Beato ISIDORO - BAKANJA
Nato tra il 1880 e il 1890 a Bokendela (Congo) , nella tribù dei Boangi. Fin
da ragazzo, per vivere fu costretto a lavorare come muratore o nei campi.
Istruito nella fede da due missionari, è diventato cristiano nel 1906, intorno
ai suoi 18 anni; al Battesimo riceve anche lo Scapolare della Madonna del
Carmine.
Si fa strada sul lavoro, diventa assistente edile, poi lo assume come domestico,
in una piantagione di Ikili, l’agente di una società proprietaria di grandi
piantagioni di caucciù: un belga, come la sua società; come quasi tutte le altre
imprese in Congo. E come i due missionari che hanno convertito Isidoro,
Trappisti dell’abbazia di Westmalle, vicino ad Anversa. Ma a questo dirigente le
conversioni non vanno giù. I neri devono lavorare, chi prega perde tempo. Ce ne
sono altri come costui nelle grandi società, avversi al cristianesimo fors’anche
per ragioni ideologiche, ma certo perché vedono nel legame di fede dei congolesi
tra loro e con i missionari un pericolo per il pieno potere delle società sulla
manodopera nera.
Isidoro non resiste, vorrebbe tornare a casa, ma gli è proibito. Gli comandano anzi di buttare via lo scapolare della Madonna del Carmine che porta al collo, insegna della sua fede. Lui rifiuta, e allora cominciano due successive flagellazioni che gli procurano ferite inguaribili. Così straziato lo portano in un altro villaggio, per non farlo vedere a un ispettore. Ma questi lo trova, "con il dorso scavato da piaghe purulente e fetide, coperte di sporcizia, assalite dalle mosche". Decide di portarlo con sé per curarlo. Ma Isidoro sente venire la morte e dice a un amico: "Se vedi mia madre, se vai dal giudice, se incontri un sacerdote, avvertili che sto morendo".
Arrivano dei missionari e lui racconta la vicenda; esortato a
perdonare il suo torturatore, risponde di sì: "L’ho già perdonato.
Quando sarò in cielo, pregherò molto per lui". Flagellazione mortale, ma
agonia lunghissima: sei mesi. Un’atroce decomposizione di carne viva. Isidoro
Bakanja si è fatto rimettere al collo lo scapolare e stringe in una mano la
corona del Rosario: che tutti lo vedano morire professando la fede.
Muore il 15 o l'8 agosto 1909.
Due dei pochi documenti ufficiali ancora esistenti di Isidoro sono la sua iniziazione alla vita cristiana e la iscrizione alla Confraternita dello Scapolare del Carmelo.
Le immagini adottate per rendergli culto sono state realizzate su iniziativa di
p. Riccarco Palazzi o.carm., ritraendo personaggi generici poiché è impossibile
avere ritratti verosimili del nuovo Beato.
È stato proclamato beato il 24 aprile 1994. La sua memoria si celebra il 12 agosto.