
Dedichiamo quest'ottavario di preparazione alla solenne memoria della
Madonna del monte Carmelo
a contemplare Maria assieme ai santi e
alle sante del Carmelo,
suoi prediletti figli e nostri grandi
fratelli e sorelle che ci hanno preceduto nel cammino terreno
e ora
godono della beatitudine eterna nella gloria della santità.
parrocchia s. Maria del Carmine – Santa Marinella
a cura di sr Marianerina CMSTGB, luglio 2008
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1. Ave Maria
Ave Maria, Figlia di Dio Padre.
Ave Maria, Madre del Figlio di Dio.
Ave Maria, Sposa dello Spirito Santo.
Ave Maria, tempio di tutta la Divinità.
Ave Maria, candido giglio della fulgida e sempre serena Trinità.
Ave Maria, rosa risplendente di celeste armonia.
Ave Maria, Vergine delle Vergini, Vergine fedele
dalla quale ha voluto nascere ed essere allattato il Re dei cieli.
Ave Maria, Regina dei martiri, la cui anima trafisse la spada del
dolore.
Ave Maria, Signora del mondo,
a cui è data ogni potestà in cielo e in terra.
Ave Maria, Signora del mio cuore,
Madre di vita, dolcezza e speranza mia carissima.
Ave Maria, Madre amabile.
Ave Maria, Madre ammirabile.
Piena di grazia, il Signore è con te.
Benedetta tu fra le donne.
E benedetto il frutto del tuo ventre, Gesù.
E benedetto il tuo sposo Giuseppe.
E benedetto il tuo padre Gioacchino.
E benedetta la tua madre Anna.
E benedetto il figlio tuo Giovanni.
E benedetto l'angelo tuo Gabriele.
E benedetto il Padre eterno che ti ha eletta.
E benedetto il Figlio che ti ha amata.
E benedetto lo Spirito Santo che ti ha sposato.
E benedetti in eterno quanti ti benedicono e ti amano.
Marco della Natività (1617-1696)
2. Incontro con Maria
O Vergine del Carmelo,
riempi della tua presenza
il cammino della nostra vita.
La tua bellezza,
specchio della Bellezza Divina,
irradi nel mondo
mitezza, pace e armonia.
La tua tenerezza,
riflesso della Misericordia divina,
ci aiuti ad amare Dio e i fratelli
con cuore puro e totale dedizione.
La tua sapienza,
dono dello Spirito Santo,
ci educhi all'ascolto orante della Parola
e a vivere secondo i Suoi Disegni.
La tua vicinanza,
segno delle promesse divine,
ci insegni la solidarietà
e la carità verso i poveri.
Con il tuo esempio,
sostienici, o Maria,
nostra Madre e Sorella. Amen.
Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto (1994)
3. A Maria del monte Carmelo
secondo lo spirito della b. Maria Crocifissa
Beata sei tu, Maria,
Madre di Dio,
bellezza del Carmelo, sorella nostra!
Noi vogliamo vivere con te
e, come te, diventare
ogni giorno di più discepoli di Gesù,
gente che lo segue con umiltà e totalità,
ascoltatori del suo Vangelo!
Al tuo cuore materno, attento e sensibile,
affidiamo con fiducia
le nostre necessità e speranze
per la vita presente e futura,
per il corpo e per lo spirito,
per le nostre famiglie e per chi non amiamo,
per la nostra città e per ogni uomo e donna.
Tu sei la Madre della Misericordia,
lo strumento privilegiato della tenerezza del Padre
e perciò affidiamo a te le nostre suppliche,
sicuri che tu intercederai per noi
dinanzi al trono del Misericordioso
e otterrai per noi tutto il bene che ci è necessario.
Salve, nostra tenera Madre!
Salve, stella che brilla su ogni tempesta!
Salve, fiore benedetto che fa bello il Carmelo!
4. A Maria, patrona e madre del Carmelo
O Vergine mite,
roccia da cui sgorga ciò che dolcemente scorre,
goccia d'unguento,
scala fiorita di Giacobbe.
Nube che piove manna, profumo di paradiso.
Porta che rimane chiusa,
patrona senza macchia.
Porgi a Cristo, tuo Figlio, il seno pieno di dolcezza.
O Vergine Maria, miele stillante.
O Vergine celeste, accompagna i nostri passi
perché il nostro cammino sia sempre certo.
Tu vuoi, puoi, devi, o regale tutrice.
È in te riposta pienamente la speranza di tutti noi.
Dolce, tu vuoi.
Regina, tu puoi.
Patrona, tu devi.
Effondi la tua preghiera
e concedi il tuo favore e il tuo aiuto.
Arnoldo Bostio (+ 1499)

Testi dei Santi carmelitani
1° giorno – Maria nella Trinità
S. Rosario, misteri gaudiosi
Messa MARIA PORTA DEL CIELO (n. 46 – t. ordinario)
Dalle estasi di s. Maria Maddalena de' Pazzi (Firenze, 1566-1607)
(libro delle Probationi – 1, estasi di venerdì 25 marzo 1588)
«O Maria, sazietà della Trinità, obiettivo dei profeti: a che
aspiravano i profeti, se non alla venuta tua? Dove mandavano le loro voci,
se non a te? Perché aspettando il Messia sapevano che doveva nascere
da te. Non sei luce del popolo ebreo, ma di tutto il genere umano.
Il loro condottiero, Mosè, tolse loro la sete una volta con l'acqua
dalla roccia; ma tu, Maria, hai percossa quella dura e immobil pietra
dell'Eterno Padre con la verga; e quel fu la verga con la quale tu
battesti questa pietra tanto dura? O Maria, dimmelo! È nota ai dotti
e agli indotti. Oh, è cosa minima e ha potuto fare sì gran cosa.
Quanto più è impotente, tanto ha maggior potenza, quanto più appar
vile, tanto opera maggior cose. O Maria, e quando percuotesti quella
roccia? Quando ponesti lo sguardo degli occhi tuoi a quel seno e
riconoscesti di non esser degna di essere ancella di quella che
doveva essere la madre del suo Unigenito! E tanto grande fu questa
percossa che l'Eterno Padre non si potè contenere dal darti subito il
Verbo. E così in quell'istante, per dir così a modo nostro, in un
batter d'occhio discese in te, e lo Spirito Santo formò quel bel
corpo del Verbo, così piccolino. E nondimeno, il Verbo era ed è così
grande che il cielo non lo può contenere, e pur si volle rinchiudere
nel piccol ventre di una verginella. Ma qual creatura ha mai potuto
intendere la tua grandezza?
Quei begli occhini che in continuo vedevano quell'unione che è fra il
Padre e lo Spirito Santo, e se stesso essere in quella unione, qual
creatura potrebbe mai comprender la lor bellezza?
E qual orecchio può mai intendere quelle mutue voci che in continuo
mandavi fuori? Qual lingua mai ti può lodare?
E quelle mani che hanno fabbricato il cielo e la terra, e son così
piccoline, chi mai potrebbe intendere le lor grandi operazioni? In
somma qual intelletto ti può mai comprendere?»
2° giorno – Maria, vergine fedele
S. Rosario, misteri dolorosi
Messa CUORE IMMACOLATO DELLA B. V. MARIA (n. 28 – t. ordinario,
vangelo 2)
Dagli scritti della b. Elisabetta della Trinità (Avor-Bourges, 1880-Dijon, 1906) (Il cielo della fede, giorno 10)
«"Se tu conoscessi il dono di Dio!" (Gv 4, 10) diceva Cristo alla
Samaritana. Ma che cos'è questo dono di Dio se non lui stesso? Il
discepolo prediletto ci dice che "egli è venuto nella sua casa e i
suoi non l'hanno rice vuto" (Gv 1, 11) . S. Giovanni Battista
potrebbe ancora dire a tante anime: "In mezzo a voi - in voi - c'è
uno che voi non conoscete" (Gv 1, 26) . "Se tu conoscessi il dono di
Dio!"…
Vi è una creatura che conobbe questo dono di Dio, una creatura che
non ne perdette neppure una goccia, una creatura che fu tanto pura e
luminosa da sembrare la luce stessa. "Speculum iustitiae": una
creatura la cui vita fu così semplice e perduta in Dio che è quasi
impossibile parlarne. "Virgo fidelis": è la Vergine fedele: "colei
che custodiva tutte le cose nel suo cuore" (Lc 2, 51) .
Si manteneva così piccola e raccolta alla presenza di Dio, nel
segreto del Tempio, che attirava su di sé le compiacenze della Trinità
santa. "Poiché il Signore si è degnato di rivolgere lo sguardo alla
pochezza della sua serva, tutte le generazioni mi diranno beata" (Lc
1, 48) .
Il Padre, chinandosi sopra questa creatura così bella, così ignara
della sua bellezza, ha voluto che fosse nel tempo la Madre di Colui
di cui Egli è il Padre nell'eternità. Allora intervenne lo Spirito
d'amore che presiede a tutte le operazioni di Dio e la Vergine disse
il suo fiat: "Ecco l'Ancella del Signore, si faccia di me secondo la
tua parola" (Lc 1, 38) .
Si compì allora il più grande dei misteri e, per la discesa del Verbo, Maria fu per sempre la preda di Dio. Mi sembra che
l'atteggiamento della Vergine durante i mesi che trascorsero
dall'annunciazione alla natività, sia il modello delle anime
interiori, delle creature che Dio ha scelto per vive re al di dentro,
nel fondo dell'abisso senza fondo.
Con quale pace, con quale raccoglimento Maria si avvicinava a ogni
cosa, faceva ogni cosa! Come anche le cose più banali erano da lei
divinizzate! In tutto e per tutto la Vergine restava in adorazione
del dono di Dio. E questo non le impediva di prodigarsi al di
fuori,quando si trattava di esercitare la carità.
Il Vangelo ci dice che Maria percorse in fretta le montagne della
Giudea per recarsi alla sua cugina Elisabetta.
La visione ineffabile che contemplava in se stessa non diminuì mai la
sua carità esterna. Questo perché - come dice un pio autore - "se
la con templazione va verso la lode e verso l'eternità del suo
Signore, essa possiede l'unità e non potrà perderla. Viene un ordine
dal cielo, ed essa si rivolge verso gli uomini, ha compassione di
tutte le loro necessità, si china su tutte le loro miserie, bisogna
che pianga e fecondi. Essa illumina come il fuoco, arde come la
fiamma, assorbe e divora sollevando verso il cielo ciò che ha
divorato. Quando ha compiuto la sua azione in basso, si eleva e
riprende, ardendo del suo fuoco, la via verso l'alto!"».
3° giorno – Diventare Maria
S. Rosario, misteri gloriosi
Messa COMMEMORAZIONE SOLENNE DELLA B. V. MARIA DEL MONTE CARMELO
oppure messa votiva DELLA B. V. MARIA DEL MONTE CARMELO (messale
dell'Ordine Carmelitano)
Dagli scritti del b. Titus Brandsma (Bolsward, 1881-Dachau, 1942)
(Bellezza del Carmelo, pp. 54-55)
«Noi dobbiamo cercare di somigliare a Maria, soprattutto perché
riconosciamo la sua perfezione come la più alta che una creatura per
grazia di Dio ha mai potuto raggiungere. Questa perfezione può venir
portata an che in noi a un alto livello, se ci rispecchiamo in Maria
e ci uniamo a lei.
La nostra devozione a Maria deve tendere a far di noi quasi delle
altre madri di Dio, in modo che Dio sia concepito anche in noi e
generato da noi. Il mistero dell'incarnazione ci ha rivelato che
l'uomo vale molto per Dio e che Dio vuole essere intimamente unito
all'uomo. La generazione eterna del Figlio dal Padre è la ragione più
profonda di questo mistero d'amore.
[…] Maria è la figlia di Dio Padre, la Madre del Figlio e la sposa
di Dio Spirito Santo. In lei le tre nascite [celebrate nelle tre
messe del s. Nata le] si sono realizzate. Noi pure siamo stati
scelti dalla Ss.ma Trinità come sua abitazione, per partecipare dei
privilegi che ammiriamo in Maria e che Dio vuol donare anche a noi.
Visto sotto quest'aspetto, mi piace affermare che "il mistero
dell'incarnazione è un'altra sintesi della mistica carmelitana, della
vita spirituale del Carmelo".
La devozione a Maria è uno dei fiori più deliziosi del giardino del
Carmelo. Lo direi un girasole. È un fiore che si innalza sopra tutti
gli altri fiori. Nato su un grosso stelo, ricco di grandi foglie, si
eleva più alto tra il verde fogliame ed ha la caratteristica di
girarsi verso il sole. È addirittura un'immagine del sole medesimo. È
un fiore semplice: può crescere in tutti i giardini ed essere un
ornamento per tutti. È alto e robusto ed ha radici pro fonde come un
albero.
Allo stesso modo nessuna devozione è più salda di quella a Maria. Il
fresco fogliame, le verdi foglie indicano l'abbondanza delle virtù
dalle quali la devozione a Maria è sostenuta. Il fiore rappresenta
l'anima creata a immagine di Dio per assorbire lo splendore della sua
bontà. Sono due soli che risplendono l'uno nell'altro: l'uno
irradiante una luce insondabile, l'altro che assorbe quella luce, che
si immerge in quella luce e diventa quasi un altro sole. È talmente
rapito dai raggi del sole che brilla su di lui, che non può volgersi
altrove, ma soltanto vivere per lui e di lui.
Maria era un fiore così. Fiori della sua semenza, anche noi possiamo
crescere e fiorire davanti al Sole che ha infuso se stesso in lei, e
vuole trasmettere a noi pure i raggi della sua luce e del suo calore».
4° giorno – Maria modello di ogni donna
S. Rosario, misteri luminosi
Messa MARIA VERGINE DONNA NUOVA (n. 20 – t. ordinario, vangelo 1)
Dagli scritti di s. Teresa Benedetta della Croce (Breslavia, 1891-Auschwitz, 1942) (estratti: Formazione e vocazione della donna)
«Forse che tutte le donne per realizzare la loro vocazione devono
entrare negli ordini religiosi? Certamente no. Ma bensì che la natura
femminile, caduta e degenerata, soltanto nella purezza può essere
reintegrata e ricondotta all'altezza dell'etica vocazionale che è
inerente alla natura autenticamente femminile, quando si dona
interamente a Dio.
Sia che la donna viva come madre nella casa, o occupi un posto
eminente nella vita pubblica, o viva dentro le silenziose mura di un
chiostro: dovunque deve essere l'ancella del Signore, come fu la
madre di Dio in tutte le circostanze della sua vita: come giovane
fanciulla nel sacro recinto del Tempio, nel tranquillo governo della
casa a Betlemme e a Nazareth, come guida degli apostoli e delle
prime comunità cristiane dopo la morte del Figlio […] .
Se la mater virgo è l'immagine originaria della pura femminilità, le
sue due qualità fondamentali, quella di madre e quella di vergine,
dovranno essere in un certo senso il fine di ogni formazione della
donna. L' espressione sponsa Christi si riferisce soltanto alla
vergine consacrata a Dio […] .
Essere sposa di Cristo significa: appartenere al Signore e anteporre
l'amore per Cristo a ogni altro amore. Porre l'amore per Cristo sopra
ogni altra cosa - non per una semplice convinzione teorica, ma per
l'intenzione del cuore e nella pratica quotidiana della vita –
significa liberarsi a ogni vincolo terrestre, da tutti i falsi legami
che ci tengono soggetti a noi stessi e agli altri, e questo è il
senso più profondo, il senso spirituale della purezza. Questa
verginità dell'anima deve possederla anche la donna che è sposa e
madre […] .
D'altra parte l'amore devoto, che è l'essenza della maternitas, deve
necessariamente manifestarsi verso tutte le creature per amore di
Cristo. Per tale ragione anche la donna che non è né sposa né madre
deve dar pro va di questa maternitas spirituale nello spirito e
nell'azione. Questo impegno d'ordine generale che lega la donna
all'ideale della virgo mater non annulla però la distinzione fra due
tipi di donna e due forme di vita. Non è un fatto puramente esteriore
e di poca importanza che la donna sia sposa e madre o non lo sia. […]
Il dono totale di tutto il proprio essere e di tutta la propria vita
è volontà di vivere e operare con Cristo, che vuol dire anche
soffrire e morire con Lui di quella terribile morte dalla quale
scaturisce la vita di grazia per l'umanità. Così la vita della sposa
di Dio si trasforma in maternità soprannaturale per tutta l'umanità
redenta e non importa se è lei stessa che opera direttamente per la
salvezza delle anime o se è soltanto il suo sacrificio che dà frutti
di grazia, di cui né lei stessa né forse alcun essere umano è consapevole.»
5° giorno – Tutto affidiamo a Maria
S. Rosario, misteri dolorosi
Messa MARIA VERGINE MADRE E MEDIATRICE DI GRAZIA (n. 30 – t.
ordinario)
Dalle lettere della b. Maria Crocifissa Curcio (Ispica, 1877-Santa
Marinella, 1957) (alle suore, 30 aprile 1939 e 7 maggio 1939)
«Suor A., mia cara, […]
Ricevo, mentre scrivo la presente, la tua spedita ieri. Va bene
tutto: dai nemici del bene non si può sperare altro che calunnie e
persecuzioni, si vede che queste lotte così aspre erano preparate per
te che hai ammaestrato tante anime alla prova della vita attiva.
Così ora, se nella dura realtà la Celeste Madre amorosissima, nel suo
bel mese, ti difenderà, e se è Volontà Divina lo sfacelo di questa
casa… sia fatta sempre la dolce amabile Volontà Divina, tutto per la
sua gloria e il nostro bene, ci aiuterà per altri posti: il mondo è
grande. Finché è possibile con l'aiuto divino sosterrai questa lotta, lasciamo alla SS. Vergine e Madre nostra i risultati.
Coraggio, o mia cara figliuola, abbandonati nel seno Materno della
Madre SS., a Lei confida tutto e il risultato sarà quello che è già
destinato! Il S. Padre raccomanda a tutti i fedeli di solennizzare
con grande fervore e pietà questo Mese in onore della SS. Vergine, di
farlo fare a tutti i bambini, le loro innocenti preghiere speriamo ci
ottengano la pace, quindi al gran desiderio del nostro S. Padre,
uniamo le nostre particolari intenzioni, così farai insieme alla
Comunità e ragazze il bel Mese, e speriamo la Celeste protezione. Ti
raccomando di non agitarti perché tale stato fisico è pericoloso per
la tranquillità dell'anima e per le tue forze fisiche, dovendo
lavorare in altri campi dove la Provvidenza disporrà.»
«Suor M., mia cara, […]
Il peso che ti è stato affidato dall'obbedienza sarà dolce e leggero
se tu accresci in te lo spirito di unione con il tuo Sposo Divino,
così porterai insieme questa croce e allora te beata, non sarà croce
che ti farà soffrire ma godere nell'animo la gioia di coloro che
soffrono con amore e per Amore. Quindi dovrai Amare, Amare, Amare e
avrai luce, forza, per saper guidare le anime a te affidate. Prega
col cuore ricolmo di amore e di luce, saprai parla re facilmente di
ciò che senti. Quindi procura di vincere la ritrosia, parla a solo,
quando sono difetti che dovrai correggere con bontà materna, ma con
fermezza, a tutte, quando c'è il bisogno. Non trascurerai il
Capitolo, parlerai sempre, con le preziose Costituzioni per tenere
fervente l'osservanza. Ricorri spesso spesso alla Celeste Mamma,
abbandonati nel suo seno materno, chiedi molto. Ella può tutto, e
gode tanto delle anime che a Lei ricorrono, è tanto ricca e Potente,
è padrona del Cuore del Figlio e quindi vuole arricchire le anime
sue figlie, quindi senza limiti ricorriamo a questa Madre d' Amore.
Seguitiamo le novene e a pregare con ardore, finché non vediamo
l'esito di questo affare tanto importante.»
6° giorno – Maria è tutta nostra
S. Rosario, misteri gloriosi
Messa AFFIDAMENTO DELLA BEATA VERGINE MARIA (n. 13 – t. quaresima)
Dalle lettere di s. Teresa di Gesù bambino (Alençon, 1873-Lisieux,
1897) (alla sorella Celina, 19 ottobre 1892)
«Mia cara Celina,
[…] Gesù ci ha attirate insieme, sebbene per strade diverse,
insieme ci ha elevato al di sopra di tutte le cose fragili di questo
mondo la cui figura passa. Egli ha messo, per così dire, tutte le
cose sotto i nostri piedi. Con Zaccheo, siamo salite su un albero per
vedere Gesù... Perciò possiamo dire con san Giovanni della
Croce: «Tutto è mio, tutto è per me; la terra è mia, i cieli sono
miei, Dio è mio e mia è la Madre del mio Dio».
A proposito della santa Vergine, bisogna che ti confidi uno dei modi
semplici che uso con lei. Qualche volta mi sorprendo a dirle: "Devo
riconoscere, mia santa Vergine, di essere più fortunata di voi,
perché io ho voi per Madre, mentre voi non avete una Madonna da
amare… È vero che siete la Madre di Gesù, ma questo Gesù l'avete dato
a me interamente… e lui, sulla croce, vi ha dato a noi per Madre.
Così noi siamo più ricchi di voi: possediamo Gesù e anche voi ci
appartenete! Un tempo, nella vostra umiltà, vi auguravate di essere
un giorno la piccola serva della vergine fortunata che avrebbe avuto
l'onore di essere la Madre di Dio, ed ecco che io ora, non solo sono
la vostra serva, ma la vostra figlia. Voi siete la Madre di Gesù e al
tempo stesso la mia Madre!".
Senza dubbio, la santa Vergine deve sorridere della mia ingenuità, e
tuttavia ciò che le dico è tanto vero!»
7° giorno – Maria è modello di preghiera continua e fiduciosa
S. Rosario, misteri gaudiosi
Messa MARIA VERGINE TEMPIO DEL SIGNORE (n. 23 – t. ordinario)
Dagli scritti di p. Lorenzo van den eerenbeemt (Roma, 1886-Santa Marinella,
1977) ("La presenza di Dio", pp. 7-9)
«Il Verbo si fece carne. Iddio diventò uomo e camminò su questa terra per ben trent’anni fino alla Sua Morte e Risurrezione.
Nessuno può apprezzare l’Incarnazione meglio di Maria, la Madre di
Gesù. Per nove mesi Maria portò il bambino Gesù nel suo grembo. Ogni
donna nella sua gravidanza è cosciente della nuova vita dell’essere che
è in lei. Chi può ora immaginare la tenera consapevolezza di Maria,
quando Essa era in unione con il nuovo germe in Lei, suo Figlio, suo
Dio?
Questa intimità non cessò con la nascita del Figlio, chè anzi crebbe
vieppiù quando Maria incominciò a conoscerLo sempre meglio
nell’intimità della loro vita familiare.
È forse da meravigliarsi se noi consideriamo Maria, modello di contemplazione, la Vergine della Divina Presenza?
L’unione di Maria con Gesù, naturalmente, fu unica ed inimitabile: vi è
una Sola Madre di Dio. Ma non è forse vero che Iddio incarnato è
presente nella Santa Eucaristia, così che ricevendo la Santa Comunione,
Gesù, l’Uomo-Dio-discende in noi e resta con noi?
Sotto le specie della bianca Ostia vi è Gesù, Dio Incarnato, realmente,
fedelmente e sostanzialmente presente, lo stesso Gesù che Maria portava
nelle sue braccia a Betlemme.
Quanto spesso abbiamo inteso che gl’immediati momenti dopo la Santa
Comunione sono di un altissimo inapprezzabile valore. Come sempre, ma
ancor più in quei momenti si dovrebbe rivolgerci a Gesù per adorarLo in
noi, ringraziarLo, impegnando con tutta lealtà il nostro amore per Lui
e per la sua Chiesa, perorando per tutte le altre grazie necessarie.
Nel ricevere la Santa Comunione, noi dobbiamo ritornare a Cristo: la
via da battersi è quella che Maria transitava a Betlemme, tenendo il
piccolo Infante - Dio teneramente nelle sue braccia con tanto amore che
eccede ogni umana descrizione.
O buone consorelle, per riassumere ciò che si è detto intorno ai tre
modi della Divina Presenza, d’immensità, di Grazia e d’Incarnazione,
ricordatevi che sono virtù rivelate dalla Fede, che devono ispirare e
risvegliare in noi il desiderio di corrispondere alla Divina Presenza,
finché Egli sempre sia nel nostro pensiero, nei nostri cuori e sulle
nostre labbra.
Maria ci ha dato l’esempio, la via della santità: seguendo Lei noi
possiamo usare dei tre modi, nelle vie che meglio ci convengono, o
concentrandoli in uno solo secondo le nostre preferenze.
[...] Dobbiamo convincerci che pensare a Dio frequentemente, non
è solamente possibile, ma anche necessario, per poter accrescere
mediante questo esercizio in santità ed intimità col Signore, a Cui
dobbiamo di poter progredire nella vita contemplativa, come anche
nell’attiva, senza pericolo alcuno.
Carissime suore, che la Vergine Madre di Dio, la cui santità fu
caratterizzata dalla sua costante consapevolezza della Divina Presenza,
ispiri a noi la Grazia di unirci con Lei, sempre più, nell’intimità
d’amore in quel Dio, che sarà la nostra Vita in Eterno.»

Preghiamo
il santo Rosario di Maria del monte Carmelo
1° formulario
1° MISTERO: DONNA CHE SI LASCIA TRASFORMARE DALLO SPIRITO SANTO
L'angelo rispose a Maria: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te
stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà
sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio» (Lc 1, 35) .
PREGHIAMO: Madre e bellezza del tuo Carmelo,
chiedi con noi a Gesù la docilità del cuore
all'azione e ai suggerimenti dello Spirito santo.
2° MISTERO: MODELLO DI ASCOLTO E DI ACCOGLIENZA DELLA PAROLA DI DIO
«Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! …
Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il
bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha
creduto nell'adempimento delle parole del Signore» (Lc 1, 42-45) .
PREGHIAMO: Tu, Maria, donna della Parola ascoltata e annunciata,
contagiaci la tua fede e la tua fedeltà,
perché ogni nostra fibra si rinnovi nel Vangelo di Gesù.
3° MISTERO: COLEI CHE C'INSEGNA A ESSERE FORTI NELLA SOFFERENZA
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre,
Maria di Clèofa e Maria di Màgdala (Gv 19, 25) .
PREGHIAMO: Madre di Gesù, madre della Chiesa,
Madre dei Carmelitani e Carmelitane,
insegnaci "stare", senza cedere alla disperazione,
ai piedi di tutte le croci e sotto ogni croce che il Figlio tuo ci
affida.
4° MISTERO: COLEI CHE È TENERA MADRE E SORELLA NOSTRA
A Cana, durante le nozze, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più
vino». E poi dice ai servi: «Fate quello che vi dirà» (Gv 2, 3-5) .
PREGHIAMO: Donna che manifesti la tenerezza del Padre dei cieli,
insegnaci il dono della carità tenera e attenta verso ogni uomo e
donna
e chiedilo con noi a Colui che è la fonte e il termine di ogni amore.
5° MISTERO: PELLEGRINA DELLA FEDE CHE PORTA AGLI ALTRI LA GIOIA DI
CRISTO
«L'anima mia magnifica il Signore … di generazione in generazione la
sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha rovesciato i
potenti dai troni, ha ricolmato di beni gli affamati» (Lc 1, 46-53) .
PREGHIAMO: Madre di Dio, donna immersa nella contemplazione di Dio
sulle strade della storia del tuo popolo
insegnaci la tua contemplazione intrisa di azione e di profezia.
2° formulario
1° MISTERO: MARIA, FIORE DEL CARMELO
Al Re piacerà la tua bellezza (Sl 44,12)
PREGHIAMO: Il tuo Carmelo, o Madre, non lasciare,
ma aspergi di rugiada i tanti fiori,
perché germogli sempre il tuo giardino e il tuo altare.
2° MISTERO: MARIA, SPLENDORE DEL CIELO
È in te la sorgente della vita, alla tua luce, vediamo la luce (Sl
35,10)
PREGHIAMO: Tu che risplendi nel celeste regno,
Decoro del Carmelo e Madre nostra,
accetta, benché povera, la prece, piena d'affetto.
3° MISTERO: MARIA, MADRE MITE
Egli libererà il povero che grida e il misero che non trova aiuto
(Sl 71,12)
PREGHIAMO: Nel tuo cuore puro, o Madre, la Parola posto trovò,
e così la promessa del Padre arrivò anche a noi,
grazie Madre mite, prega per i figli tuoi.
4° MISTERO: MARIA, STELLA DEL MARE
Manda la tua verità e la tua luce, siano esse a guidarmi (Sl 35, 16)
PREGHIAMO: Ascolta la preghiera vergine pia,
sii come luce di radiosa stella
per indicare la via più sicura che porta al cielo.
5°
mistero: MARIA, MADRE DEL PARADISO
Mi affido alle tue mani, tu mi riscatti, Signore Dio fedele (Sl 31,6)
PREGHIAMO: Tu che provvedi ai figli con amor
e con bontà si spesso li sollevi,
che giungano alla patria dona loro, per tuo favore.