Sant'Alberto degli Abati  (da Trapani)

Memoria liturgica: 7 agosto

Alberto degli Abbati, nacque a Trapani, in Sicilia, nel sec. XIII. Entrò nell' Ordine ancora giovane e vi rifulse per l'ardore della predicazione e per la fama dei prodigi. Morì a Messina, probabilmente nel 1307, fulgido esempio di purezza e di preghiera.

Nacque verso la metà del '200 a Trapani. Entrato fra i Carmelitani della città, divenne sacerdote. Mandato dai superiori a Messina, la liberò dalla fame causata da un assedio: alcune navi cariche di vettovaglie passarono miracolosamente attraverso gli assedianti.

Alberto fu celebre predicatore in vari luoghi dell'isola e superiore dei Carmelitani di Sicilia per un certo tempo.

Morì a Messina il 7 agosto con probabilità nel 1307.

Alberto fu tra i primi santi carmelitani venerati nell'Ordine, del quale più tardi fu considerato patrono e protettore. Con questo culto intenso ed esteso si spiega l'abbondante iconografia, nella quale Alberto è raffigurato (con o senza libro) dapprima recante un giglio, poi nell'atto di vincere un diavolo, o anche mentre compie miracoli.

È patrono di Trapani, di Erice, di Palermo e di Revere (Mantova). S. Teresa e S. Maria Maddalena de Pazzi ne furono particolarmente devote. Alberto appare frequentemente nelle leggende e tradizioni popolari siciliane: ad Agrigento si mostrava un pozzo, di cui egli raddolcì l'acqua; a Corleone il recipiente in cui conservava l'assenzio.

 

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