Beati martiri Dionigi e Redento

Memoria liturgica: 19 novembre

Pietro Berthelot nacque a Honfleur (Calvados, Francia), alla fine del 1600 e giovanissimo si diede alla navigazione, viaggiando per la Spagna, l'Inghilterra, l'America. Nel 1619 si recò in India, dove, come cosmografo e primo pilota dei re di Francia e di Portogallo, si distinse per valore e ingegno.

Nel 1635, trovandosi a Goa, entrava tra i Carmelitani Scalzi, dove professo nel 1636 col nome di Dionigi della Natività, riceveva il sacerdozio nel 1638. Sia nel noviziato, sia dopo la professione, fu esempio di virtù a tutti i religiosi; venendo elevato alla divina contemplazione e non raramente, durante l'orazione, apparve circondato da splendori celesti.

Nel 1638, il viceré Pietro da Silva inviò al sultano di Achén (Sumatra), l'ambasciatore Francesco de Souza de Castro che volle con sé Dionigi come guida spirituale e come esperto del mare e della lingua malese. Questi prese come compagno Tommaso Rodriguez, che nato verso il 1598 in Portogallo, era entrato come frate converso nello stesso Ordine, col nome di Redento della Croce.

I due lasciarono con la delegazione Goa il 25 sett. 1638, e, dopo fortunosa navigazione, il 25 ottobre giunsero a Achén. Accolti con segni di simulata letizia, vennero invece fatti prigionieri. Dionigi col Fratello converso, più degli altri fu tormentato e tentato perché lasciasse la fede cattolica e passasse alla musulmana. In carcere si privava del necessario per carità verso gli altri che sosteneva con la parola, l'aiuto e l'esempio. Dopo la condanna a morte, Redento morì fra i primi, mentre Dionigi sostenne il martirio per ultimo, per suo desiderio, al fine di poter confortare gli altri. Fu ucciso con un colpo di spada che ne divise il due il capo, il 29 novembre 1638.

 

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