Adorazione eucaristica comunitaria

PREGARE SENZA STANCARSI

 

Canto di esposizione: Nel mistero


Introduzione alla preghiera:

Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, pietà Cristo, pietà
Signore, pietà Signore, pietà
Cristo, ascoltaci Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici Cristo, esaudiscici

Padre Celeste, Dio,

abbi pietà di noi

Figlio, Redentore del mondo, Dio,

abbi pietà di noi

Spirito Santo, Dio

abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi
Santa Maria Madre di Dio prega per noi
Santissima Eucaristia noi ti adoriamo
Dono ineffabile del Padre noi ti adoriamo
Segno dell’amore supremo noi ti adoriamo
Prodigio di carità dello Spirito Santo noi ti adoriamo
Frutto benedetto della Vergine Maria noi ti adoriamo
Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo noi ti adoriamo
Sacramento che perpetua il sacrificio della Croce noi ti adoriamo
Sacramento della nuova ed eterna alleanza noi ti adoriamo
Memoriale della morte e risurrezione del Signore noi ti adoriamo
Sacrificio di lode e di ringraziamento noi ti adoriamo
Sacramento d’espiazione e di propiziazione noi ti adoriamo
Dimora di Dio con gli uomini noi ti adoriamo
Banchetto delle Nozze dell’Agnello noi ti adoriamo
Pane vivo disceso dal cielo noi ti adoriamo
Manna nascosta piena di dolcezza noi ti adoriamo
Vero Agnello pasquale noi ti adoriamo
Diadema dei sacerdoti noi ti adoriamo
Tesoro dei fedeli noi ti adoriamo
Viatico della Chiesa pellegrinante noi ti adoriamo
Rimedio delle nostre quotidiane infermità noi ti adoriamo
Farmaco d’immortalità noi ti adoriamo
Mistero della fede noi ti adoriamo
Sostegno della speranza noi ti adoriamo
Vincolo della carità noi ti adoriamo
Segno di unità e di pace noi ti adoriamo
Sorgente di gioia purissima noi ti adoriamo
Sacramento che germina i vergini noi ti adoriamo
Sacramento che dà forza e vigore noi ti adoriamo
Pregustazione del convito del cielo noi ti adoriamo
Pegno della nostra risurrezione noi ti adoriamo
Pegno della gloria futura noi ti adoriamo

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo

perdonaci, Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo

esaudiscici, Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo

abbi pietà di noi

V. Hai dato loro il Pane del Cielo

R. Che porta in sé ogni dolcezza

Preghiamo - Accogli con bontà, o Signore, la nostra preghiera: fa’ che dia gloria al tuo nome e giovi alla salvezza del mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Canto: Ascolta, Israele

Ascolto della Parola di Dio  (Luca 17, 11-19) : Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: «C’era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Commento alla Parola: La parabola ci presenta il volto della preghiera come richiesta e della necessità “di pregare sempre, senza stancarsi”. Luca vuole presentarci la preghiera “come un’abitudine di vita, un clima di esistenza, una specie di respiro dell’essere spirituale”  (M. Gourgues). Il volto di Dio messo in risalto è quello di un Dio che non si disinteressa dell’uomo, ma è presente nella vita dell’uomo e dei suoi.

Canto di contemplazione: O adoramus te, Domine

 

Sulla scia dei Fondatori: nella Chiesa le norme servono principalmente a segnare dei punti di riferimento forti, frutto di esperienza e preghiera, ai quali rifarsi per camminare nel sentiero della vita senza rischiare di perdere ciò che è essenziale: il rapporto d’amore con Dio e con i fratelli. Alcuni brani del 2° capitolo dello Statuto delle Terziarie Carmelitane di Modica, ci accompagnano nella nostra adorazione.
Ascoltandoli, teniamo conto dell’epoca in cui sono stati scritti  (1911-1912) , delle condizioni limitatissime di vita del gruppo delle giovani Terziarie di Modica e della scarsa formazione teologica di madre M. Crocifissa. Sotto una leggera crosta che il tempo ha resa arida e cadente, scopriremo stimoli e indicazioni ancora oggi preziose.

 

Articolo I - Col distacco dai secolari, col silenzio e col raccoglimento potranno meglio le Suore disporsi a trattare con Dio nella Santa Orazione.

Articolo II - Le Suore se vogliono pregare bene devono osservare e mettere in pratica quanto segue:

Articolo III - Nella preghiera si deve domandare quello che è d'onor a Dio e di vero vantaggio spirituale a sé e al prossimo. Quando si chiede qualche grazia temporale bisogna aggiungere: "se essa è conforme alla divina volontà ed utile all'anima". Domandando invece a Dio qualche virtù non si richiede tale clausola perché è già per sé stessa perfezione voluta da Dio assolutamente.

Articolo IV - Bisogna pregare continuamente. Gesù Cristo disse: "Pregate senza interruzione. Picchiate e vi sarà aperto". Picchiare significa battere con insistenza e perseveranza finché non venga aperto. La preghiera sarà tanto più cara a Dio, quanto più sarà continuata e ripetuta.

Articolo V - Quando si prega bisogna raccogliere i propri sensi esterni ed applicare il proprio spirito a Dio, lasciando dietro le spalle quanto non è Lui, amiche, nemici, ecc. ogni cosa che non si riferisca a Dio. Bisogna quindi eliminare qualunque scompostezza anche meno apparente dalle proprie parole, gesti, passi e atti; non bisogna credere che preghi bene chi borbotta molto colla bocca, anche dicendo molte preghiere, e lascia poi che il suo cuore se ne discorra in questo in quello.
S. Girolamo dice: "La preghiera fatta a fior di labbra e senza sentimenti, val molto poco". Bisogna quindi sforzare la mente a tenerla fissa sempre a Dio e prima d'incominciare la preghiera sgombrare per bene la mente da tutte le immagini e fantasie che potrebbero distrarre nella preghiera.

Articolo VI - Bisogna avere inoltre nella preghiera gran confidenza nel Signore. "Chi viene a me, ha detto Gesù Cristo, con confidenza non lo scaccio". E se Iddio ha tanta cura dei fiorellini del campo, dei pesciolini del mare, degli augelletti dell'aria, delle belve della foresta ecc. come mai abbandonerà chi ricorre a Lui, che porta l'immagine sua stessa e per cui morì sulla Croce?

Articolo VII - Nella preghiera bisogna prostrarsi e presentarsi a Dio con vera umiltà, senza la quale non vi sarà alcuna confidenza, come impariamo dalla Vergine SS.ma. L'umile preghiera è accolta dagli Angeli per essere presentata a Dio e non ne cade sillaba a terra.

Articolo VIII - La Suora quando prega deve avere queste doti altrimenti, pregasse pure tutto il giorno, la sua preghiera non sarà mai accetta dal Signore, ed una delle cause perché Iddio molte volte non concede grazie è perché nella preghiera s'è distratte e si pensa tutto fuorché a Dio. Prima quindi di mettersi a pregare sarà buon uso per la Suora di mettersi alla presenza di Dio.

Articolo XVI - Ogni giorno poi faranno la visita al SS. Sacramento che durerà al minimo mezz’ora e si esenteranno da questa visita soltanto in quei giorni quando il tempo non permetterà d'uscire di casa.

Articolo XVIII - Faranno un'ora di adorazione dinanzi al SS. Sacramento in tutti i giovedì e primi venerdì dell'anno e tutte le domeniche, e sarà loro cura speciale di spargere questa devota e molto fruttuosa pratica per quanto sarà possibile.

Articolo XXII - Si raccomanda a tutte le Suore l'uso frequente delle giaculatorie o sante aspirazioni, con cui le anime innamorate di Dio possono fare una vita di continua orazione.

 

Canto di contemplazione: O adoramus te, Domine

 

Celebrazione dei Vespri:
inno,
cantato
cantico, cantato

lettura breve  (Es 17,8-13) : In quei giorni, Amalek venne a combattere contro Israele a Refidim. Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalek. Domani io starò ritto sulla cima del colle con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalek, mentre Mosè, Aronne, e Cur salirono sulla cima del colle. Quando Mosè alzava le mani, Israele era il più forte, ma quando le lasciava cadere, era più forte Amalek. Poiché Mosè sentiva pesare le mani dalla stanchezza, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l'altro dall'altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Giosuè sconfisse Amalek e il suo popolo.

intercessioni sostituite dalla preghiera corale:

    Nulla è impossibile a te, Signore,

e nulla di ciò che ho chiesto è rimasto inascoltato. Anche nei momenti più dolorosi

la tua presenza amorosa non è mai venuta meno. Nulla sfugge alla tua bontà di Padre.

Passano i giorni della mia vita e vedo sempre più che la tua gioia è farmi felice.

Ho ricevuto in dono questa vita e non mi appartiene ma sono libera di scegliere.

Conosco la mia infedeltà, la mia mediocrità, ma conosco anche il gusto della vita,

la gioia di donarsi, la fatica del condividere, la forza della speranza.

Non posso esistere senza di te che mi sei Padre, Fratello, Amico.

Ascolta la mia voce: non lasciarmi sfuggire più alla tua bontà di Padre.

 

Preghiera finale: Signore, Gesù Cristo, sorgente della vera pietà e della pace, salga a te nell’adorazione di questo sacramento, la giusta lode per la tua grandezza e si rafforzi la fedeltà e la concordia della tua Chiesa. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

Canto: Maria, tu che hai atteso