Giorni di gioia vera:

la Quaresima

 

 

 

 

Guida: Dal cuore trabocca una lode al Signore, le tue meraviglie io voglio cantare.

Ass.: Alla tua gioia ispirarmi e danzare, cantare al tuo Nome, Altissimo.

Guida: Bello è lodare il Signore:

Ass.: Annunziare al mattino il tuo amore, la tua fedeltà nella notte.

Guida: Finché mi duri, Dio voglio cantare:

Ass.: Inni comporre al mio Dio finché avrò vita.

 

Canto: E mi sorprende

 

Guida: La nostra preghiera di adorazione inizia con le parole di lode e invocazione della piccola Antonietta Meo, morta all’età di 6 anni per un dolorosissimo tumore. Dalla bocca dei bambini s’innalza la lode del Signore.

 

Lettrice: Cara Ss.ma Trinità. Caro Dio Padre io ti voglio tanto tanto tanto bene proprio tanto. È molto bello questo nome di Padre e Gesù, quando stava in terra, non poteva insegnarci un nome più bello di questo nome. Un Padre buono, amoroso, caritatevole che perdona a tutti i peccatori. Che bel nome Padre. Un Padre buono, tanto buono e tu, caro Dio Padre, spero che mi amerai tanto e voglio sempre sempre buona.

  Caro Gesù! Io ti voglio tanto tanto bene. Caro Gesù, io spero che anche tu mi vorrai tanto bene. Salva molte anime dal Purgatorio, perché vengano in Paradiso a glorificarti. Caro Gesù, lo voglio ripetere: io ti voglio tanto tanto tanto bene. Caro Spirito santo, ti voglio tanto bene e tu benedici e illumina il mio corpo e la mia anima. Caro Spirito santo, tu che sei l’amore del Padre e del figlio, santificami e aiutami in tutti i dolori.

  Caro Gesù, io vorrei che non ci fosse mai vacanza a scuola e anche che non mi ammalassi mai, per venire a farti la solita visitina di tutti i giorni nella chiesa delle mie suore. Invece, purtroppo, mi ammalo sempre. Tu fa’ che non mi ammali più.

Caro Gesù, come sono contenta d’essere la tua lampada e il tuo giglio: la lampada che è la fiammella dell’amore, il giglio che è la purezza dell’anima e stanno tutti e due sull’altare ad adorarti. Sull’altare vi è un bel fiore che sono io e che ti adora. Queste due cose ti tengono sempre compagnia. Come la lampada arde giorno e notte, così anche il giglio vuole stare ad adorarti sempre sempre.

Caro Gesù, ti mando tanti saluti e baci.

La tua Antonietta di Gesù

Ti raccomando, caro Gesù, il mio padre spirituale.

(Da lettere di Nennolina a Gesù: 25/03/1937 e 14/04/1937)

 

Preghiera meditativa corale: Salmo 36

   Non adirarti contro gli empi non invidiare i malfattori.
Come fieno presto appassiranno, cadranno come erba del prato.
Confida nel Signore e fa' il bene; abita la terra e vivi con fede.
Cerca la gioia del Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore.
Manifesta al Signore la tua via, confida in lui: compirà la sua opera;
farà brillare come luce la tua giustizia, come il meriggio il tuo diritto.
Sta' in silenzio davanti al Signore e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo, per l'uomo che trama insidie.
Desisti dall'ira e deponi lo sdegno, non irritarti: faresti del male,
poiché i malvagi saranno sterminati, ma chi spera nel Signore possederà la terra.
Ancora un poco e l'empio scompare,cerchi il suo posto e più non lo trovi.
I miti invece possederanno la terra e godranno di una grande pace.
L'empio trama contro il giusto, contro di lui digrigna i denti.
Ma il Signore ride dell'empio, perché vede arrivare il suo giorno.
Gli empi sfoderano la spada e tendono l'arco per abbattere il misero e l'indigente,
per uccidere chi cammina sulla retta via.
La loro spada raggiungerà il loro cuore e i loro archi si spezzeranno.
Il poco del giusto è cosa migliore dell'abbondanza degli empi;
perché le braccia degli empi saranno spezzate, ma il Signore è il sostegno dei giusti.
Conosce il Signore la vita dei buoni, la loro eredità durerà per sempre.
Non saranno confusi nel tempo della sventura e nei giorni della fame saranno saziati.
Poiché gli empi periranno, i nemici del Signore appassiranno
come lo splendore dei prati, tutti come fumo svaniranno.
L'empio prende in prestito e non restituisce, ma il giusto ha compassione e dá in dono.
Chi è benedetto da Dio possederà la terra, ma chi è maledetto sarà sterminato.
Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo e segue con amore il suo cammino.
Se cade, non rimane a terra, perché il Signore lo tiene per mano.
Sono stato fanciullo e ora sono vecchio,
non ho mai visto il giusto abbandonato né i suoi figli mendicare il pane.
Egli ha sempre compassione e da' in prestito, per questo la sua stirpe è benedetta.
Sta' lontano dal male e fa' il bene, e avrai sempre una casa.
Perché il Signore ama la giustizia e non abbandona i suoi fedeli;
gli empi saranno distrutti per sempre e la loro stirpe sarà sterminata.
I giusti possederanno la terra e la abiteranno per sempre.
La bocca del giusto proclama la sapienza, e la sua lingua esprime la giustizia;
la legge del suo Dio è nel suo cuore, i suoi passi non vacilleranno.
L'empio spia il giusto e cerca di farlo morire.
Il Signore non lo abbandona alla sua mano, nel giudizio non lo lascia condannare.
Spera nel Signore e segui la sua via: ti esalterà
e tu possederai la terra e vedrai lo sterminio degli empi.
Ho visto l'empio trionfante ergersi come cedro rigoglioso;
sono passato e più non c'era, l'ho cercato e più non si è trovato.
Osserva il giusto e vedi l'uomo retto, l'uomo di pace avrà una discendenza.
Ma tutti i peccatori saranno distrutti, la discendenza degli empi sarà sterminata.
la salvezza dei giusti viene dal Signore, nel tempo dell'angoscia è loro difesa;
il Signore viene in loro aiuto e li scampa,
li libera dagli empi e da' loro salvezza, perché in lui si sono rifugiati.

Canto: La cosa più importante

 

Guida: In questi giorni di carnevale, un po’ dappertutto, la gran parte dei nostri fratelli cerca a tutti i costi di divertirsi, di cambiare il proprio aspetto per suscitare stupore o ammirazione. E poi, cosa tipica del nostro tempo e della nostra società, nel corso dell’intero anno i giorni del fine settimana sono per moltissimi dedicati al divertimento “alla grande”: sfrenato, ubriacante, edonistico, contro corrente a tutti i costi. Quanti giovani lasciano la vita per incidenti stradali, dopo una notte nel frastuono delle discoteche e sotto l’ effetto inebriante dell’alcool e delle droghe, impegnati in folli corse, cercando di correre sempre di più, sempre più veloci … fuggendo da se stessi e da una vita che, nella sua concretezza a volte monotona, o altre volte troppo dura, li fa sentire estranei al nostro mondo e anche a loro stessi. E, spesso, in questa corsa alla ricerca del piacere “per dimenticare”, tanti adulti sono in prima fila. Tutti, nella foga di divertirsi, non si rendono conto di smarrire il contatto con la fonte della gioia.

 

Lettrice: Dall’esortazione apostolica Gaudete in Domino. Ci sarebbe bisogno di un paziente sforzo di educazione per imparare o imparare di nuovo a gustare semplicemente le molteplici gioie umane che il Creatore mette già sul nostro cammino: gioia esaltante dell’esistenza e della vita; gioia dell’amore casto e santificato; gioia pacificante della natura e del silenzio; gioia talvolta austera del lavoro accurato; gioia e soddisfazione del dovere compiuto; gioia trasparente della purezza, del servizio, della partecipazione; gioia esigente del sacrificio. Il cristiano potrà purificarle, completarle, sublimarle: non può disdegnarle. La gioia cristiana suppone un uomo capace di gioie naturali. Molto spesso partendo da queste, il Cristo ha annunciato il regno di Dio.

È importante cogliere bene il segreto della gioia inscrutabile che dimora in Gesù, e che gli è propria. È specialmente il vangelo di san Giovanni che ne solleva il velo, affidandoci le parole intime del Figlio di Dio fatto uomo. Se Gesù irradia una tale pace, una tale sicurezza, una tale allegrezza, una tale disponibilità, è a causa dell’amore ineffabile di cui egli sa di essere amato dal Padre. Fin dal suo battesimo sulle rive del Giordano, questo amore, presente fin dal primo istante della sua incarnazione, è manifestato: " Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto ". Questa certezza è inseparabile dalla coscienza di Gesù. È una presenza che non lo lascia mai solo. È una conoscenza intima che lo colma: " Il Padre conosce me e io conosco il Padre ". È uno scambio incessante e totale: " Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie ". Il Padre ha rimesso al Figlio il potere di giudicare, quello di disporre della vita. È una reciproca inabitazione. "Io sono nel Padre e il Padre è in me".

A sua volta, il Figlio rende al Padre un amore senza misura: "Io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato". Egli fa sempre ciò che piace al Padre: è il suo " cibo ". La sua disponibilità giunge sino al dono della sua vita d’uomo, la sua fiducia sino alla certezza di riprenderla. "Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo". In questo senso, egli si rallegra di andare al Padre. Non si tratta per Gesù di una effimera presa di coscienza: è l’eco, nella sua coscienza umana, dell’ amore che egli conosce da sempre come Dio nel seno del Padre: "Tu mi hai amato prima della creazione del mondo". Vi è qui una relazione incomunicabile d’amore, che si identifica con la sua esistenza di Figlio, ed è il segreto della vita trinitaria: il Padre vi appare come colui che si dona al Figlio, senza riserva e senza intermissione, in un impeto di generosità gioiosa, e il Figlio come colui che si dona nello stesso modo al Padre, con uno slancio di gratitudine gioiosa, nello Spirito santo.

Ed ecco che i discepoli, e tutti coloro che credono nel Cristo, sono chiamati a partecipare a questa gioia. Gesù vuole che essi abbiano in se stessi la pienezza della sua gioia: "E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore col quale mi hai amato sia in essi e io in loro".

Questa gioia di dimorare nell’amore di Dio incomincia fin da quaggiù. È quella del regno di Dio. Ma essa è accordata su di una via scoscesa che richiede una totale fiducia nel Padre e nel Figlio, e una preferenza data al regno. Il messaggio di Gesù promette innanzi tutto la gioia, questa gioia esigente; non si apre essa attraverso le beatitudini? " Beati, voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete".

Nella vita dei figli della chiesa, questa partecipazione alla gioia del Signore non si può dissociare dalla celebrazione del mistero eucaristico, ov’essi sono nutriti e dissetati dal suo corpo e dal suo sangue. Di fatto, in tal modo sostenuti, come dei viandanti sulla strada dell’eternità, essi già ricevono sacramentalmente le primizie della gioia escatologica.

 

Canto: Creati per te

 

Salmo corale: Salmo 15
Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto a Dio: "Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene".
Per i santi, che sono sulla terra, uomini nobili, è tutto il mio amore.
Si affrettino altri a costruire idoli:
io non spanderò le loro libazioni di sangue
né pronunzierò con le mie labbra i loro nomi.
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi, è magnifica la mia eredità.
Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.
Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare.
Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro,
né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.
Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena nella tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

 

Guida: Alla fonte della gioia cristiana ha saputo attingere madre M. Crocifissa, che non a caso ci ha lasciato l’incarico di continuare la sua adorazione eucaristica e condividere la sua passione per Gesù e per le anime, soprattutto nei momenti in cui, presi dalla foga di divertirsi, noi e i nostri fratelli rischiamo di rinnegare la nostra condizione di figli di Dio e di portatori della vera gioia.

 

Lettrice: dal Diario spirituale di madre M. Crocifissa  (6 marzo 1927) . L'Ostia Divina è la porta del Cielo, e quindi con Gesù nel Cuore si entra in quella Patria beata, godevo le celesti delizie, nel momento dell'Elevazione oh! com’è bello l'altare, è sempre di nuova bellezza ornato, mi sembrò vedere Gesù nell'Ostia Santa, pieno di luce e di splendore, le Sue S.S. Piaghe, specialmente quella del costato, quando Ella, o mio buon Padre, si comunicava, la S.S. Vergine mi fece cenno di accostare le mie labbra nella ferita del Cuore di Gesù crocifisso, non ero sola ma assieme a Lei, Padre gustavo l'amore che scaturisce dal Cuore Divino, “nutritevi del mio Sangue per vivere la mia stessa vita”, sembrò sentire dall'intimo del Cuore di Gesù. Rinnovai la mia Offerta assieme a Lei, o mio buon Padre, uniti alla Vittima Divina, sentivo in quel momento la misteriosa trasformazione della nostra vita nell'Autore dell'Eterno e Puro Amore, mentre la Madre, stando ai piedi della Croce offriva la Vittima Divina, così offriva la nostra Immolazione all'Eterno Padre.

Vorrei manifestarle, o Padre, il dolce vincolo di amore che nel momento della Comunione del sacerdote, l'animo mio sente con i giusti che vivono la vita Eucaristica, sembrami ripetersi sempre con diverse conoscenze l’Istituzione della SS. Eucaristia che fu il dolce vincolo dell'amore fraterno fra i discepoli, la SS. Vergine e le intime soavità dell'amore Paterno che lasciava per nutrimento la Sua stessa Carne il Suo Sangue.

… Oh! com’è bello l'altare, come vorrei chiamare tutto il mondo ad assistere questo spettacolo dell'immenso amore di Dio verso le insensate sue creature, corre dietro mille vane sciocchezze, perde il tempo prezioso e tralascia, non sicura delle immense misteriose bellezze che Iddio svela anche in questa vita alle anime che vivono di fede, di Cielo.

Amare le creature in Dio e con Dio oh! com'è dolce, quale sicurezza sente l'anima che ama il prossimo, i fratelli tutti con amore puro e santo, quale gioia e gaudio interno amare con preferenza qualche creatura che la rappresenta lo Sposo Celeste, la figliuolanza spirituale, come sento dilatarmi il cuore, vive di un amore che si perde nell'Infinito!...

Padre mio caro, mi sembra che questo amore s'accresce sempre, è la dolce fiamma Eucaristica che mi consuma, mi dà vita e mi dà morte, ma una morte che mi fa gustare la vita d'Amore! Oh! come s’inganna il mondo, crede che le anime Religiose, rinunziando alle loro follie non sappiano amare, non gustano certo il loro amore falso e sregolato, ma un amore puro, immenso, eterno, gustano la vera felicità dell'Amore senza limiti, senza rimorsi, un amore che divinizza, un amore che lega con i Beati, con le Sante Anime purganti, con i giusti sulla terra, amore per tutte le creature, per tuttocciò che l'Autore del vero amore ha creato. Padre mio, non ho amato mai come ora... come gusto la vita soprannaturale, questa lieta dimora posso chiamarla anticamera del Cielo; com’è bella la natura, come mi rapisce e mi trasporta all'Infinito, al Creatore di tante bellezze! Padre, di tutto quello che sento nell'intimo del cuore, di soprannaturale mi è impossibile descriverlo, un piccolo cuore, contiene cose immense!... Non la finirei su questo riguardo, venite tutte o creature che avete tanta sete d'amore, venite vorrei a tutti far capire e provare, venite alla Sorgente del Vero e Puro Amore all'Eucaristia!

 

Canto finale: Ora è tempo di gioia