Adorazione eucaristica comunitaria

Madre M. Crocifissa:
donna eucaristica

 

 

Introduzione

G: In quest’ora di adorazione, vogliamo invitarvi a pregare davanti all’Eucarestia, in compagnia di madre M. Crocifissa, la nostra fondatrice.

La Chiesa proclama santi in modo solenne quelle persone, alle quali il popolo di Dio si rivolge come a modelli di condotta e intercessori presso il Signore.

I santi sono esseri profondamente umani, non hanno un cuore per amare Dio e un altro per amare gli uomini: essi hanno i piedi per terra, talvolta inciampano e cadono, ma si rialzano e proseguono nel cammino.

Madre Crocifissa è una di queste figure, una santa ordinaria che ha vissuto e testimoniato in modo straordinario l’amore per Dio e per gli ultimi.

Far rifiorire il Carmelo, restaurando l’immagine di Dio nell’uomo, deturpata dal peccato: è la sua missione tra i poveri, in particolare tra i giovani e le famiglie

Riparare le infedeltà dei poveri peccatori: è il suo modo di amare i lontani da Dio, gli indifferenti e collaborare con lo Sposo Divino all’opera di salvezza.

Vivere senza contraddizioni lo spirito di Marta e Maria: è la felice sintesi tra contemplazione e servizio che in lei trova soluzione. Adorare Gesù nell’Eucarestia, il Prigioniero d’amore: è la sorgente dove attinge forza, gioia e passione per le anime.

 

G: O Comunione, mio paradiso terrestre, cielo eucaristico, come mi trasformi in te

T: O immensa Bontà infinita, mi fai vivere la tua stessa vita.  (Dal Diario spirituale di madre M. Crocifissa)

 

Canto

 

Pausa di silenzio per l’adorazione personale, possiamo pregare:

Concedimi, Signore il dono del silenzio! Rendimi una dolce e perfetta consonanza d’amore per lodarti degnamente, non lasciarmi disperdere nella vanità delle mie parole, ma fa’, che immersa nel tuo Verbo, attinga alla sorgente del tuo ineffabile mistero l’esultanza della pura lode. Amen.

 

Ad ogni riflessione tratta dal Diario spirituale di madre M. Crocifissa si canta: O adoramus Te, Domine!

 

_  Mi accostai alla Mensa degli Angeli, e appena Gesù venne, mi si accese un fuoco d'amore immenso in quell'intima unione..... che dolcezze di Cielo, che godimenti, le mie labbra erano attaccate alla piaga del Suo Cuore Divino, il Suo immenso amore mi veniva comunicato da quella fonte di amore con tale intimità da trasformarmi tutta in Lui, vivo la sua stessa vita.  Rit.

 

_  Oh! Divina Bontà di quanti doni e godimenti arricchisci le anime dei giusti in Cielo! Questi misteriosi segreti che Iddio svela per un istante, per i suoi disegni a qualche anima quaggiù, li gusta, li comprende, ma non sa ridirli, eppure tali godimenti sono una pallida idea, un piccolo raggio di luce a paragone dell'immensità dei godimenti pieni e senza velo né ostacolo di sorta alcuna che godrà l'anima in Cielo. Questo argomento è immenso, chi può capire Iddio?!...  Rit.

 

_  Oh Immensità di Dio l'anima da te creata a tua immagine e somiglianza ti comprende sì!... ma si perde... si perde nell'Immensità... come una goccia d'acqua nell'immenso oceano del mare!  Rit.

 

_  Mi attendeva Gesù con tanta impazienza e fu tanto l'impeto dell'amore che il suo amore tutto fiamme mi investì e così immersa in quella fornace divina pregavo per i fratelli per tutta l'umanità che vive lontana da questa vera sorgente d'amore immenso che tanta felicità comunica all'anima che lo gusta.  Rit.

 

_ Scendesti, o Amor Mio con tale impeto d'amore da trasformarmi tutta in sì immenso fuoco, che sentivo sensibilmente e spiritualmente con immenso godimento, sentivo i palpiti violenti del tuo divin Cuore sul mio, una fiamma così sensibile e immensa soavità e godimenti che non ho mai guastato e che non so ridire, lo Sposo Divino s'impadronì del mio cuore... lo annegò nell'oceano immenso del suo Cuore... mi sembrava morire non potevo contenere tanto amore.  Rit.

 

_ Quella fiamma che mi ferisce e brucia la vorrei comunicare a queste anime tiepide ed offro i miei ardenti desideri e trasporti d'amore di voler supplire per consolare il Suo Cuore Divino, e sento che molto graditi sono questi desideri sinceri, e la preghiera in questo grado d'amore riesce di grande profitto per queste Anime prive di questa fiamma d'amore.  Rit.

 

L: Dal vangelo secondo Giovanni

 Disse Gesù: “In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi da il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e da la vita al mondo”. Allora gli dissero: “Signore, dacci sempre questo pane”. Gesù rispose: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. Tutto ciò che il Padre mi da, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.

Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: “Come può costui darci la sua carne da mangiare? ”. Gesù disse: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me”.

 

Breve pausa di silenzio

 

L: Dal documento Mane Nobiscum Domine

"Stanno davanti ai nostri occhi gli esempi dei Santi che nell’Eucarestia hanno trovato l’alimento per il loro cammino di perfezione. Quante volte essi hanno versato lacrime di commozione nell’esperienza di così grande mistero ed hanno vissuto indicibili ore di gioia "sponsale" davanti al "Sacramento dell'altare".

 

G: È l’esperienza di madre M. Crocifissa, ce la racconta lei stessa nel suo Diario spirituale:

"Dormivo tranquilla ma il cuore ardeva di grandi desideri di amore di riparazione a Gesù che, solo solo, trovavo nella sua prigionia d'amore, a Gesù che lo vedevo offeso, oltraggiato, calpestato dalle sue creature, è il giorno dell'Amore Eucaristico e volai all'altare con nuova fame di quel celeste alimento! Oh! Mio Immenso Amore come posso manifestare quello che in quell'istante sperimentai!

"Tutti questi speciali godimenti sono il segno di gradimento alle ardenti preghiere di riparazione che hai fatto", mi rispose lo Sposo, volendo io sapere perché tanti straordinari favori a così vile e inutile creatura incapacissima di corrispondere a tanto amore: "Dimentico tutte le pene che soffro in questa prigione d'amore in questi momenti di intimità col tuo cuore".

Così sentì parlare Gesù stando nel mio cuore. Mi trovai piena di dolci lacrime, una soave e dolce fiamma quasi tutta la giornata era sensibile, sentivo in me mille profumi di Cielo, il talamo dello Sposo Divino" (m. M. Crocifissa, Diario spirituale, 29 ottobre 1925).

 

Canto

 

G: L’amore per l’Eucarestia che ella sperimentava, lo comunicava a quanti la circondavano, alle figlie, alle bambine e alle giovani di cui le suore si prendevano cura, alla gente comune che l’avvicinava per una “parola buona”. Ascoltiamo alcune sue esortazioni a riguardo:

leggiamo spontaneamente, alternando il ritornello:
Cerco solo Te Gesù, mio liberatore sei fonte dell’amore, Tu riempi la mia vita.

 

 L’amore che ogni giorno attingete nella Sorgente Eucaristica comunicatelo a tutto il mondo con la preghiera, con i grandi e immensi desideri di voler salvare tutte le anime, e con le parole e soprattutto con il buon esempio…

Rivolgete parole soavi, parole ispirate da Colui che è Amore Immenso perciò lo spirito di unione intima con Gesù Eucaristia vi deve sempre guidare in tutte le  vostre azioni, anche indifferenti; il riposo, il lavoro sia sempre guidato dalla Luce Divina, dalla Fiamma Eucaristica che dovete sempre aver presente.

Così praticando, conserverete la pace intima che vi lega a Gesù, ed in Lui scambievolmente al prossimo, così farete immenso bene, vi ricolmerete l’anima di gioie, di bellezze che non sono di questo mondo.    Rit.

 

  Siate innamorate dell’Ostia immacolata, siate le vigili sentinelle del Tabernacolo, tenete sempre il vostro cuore in adorazione innanzi all’Ostia d’Amore che sta rinchiusa in quella casetta per nostro amore.         Rit.

 

   Apprezziamo il dono immenso che Gesù ci ha dato restando fino alla fine del mondo con noi.     Rit.

 

   Non sono le parole che ci tengono unite, ma l’amore nel Cuore di Gesù Ostia, in questo telefono divino delle anime che amano e si amano in Lui e per Lui.        Rit.

 

   La bontà, l’amore si attingono nella Sorgente Eucaristica che abbiamo dentro di noi, con noi sempre presente e nel tabernacolo.          Rit.

 

  Prega, prega sempre, se dormi, se vegli, se lavori, la preghiera è una relazione d’ amore con l’Amore Immenso, perciò un bisogno del cuore, la vita dell’anima, così è la preghiera dell’anima innamorata della Bontà Divina, dell’Ostia d’ Amore.         Rit.

 

Canto

 

G: La straordinarietà nella vita di madre M. Crocifissa fu, ad imitazione della piccola Teresa di Lisieux, la semplicità e il nascondimento, che la permeava di un alone di santità autentica avvertita da quanti la accostavano. Il suo è un modello di santità di grande attualità: una donna semplice e forte, afferrata dall’amore di Dio, tutta protesa al cielo, ma attenta a curvarsi sulla terra, sull’umanità sofferente e ferita nella sua dignità. Una persona “normale” che ha saputo trarre dalla sua fede profonda e dall’amore appassionato all’Eucarestia, ispirazione e nutrimento per la sua vita di santità.

 

L:  Dal vangelo secondo Matteo            (18, 1-4)

 In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: “Chi è il più grande nel regno dei cieli? ”. Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.

 

L:  Dagli scritti di madre Crocifissa

«La Sapienza increata non si serve per il compimento dei suoi disegni di  persone istruite e potenti, ma di umili mezzi per dimostrare al mondo che è lui solo che opera servendosi di vili strumenti. Se la Divina Bontà ci ha prescelto per questa ardua missione non ci meravigliamo, ma ammirando dobbiamo chinare la fronte e con umile semplicità abbandonarci come un fanciullino sul cuore del Padre».

 

Salmo 131  (a coro unico)

Signore, non si inorgoglisce il mio cuore

e non si leva con superbia il mio sguardo;

non vado in cerca di cose grandi,

superiori alle mie forze.

Io sono tranquillo e sereno

come bimbo svezzato in braccio a sua madre,

come un bimbo svezzato è l’anima mia.

Speri Israele nel Signore,

ora e sempre.

 

Preghiamo insieme

Salvatore del mondo, che nella santità di madre Crocifissa oggi rallegri il nostro spirito, disponi il nostro cuore a rimanere unito a te, rendilo povero per avere la gioia di credere e la volontà libera di obbedire alla tua Parola. Tu che vivi e regni nei secoli. Amen.

Canto finale