Santa Teresa Margherita Redi

Memoria liturgica: 1 settembre

La devozione al Cuore di Gesù spiega tutti gli aspetti della sua vita spirituale e religiosa. Anna Maria nasce ad Arezzo il 15 luglio 1747. All'età di 6 anni domandava a chiunque fosse in grado di rispondere: "Ditemi, chi è questo Dio?"

La sua inclinazione al raccoglimento si accentua durante gli anni dell'educandato; mentre la sua vita spirituale si approfondisce nella pietà eucaristica e mariana e nella devozione al Sacro Cuore. Manifesta la vocazione al Carmelo, e il 1° settembre 1764 entra nel monastero di S. Teresa in Firenze, dove veste l'abito carmelitano col nome di Teresa Margherita del S. Cuore di Gesù. A 22 anni, una peritonite le stronca la vita il 7 marzo 1770. È canonizzata nel 1934 da Pio XI.

La vita di Teresa Margherita fu un'esistenza spoglia di avvenimenti straordinari, ma radicata in un terreno che le permise di penetrare le più alte verità in una purità di fede, divenuta esperienza mistica; una vita priva di documenti dottrinali, ma che accesa e consumata dalla sete di amare il suo Dio, dimostra una volta di più che Dio non si raggiunge con l'intelletto, ma con l'amore.

Teresa considerava il Sacro Cuore quale "centro dell'amore con cui fin dall'eternità il Figlio ci ha amati e con il quale noi ora lo possiamo riamare in terra e in cielo". Questo significato della devozione al Sacro Cuore - "riamare perché amata" - rende Teresa Margherita sempre più aderente alla sua vocazione contemplativa, trasportandola dalla vita interiore e nascosta dell'anima umana di Gesù all'esperienza del mistero del Verbo (Figlio) nel seno della Trinità. Una grande grazia contemplativa - che le fece penetrare il testo "Dio è carità" - l'aveva decisamente sospinta ad intendere e vivere le ricchezze dell'Inabitazione trinitaria nell'anima.

Fu ancora la devozione al Sacro Cuore, a far dell'ultimo periodo della sua vita un eroismo di carità fraterna, con cui la santa cercò di rispondere appassionatamente all'amore del suo Dio.

L'efficacia di questa carità fraterna la rende la serva di tutte le religiose: sempre pronta, amabile, dimentica di sé, abilissima nel riservarsi i lavori più faticosi della comunità con un costante sorriso che, nascondendo la sofferenza e la fatica, è un invito silenzioso a rivolgersi a lei per qualunque atto di carità, è il velo che avvolge la sua ininterrotta ascesi delle virtù quotidiane.

 

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