ADORAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA
Inno di esposizione: Voglio esaltare
Preghiera comunitaria di adorazione: rit. O adoramus Te, Domine:
· Ti rendiamo grazie, o Cristo Signore:
Tu hai dato il tuo corpo e il tuo sangue
per la salvezza del mondo, per la redenzione
di tutti gli uomini e la nostra vita. RIT.
· Ti rendiamo grazie, o Padre onnipotente,
di averci preparato la Chiesa come porto sicuro,
tempio di santità, nel quale glorifichiamo insieme
la Santissima Trinità. RIT.
· Ti rendiamo grazie, Cristo, nostro Signore:
il tuo Corpo e il tuo Sangue ci hanno dato la vita.
Accordaci il perdono e la misericordia. RIT.
· Ti rendiamo grazie, o Spirito di santità
che rinnovi la santa Chiesa.
Conservala pura nella fede nella Santissima Trinità,
oggi e fino al termine dei secoli. RIT.
· Ti rendiamo grazie, Trinità santissima,
nostro Dio, nostra Famiglia, nostra Patria:
da Te veniamo e a Te anela il nostro cuore.
Lontani da Te viviamo senza sorridere,
senza di Te non sappiamo perché vivere:
chiamaci a Te e ritorneremo! RIT.
· Ti rendiamo grazie, o Cristo Signore,
di averci nutriti alla mensa della tua Parola
e del tuo Corpo e di averci preparato il convito eterno
nel quale ti loderemo per sempre
con il Padre e lo Spirito Santo. RIT.
Introduzione: Ricordare madre M. Crocifissa adorando l’Eucaristia e ascoltando la Parola divina vuol dire ripetere e continuare il gesto che le fu più caro e che ogni giorno di più diede significato alla sua vita quotidiana, vuol dire raccogliere tutta la sua eredità spirituale per far rifiorire il Carmelo restaurando l’umanità e offrendoci per riparare i peccati nostri e dei nostri fratelli, vuol dire ritornare alle fonti dell’amore e della gioia che l’accompagnarono in tutte le lotte che dovette affrontare e vuol dire scoprire nel Cuore eucaristico di Gesù perché, dove e come mettersi a servizio dei fratelli da vere missionarie. “Riparazione” dei peccati è la missione di tutti i discepoli di Cristo, partecipi della sua missione, collaboratori e corresponsabili della sua opera di salvezza, per ricondurre tutti gli uomini alla piena comunione con il Padre tenerissimo. Questo, come per Lui, può avere un prezzo alto per noi, può costarci la vita, nel martirio di un attimo o nella donazione costante di una lunga vita, ma certamente frutterà la salvezza per molti fratelli.
Lettura biblica: dal vangelo secondo Matteo (16, 24-27) : «Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima? Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Guida: Il “vantaggio” o come direbbe Paolo, “il guadagno” dell’Amore di Cristo, bene è espresso in alcuni brani tratti da santa M. Maddalena de' Pazzi, dove richiama il significato della vocazione religiosa e la nostra gratitudine per questo dono.
L. 1. Poco giova avere una pregiata gioia, e non conoscere il suo valore; così poca utilità v’apporterà essere religiosa se non conoscerete la dignità e il favore dello stato vostro, perché non conoscendolo non l’amerete e non ne farete quella stima che dovreste.
L. 2. La Religione è luogo sacro e rappresenta il collegio apostolico, è un paradiso in terra, orto di delizie, giardino di Dio e pupilla dei suoi occhi.
L. 3. L’esser chiamata alla Religione è essere chiamata a servire Dio, e il servire Lui è un regnare e un cominciare ora in terra quello che dovete fare eternamente in cielo, cioè lodarlo e benedirlo.
L. 4. Lo Stato della Religione professa di imitare il Verbo umanato mediante l’osservanza dei tre voti, e questo non possono fare gli Angeli del paradiso. Preoccupatevi di penetrare la dignità del vostro stato e quello a cui vi obbliga quest’abito che tenete indosso, perché se lo penetrerete, avrete in disprezzo tutto il creato, e non vi curerà se non di Dio, che vi siete eletto per Sposo.
L. 5. Sii grata principalmente a Dio, e poi a tutte queste madri che vi hanno accettata, perché avete ricevuto per mezzo loro il più pregiato dono che dopo il Battesimo Dio conferisca ai suoi eletti in questa vita, qual è l’ingresso nella santa Religione. Sii obbligata ad amare per gratitudine e a servire tutte, desiderando e ricercando modi per poter beneficare ciascuna, reputandovi indegna della loro compagnia.
L. 6. Fate tutte le cose della Religione, sebbene piccolissime, con il maggior affetto possibile, pensando che tutte sono opere di Dio; e diceva: se un poverino stesse in casa di un re, pensate con quale diligenza farebbe tutte le opere anche se piccole e vili e con quale riverenza e affetto, pensando che sono opere del re e che lo serve facendole, e si terrebbe beato di poterle fare. Così voi che siete in Religione, che è casa di Dio, dovete fare ogni esercizio di essa, anche se piccolo e vile, con grande diligenza e affetto e con riverenza ed umiltà, ritenendoti beata di poterlo fare, pensando che quella è opera di Dio e che gli date gusto facendola.
L. 7. Ingegnatevi di poter dire quelle parole di S. Paolo: per mezzo del quale il mondo per me è stato crocifisso, come io per il mondo. Quelli del mondo amano e vanno dietro agli onori, sono pieni d’avarizia e di mille doppiezze e simulazioni. Se volete essere contrarie al mondo, bisogna che operiate con ogni schiettezza, sincerità e purezza d’intenzione, che amiate le vostre sorelle con una vera e intrinseca predilezione, e soprattutto che amiate e pratichiate in voi la medesima umiltà e semplicità e una vera povertà religiosa.
L. 8. Stimate molto le opere fatte per obbedienza, anche se vili e piccole in se stesse, che quelle di grande perfezione fatte di vostra scelta. Obbedite con ilarità, perché Dio ama i datori allegri, perciò eseguite l’obbedienza con un certo giubilo e giocondità.
Ogni due strofe cantiamo il ritornello del canto: Io l’attirerò
Sol. 1. Dice il Signore: “Quando Israele era giovinetto,
io l’ho amato e dall’Egitto ho chiamato mio figlio.
Ma più li chiamavo,
più si allontanavano da me”. (Osea 11,1-2) RIT.
Sol. 2. “Ad Efraim io insegnavo a camminare
tenendolo per mano, ma essi non compresero
che avevo cura di loro”. (Osea 11,3) RIT.
Sol. 1. “Il mio popolo è duro a convertirsi:
chiamato a guardare in alto, nessuno
sa sollevare lo sguardo”. (Osea 11,7) RIT.
Sol. 2. “Se il mio popolo mi ascoltasse,
se Israele camminasse per le mie vie!
Subito piegherei i suoi nemici,
li nutrirei con fiore di frumento,
li sazierei con miele di roccia!”
(Salmo 81,12. 15.17) RIT.
Sol. 1. “Il mio cuore si commuove dentro di me,
il mio intimo freme di compassione.
Non darò sfogo all’ardore della mia ira,
non tornerò a distruggere Efraim, perché sono Dio
e non uomo, sono il Santo in mezzo a te
e non verrò nella mia ira”. (Osea 11,8-9) RIT.
Canto: Benedici il Signore
Introduzione: Per madre M. Crocifissa la riparazione dei peccati non fu il benevolo acconsentire di chi si sente migliore degli altri e per questo si degna di offrire loro un aiuto dall’alto della propria bontà. Al contrario, per lei e per tutti noi, la riparazione è prima di tutto un atto di amore e di umiltà, di riconoscimento e pentimento per i propri peccati verso Dio e i fratelli, di consapevolezza di aver contribuito a consolidare il male che provoca tanta sofferenza a tutta l’umanità. La madre avrebbe potuto scrivere di suo pugno queste parole di p. David M. Turoldo: Non è te che offende / questo mio quotidiano peccare: / solamente me umilia / e avvilisce / e distrugge: / e tu non puoi / non sentirti in pena.
È Gesù pieno di amore per noi che soffre del male che noi stessi ci facciamo e che facciamo agli altri e questo Gesù, vivo nell’Eucaristia, viene “consolato” dall’amore che noi gli offriamo e dal nostro impegno a condividere la sua ansia per la salvezza di ogni uomo. Madre M. Crocifissa vive così tutto questo, riconosce in questo la radice del suo essere carmelitana e della Famiglia religiosa cui ha dato vita. Lo descrive rivolgendosi al suo direttore spirituale, narrando una particolare esperienza di Dio, il 3 dicembre 1925:
Lettura: dal Diario spirituale di madre M. Crocifissa Curcio: (dopo aver ricevuto l’Eucaristia) “sentii intimamente che Gesù mi comunicava la pena immensa che sente il suo Eucaristico Cuore, nel non vedersi mai desiderato da un numero così immenso di anime da lui redente. Si nutriscono di cibi velenosi e rinnegano il Cibo degli eletti! Padre caro, come compresi così profondamente questa ingratitudine del cuore umano verso un Dio così pieno di immensa Bontà, ma tali pene non si possono manifestare. Chi ama appassionatamente l’Immenso e Puro Amore può capire questi dolori intimi che Gesù si degna di comunicare alle sue anime fedeli. Mi offrii vittima per questi disgraziati fratelli e specialmente per i miei parenti e per questo paesello che forma una spina acuta per il Cuore di Gesù e mi sentivo comparire innanzi all’Eterno Padre debitrice dell'ingratitudine di queste anime che vivono così ciecamente. La mia pena si accresceva, ma consolavo molto il divin Cuore. [... Poi ...] l’ora santa, l’ora dell’amore e del dolore. Gesù mi aspettava nell’orto degli ulivi, mi invitò a piangere con Lui [...] . Si impadronì di me un immenso dolore per le infedeltà mie, dei parenti, di tutti i fratelli peccatori presenti e avvenire [...] . Mi trovai in un mare di lacrime! [...] È pur dolce piangere le proprie e altrui infedeltà e peccati, e offrirsi Vittima di Espiazione assieme al gran Martire d’Amore. Padre mio, Gesù ha bisogno di queste anime restauratrici della povera umanità, me lo ripete sempre, con diverse e mille espressioni sempre nuove, il Cuore di Gesù Eucaristico. È una delle importanti missioni che ci ha affidato in questa novella Istituzione. Ecco perché ci ha portate in questo paese che vive nell’indifferenza, non sente nessun bisogno di Dio, non pensa che ha un’anima da salvare”.
Canto: Risposta al mistero
Guida: Madre Crocifissa come Maddalena di Firenze, ci richiama all’importanza della nostra scelta di aderire a Cristo e ci ricorda gli impegni che questa comporta. Questa sera, lei vuole affidare a ciascuna di noi un impegno d’amore più forte per Colui che abbiamo scelto, riconoscendo che il suo amore è veramente il nostro guadagno.
Ognuna di noi prenderà un brano tratto dalle sue lettere (da quelli che seguono) , nel profondo del proprio cuore lo farà riecheggiare e dopo ne farà dono alle altre sorelle con una preghiera personale riferita a quanto Madre Crocifissa le ha ispirato.
Canto finale: Quando l’amore chiama
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Lo spirito di preghiera, è la sola unica sorgente di tutti i beni della vita religiosa.
Il lavoro non vi deve distrarre da questa vita intima con Dio, e allora farete grandi progressi nella vita di perfezione alla quale siamo chiamate noi religiose. Non lo dimenticate mai, mie care figliole che la vera perfezione consiste nell’ obbedienza, preparatevi ai grandi Voti Perpetui, coll’essere umili sottomesse, non vi attaccate mai alla casa, alle consorelle, agli uffici, oggi una cosa, domani i Superiori credono meglio farvi fare altre cose, cambiarvi residenze, sempre pronte, non vi attaccate a nessuna cosa anche buona, solo al grande Voto dell’ obbedienza, questa è la vera santità della religiosa. Esercitatevi sempre, con grande docilità a fare la volontà di Dio, nelle piccole e grandi cose manifestate dai Superiori, e così raggiungerete la perfezione che il nostro Sposo richiede a ciascuna di noi.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Non potendo fare grandi mortificazioni come dovremmo farli per espiare i nostri peccati, procuriamo di fare tutte le mortificazioni spirituali che non sono nocivi alla salute del corpo, anzi le fanno bene, perché la pace dell’anima comunica la tranquillità alle forze fisiche.
Quindi farete il digiuno del silenzio, mortificate la lingua se riuscirete a far ciò avete fatto un passo avanti nella perfezione, perché mortificata la lingua si evitano mille e mille questioni e agitazioni. Mortificare la volontà nelle piccole contrarietà, avere grande carità con tutti, l’osservanza della regola deve essere la guida della vita religiosa, c’è compreso tutto nell’ osservanza.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
L’osservanza delle pratiche religiose, della Carità fraterna, del silenzio, della prudenza nelle parole innanzi alla buona donna Carmela, lo spirito di preghiera, la presenza di Dio. Le vostre visitine al SS. Sacramento, brevi, spesso, ma ferventi offrite nelle gloriose piaghe di Gesù nell’ostia la sua passione e morte, le vostre piccole afflizioni, per la gloria del vostro Istituto, per i Sacerdoti e per i nostri fratelli peccatori! Oh care figlie, pregate, pregate, sempre, la preghiera deve abbondare nel vostro cuore, poche parole, ma molto parlate con Dio, e vedrete l’immenso bene che da ciò ne ricavate per la vostra pace e la comunicate a coloro che vivono con voi. Siate di esempio l’una con l’altra, osservanti del silenzio, dell’ obbedienza. Compatitevi ed amatevi. Leggete la regola e non dimenticate ciò che avete giurato ai piedi degli altari, si leggete spesso la formula della religiosa Professione, e ricorderete di aver giurato di acquistare la perfezione.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Beata l’anima religiosa che è fedele alle grazie straordinarie che riceve dal Signore, ne avrà un’eterna beatitudine e comincia a pregustarla sin da questa vita, con godere la pace, la gioia che comunica il Sommo Bene. Siamo noi di questo fortunato numero? Voglio augurarmi così, e che nessuno appartenga alle anime infedeli alla religiosa Vocazione senza pace… e cominciano qui il loro castigo! Siamo riconoscenti per si gran dono, e facciamoci sante!
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Troverai altre difficoltà, ma se le religiose dobbiamo sempre fuggire la croce, il sacrificio, è una vera illusione essere religiosa solo per portare la veste e vivere a modo nostro? Voglio augurarmi che abbraccerai con vero spirito di obbedienza il grande ufficio che ti viene affidato.
Le anime innocenti, le giovanette che hanno bisogno di guida nella via del bene.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Vi volete bene, ciò è di non poca consolazione per me, perché in una Comunità dove c’è la carità fraterna c’è il paradiso, il vero godimento della vita religiosa. La povertà, i sacrifici sono dolci e frutteranno grandi consolazioni spirituali per acquistare anime in questo vasto campo che la Provvidenza vi ha affidato. Coraggio mia cara figliuola soffrite le scomodità e la povertà con vero spirito di abnegazione e amore, quante prove e ammaestramenti non ci ha lasciato il Maestro Divino dalla culla alla croce! Vogliamo noi a si grande esempi di un Dio per le sue misere creature, negare i piccoli sacrifici? Lavora quindi con zelo e amore per Colui che ci ha prescelto a seguirlo nella via del calvario e poi ereditare con Lui l’eterna beatitudine.
Sempre unite nell’osservanza delle nostre preziose Costituzioni, nei Cuori SS.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Ecco l’augurio che la Madre desidera far gustare alle sue figlie fedeli alla grazia! L’augurio di farci sante, di raggiungere quel grado di perfezione religiosa che la Divina Bontà ci ha predestinato.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Le anime che vivono unite al Sommo Bene, che lo gustano sempre, sempre godono un’anticipata felicità s’intende soffrendo e non rinunziando le croci quotidiane quali doni dello Sposo Crocifisso. Procuriamo di arrivare a questo grado di perfezione e a ciò ci siamo obbligate nei Santi Voti, di raggiungere la religiosa perfezione. Sempre ferventi
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Chiedo per ciascuna il vero spirito religioso, il distacco della propria volontà e delle creature.
Oh! quante cose vorrei dirti su questo riguardo, o cara figlia. Il segreto della santità sta proprio nel fare la Volontà Divina in ciò che è contrario alla nostra natura. Questa è la vera mortificazione, vivere solo di Dio, della Sua Volontà, dell’osservanza delle regole. In questo tempo di digiuno esercitiamoci nella preghiera, nell’unione con Dio con più intimità, e nel digiuno spirituale nel mortificarci nelle piccole occasioni giornaliere e sempre.
Sempre piena di fraterna carità, senza amicizie particolari, questo è un punto di regola, amare tutte le consorelle ugualmente, per evitare diversi mali che contagiano. Amare i parenti nella preghiera e non desiderare di riprendere ciò che si è rinunziato. I nostri intimi parenti sono nell’ Istituto, amiamoci e sempre uniti nel Signore per ingrandire la nostra religiosa famiglia.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Abbracciamo le croci che ci regala lo Sposo Crocifisso ci aiutano a purificarci e ad essere umili, virtù tanto necessaria per la perfezione religiosa, ma tanto sconosciuta.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Ti sento afflitta perché soffri distrazioni e non senti la dolcezza dell’unione con Dio. Certo per un’anima religiosa ciò è una vera afflizione questa aridità, ma tale sofferenza se affligge te, consola il Cuore di Gesù. Quando abbiamo godimenti è Gesù che da a noi, ma quando soffriamo, diamo noi a Gesù. Sii generosa, non sempre bambina che cerca consolazioni e guai se le vengono meno… Ama il tuo Sposo Divino Crocifisso, non per i godimenti, ciò sarebbe amore di sensualità, ma amarlo puramente, senza tornaconti, Amarlo per imitarlo nel dolore, nelle privazioni di ogni sorta, Amarlo sulla Croce, vivere la sua stessa vita d’Amore Crocifissa. Ecco perché non ti fa trovar consolazione anche nella preghiera e perché ti toglie i mezzi umani. Perché dovrai cominciare a gustare la Croce che ci ha regalato lo Sposo quando ci siamo legate con Lui nei S. Voti.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Dobbiamo riflettere nella preghiera intima ai piedi della Grotta Eucaristica quale profitto facciamo noi nella nostra vita pratica nello spirito di povertà, di distacco da noi stessi della nostra volontà e dell’ obbedienza. Se troviamo che non corrisponde allo spirito religioso la nostra condotta procuriamo di riprendere lo spirito d’osservanza e di fervore, di praticare le virtù trascurate e così far trovare al Celeste Pargolo nella beata Notte, non una culla fredda e sprovvista, ma piena di fiori di profumi e di ardore come conviene ad anime tanto privilegiate e chiamate a seguire e ad imitare Colui che si immenso amore ci manifesta.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Spero che la presente ti trovi lieta e convinta che la sola Volontà Divina è la perfezione della religiosa. La croce, le cose che ripugnano alla nostra debole natura, si trovano in ogni luogo solo in Cielo troveremo godimenti di ogni sorta e per sempre! Ma per arrivare a questi eterni beni bisogna portare la croce in questa breve vita, e portarla con gioia non come il Cireneo che lo fece perché vi fu costretto, ma unite a Gesù, si soffre godendo. La preghiera comunica all’anima luce, vita, amore.
Domanda con grande fiducia a Gesù Ostia il Suo Amore, e solo questo può rendere lieta l’anima religiosa, sarà sempre nell’oscurità e irrequieta se cerca nelle cose create la sua pace, nei luoghi e negli uffici. In Dio solo si può trovare vera felicità, finché non ci arrendiamo totalmente a Dio alla Sua SS. Volontà ciò non possiamo capire e gustare.
Beate le anime distaccate da sé, godono la pace, la felicità pur essendo in questa vita.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Coraggio le difficoltà sono necessarie per ottenere di fare un po’ di bene. Così imparerete con la pratica quanto costa fare un po’ di bene, è necessario soffrire per acquistare esperienza e forza. Il nostro Protettore è il Cuore di Gesù, la SS. Vergine e Santa Teresina, vorresti protezioni più grandi di queste? Preghiamo per trovare aiuto e forza per far del bene.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
(scritta il 6 gennaio) Anche noi siano state chiamate dalla Stella, la Volontà Divina, per trovare il Sommo Bene nel Tabernacolo che ha stabilito la sua dimora nella nostra casa, umile grotta di Betlem. Anche a noi à fatto sentire la Missione di essere Anime religiose e seguirlo nell’ esempio della vera ed estrema povertà, nella carità vicendevole, nella preghiera. I Santi Magi illuminati, non vennero meno alla grande missione di farsi Santi e col loro esempio hanno convertito i popoli a loro affidati.
Anche noi abbiamo ricevuto il medesimo dono della religiosa Vocazione per farci Sante e per santificare le Anime a noi affidate. Corrispondiamo?!… Oggi abbiamo rinnovato i preziosi Voti, credo che anche voi li avete rinnovato, sia questo atto di nuovo fervore nell’osservanza della regola e della fraterna Carità!
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
I giorni di questa settimana per noi anime religiose, sono i giorni più belli e più intimi con Gesù che tanto ha sofferto. Proprio da noi lo Sposo Crocifisso vuole essere considerato nelle pene immense della Passione, noi dobbiamo seguirlo nel Getsemani, nel Calvario, noi dobbiamo imitarlo rinnegando la nostra volontà e abbracciare la croce della mortificazione della nostra natura che si ribella alla grazia, al patire. Santifichiamo questi giorni da Spose fedeli nell’ osservanza e nel buon esempio. Consoliamo Gesù, portiamo il balsamo dell’amore di riparazione alle Piaghe di Gesù per tutti coloro che non lo amano e l’offendono con immensi delitti.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Ripariamo le nostre tiepidezze nella corrispondenza della vita religiosa. In questi giorni abbiamo letto le confidenze di Gesù ad un’anima eletta ancora in vita ma non si fa conoscere. Sono forti lamenti per la tiepidezza delle anime religiose, per le loro inosservanze nelle regole, nei Voti che hanno giurato, le loro Comunioni con mille imperfezioni, queste anime, dice, sono i pettini di ferro che lacerano il Cuore, queste anime saranno condannate ad un lunghissimo Purgatorio, e molte nell’inferno! La Passione della Vittima d’Amore ci muova a nuovo fervore nell’osservanza dei nostri obblighi che abbiamo giurato di raggiungere la perfezione, non lo dimentichiamo … . Procuriamo di riparare per partecipare alla gioia della resurrezione che vi auguro con ogni sorta di celesti benedizioni.
Dalle lettere di madre M. Crocifissa alle figlie (anni 1936-1938)
Nel Cuore SS. di Gesù abbandoniamoci e da Lui speriamo tutto quello che ci può rendere felici anche su questa terra di esilio e di pene. Procuriamo di comprendere e gustare questo segreto dei Santi, la vita intima con Colui che solo può renderci lieti con la croce che a ciascuno ci è data per seguirlo fino al Calvario, fino al martirio se ciò richiede per sua maggior gloria e per la nostra eterna felicità. Coraggio o mie care figliuole, soffriamo con amore tutte le contrarietà che si presentano, sono questi soli mezzi che ci purificano per renderci simile allo Sposo Crocifisso che ci ha prescelti fra mille. Non dimenticate i doni grandi che l’anima religiosa riceve dal Dator d’ogni bene, sono immensi, li comprenderemo nella vita eterna, ma preghiamo lo Spirito Santo perché c’illumini e ci faccia comprendere in questa breve vita la nostra Vocazione onde corrispondere con fedeltà.