Adorazione eucaristica comunitaria

QUANDO SARAI NEL TUO REGNO

 

 

Il  tuo regno  non  è  di  questo  mondo,
Signore  Gesù,
perché  tu  porti  il  mondo  sulle  spalle,
             come  un  pastore  la  pecora  smarrita
 fr P.-Y. Emery

 

 

 

Responsorio iniziale:   G. Ecco ritto in mezzo al trono l’Agnello immolato
T. Tu, nostro pastore, sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli,
G. perché sei stato immolato
T. e ci hai riscattate per Dio con il tuo sangue da ogni tribù, lingua, popolo e nazione
G. e ci hai costituite per il nostro Dio in regno di sacerdoti
T. e regneremo sopra la terra, immolate con te, Agnello immolato.
G. Nel tuo regno senza frontiere, ricordati anche di noi, Signore!

Canto: E mi sorprende

 

Preghiera corale di adorazione e di abbandono:

Nel tuo Figlio diletto, Gesù Cristo,
nostro Signore, tu ci hai dato
niente di meno che te stesso
e tutto ciò che ti appartiene.

Ti rendiamo grazie
di poter essere tue ospiti
al tavolo della tua grazia
per tutta la vita e per l'eternità.

Noi deponiamo ora davanti a te
tutte le nostre pene, i nostri sbagli,
i nostri errori, le nostre trasgressioni,
le nostre afflizioni, le nostre preoccupazioni,
le nostre rivolte e la nostra amarezza,
tutto il nostro cuore, tutta la nostra vita
che tu conosci meglio di noi stessi.

Rimettiamo tutto nelle tue mani fedeli,
che tu hai tese verso di noi nel nostro Salvatore.
Prendici così come siamo,
raddrizza noi che siamo deboli,
rendici povere come siamo,
ricche della tua pienezza!               K. Barth

 

Canto: La tua parola, Signore

Ascoltiamo il vangelo di oggi: Dal vangelo secondo Luca  (23, 35-43) .

In quel tempo, il popolo stava a vedere, i capi invece schernivano Gesù dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell'aceto, e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C'era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e anche noi!». Ma l'altro lo rimproverava: «Neanche tu hai timore di Dio e sei dannato alla stessa pena? Noi giustamente, perché riceviamo il giusto per le nostre azioni, egli invece non ha fatto nulla di male». E aggiunse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso».

T. Nel tuo regno senza frontiere, ricordati anche di noi, Signore!

 

Una riflessione ecclesiale: Bestemmie, scherni, ingiurie dei passanti: "Salvati!". Perché questo gusto perverso di divertirsi alle spalle del debole senza difesa? Le forze del regno delle tenebre sono all'opera, in piena luce, e si accaniscono a salvare ciò che possono del loro potere.

Ma tu, l'Agnello di Dio, con il cuore ferito da un dolore immenso, rimani completamente nella volontà del Padre. Interrompi la spirale della violenza rifiutando di lasciarti coinvolgere in essa e di mantenere gli altri nel loro accecamento. Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno. Sì, tu perdoni e oggi accogli nel tuo Regno, solo per tua grazia e per sempre, il buon ladrone, l'omicida che si apre alla fede; e il centurione, il pagano, rimane stupito  (M. deVries) .

T. Nel tuo regno senza frontiere, ricordati anche di noi, Signore!

 

Lettrice: Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore  (Gv 10,11)  -  T. Nel tuo regno …

L. Io sono il buon pastore, nessuno mi toglie la vita, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio (Gv 10,18)  -  T. Nel tuo regno …

L. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me  (Gv 10,14) - T. Nel tuo regno …

L. Io sono il buon pastore, ho altre pecore che non sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre  (Gv 10,16)  -  T. Nel tuo regno …

L. Io sono il buon pastore, le mie pecore ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore  (Gv 10,16)  -  T. Nel tuo regno …

L. Io sono il buon pastore, per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo  (Gv 10,17)  -  T. Nel tuo regno …

Canto: Il suo Sangue

Una riflessione patristica: Il regno di Dio, che è in noi, col nostro instancabile procedere giungerà al suo compimento, quando … egli, dopo aver sottomesso tutti i suoi nemici, consegnerà il regno a Dio Padre, perché Dio sia tutto in tutti  (cfr 1Cor 15,24. 28) . Perciò preghiamo senza stancarci. Facciamolo con una disposizione interiore sublimata e come divinizzata dalla presenza del Verbo. Diciamo al nostro Padre che è in cielo: «Sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno»  (Mt 6,9-10) . Se vogliamo che Dio regni in noi, in nessun modo «regni il peccato nel nostro corpo mortale»  (Rm 6,12) . Mortifichiamo le nostre membra che appartengono alla terra  (cfr Col 3,5) . Facciamo frutti nello Spirito, perché Dio possa dimorare in noi come in un paradiso spirituale. Regni in noi solo Dio Padre col suo Cristo. … Rimanga finché tutti i suoi nemici, che si trovano in noi, diventino «sgabello dei suoi piedi»  (Sal 98,5) , e così sia allontanato da noi ogni loro dominio, potere e influsso. Tutto ciò può avvenire in ognuno di noi. Allora, alla fine, «l’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte»  (1Cor 25,26) . Allora Cristo potrà dire dentro di noi: «Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?»  (1Cor 15,55; cfr Os 13,14) (Origene) .

T. Nel tuo regno senza frontiere, ricordati anche di noi, Signore!

Canto: Re di gloria

Un’esperienza carismatica: In un venerdì sentii nell'intimo del cuore una voce che mi chiamava, era un ora insolita recarmi in chiesa, ma era la voce del Prigioniero Eucaristico e m'affrettai ad ascoltarla. Mi sembrò dal Tabernacolo vedere Gesù crocifisso e la sua Madre che, abbracciando il figlio era coperta di sangue del Figlio, che abbondante scorreva dalle piaghe divine. A sì penosa visione e così improvvisa rimasi coll'animo straziato e con gran desiderio mi offrivo anch'io Vittima per alleviare tanto immenso dolore al Figlio e alla Madre.

Compresi con lume intimo senza udir parole, che la visione era proprio per dispormi a soffrire una grande afflizione inaspettata per me, per Lei, o Padre caro, per tutte sarebbe stata amarissima. […] La Divina Madre in quell'istante di luce mi fece capire che in quello stato, mentre tutto umanamente sembrava distrutto, s'accresceva in lei l'amore pel Suo Figlio e per tutta l'umanità della quale era divenuta Madre. Compresi questi celesti ammaestramenti per rendermi più forte nelle lotte e per star unita allo Sposo Divino sulla Croce  (m. M. Crocifissa, 16/06/1929) .

T. Nel tuo regno senza frontiere, ricordati anche di noi, Signore!

 

Celebriamo i secondi vespri della solennità:

Inno: (sostituito dal seguente)

Venerando l’augusto legno

della tua preziosa croce, o Cristo Dio,

supplichiamo te, Signore,

che vi sei stato inchiodato:

libera dai pericoli il genere umano,

per la Madre di Dio, tramite la quale

Adamo è stato richiamato nel paradiso.

 

Rifugiamoci sotto la croce, rallegriamoci.

Peccatori, siamo sobri:

il paradiso è stato aperto da Cristo sulla croce

e il Ladrone ne è stato eletto custode.

Non chiudiamo a noi stessi quanto non è chiuso.
 

L’amico del Cristo, il Ladrone, affettuosissimo,

ha l’incarico di accogliere noi con amicizia:

onoriamo dunque la croce,

custode della nostra vita,

perché a noi assicura la vita dei cieli.
 

Essa protegge tutti

dal maligno e dai suoi assalti. --

Quanti sono marcati dal sigillo del Cristo

hanno la fiducia di entrare in paradiso.

 

Sei divenuto figlio di Maria,

o Figlio di Dio, nostro Salvatore,

e ti sei lasciato inchiodare sulla croce,

tu, il Dio incarnato, per salvare gli afflitti

e prendere in pietà i peccatori,

tu, Potente e Buono.
 

Dona il pentimento

a tutti quelli che sperano in te,

affinché di gran cuore ti servano

con i salmi e le preghiere.
 

Uniti al Ladrone noi ti gridiamo come lui:

“Ricordati di noi nel tuo regno”.

Degnati di unirci al coro dei santi, o Cristo,

poiché abbiamo avuto il sigillo della croce

per esserne un tutt’uno nel paradiso (Romano il melode).

A gloria dell’una e trina Divinità
che regna in eterno. Amen

 

1° salmo: cantato

2° salmo: una strofa per ciascuna; il gloria si canta

Cantico: si canta l’alleluia; le strofe si recitano lentamente a coro unico

Magnificat: cantato

Padre nostro: cantato

 

Canto finale: Vivere la vita