Regola e del suo orario. Alcuni Padri, a cui mi sono rivolto a questo fine, si occupano a compilare una regola adatta a questo nuovo genere di vita; però desidero di sentire i suoi sentimenti, perché tanti anni di esperienza valgono più della scienza dei codici.

Per consolarla nel Signore mi piace narrarle che le giovinette di Roma mi hanno scritto in questi ultimi giorni dandomi di nuovo l’assicurazione delle loro volontà di Consacrarsi al Signore nelle missioni. Il Padre assistente Generale d’Irlanda d’America mi ha scritto pochi giorni fa che lui e tutta la sua provincia abbraccia con tutta l’anima ed il cuore questa mia iniziativa e che cercherà di aiutarla, se questo piacerà al P. R.mo Generale (che sta ancora i viaggio) .

Dal M. R. Padre Grammatico che è mio grande amico, ho saputo che il nostro Vescovo di Trapani ha accolto con molto piacere quest’idea missionaria. Così da questi pochi cenni vede che questa nuova istituzione verrà accolta con vero giubilo da molti e molti.

Mi perdoni, reverenda madre, se io sono stato obbligato a farla attendere ancora: mi erano state date tante assicurazioni che io non avevo alcun dubbio più sulla riuscita ed invece! Ma tanto meglio; è un segno del Signore che ha voluto provarci. La cosa andava troppo bene, e le opere del Signore non nascono se non nel pianto e nelle amarezze.

Preghi S. Michele che schianti il demonio che furibondo come è, offusca la mente e inietta la sfiducia anche in coloro che dovrebbero avere in noi la massima fiducia.

La piccola Teresa mi deve fare questa grazia: per il 30 la prima nostra casa di missione.

Benedico volentieri Lei e la Sua comunità. Dio salvi le sue bambine. Bussiamo, bussiamo al Cuore Eucaristico: ci verrà aperto certamente.

Suo dev.mo in Cristo

P. Lorenzo



 

Modica 22-IX-24

 

Mio Rev. Padre

Sorgente di sempre nuove consolazioni sono i Suoi venerati scritti sia che mi confida le sue gioie e le Sue afflizioni. Dacchè il mio ideale è il Suo, malgrado la lontananza sento tutte le sue pene e le sue consolazioni, si o Padre buono, ho sentito anch’io prima di ricevere la Sua ultima che Ella soffriva qualche contrarietà ed ho pregato e preghiamo. Il nemico del bene prevede che questa novella Istituzione gli ruberà moltissime anime e vorrebbe impedirla se ciò gli fosse possibile! La preghiera è onnipotente, preghiamo, e mentre si avanzano le lotte la nostra preghiera è più ardente, la fiducia, l’abbandono nel Cuore di Colui che certo trionferà dalla tempesta che anche per questa mia Casa si è scatenata. Ma non mi spaventa, il nemico è troppo vile, il glorioso S. Michele combatte per noi e con noi e la nostra amabile Santina interceda presso i Cuori di Gesù e di Maria perché si avveri e presto l’augurio profetico del mio venerato Vescovo Blandini di s.m. Ora stesso spedisco la nostra regola e l’orario, potrà modificare come la Sua illuminata prudenza crederà d’accordo con i R. Padri che si occupano a compilare questa regola per il nascente Istituto. Godo tanto nel leggere che già le prime giovanette sentono di consacrarsi al Signore nelle missioni, e speriamo che queste col loro esempio frutteranno un numeroso stuolo di Vergini generose che s’immoleranno per la redenzione delle anime!

Una delle mie più care postulanti vorrebbe seguirmi appena Ella mi scriverà che la Casa sarà pronta, s’intende oltre la Suora che è destinata a seguirmi. Così dopo aver tutto stabilito essendo in tre, sarebbe già il principio della Comunità, non vorrei ritornare per evitare le non poche sofferenze che i lunghi viaggi sogliono procurarmi. Non si scoraggi quindi se arriverò costà un po’ abbattuta, ma dopo qualche giorno di riposo riacquisto la mia abituale salute. D’altronde qui ho disposto in modo che io possa stabilire la mia residenza ove la Volontà Divina mi chiama. Però attendo il di Lei parere per sapermi regolare.

Ad un avanguardista di arditi non cìè bisogno di far coraggio non è vero Padre?! Lo dico a me stessa e a tutta la schiera immensa delle figliuole che seguiranno il Padre, preghiamo e speriamo!

obb.ma in G. C.

Suor Maria Crocifissa



 

Maria Arenella, Napoli

24 Sett. 1924

Molto Reverenda Madre

Ho ricevuto proprio ora il suo pacchettino postale e sono molto contento vedendo che le mie idee combinano molto con le sue Costituzioni. Le leggerò ancora più attentamente.

Oggi sono stato dove speravo avere una decisione, che, grazie a Dio, è stata negativa. Dico grazie a Dio perché in tutto si deve far la volontà Sua, ed anche perché il Signore mi ha aperto ancora un’altra via. Perciò io l’aspetto in questi giorni a Napoli: le rimborserò il viaggio: venga e mi mandi magari un telegramma per farmi sapere l’ora in cui si troverà a Napoli. L’indirizzo può essere così: Padre Lorenzo – Giacomo dei Capri 66. Arenella Napoli.

Non si può più tardare: il posto presentato non è così bello come l’altro, ma… pazienza… deve incominciarsi la vita missionaria in questo modo. Venga Lei stessa a giudicare. In tutti i casi ho il piacere di mostrarle questo telegramma venuto dall’Irlanda, dove il Generale aderisce completamente alla nostra opera.

Reverenda Madre, sono contenta che è andata così, perché il Signore non deve fare la volontà mia, ma sempre la Sua.

Il suo viaggio qui sarebbe per quattro o cinque giorni, per vedere gli ambienti, per parlare con me e gli altri Padri. Nel caso che non mi vedesse alla Stazione, nella piazza (davanti alla statua di Garibaldi prenda il 54, che è il tram che la conduce al Carmine Maggiore, dove domanderà del P. Priore, oppure se vuole venire direttamente da me, domanda un tram che vadi a Piazza Dante (o al Museo) ; al Museo o a Piazza Dante il tram N° 7 e si fa fermare ad Antignano, dove poi domanda di S. Giacomo dei Capri 66. Ma speriamo che la Beata Teresa metta tutto Lei in ordine. Se ci sto io alla stazione mi fermerò proprio vicino alla porta di uscita.

Benedicendo Lei e la sua comunità mi creda sempre

Suo dev.mo in Cristo

P. Lorenzo



 

Maria Napoli, 25 Sett. 1924

 

Molto Rev. Madre Superiora,

Se questa lettera giunge in tempo e Lei non è ancora partita, la consiglierei per il momento di venire Lei sola, perché per la casa che mi è stata presentata non ho avuto ancora il permesso del Card. Arcivescovo di Napoli. Per Lei il Priore del Carmine ha trovato alloggio presso un convento: intanto Lei visita la casa, e parla con noi delle regole e quando il Card. Ci ha dato il permesso, prende possesso di questo convento dove però si trovano delle vecchie oblate carmelitane (povere suore derelitte! Anche questa è un opera di carità) . Dica allora alla Madre che deve accompagnarla e alla sua postulante che abbiano pazienza per alcuni giorni e che Lei scriverà e che potranno venire.

Coraggio, buona Madre che Dio visibilmente ci benedice. Scrivo in fretta perché non perda la posta. Grazie della sua lettera del 22.

Suo dev.mo in Cristo

P. Lorenzo



 

Maria Roma, 3 Ott. 24

 

Molto Reverenda Madre,

Ho già incominciato le mie pratiche e voglio narrarle tutto in breve ma schiettamente. Ho parlato con delle persone bene informate che mi hanno detto essere assolutamente impossibile a cominciare qualche cosa senza il consenso del Vescovo: inoltre sarà estremamente difficile che la Santa Sede conceda ad un Terz’Ordine di mettersi sotto la giurisdizione di un prim’ordine. Così ho pensato di rivolgermi ad un buon e fedele amico della Propaganda Fide che si adopererà per indicarmi una via per appianare gli affari e riuscire all’intanto, sia pure sotto altra forma giuridica, diversa da quella da me proposta.

Credo che per il momento bisogna armarsi di santo coraggio e venire ad unica decisione, che, capisco, costerà molto Lei e questa sarebbe: dopo essersi raccomandata a S. Giuseppe, andare dal Vescovo e domandare il permesso (in iscritto) per poter scrivere all’Ordine per aggregarsi: l’aggregazione è la partecipazione dei frutti delle opere buone, delle indulgenze dell’Ordine. Se lo vede ben disposto può mano mano manifestargli come l’Ordine ora s’interessa delle Missioni.

Nel caso che la sua volontà rimanesse inflessibile, Iddio ci aprirà un’altra via: si dovrà cercare un vescovo benigno e là incominciare: ora che ho avuto il piacere grande di conoscerLa non temo più. Quantunque scorga molte e molte difficoltà mi è subentrata una grande fiducia: sarà questione di tempo, ma poi si riuscirà.

Ho parlato ora con la Signorina Tosti e l’ho pregata a scriverle: l’andare così lontano è un vero ostacolo dalla parte dei parenti. Lei l’incoraggi ad essere perseverante nella vocazione.

La pregherei, a suo comodo, di scrivere una lettera al P. Rev.mo Generale, che tornerà domani o (…) domani ed un'altra al Rev.mo P. Procuratore Generale, per manifestare il suo desiderio di servire l’ordine in questo nuovo spirito missionario.

Qui dunque io lavorerò molto quantunque il mio tavolino sia pieno di altri lavori che mi aspettino: il resto però tanto io quanto Lei lo lasceremo alla Provvidenza.

A Suor Maria Maddalena dei Pazzi i miei saluti e a lei, a tutta la comunità e alle care sue orfanelle i miei più fervidi auguri e la mia benedizione sacerdotale.

 

Suo dev.mo in Cristo

P. Lorenzo Cristiano



 

Modica 8-X-24

 

Molto Rev. Padre,

Leggo nella Sua del c. m. nuove difficoltà, credevo di essere già alla realizzazione del mio ideale, ma eccomi ritornata nel mio posto sperando ancora! Sarei pronta recarmi dal Vescovo, ma il nostro spirituale Direttore, essendo a conoscenza di tutto, mi proibisce di far ciò perché mi ha detto, e lo stesso che “svegliare il cane che dorme” otterrei l’effetto contrario, non io dovrei presentarmi al Vescovo, ma il Generale dopo aver accettato la mia domanda.

Non è desiderio del Vescovo farci riconoscere dall’Ordine, e quindi è inutile qualunque tentativo da parte mia, se il Generale farebbe sentire al Vescovo il desiderio di prendere interesse di questa Casa di Terziarie per diffonderle nell’Italia, nelle Missioni, allora il Vescovo dovendo esporre ostacoli con il Generale, non sarebbe facile. Trovare un Vescovo benigno e di là cominciare oh! benedetto Padre se fossi uomo, immagini cosa farei, ma sono povera donna e per colmo in questo ambiente così ristretto che vuole che io faccia, dove vado a pescare un Vescovo benigno?

Questo lavoro è suo compito giacché Ella si trova nella grande città di Roma, dove conosce molte cose in mezzo a mille relazioni. Giacché Ella scorge molte difficoltà non mi sembra prudente ammettere in Comunità nuove aspiranti dei nostri paesi vicini, che vorrebbero venire e che sperano da tanto tempo. Certo per le aspiranti di Roma è una grande difficoltà venire qui così lontano, se qualcuna mi scriverà risponderò. Scriverò al Generale e al Procuratore, come Ella desidera. Rileggendo la sua lettera mentre scrivo, mi fa impressione quest’altra difficoltà cioè, che è estremamente difficile che la Santa Sede conceda ad un terz’Ordine di mettersi sotto la giurisdizione del primo Ordine. Ma nella riforma di S. Teresa le Terziarie già riconosciute dalla Santa Sede, sono sotto la giurisdizione dello stesso Generale del primo e del secondo Ordine, così è di tutti gli altri Ordini, essendo il terzo Ordine un ramo che appartiene al primo e al Secondo, non trovo altro che difficoltà in difficoltà in questa lettera e tutte insormontabile come mi fa capire. Piuttosto insista presso il generale per ottenerci il convento dell’Arenella e la riconoscenza di questa Casa si farebbe anche dopo, per evitare tante seccature che ci stancano senza conclusione oppure non potendo ottenere il convento di Arenella fare le pratiche per qualche altro locale. Non raccomando a Lei che di ciò s’interessa, dopo aver conosciuto personalmente il Suo fervente zelo per questo ideale.

Preghiamo e speriamo sempre, siamo in corso della novena della grande Serafina S. Teresa, che ci dia forza per superare ogni sorta di ostacolo per il compimento dei divini disegni.

Assieme a Suor M. Maddalena, Sorelle e bimbe, domando la P. Benedizione

devot.ma in G.C.

Suor Maria Crocifissa

 

(aggiunta all’inizio della lettera)

Mentre ho terminato di scrivere la presente nella corrispondenza leggo una letterina di una buona figliuola una certa Boi Francesca è una delle aspiranti romane, risponderò.



 

Modica 19-X-24

Molto Rev. Padre

Perché si lungo silenzio? Di presenza le raccomandai di scrivere spesso e invece si è fatto più raro!... E afflitto per le difficoltà sempre nuove che le si presentano e impediscono l’attuazione del nostro ideale? Ma tenermi al buio priva di sue notizie è peggio, preferisco esserne a conoscenza, anziché farmi tormentare da mille pensieri che mi amareggiano! Il Presidente della Reale Commissione, essendo un intimo amico della mia famiglia, per farmi un gradito favore, mi ha fatto la proposta di voler ingrandire il nostro Orfanotrofio affiliandolo con un altro che è di scopo affine, però sarà preferito il nostro locale e s’ingrandirà, l’orfanotrofio quindi porterà sempre lo stesso nome, però vogliono legarmi, s’intende per affidarlo a me durante vita.

Queste offerte non appagano certo le mie aspirazioni, ma intanto aspettano che io dia una risposta per regolare un affare tanto importante, perché l’orfanotrofio che vogliono unire al nostro manca del personale dirigente, ci sono altre Suore che vorrebbero ottenere il suddetto Orfanotrofio, ma il Presidente per i legami di amicizia mi ha preferito e aspetta la mia affermativa risposta. Padre, come posso rispondere a questo Signore, se la P. V. mi ha legato? Lei quindi dovrà suggerirmi la risposta, prontissima si rinunziare qualunque bene, purché Ella mi assicura che il nostro ideale si avvererà certo, che i Superiori s’interessano ad aiutarci, e non ci lasciano soli, come il Superiore del Carmine a Napoli, che a tutto pensava fuorché questa novella istituzione, e quel convento se dipende da lui ottenerlo, aspetteremo il giorno del giudizio universale. Non è ideale di quel Priore e quindi è inutile sperare, piuttosto Ella dovrebbe interessarne il Generale, e certo che l’avrà fatto, perché ebbi la consolazione di conoscere il suo grande zelo per questo santo ideale. Non si dovrebbe portare alle lunghe la realizzazione, perché questo è un gran male per me che non potendo sistemare la mia condizione, stando col corpo qui e coll’anima senza posa, e per mille altri motivi, non dico per le aspiranti che finiranno col stancarsi, e intanto volendo legarle non posso riceverne che qualcuna perché oltre che mi manca il posto, accrescerei confusione non essendo la Casa fatta per questo fine.

Ho scritto al Generale e al Procuratore, l’ho indirizzato al Collegio S. Alberto ecc. non ho avuto risposta sinora.

A quella buona figliuola, Francesca Boi ho risposto incoraggiandola, alla Sig.na tosti avrei voluto rispondere, ma nella di lei lettera non c’era direzione.

Attendo con impazienza una sua lunga e bella lettera per sapermi regolare, non volendo perdere l’una per l’altra se non c’è sicurezza. Desidero l’indirizzo del Priore del Carmine di Napoli, per scrivergli un biglietto di ringraziamento per la gentile accoglienza usatomi, e se crede Lei, vorrei aggiungere qualche parola per interessarlo a premurarsi di ottenerci libero il convento dell’Arenella.

Preghiamo perché i divini disegni si compiono su di noi mi benedica assieme alla Comunità e bimbe.

Suor Maria Crocifissa



 

Roma, 24 ott. 1924

Molto Rev.da Madre,

Lei ha bene indovinato: la ragione del mio silenzio non poteva essere altro se la grande difficoltà dell’impresa. Anzi non le nascondo che per me questi giorni sono stati di vera angoscia e dolori: l’unica cosa che ho acquistato è una più perfetta conoscenza degli uomini. Non bisogna fidarsi di nessuno, ma riporre sempre in Dio solo la nostra fiducia perché gli uomini e noi stessi, siamo sempre povere creature instabili. Ciò che oggi è si, tutto bene, tutto in ordine, domani è una cosa impossibile, illusoria, fantasia, un peso troppo grande e con un solo colpo si vuole abbattere mesi di fatiche e di dolore. I miei superiori, oppressi da tanti seri affari di dentro e di fuori (e perciò li compatisco) , dopo avermi esortato a continuare, rendono la mia opera una lettera morta, e non vogliono, né forse possono per il momento prendere, il minimo interessarsi di me e della mia opera e molto meno sono disposti a fare il minimo sacrificio ed eccomi fremo solo da capo solo senza aiuti umani.

Il Padre Ciampa Andrea, priore del Carmine Maggiore di Napoli (questi è l’indirizzo) doveva essere qui da diverso tempo per avere o per ottenere dalla curia nostra una decisione sull’Arenella, ma ancora non si fa vedere: del resto la poca fiducia nella decisione, perché alcuni della Curia sono decisamente contrari a passarla in mano delle Suore. Qui a Roma è impossibile trovare una casa e degli appoggi: sono tanti frati e tante monache! E allora tutto è perduto? No, non lo dica né lo pensi: finché vi sarà una scintilla d’ideale nel mio cuore, non è svanita ogni speranza. Ci arriveremo, ci arriveremo, lasciamo però, lavorando sempre s’intende, la decisione al Signore. Lo adoreremo solamente nel Cuore nostro e ci sottometteremo solamente ed irrevocabilmente ai suoi divini voleri. È Iddio che deve regnare non noi: è la sua divina volontà che deve apparire non la nostra.

Quanto alla proposta che Le è stata fatta, mi sembra che Lei deve accettare: la clausola però è contraria alla Chiesa, perché i canoni del nuovo Codice Ecclesiastico non permette che la superiora locale sia in perpetuo: è scopo perciò far capire che Lei accetta tutta la responsabilità, ma che però ogni tanti anni deve essere libera di poter passare qualche tempo (un anno più o meno) altrove, per dopo riprendere la direzione del suo orfanotrofio. In questo modo si salverebbe tutto e sarebbe tutto conforme allo Spirito del Codice Canonico. Così, quando Iddio ci darà l’occasione, Lei potrebbe aiutarmi, sia anche per un anno: formato il primo gruppo, Iddio puoi penserebbe al resto e Lei potrebbe ritornare a Modica: tutto si accomoderebbe. Sono troppo facile? Non bisogna troppo imbrogliarsi per future contingenze: Iddio aiuta: l’opera sua non rimarrebbe così locale e temporaria, ma universale e duratura.

Quanto poi al riconoscimento dell’opera missionaria, perdoni se ritorno a ripetere, è necessario in qualsiasi caso anche di giurisdizione nostra, l’approvazione del Vescovo: giacché il suo Vescovo è molto difficile, quando da qualche altra diocesi le si sarà fatta una domanda per avere le sue suore, accetti a patto di poter avere questo riconoscimento dell’Opera missionaria e così tutto sarebbe fatto. È difficile? No, non tanto.

Io ho studiato attentamente le sue costituzioni e ho cercato (non mi è riuscito difficile perché le sue idee sono le mie) d’imbevermi del suo spirito, ma la forma l’ho dovuta interamente cambiare, secondo i regolamenti della Congregazione dei Religiosi e del nuovo Codice Ecclesiastico. In quella forma non può mai ottenere un’approvazione. Con coraggio mi sono messo all’opera ed ora ho pronto tutto il lavoro che però ancora deve essere soggetto ad una minuziosa revisione. Per il momento non posso toccarlo perché ho un lavoro immenso per la scuola, ma quando Dio vorrà, ricomincio da capo a vedere tutto: solamente stia tranquilla che ho conservato tutto lo Spirito Suo. La Congregazione vuole che le regole siano brevissime, ciò che si deve fare e ciò che si deve omettere: considerazioni morali ed ascetiche devono assolutamente sparire: questa è la regola che noi dobbiamo seguire.

Ora è una cosa che mi sta tanto a cuore: non abbandoni le vocazioni sue e mie: faccia ogni sforzo, ogni sforzo: è la nostra speranza. Difficoltà vi saranno di tutte le specie, ma come facciamo se abbandoniamo coloro che vengono a rifugiarsi da noi. Noi saremo i parafulmini ma loro devono stare al sicuro. Cerchi, cerchi tutti i mezzi: io dalla mia parte, (giova il ripeterlo!) farò tutto il possibile sempre, sempre. Vuole che la sua opera rimanga una cosa locale o temporanea, oppure deve essere l’alberetto di senapa che cresce cresce? Ora si avvicina l’inverno: tutto muore ma è una morte che è vita.

Ho avuto dei momenti tremendi di abbattimento, ma grazie a Dio è ritornata la calma, e la fiducia in un futuro, forse non tanto lontano.

Una cosa ancora di grande necessità. Quale è la sua posizione personale di fronte al suo Vescovo? Ha fatto Lei il voto solo di castità oppure anche quello di obbedienza? Si ricordi internamente di considerare il suo Vescovo come ministro di Dio: l’istituzione vescovile è divina e toccare quella significa la propria morte: perdoni le mie parole, ma capirà che hanno un senso profondo: io voglio su Lei dal cielo una benedizione profonda.

Alle sue bimbe, a Suor Maria Maddalena, alla sua comunità sempre e volentieri la mia Benedizione. A Lei in special modo un Fiat voluntas tua sempre e sopra ogni cosa.

Suo dev.mo in Cristo

P. Lorenzo



 

Modica 25-X-24

 

Mio Rev. Padre

Il suo prolungato silenzio, i suoi gemiti, si ripercuotono nel mio cuore. È triste il P. Lorenzo, mi scrisse la buona e cara figliuola Francesca Boi, tutti sono contrari al suo ideale. È disegno ordinario della Provvidenza Divina, quando sceglie un’ anima a cose grandi, farla prima passare per le tribolazioni, per renderla più forte e coraggiosa sino all’eroismo.

Padre, non è solo nel Getsemani ma soffre, prega e s’immola la Crocifissa, abituarsi a cibarsi d’assenzio, ed ora con gioia divide con il Fratello, il calice sino alla feccia.

La risposta che volevo da Lei, nella lettera che le scrissi il 19 del c. m. me l’ha già dati la mia tenera Mamma del Carmelo, no, non l’aspetto più da Lei. Le lotte le contrarietà non mi scoraggiano, anzi mia hanno legato al mio al suo ideale tanto d’aver rinunziato qualunque offerta che legava la mia libertà, abbandonandomi nel seno della dolce Madre per il compimento dei Suoi Divini disegni! Quante contrarietà dacché sono ritornata in Comunità, aspettavano proprio il mio ritorno, il nemico del bene mi vorrebbe ad ogni costo distruggere, anche fisicamente, ma c’è chi mi da forza per vincere e rivivere con nuovo vigore, a dispetto dell’inferno. In questi giorni facciamo speciali preghiere alla nostra Santina che abbiamo prescelto per Protettrice della novella Istituzione, perché illumini i nemici di così immenso bene e spiani tante difficoltà. Coraggio, o mio caro Padre, soffriamo e speriamo che queste lotte per quanto amore, ci fruttano la gioia di rivederci presto e lavorare assieme per la nostra famiglia. Vorrei dirLe mille cose che il cuore mi suggerisce, per animarlo alla fiducia in Colei che tutto può presso il Cuore del Suo divin Figliuolo, ma ricordo ancora ciò che di presenza mi disse, del suo carattere ardimentoso e specialmente nelle contrarietà si sente più forte sono sicura quindi che lavorerà sempre con crescente zelo, quanto bene di tranquillità mi ha fruttato l’aver fatto conoscenza, stia anche tranquilla e sicurissima sul mio riguardo, il mio giuramento di Vittima per la nascente Istituzione la rinnovo spesso in questi giorni, soffro immensamente ma è questo il cibo di cui si alimenta la mia anima, e nell’ Ostia Bianca attingo il vigore la vita la luce.

No, o Padre, non è stato un semplice caso la nostra conoscenza, ma così ha disposto l’ Autore d’ogni bene e la divina Madre che ci ha legato!

Ed ora mi fa ancora aspettare invano una sua lunga lettera, voglio sapere tutte le sue pene perché sono mie dimenticò tutte le promesse, cioè, doveva spedirmi libri ecc. ecc. Che dice la nostra regola, dorme in un cantuccio del suo tavolo da studio? Mi bisogna e quindi procuri di completarla.

Mi scriva spesso, magari un saluto in qualche cartolina illustrata quando non ha che dirmi…..il martirio più penoso è il suo silenzio. Domandi se il Generale e il Procuratore, hanno ricevuto le mie lettere, temo per l’indirizzo se non è stato indovinato. Alla cara Francesca porga affettuosi saluti, le scriverò un’altra volta.

A Lei, o Padre, domando per me e Comunità la benedizione.

Suor Maria Crocifissa



 

Modica 18-11-24

 

Mio Padre Reverendo

Oggi riprendo le mie abituali occupazioni, dopo un periodo di riposo sulla croce….. sto benino tanto che rileggo la sua del mese scorso e rispondo prima di tutto alla sua domanda.

Desidero sapere qual è la mia posizione personale di fronte al mio Vescovo. I voti di perpetua castità e obbedienza li ho fatto alla s. m. di Monsignor Blandini. Questo attuale Vescovo, mi riconosce Superiora delle terziarie Carmelitane perché accordò la facoltà di istituire il terz’Ordine secolare ad un Religioso Cappuccino, autorizzato anche dal Generale, questo religioso è morto e siccome il Vescovo cominciò ad ostacolare i miei desideri ed io non potendo assecondare le sue proposte di cambiare Ordine sono rimasta nell’abbandono. Questa questione antica, Ella l’ha saputa prima di scrivermi la prima lettera, come va che mi fa questa domanda ora e aggiunge avvertimenti….. Mi fa impressione, e La prego di essermi sincero, perché dubita di me su questo delicatissimo riguardo? Se ha bisogno di qualche informazione di persone autorevoli, che conoscono e diriggono la mia coscienza, non ha che scrivermi e il mio attuale Direttore, e anche un altro che dimorò qui dieci anni e perciò testimone delle mie lotte e persecuzioni di ogni sorta, son pronti se Ella richiede scrivergli e rassicurarla. La mia disubbidienza verso il Vescovo è da tutti conosciuta, perché ripeto non ho potuto cambiare vocazione per altri Ordini, il martirio che mi ha fruttato è incomprensibile ma posso assicurarla, di non aver guardato la creatura in questa contrarietà, ma Colui che tutto dispone per il nostro maggior bene, ho sempre nutrito profondo sentimento di venerazione per tutti coloro che rappresentano i Ministri del Signore, e in modo speciale per l’Angelo il Pastore della Diocesi.

Mi scrive nella bella cartolina del 12 corr. M. ove con piacere ho guardato la bella processione con una lente d’ingrandimento, che da Napoli ancora non si sa niente! Non speriamo nulla di quel Padre, scrissi io a P. Ciampa pregandolo con efficacia di volersene interessare almeno per il solo locale, trovandomi in molto disagio perché mi manca il locale per le postulanti che sono già in Comunità, per i mezzi finanziari non doveva preoccuparsi, perché il nostro lavoro frutta il mantenimento. Mi ha risposto che per l’Arenella è inutile sperare se non muore la vecchia, altri locali non ci sono pregate il Signore perché accontenti i nostri desideri. Lo ripeto anche a Lei o Padre buono, se trova il locale, non si preoccupi dei mezzi per il mantenimento delle Suore, i proventi del lavoro, scuola ecc. saranno le nostre sicure rendite come del resto si mantengono tutte le Istituzioni di vita attiva, e come vive la nostra Comunità circondata di ostacoli ma la Divina provvidenza mi è stata sempre generosa. Perché il Rev.mo Generale e il Procuratore, non si sono sinora benignati di una parola di riscontro alle lettere che loro ho scritto, dacché la P. V. me lo consigliò? La prego di inviarmi un manualetto della regola del terz’ Ordine nostro scrissi a Milano e mi mandarono la regola del terz’Ordine Teresiano, pel nuovo anno desidero abbonarmi al periodico mensile del Carmelo. Che dice la nostra regola? non la faccia dormire ancora, la Comunità è più numerosa e quindi mi è di necessità.

Avanti sempre, o mio Caro Padre, speriamo e preghiamo, senza stancarci lavoriamo sempre, mi benedica le Suore, le aspiranti, le bimbe.

nel Signore,

Suor M. Crocifissa

Suor M. Maddalena domanda la sua speciale benedizione.

 


 

E devo farle una osservazione. Visto il nuovo codice, sarebbe impossibile di fare approvare sia dal Vescovo, sia dalla Congregazione queste costituzioni in tal forme. Così ho lavorato molto e ne ho fatto io delle nuove, da capo a fondo, secondo tutte le regole del Codice Canonico: è stato un gran lavoro, ma grazie a Dio sono arrivato al termine: per il momento non l’ho potuto correggere a causa dell’ immenso lavoro che ho per la scuola, ma dopo spero di rimettermi di nuovo e di completarlo. Il suo Spirito l’ho conservato di modo che niente vada perduto: la Congregazione ha fatto sapere che le regole devono essere brevissime, e che si deve evitare ogni considerazione morale e d’ascetica e che non diam altro se non quel che si deve fare e quel che si deve mettere.

L’unica cosa ora che io devo raccomandarle: non respingere per il momento l’idea del probandato e noviziato in Sicilia, di modo che se fosse qualche anima buona di non levarle la vocazione. Capisco è difficile, e non si vede ancora spuntare l’aurora. Ma su, coraggio: Lei desidera che l’opera sua di 19 anni non vada perduta ma sia l’alberetto di senapa? Ora si avvicina l’inverno e tutto muore, ma non morte, ma vita.

Ho avuto dei momenti tremendi ma grazie a Dio, è ritornato nel mio cuore la calma e la fiducia.

Una cosa ancora di grande necessità. Quale è la sua posizione personale di fronte al Vescovo? Le dico chiaro il motivo. Secondo l’interpretazione del Codice tutte le suore devono obbedire al vescovo, e ogni qualvolta io mi rivolgo a persone di fiducia mi sorprende subito questo. Lei ha fatto il solo voto di castità o tutti i 3 in mano del Vescovo Blandini? Non vi è bisogno di scrivermi subito lo faccia a suo tempo. Intanto (…) a pregare Iddio che c’illumini e che spiani le sue vie. Mi saluti tanto Suor M. Mad. Alle sue Bimbe, alla sua comunità volentieri la mia Ben. Saerd.

Coraggio dunque e Fiat voluntas Dei sempre al Signore.

Suo dev.



 

Maria

Roma 27 Novembre 1924

 

Reverenda Madre,

Dalla sua lettera mi appare che Lei è stata malata e che il Signore le ha dato di nuovo la salute e ciò i consola. La croce è croce e prenda la croce sempre con sé e la stringa sempre a sé perché è un segno evidente di predestinazione.

Le devo però oggi fare un’osservazione che servirà per le future mie lettere. Quando Le scriverò e Le domanderò qualche cosa, non creda mai che io possa sospettare intorno alla sua persona: in contrario, se io vedo un grande ostacolo alla realizzazione del nostro piano, lo vedo unicamente, ed il Signore è testimone della verità, in me stesso ed io non ho che una preghiera al mio Dio ed è che non guardi al Suo Strumento, ma solamente al Gran bene che Egli può fare col suo anche più vile ministro.

Le dirò ora i motivi che mi spinsero a quelle domande: il mio primo motivo è stato per consultare (in me stesso) se il suo Vescovo, in nome dell’ubbidienza prestatagli nel voto, potesse impedirle di lasciare la diocesi o di propagare il suo istituto fuori di diocesi. Il secondo motivo è quello, che non solo davanti a Dio, ma anche davanti agli uomini e specialmente all’autorità ecclesiastica, non voglio che si abbia a dire di noi di aver mancato anche nella più minima cosa nel rispetto dovuto all’autorità ecclesiastica. Quest’ultimo motivo, che forse avrà parvenza di scrupolo, non le posso nasconderle, è per me un punto capitale, e perciò mi è bene avere in iscritto la sua risposta; anche per rispondere attorno a delle insinuazioni che su questo punto si possono fare, perciò la mia raccomandazione forse troppo insistente. Personalmente quanto al mio sentimento, di questo le assicuro, Rev. Madre, e questo le scrivo anche davanti al Signore, che conosce l’intimo del mio cuore, che mai ho nutrito dubbio della sua rettitudine ed innocenza, specialmente dopo i nostro colloqui di Napoli. Sono chiaro? Ora nessun Ordinario ha il diritto di reprimere la sua vocazione: si mantenga sempre fedele a Dio ed alla beata Vergine del Carmine e coraggio e perseveri sempre nella venerazione per l’Angelo della diocesi, come bene si esprime.

Quanti ai nostri padri di qui, non abbia più fiducia, come non ne ho io più: né aspetti lettere. Dopo, quando Iddio vorrà Le spiegherò a viva voce, perché lo scritto facilmente può passare a mormorazione che almeno, ponderatamente non voglio fare. Io ora non ho altro che una preghiera continua, rivolta al Signore e a tutti i santi del Cielo, affinché ci esaudiscano lassù, perché qui in terra ohimè!! Non creda però che io me ne stia perciò fermo senza far nulla: ho presentato la cosa già a due Cardinali: il primo mi ha detto che non mi poteva aiutare; il secondo non mi ha risposto ancora. Inoltre ho scritto anche ad una delle più insigni dame cattoliche… anche nessuna risposta. Infine mi sono rivolto persino al Ministro dell’ Interno, l’on. Federzoni, come capo di una associazione per la protezione della gioventù e Gli ho fatto un prospetto e gli ho parlato d una casa in Sicilia già esistente senza però dire Modica: questo pochi giorni fa. Vediamo ciò e che il Signore vorrà. Se tutti questi signori e signore non mi ascoltano, cercherò dei cavalieri di Colombo. Mia buona Madre, Lei vede da ciò che ancora questo desiderio arde nel mio povero cuore…e vi è ancora un altro desiderio, più difficile e che (…) sempre… se lo ricorda, quello dei missionari?

Ma lasciamo tutto a Dio, perché tutti questi grandi desideri uniti alla mia grande miseria e dappocaggine, qualche volta ed è sul serio che scrivo, mi fanno ridere per il grande contrasto, come Sara, la moglie di Abramo, con questa differenza però che io credo fermamente alla grande potenza di Dio.

Ho tardato molto a rispondere alla sua gentilissima, ma se vedesse la mia tavola: ho un enorme lavoro: corrispondenza, scuola, esami, studi di cose morali, oltre poi a tutto il lavoro e dovere di apostolato e l’Esposizione delle missioni.

Quando poi avrò un tantino più di tempo riprenderò lo studio delle Regole dell’Istituto e ne farò delle copie che le manderò; ora non ho altro da fare che riguardare tutto, perché il materiale è tutto pronto.

Penso a quei libretti che avevo promesso mandarle, ma spero di aver prima qualche risposta da quei signori di cui ho parlato più sopra, perché aver Lei vicino a Roma e poter insieme combinare tante cose, sarebbe in verità la realizzazione completa dei miei voti. Ma Fiat Voluntas Sua.

Quanto all’abbonamento del Monte Carmelo non ci pensi: io glielo spedirò sempre. Il manuale del Terz’Ordine è in 1 stampa: fra pochi giorni speriamo che venga alla luce; glielo manderò subito.

Ho ricevuto una lettera da quel suo Padre Cappuccino: aspetto potergli dare qualche buona notizia. Ogni giorno attendo ansioso la posta: mi porterà finalmente quel che aspetto?

Quando può incoraggi sempre la buona Francesca che è un’anima ardente e che è contenta di dover aspettare per prepararsi bene.

Da Corleone ricevo una domanda: è bene che Lei s’interessa per non perdere una vocazione: se non può ammetterla ora, di non perderla di vista e se ha dei buoni requisiti farla aspettare un poco.

Il Signore ha chiamato a sé il P. Maestro dei novizi del Carmine Napoletano che lei conobbe e su cui avevo tanto fondato! Pazienza ci aiuterà dal Cielo.

Benedicendo Lei, suor M. Mad. Tutta la comunità e le care sue bambine e raccomandami alle loro preghiere, perché il Signore ha detto domandate e vi sarà dato, Le invio questo ricordo di Pio x ottenuto dalla sua sorella. Son sicuro che Le sarà grato.

Salutandola in G. Cristo mi creda sempre suo dev.mo

P. Lorenzo.



 

Maria

Modica 14-12-24

 

Reverendo Padre,

La triste notizia della morte dell’unica ma sorella, mi ha non poco amareggiato l’animo, di grande sollievo però mi è la sicurezza della invidiabile morte di anima privileggiata che meritò il suo lungo e inaudito martirio! Ora prega per me con più interesse, la sua Mamma Maria, soleva chiamarla con i più dolci nomi e tenere espressioni. La ricordi, o rev. Padre nel S. Sacrifizio perché presto vada a godere la visione eterna di Dio e della beata Famiglia.

Mi ha addolorato tanto la immatura morte di quel buon Religioso, che mi è sempre presente, tale fu cara l’impressione che lasciò scolpita nel mio cuore. Era maturo per il Cielo per quanto giovane ancora, e ci aiuterà colle sue preghiere, ora che vede chiaramente il nostro santo ideale.

Ed ora rispondo alla sua sempre cara lettera. Il suo zelo ardente mi è di grande sollievo e speranza, ma l’ostacolo sono io, non avrò forse la consolazione di vedere effettuare i miei sogni li vedrò dal Cielo e là pregherò sempre con maggior interesse per l’ideale che è stato sin dall’infanzia il mio martirio ma che del resto mi frutterà il Cielo, son pronta di accettare questo calice se ciò è Volontà di Dio.

Per difendere la verità e per la maggior gloria di Dio, la prego, o Padre, di dirmi chiaramente se ci siano state delle false insinuazioni contro di me, da qualche sua espressione nelle sue lettere mi fa sospettare, e proprio per questo il Rev. generale non si benignò rispondermi, mi è penosa una simile mortificazione datomi chi rappresenta l’Ordine che mi costa tante amarezze per la perseveranza e fedeltà.

Il mio P. Direttore compreso della mia condizione vorrebbe aiutarmi e certo s’impressiona non poco per l’indifferenza dei Superiori dell’Ordine mi ha promesso che farà di tutto per ottenere lui stesso qualche protezione del Vescovo, giacché è necessaria per la riconoscenza di questa Casa e per l’avvenire se la S.S. vergine del Carmelo ci farà sormontare gli ostacoli.

E’ di grande necessità la protezione dell’Ordine per questa casa, perché così sono soggetta all’amministrazione secolare e in balia di mille e mille afflizioni e perché voglio conservare lo spirito religioso e senza protezione Ecclesiastica ciò è difficile. Il proprietario di questa nostra Casa, ha delle ottime intenzioni, se l’Ordine lo riconoscerà, non solo cede la proprietà della casa, ma si farà di tutto per ottenere dall’attuale presidente, la rendita che serve pel mantenimento delle orfane, e promette di accrescerla. Per fondare una nuova casa i Superiori adducono l’ostacolo della mancanza di mezzi ecc. ecc. ma questa a loro non costerà mai il minimo sacrifizio di mezzi, perché quindi non aiutarci, e proprio in questi momenti primo che facciano altre decisioni essendo urgente e necessaria una protezione.

Il rev. P. Direttore, che è a conoscenza di tutto mi ha promesso che gliene scriverà su questo riguardo, e la rassicurerà della mia grande venerazione e rispetto all’Autorità Ecclesiastica. Lo dimostrano chiaramente le bellissime lettere del mio Pastore Mons. Blandini di s. m. che conservo come preziose reliquie, e di questo Ecc. vescovo, perché soffro tanto martirio vederlo verso di me così indifferente, la mia vita è così amara perché non gusto la benevole bontà dell’Autorità Ecclesiastica, dacché rimasi orfana del mio tanto venerato e compianto Padre! Non so che cosa scrivere più su questo riguardo per rassicurarla, mi pare d’averle detto tutto più volte.

Ho risposto al Parroco di Corleone il quale mi scrisse per una sua parrocchiana che desidera appartenere alle Terziarie Carmelitane. Qui non posso più ammettere postulanti per non crescere pesi e confusioni mancando il locale, non appena troveremo una casa l’avvertirò e tratteremo l’ammissione di questa giovane. Ci sono anche qui tante ottime ragazze che hanno fatto domanda per essere ammesse in questa Comunità, ma aspettiamo che la Volontà di Dio ci faccia sormontare gli ostacoli, con questa condizione incerta non mi pare prudenza crescere il personale qui dove siamo legate e abbandonate.

Mi ha scritto la buona Francesca che cara anima e che costanza, le scriverò in questi giorni.

Voglio augurarmi che il Bambino Gesù le regali in questi giorni qualche cosa bella per il nostro ideale, preghiamo sempre e bussiamo finché ci sarà aperto, il Cuore di Gesù e diverremo ricchi dei suoi tesori.

Grazie sentitissime per la gradita reliquia di Pio X che mi ha fatto trovare nella Sua ultima lettera.

Per le mie care bimbe, consorelle e specie Suor M. Maddalena che la ricorda sempre, imploro la sacerdotale benedizione e per me una speciale.

Sua devot.ma in G.C.

Suor Maria Crocifissa



 

“Maria”

Roma, 22 dic. 1924

Molto Rev.da Madre,

Le scrivo in fretta, perciò perdonerà se non risponde oggi a tutte le due domande.

Prima di tutto le presento le mie più vive condoglianze per la grande perdita che ha subito. Ho pregato per la pace dell’anima di sua sorella nella S. Messa e sono sicuro che Ella si ricorderà di noi nella gioia del Cielo e ci aiuterà col suo patrocinio.

Dal ministro Federzoni ho ricevuto il 19 Dicembre la seguente consolante risposta (per mezzo di S. E. Seganti -popolare cattolico-) . R. Padre.

Sua Eccellenza il Ministro mi incarica di significarle che volentieri -dato il contenuto altamente civile della istituzione alla quale Ella intende dar vita- farebbe pratiche nel senso desiderato. Ma egli non è in grado di svolgere azione proficua e fattiva non essendo a sua cognizione che vi siano locali adatti e soprattutto disponibili allo scopo indicato.

Ella quindi si compiaccia indicare se vi siano in Roma attualmente locali che rispondano ai richiesti requisiti, chè sua Eccellenza dal canto Suo non mancherà di venire incontro al desiderio da Lei manifestato.

Colgo volentieri l’occasione, r. P. per inviare i miei distinti saluti.

Dev. G. Seganti

 

Mia buona Madre, non è questa una bella notizia? Mi metto subito all’opera e vado in cerca d’una casa. Dio ci aiuti. Preghi e coraggio… e … cerchi da Dio la grazia d’una salute sufficiente per cominciare l’impresa. Coraggio! Vede? Iddio non abbandona.

Buon Natale a Lei, a Suor Maddalena e a tutta la comunità.

Dev.mo in Xto

P. Lorenzo.



 

Modica 16-1-25

Molto Rev. Padre,

Ho letto con piacere la sua del 10 corr. m. e mi affretto a risponderle dato l’urgenza dell’affare. È troppo ardua l’impresa, le mie Suore e postulanti sono giovani e inesperti per sì vasto e difficile ambiente, mi duole dirle che mio malgrado devo anche rinunziare a questa bella occasione. Pensi quindi di trovare altre Suore che accettino si grande e difficile missione, ed io incoraggiata dalle sue speranze e dal suo ardente zelo aspetto che la Provvidenza finalmente per la maggior Sua gloria e il bene delle anime mi faccia trovare un ambiente adatto come sarebbe la casa che speriamo sorgerà a Roma per l’infanzia abbandonata, e nello stesso tempo formare delle anime religiose per allargare le nostre tende sino dove disporrà la Provvidenza! Non le nascondo però che sono dolente, perché non si è benignato di scrivere qualche biglietto almeno di rispetto al P. Direttore e al P. Cappuccino e La prego, di non aspettare la risposta del Governo, chissà quando l’avrà, si sa le cose che dipendono di tali persone si portano alle lunghe, mentre qualche parola di risposta ai sullodati R. R. farebbe del bene anche a me, perché si interessano senza essere Padri Carmelitani, e mi avrebbero aiutata dippiù se non trovassero tanti ostacoli per l’Ordine che ho abbracciato. Considero che veramente è aggravato di mille e mille cose, ma per chi sa scrivere non costa tanto poi qualche parola che alla di Lei prudenza e delicatezza non manca. Ho letto nel Carmelo che Ella ha l’incarico d’essere il Direttore Spirituale del pellegrinaggio a Roma per il Giubileo composto di tutti i Terziari carmelitani, le mie si