Nata a Abellyn (Cheffa-Amar, Galilea), tra Nazareth e Haifa, il 5 gennaio 1846, rimase orfana a tre anni e dallo zio fu portata ad Alessandria d'Egitto, dove fece la prima comunione. Aspirando alla verginità, nonostante persecuzioni e maltrattamenti, si separò dal giovane cui dodicenne era stata fidanzata. Il musulmano, in un momento di furore religioso, poiché ella si rifiutava di farsi maomettana, con una scimitarra la ferì gravemente alla gola: credutala morta, l'avvolse in un gran velo e la portò fuori città. Guarita miracolosamente dalla Madonna, apparsale in sogno, andò a servizio in varie città, fino a giungere a Marsiglia.
Qui, nel maggio del 1864 entrò fra le suore di S. Giuseppe dell'Apparizione, venendone dimessa ancora postulante a causa dei fatti straordinari della sua vita spirituale, più adatti ad una vita contemplativa che a quella attiva. Già infatti erano iniziati quei fatti straordinari di cui la sua vita sarà piena: il 29 marzo 1867 per la prima volta aveva ricevuto le stigmate.
In quel medesimo anno entrò come conversa nel Carmelo di Pau. E tre anni dopo partì per Mangalore (India), dove professò. Ma nel 1872 fu rimandata in patria perché le sue straordinarie manifestazioni mistiche vennero giudicate di origine sospetta.
Spinta soprannaturalmente a fondare un Carmelo a Betlemme nel 1875 potè partire per la Palestina. Alla fine del 1876 la comunità inaugurava il definitivo monastero, costruito dietro le indicazioni della Beata. Già pensava alla fondazione di un monastero anche a Nazareth. La sua idea si sarebbe concretizzata soltanto nel 1910, diversi anni dopo la morte sopraggiunta il 26 agosto 1878.
La vita spirituale di Maria, ricca di fatti straordinari, rifulge di particolare semplicità. Umile e illetterata, sapeva dar consigli e spiegazioni teologiche d'una chiarezza cristallina, frutto della sua fede e soprattutto del suo amore. Per un lungo periodo partecipò alle sofferenze della Passione del Signore, specialmente in Quaresima. Frequentissime le estasi, profezie, rapimenti di spirito, accompagnate da un sodo esercizio di virtù, quali l'umiltà e l'obbedienza, nonostante l'ossessivo potere che il demonio, a periodi, sembrava avere su di lei. Insigne per i doni soprannaturali, ma soprattutto per l'umiltà, la devozione straordinaria allo Spirito Santo e un grande amore per la Chiesa e il Papa, morì a Betlemme il 26 agosto 1878.
Una grande devozione allo Spirito Santo
In un periodo in cui lo Spirito Santo era il "grande sconosciuto", ella divenne la promotrice della sua devozione. Dal Carmelo di Betlemme, per ordine celeste, suor Maria scrive al Patriarca di Gerusalemme, mons. Bracco, per raccomandargli la devozione allo Spirito Santo. "Vidi dinanzi a me una colomba, e sopra di essa un calice che traboccava, come se dentro vi si trovasse una sorgente. L'acqua che traboccava si versò sulla colomba e la lavò. Simultaneamente udii una voce che proveniva da questa ammirabile luce. Disse: «Se tu vuoi cercarmi, conoscermi e seguirmi, allora invoca la luce, lo Spirito Santo, che ha illuminato i suoi discepoli e che fino ad oggi illumina tutti coloro che a Lui si rivolgono. Te lo dico in assoluta verità: chiunque invoca lo Spirito Santo, mi cercherà e mi troverà. La sua coscienza sarà delicata come i fiori del campo; e se è padre o madre di famiglia, la pace sarà nel suo cuore, in questo e nell'altro mondo; non morirà nelle tenebre, ma in pace. Nutro un desiderio ardente e vorrei che tu lo comunicassi: ogni prete che dirà ogni mese la S. Messa dello Spirito Santo l'onorerà. E chiunque l'onorerà e prenderà parte a questa Messa, sarà onorato dallo Spirito Santo e la luce e la pace dimoreranno nel profondo del suo cuore. Lo Spirito Santo verrà a guarire i malati e a risvegliare coloro che dormono. E come segno di ciò, chiunque avrà celebrato o partecipato a questa Messa e avrà invocato lo Spirito Santo, troverà questa pace nel profondo del suo cuore, prima di lasciare la chiesa. Egli non morirà nelle tenebre». Allora dissi: «Signore che cosa può fare una come me? Considera la situazione in cui mi trovo. Nessuno mi crederà». Egli mi rispose: «Quando sarà il momento, io farò tutto ciò che c'è da fare; tu non sarai più necessaria»".
Dietro sua richiesta, egli innalza un altare dedicato allo Spirito Santo nella sua cattedrale. Nel gennaio 1876, presentendo imminente la guerra dei B'alcani, suor Maria scongiura il Patriarca di far recitare ogni giorno il Veni Creator Spiritus. Vi insiste ancora nel mese di agosto. In dicembre chiede che si faccia una novena allo Spirito Santo. Mons. Bracco accondiscende alle preghiere della giovane monaca. Con arditezza, ella osa persino scrivere al Santo Padre. Si sente spinta, gli dice, a comunicargli i segreti che bruciano nel suo cuore. Nel 1877, con la mediazione del Patriarca, fa pervenire a Pio IX un messaggio di cui la maestra delle novizie ci ha trasmesso un riassunto: "Mi parve di vedere Nostro Signore, in piedi, appoggiato ad un albero. Intorno a lui c'era frumento e uva, maturati dalla luce che da lui emanava. Allora udii una voce che mi disse: «Le persone nel mondo e nelle comunità religiose cercano nuove forme di devozione e trascurano la vera devozione del Consolatore. Qui risiede il motivo per cui non c'è pace e non c'è luce. Non ci si preoccupa di conoscere la vera luce, là bisogna cercarla; la luce svela la verità. Anche nei seminari è trascurata. La gelosia nelle comunità religiose è il motivo dell'oscurità del mondo. Ma chiunque - sia nel mondo, sia nel chiostro - pratica la devozione dello Spirito e lo invoca, non morirànell'errore. Ogni prete, che predicherà la devozione dello Spirito Santo, mentre ne farà l'annunzio, riceverà luce. Soprattutto nell'intera Chiesa, deve stabilirsi l'uso che ogni prete, una volta al mese, celebri la Messa dello Spirito Santo. E tutti quelli che vi prenderanno parte riceveranno una grazia e una luce particolarissima. Mi è stato detto ancora che verrà un giorno in cui Satana scimmiotterà, con persone del mondo, con sacerdoti e religiosi, la forma di Nostro Signore e le sue parole. Ma chi invocherà lo Spirito Santo scoprirà l'errore. Ho visto talmente tante cose relative allo Spirito Santo che potrei scriverne dei volumi. Ma non sarei capace di ripetere tutto ciò che mi fu mostrato. E poi io sono un'ignorante che non sa né leggere né scrivere. Il Signore svelerà la sua luce a chi vorrà". A sua volta lo Spirito Santo la colmò dei suoi Doni, tanto che la rese una sintesi vivente dei fenomeni mistici: stigmate, conoscenza dei cuori, profezie, levitazioni, bilocazioni, trasverberazione del cuore... Morì il 26 agosto 1878; il suo corpo riposa nel Carmelo di Betlemme, il suo cuore nel Carmelo di Pau in Francia.
Dai Pensieri della beata Maria
INVOCAZIONI
Spirito Santo, ispirami.
Amore di Dio, consumami.
Sul retto sentiero, guidami.
Maria, Madre mia, soccorrimi.
Con Gesù, benedicimi.
Da ogni male, da ogni illusione e pericolo preservami.
IL CONSOLATORE
Oggi - 14 novembre 1871 - ero molto abbattuta; non sentivo affatto la vicinanza di Dio. Il mio cuore sembrava di pietra. Non potevo pensare a Dio. Allora invocai lo Spirito Santo e gli dissi: È la tua missione il fare conoscere Gesù. Gli apostoli vissero a lungo con Gesù senza averlo proprio compreso. Ma quando tu scendesti in loro, lo compresero. Tu puoi darne l'intelligenza anche a me. Vieni, mio consolatore; vieni mia gioia, mia pace, mia forza e mia luce. Vieni, illuminami, perché trovi la fonte a cui possa estinguersi la mia sete. Una tua goccia mi basterebbe per mostrarmi Gesù, così come Egli è. Gesù ha detto che andrai dagli ignoranti; io sono la più ignorante di tutti. Non chiedo a te altro sapere che quello di trovate Gesù. Non ti chiedo altra conoscenza che la saggezza di conservare Gesù». E sperimentai un po' di fuoco e di luce nel mio cuore. Lo Spirito Santo non mi rifiuta mai nulla.
LO SPIRITO DI GESÙ
Spirito Santo, iIIuminami! Che cosa devo fare, e come devo comportarmi per trovare Gesù? I discepoli erano molto ignoranti; vivevano con Gesù, e non lo intendevano. Anch'io vivo con Gesù, e non intendo Gesù. Anch'io vivo nella stessa casa di Gesù, e non lo comprendo. La più piccola difficoltà mi turba e mi sconcerta. Sono troppo sensibile. Mi manca la generosità per fare sacrifici per Gesù. Spirito Santo, quando tu donasti ai discepoli un raggio della tua luce, essi furono trasformati; non si ritrovarono più quelli di prima. Attinsero nuove forze; divenne facile per loro offrire sacrifici; conobbero Gesù meglio di quando Egli dimorava con loro. Sorgente di pace e di luce, vieni e iIIuminami. Ho fame, vieni e nutrimi; ho sete, vieni e dissetami; sono povera, vieni e arricchiscimi; sono ignorante, vieni e istruiscimi. Spirito Santo, io mi abbandono completamente a te.
LA COLOMBA DI FUOCO (Estasi)
Il Signore mi ha mostrato tutto. Ho visto la colomba di fuoco. Rivolgiti alla colomba di fuoco, allo Spirito Santo, alla sorgente di ogni bene. La pace è il mio retaggio. La croce e la pace sono la mia parte. Ma la croce e lo scoraggiamento sono la parte del demonio e di colui che gli dà retta. Ai bimbi si dà il latte, il fresco e dolce latte dell'amore. Io ho visto il mio Dio. Io sono vicina alla morte, poiché ho visto il mio Dio. Ho visto l'oggetto del mio ardente desiderio, del mio amore, della mia vita.
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