Beato Luigi Rabatà

Memoria liturgica: 8 maggio

Nato ad Erice (Trapani), verso la metà del 1400, rivestì l'abito del Carmelo presso il convento dell'Annunziata di Trapani, ove compì gli studi e fu ordinato sacerdote. Inviato come superiore nel convento riformato di Randazzo, vi dimorò fino alla morte, avvenuta l'8 maggio (probabilmente) del 1490.

Tumulato nella chiesa di Randazzo, il suo corpo divenne subito oggetto di venerazione e meta di ammalati, specialmente di ossessi, e tutti sperimentarono l'intercessione dell'uomo di Dio. Reliquie del Beato sono anche ad Erice e a Trapani.

Nell'iconografia viene rappresentato con la palma in mano e una freccia conficcata nel capo. Secondo la tradizione, infatti, il Beato fu ferito mortalmente al capo da una freccia per aver condannato i cattivi costumi di un signorotto. Luigi perdonò l'uccisore e non volle rivelarne il nome, per non accusare nessuno. Non è venerato come martire, ma come confessore.

 

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