Nacque a Firenze all'inizio del 1300, uno tra i dodici figli di Nicolò Corsini. Entrato nel Carmelo, lo troviamo nel 1348 a Metz per il Capitolo Generale, come superiore della provincia toscana. Durante il suo provincialato sostenne l'opera di costruzione della famosa chiesa del Carmine a Firenze.
Eletto Vescovo di Fiesole, abolì l'usanza invalsa da oltre un secolo, per cui i vescovi di Fiesole risiedevano a Firenze, per essere vicino al suo popolo e alla sua cattedrale, che pur minacciava di cadere.
Si dette corpo e anima alla ristrutturazione materiale e spirituale della sua diocesi, sia fra i fedeli che tra il clero. Allo scopo di avere chierici migliori, nel 1372 istituì una confraternita di sacerdoti, i quali con l'esempio e le opere contribuissero alla formazione scientifica e morale dei futuri sacerdoti. Al suo esempio personale aggiungeva il ministero della predicazione. Le lodi scolpite sul suo sepolcro lo illustrano "meraviglioso per l'esempio della vita e per l'eloquenza", ma egli preferì chiamarsi "padre e amministratore dei poveri".
Rimangono attestati della sua capacità di pacificatore di animi: ecclesiastici e ricchi commercianti di Firenze e di Fiesole, potenti cittadini di Prato, Pistoia ed altre città ricorrevano a lui come arbitro imparziale ed incorruttibile.
Morì il 6 gennaio 1374. Dichiarato santo nel 1629, il corpo riposa nella cappella Corsini al Carmine di Firenze.
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