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Adorazione eucaristica con madre M. Crocifissa nella solennità del Corpus Domini |
Canto d’inizio: Spalancate le porte a Cristo
Ci
introduciamo nella preghiera, presentando a Gesù eucaristico e
offrendogli totalmente ogni cosa che ci sta nel cuore: gioie e dolori,
preoccupazioni e speranze, le persone che ci hanno fatto male e i tanti fratelli
e sorelle che ogni giorno ci sono accanto con amore, il bene che riusciamo a
fare e le carenze, le omissioni, le piccole cattiverie che commettiamo… ciascun
episodio che rimane nella nostra memoria, ogni cicatrice che ci portiamo nel
cuore, i piccoli o grandi rimorsi e dubbi… tutto, proprio tutto vogliamo mettere
davanti a Colui che ci ama, perché nella sua Onnipotenza lo bruci in una fiamma
purificatrice e lo trasformi in amore, in beneficio per ogni uomo e donna del
nostro tormentato mondo. Seguiamo così l’esempio di madre M. Crocifissa:
L'ora santa, l'ora dell'amore e del dolore. Gesù mi aspettava nell'orto degli
ulivi, mi invitò a piangere con lui, un Dio che piange..... che suda
sangue....oh scena straziante per l'anima amante, ebbi un lume soprannaturale
dell'offesa che la creatura fa a Dio anche di un sol peccato veniale […], ma
unite alle lagrime di Gesù ottiene misericordia anche per i grandi peccatori.
S'impadronì di me un intenso dolore delle mie infedeltà dei parenti, di tutti i
fratelli peccatori presenti e avvenire, mi cagionò un'emozione così forte da
farmi perdere i sensi mi trovai in un mare di lagrime! ! !.... Così trascorsi
l'ora felice. È pur dolce piangere le proprie ed altrui infedeltà e peccati e
offrirsi Vittima di Espiazione assieme al gran Martire d'amore (Diario
spirituale, 3 dicembre 1925) .

Esposizione del ss.mo Sacramento
Canto di esposizione: Davanti al Re
Invocazioni - a ogni invocazione si canta o adoramus te, Domine:
Solo: Nel segno del pane eucaristico
Nel pane che dà la vita al mondo
Nel pane del servizio e dell'amore
Nel pane che sazia la fame dell’uomo
Nel pane donato al mondo come salvezza
Nel pane di comunione e di fraternità
Nel pane che spezzato per la liberazione dell’uomo
Nel pane che toglie il peccato del mondo
Nel pane che vince il dolore e la morte
Nel pane che fa gustare la comunione con te
Nel pane che sostiene il cammino della Chiesa
Nel pane che ci fa pregustare il banchetto del cielo
Silenzio
Canto: alleluia, la tua Parola
Ascoltiamo
ora il Vangelo della solennità del Corpus Domini. Gesù, dopo aver
moltiplicato i pani e i pesci a Cafarnao, parla a coloro che sono andati di
nuovo a cercarlo per poter ricevere ancora una volta da lui il cibo che sazia il
corpo e spiega il significato del “segno” della moltiplicazione del pane,
facendo, così, la prima catechesi sull’Eucaristia:
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà
in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo". Allora i
Giudei si misero a discutere tra di loro: "Come può costui darci la sua carne da
mangiare?".
Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio
dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la
mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo
giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia
la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che
ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di
me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che
mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno"
(Gv 6, 51-58) .
Canto: alleluia, la tua Parola
Silenzio
Musica –
un lettore/trice lentamente e con pause rilegge:
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo.
Io sono il pane vivo
Chi mangia di questo pane vivrà in eterno
Il pane che io darò è la mia carne
la mia carne per la vita del mondo.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna
Io lo risusciterò nell’ultimo giorno
La mia carne è vero cibo
Il mio sangue è vera bevanda
Chi mangia la mia carne dimora in me e io in lui
Chi beve il mio sangue dimora in me e io in lui
Come il Padre ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia
di me vivrà per me
Io vivo per il Padre
Colui che mangia di me vivrà per me
Questo è il pane disceso dal cielo… Chi mangia questo pane vivrà in eterno
Chi mangia questo pane vivrà in eterno.
Canto: Ubi caritas et amor, ubi caritas, Deus ibi est
Gesù
ci dice che “colui che si nutre di Lui, vivrà per Lui”. Madre M. Crocifissa ha
vissuto con grande intensità il suo rapporto personale con Gesù e la ss.ma
Trinità proprio attraverso l’Eucaristia, “pane vivo disceso dal cielo”, pane che
mangiamo e che ci trasforma, che ha man mano trasformato lei e l’ha fatta
“vivere per Lui”. Ascoltiamo uno dei suoi momenti più belli (musica in
sottofondo) :
«Nel momento dell'Elevazione, sono invitata dalla Vergine a seguire l'Agnello
ovunque Egli vada, il mio spirito si confonde assieme all'immensa schiera dei
Beati e circondano l'Altare di celesti bellezze, assistere alla mistica
Immolazione della Vittima Eucaristica e immolarci assieme a Lui oh! che sorgente
di grazie infinite è questa sublime Immolazione, come s'accresce la conoscenza
profonda dei tesori immensi che frutta alla povera umanità il S. Sacrifizio
della Messa, il mio ardore in questo momento s'accresce in riparazione
dell'indifferenza di tanti ciechi miei fratelli che non hanno mai gustato simili
consolazioni, vivono immersi nel peccato, schiavi del nemico delle loro anime,
cercano la felicità ma cosa può dare il loro crudele padrone se non i suoi
possedimenti?!...
Oh se gustassero un solo istante i segreti della vera felicità che anche in
questa vita godono le anime che praticano la legge soave del Vero Padre e
Redentore, anche qui comincia per queste fortunate anime il paradiso!» (Diario
spirituale 26/06/1929) .
Concedici,
Gesù, di gustare, di assaporare, di sentire il sapore dolcissimo e il
gusto della tua Presenza accanto a noi! Lo sappiamo: solo così troveremo la
felicità e la gioia vera, quella che “nessuno potrà toglierci”, perchè dimora
nel profondo di noi stessi, là dove “abitiamo” assieme a te.
Concedici, Gesù, di non rimanere mai e mai più indifferenti alla tua Presenza
nell’Eucaristia e dentro di noi, perché il tuo amore possa irrigare le
profondità del nostro cuore ed espandersi attorno a noi.
Canto: Riposta al mistero
Silenzio
Lasciandoci avvolgere dal silenzio della notte e ascoltiamo le parole di
Giovanni Paolo 2°:
«”Quando la Chiesa celebra l'Eucaristia, memoriale della morte e risurrezione
del suo Signore, questo evento centrale di salvezza è reso realmente presente e
«si effettua l'opera della nostra redenzione”. Questo sacrificio è talmente
decisivo per la salvezza del genere umano che Gesù Cristo l'ha compiuto ed è
tornato al Padre soltanto dopo averci lasciato il mezzo per parteciparvi
come se vi fossimo stati presenti. Ogni fedele può così prendervi parte e
attingerne i frutti inesauribilmente. Questa è la fede, di cui le generazioni
cristiane hanno vissuto lungo i secoli. Questa fede il Magistero della Chiesa ha
continuamente ribadito con gioiosa gratitudine per l'inestimabile dono. Desidero
ancora una volta richiamare questa verità, ponendomi con voi, miei carissimi
fratelli e sorelle, in adorazione davanti a questo Mistero: Mistero grande,
Mistero di misericordia. Che cosa Gesù poteva fare di più per noi? Davvero,
nell'Eucaristia, ci mostra un amore che va fino “all'estremo” (cfr Gv
13,1) , un amore che non conosce misura» (Giovanni
Paolo ii, Ecclesia de Eucharestia, 11) .
Il mistero
ci avvolge: la vita di Gesù, donata per noi, ci viene continuamente e
costantemente comunicata dallo Spirito santo nell’Eucaristia. Se sappiamo essere
docili a questo ineffabile dono, come fu per madre M. Crocifissa, avremo la
grazia di partecipare in modo del tutto personale al dono pasquale salvifico di
Gesù:
«Nella Comunione mi sentii presente nel momento dell'Istituzione della S.S.
Eucaristia, di essere in compagnia con i primi discepoli di Gesù e della S.S.
Vergine e sperimentai l'unione di Gesù per mezzo di questo Cibo Divino con la
Chiesa Militante: è il Cibo che affratella, unisce tutte le membra al Corpo di
Gesù che è il Capo, nutrirsi dello stesso Alimento, mangiare alla stessa Mensa
per essere tutti uniti in questa vita, come i beati godono la stessa beatifica
Visione reale di Colui che qui contempliamo e gustiamo sotto i mistici veli
dell'Eucaristia.
Compresi la grandezza del Sacerdote nel momento che pronunzia le Misteriose e
sublimi parole della Consacrazione, e mi sembrò vedere l'altare circondato da un
numero immenso di Angeli che riverenti si accostavano a Lei, o mio buon Padre,
Sacerdote e Vittima, e tutti baciavano le sue vesti Sacerdotali» (Diario
spirituale 21/01/1926) .
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Gesù, figlio diletto del Padre
Gesù, luce delle genti
Gesù, maestro di verità
Gesù, Santo di Dio
Gesù, Redentore dell’uomo
Gesù, Servo del Signore
Gesù, bellezza divina
Gesù, Divino Maestro
Gesù, Primo ed Ultimo |
a te la lode e la
gloria
a te la lode e la gloria
a te la lode e la gloria
donaci la tua salvezza
donaci la tua salvezza
donaci la tua salvezza
a te la lode e la gloria
a te la lode e la gloria
a te la lode e la gloria |
Gesù,
Figlio del Dio vivente, ci chiama ogni giorno a vivere in Lui, con Lui e per
Lui, a vivere una vita “eucaristica” nell’adorazione, nella lode e nel dono di
noi stessi.
Ascoltiamo l’esortazione di madre M. Crocifissa alle sue figlie, un’esortazione
che può valere per ogni uomo e donna cristiano:
Voglio augurarmi che […] la vostra Comunità sia tutta di anime ardenti,
fedeli al gran Dono della Vocazione, tutte comprese dei grandi privilegi
accordatoci dalla Divina Bontà, che vive fra noi nella nostra stessa Casa, nel
Tabernacolo, ci attende col cuore aperto pronto sempre a versare su ciascuna
l’amore infinito, la sua luce, forza, le nostre miserie, infedeltà non
l’allontanano, sempre palpita notte e giorno d’Amore per noi. Oh! immenso Amore,
profondissima umiltà, quante sublimi lezioni non ci dà dal Tabernacolo!
Proponiamoci di ascoltare la Voce Divina, di portare il cuore vuoto delle
passioni, umili e mortificate, e sentiremo ciò che Gesù brama comunicare alle
sue anime predilette. Tale sia il nostro digiuno spirituale da renderci vere
Spose di Gesù Crocifisso, questo digiuno non fa male, anzi dà la santità
all’anima che ha giurato di raggiungere la perfezione nei S. Voti. Fa bene al
corpo, perché la pace dell’anima dà più salute fisica. Portiamo a Gesù che ha
tanta sete di anime, d’amore, nelle visite al SS. Sacramento, il nostro cuore
pieno d’amore di piccoli sacrifizi di grandi desideri, versiamo tutto nella
Piaga del Cuore di Gesù, così avremo la vera pace, la felicità religiosa, le
Celesti benedizioni. Vostra Madre.
(lettera del 25. 2. 42) .
Silenzio
Canto finale: La Madre, p. 27 (si omette l’ultima strofa)