1925
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20. Ott. Martedì.
Ho trascorso la
notte con un pò di sonno pesante svegliata al solito dallo Sposo Divino
che veglia nel Sacramento, ho pregato per i peccatori, ecc. ecc. ma un
pò sonnolente. Mi sono alzata all'orario e nella meditazione in chiesa
seguitava la stessa disposizione certo spesso sono disposizioni fisiche,
ma quando Iddio vuole opera tutto il contrario. Mi accostai alla Mensa
degli Angeli, e appena Gesù venne dissipò il languore e la stanchezza
, mi si accese un fuoco d'amore immenso in quell'intima unione..... che
dolcezze di Cielo, che godimenti, le mie labbra erano attaccate alla
piaga del Suo Cuore Divino, il Suo immenso amore mi veniva comunicato da
quella fonte di amore con tale intimità da trasformarmi tutta in Lui,
vivo la sua stessa vita.
E la corte Celeste che assiste a queste trasformazioni di Creatore verso
la Sua Creatura oh, come è grande questo godimento di ammirazione e di
comunicazione di godimenti! E in questo momento di Cielo, mi sentii
circondata di un gran numero di Martiri, perché, domandai al mio Sposo
Divino, oggi questo Coro di Santi vicino a me? Sentii rispondermi
“intimamente” non sai oggi è il giorno della grande famiglia che ti ho
affidata, e questi Martiri sono frutto della loro vita missionaria,
vedi com'è grande la loro santità, anche nella tua famiglia ci sarà
questo prezioso ornamento. Che ardore immenso mi lasciò questa celeste
visione! Gesù dopo questi godimenti mi fece vedere il numero grande di
tante false religioni, e come molte anime li seguono, pregai con ardore
per questi fratelli disgraziati, per la mia grande famiglia Missionaria
e per i bisogni di questa attuale comunità.
Non sapendo
staccarmi da quell'intimità, pregavo, e sentii che lo Sposo mi dicesse:
“la tua preghiera fa tanta violenza al mio Cuore.”
Durante la
lettura, sento ispirarmi tuttocciò che le mie Novizie
hanno bisogno per essere ammaestrate! Grazie, o mia Immensa Bontà che
così guidi e illumini anche le mie povere parole. Così non ho più lo
scoraggiamento che soffrivo prima di venire in questa cittadella,
in questa anticamera di cielo, cioè al solo pensare chi doveva istruire
nello spirito religioso le novizie affidate a me....... Grazie o mio
amore, sei proprio Tu il mio Maestro, la luce e la guida mia e delle
figliole che mi hai dato! Grazie, grazie infinite volte.
21. Ott. Mercoledì.
Il mio
sonno è stato dolcemente interrotto dalla mia tenera Mamma, mi è
sembrata vederla con una lunga schiera di Santi Carmelitani e tutti
lodando la loro Regina, mi hanno invitato di unirmi a loro nella
preghiera.
Nella
comunione, dopo aver goduto l'intimità d'amore colla mia dolce Madre che
mi diede il suo Celeste Pargolo, e mi baciò come una tenera Madre bacia
la sua figlia, mi vidi scostare un pò da quell'intimità, e un numero
immenso di angioletti mi circondarono, sono tutte le anime innocenti che
ti saranno affidate, compresi da una voce interna,
o meglio dalla Madre che con sorriso di compiacenza mi guardava!
La sera nel
momento della preghiera innanzi al S.S. Sacramento dal Tabernacolo
uscirono fiamme d'amore che mi investirono di sacro ardore, di soavità
celeste "domani è il giorno dell'amore."
Quel sacro ardore che sentivo spiritualmente e sensibilmente, non
diminuì tutta la notte, che riposo breve ma dolcissimo, dormire
vegliando nelle braccia dello Sposo Divino...... e pregando!
22. Ott. Giovedì. Meditazione.
Ero in dolce
fiamma in intima unione. Comunione, estasi d'amore, conoscenza
dell'amore immenso che Gesù sin dal primo momento della divina
Istituzione fino alla fine del mondo, verso le sue creature, lamenti e
confidenze: “son pochi i Suoi Ministri e le anime che si dedicano nel
vasto campo delle anime, e molti quelli che lavorano (le diverse
sette) per conquistare anime al nemico del bene, prega e confortami col
tuo amore di riparazione
per tutte le anime che non hanno mai gustato l'immenso mio amore in
questo Sacramento.”
La sera
l'ora d'adorazione è l'ora dell'immensa tenerezza di Gesù Ostia, ma il
giovedì è l'ora dell'amore e del dolore, nel Getsemani ogni volta
partecipo con più intimità e conoscenza di qualcuno degli immensi dolori
che Gesù soffrì in quella straziante agonia. Questa volta prostrandomi
assieme alla Vittima agonizzante, considerando il grande abbandono dei
suoi più cari discepoli, la solitudine le pene che cominciano ad
assalire il Martire d'amore, sentii un terrore mortale, gustai
l'amarezza immensa del suo Cuore per il gran vuoto che lasciano un
numero grande di anime che vivono nell'ignoranza della sua divina legge
e corrono verso coloro che li ammaestrano nelle false dottrine, per
l'indifferenza e freddezza di tutti gli abitanti di questa cittadella,
Gesù mi chiede lagrime di contrizione per unirle alle sue e offrirli
all'Eterno Padre, onde ottenere a queste anime che vivono senza luce
Divina la conversione.
La notte il
sonno è continuamente interrotto dallo Sposo che si presenta triste in
tutti gli atteggiamenti penosi della passione.
23. Meditazione della passione,
seguo Gesù
nella dolorosa condanna, e nella Comunione andai ad incontrarlo colla
croce ma quale intimo strazio nel vedere la piaga della spalla ove era
appoggiato il pesante legno della croce, rimasi abbracciata a Gesù e
come tramortita nel vedere sì profonda e sanguinosa piaga. Il mio
dolore, sentii confidarmi, era un balsamo per quella crudele ferita, col
mio amore lenivo gli strazi delle piaghe che in tutto il S.S. Corpo
vedevo, con immenso dolore. Quando l'anima è disposta a ricevere le
dolorose e intime confidenze del Cuore appassionato di Gesù, non solo
gli procura grande consolazione, e accresce la bellezza la grazia, fa
dimenticare a Gesù in quell'istante d'amore le pene che l'ingrata
figliolanza gli rinnova nel Sagramento d'amore. Pregai in quel momento
d'intimità per tutti i bisogni urgenti della sua nascente famiglia,
e per l'immensa famiglia che nella preghiera mi ha affidato, tutta
l'umanità, ma in modo speciale per Colui al quale mi ha affidato,
domandai se la sua lettera e la mia è stata gradita ai Superiori e
perciò ci aiuteranno,
mi sembrò dalla gioia e gaudio che sentii infondermi una risposta
favorevole, e pregai pure che doveva infondere al Padre un raggio di
luce di gaudio; ciò mi sembrò vero il Padre sembravami di aspetto lieto
quasi gustava, aspettava una buona notizia. Questo gaudio perseverò
quasi tutta la giornata assieme alla dolce visione dolorosa di Gesù
colla croce e con quella piaga...... Parlando colle mie care figliuole
in pubblico e in privato, mi riesce facile alimentarle secondo i loro
bisogni spirituali, non sono io che parlo, ma è Gesù che vive in me!
Nella
recita del S. Rosario la sera, sentii chiamarmi dalla tenera addolorata
Madre, m'invitò a stare con lei in quello spasimo di amore e di dolore,
la vidi col Suo S.S. figlio morto..... deforme...... non più quegli
occhi divini che racchiudevano nei suoi sguardi l'amore immenso per la
Madre.... Sentii ringraziarmi per il sollievo grande che procuro al suo
cuore divino e al suo Divin figlio, così Ella mi ricolmerà di favori
speciali nel giorno che a Lei consacro con maggior devozione di tutti
gli altri giorni.
La notte
del Sabato, con questa relazione comincia per me la notte beata! Dormo
tranquilla, soavemente il mio sonno è interrotto dalla dolce visione di
Colei che sin dall'infanzia fu la rapitrice del mio amore, ed ora mi
presenta il suo tenero infante e mi fa gustare le delizie dell'amor
materno, mi addormento in questa dolce estasi d'amore, e mi sveglia per
la preghiera per gli immensi bisogni della povera umanità che corre
all'eterna rovina, di giorno e di notte! Mi addormento con la preghiera
sulle labbra, e mi sveglia il dolce mio Padre S. Giuseppe,
viene anche lui circonfuso di celeste luce e soavità, mi porge il Suo
Celeste pargolo, è un istante di Cielo! Che bei sogni, mi alzo felice
colla speranza di sfamarmi del Cibo Candido dell'Ostia!
24. Sabato. Meditazione.
La
soavissima e bellissima presenza della Mamma celeste nel momento estremo
nel mio letto di morte. Comunione, l'incontro di Gesù, di una lunga
schiera di Santi e Angeli, mentre al mio fianco c'è il S. Patriarca, la
Madre. Così mi presenterò al trono dell'Altissimo, m'investì un lume
soprannaturale della scienza divina che acquista l'anima appena si slega
dalle spoglie mortali e come appena si presenta alla S.S. Trinità
comprende chiaramente questo mistero, son cose da non poterci ridire.
Ogni sabato gusto anticipatamente un piccolo saggio dei godimenti che
sono riservati alle anime predestinate. In questa vita la Divina Bontà
comunica separatamente e a piccoli raggi, ciò che tutt'assieme concederà
all'anima nell'eterna beatitudine e in un grado molto superiore nel
primo istante che l’anima per la prima volta si presenterà alla S. S.
Trinità per essere ammessa nella famiglia beata.
Durante il
giorno, presenza della tenera Madre, godimenti intimi di sì dolce
presenza.
Rosario,
dolce conversazione delle figlie colla Madre Celeste preghiere per i
bisogni della Comunità, per tutti i mille e mille bisogni della grande
famiglia, manifestazioni di compiacenza della S.S. Madre e del suo
Figlio Gesù per l'interesse che sente l'anima che prega per gli
interessi delle anime, del Suo Divin Cuore.
25. Domenica. notte.
Mi si
concede dormire un pò dippiù, interrotto brevemente dalla dolce visione
della S.S. Trinità,
che adoro con tutto l'ardore che mi è possibile in riparazione dei
peccati dei poveri fratelli che cominciano quel santo giorno profanando
il divino comandamento, il precetto stabilito dalla chiesa. preparazione
alla S. Comunione, sete di Gesù Ostia ecc... Preghiera del mattino.
comunione. alla mensa, la domenica una schiera di anime beate vengono ad
incontrarmi per presentarmi alla S.S. Trinità, questa volta erano pure
venute, ma che scena graziosa, una moltitudine di Angioletti vollero
essere preferiti da me e dai Santi, vennero loro per accompagnarmi alla
mensa eucaristica.
Dopo quel
dolce contrasto tra di loro, mi presentarono alla S.S. Trinità, dopo
l'atto di adorazione intima e profonda, compresi e gustai questa nuova
visione,
gli angeli che mi circondavano, è lo stato di innocenza che l'anima gode
nella beatifica visione,
che istante di Paradiso anticipato! Oh! Divina Bontà di quanti doni e
godimenti arricchisci le anime dei giusti in Cielo! Questi misteriosi
segreti che Iddio svela per un istante, per i suoi disegni a qualche
anima quaggiù, li gusta, li comprende, ma non sa ridirli, eppure tali
godimenti sono una pallida idea, un piccolo raggio di luce a paragone
dell'immensità dei godimenti pieni e senza velo nè ostacolo di sorta
alcuna che godrà l'anima in Cielo. Questo argomento è immenso, chi può
capire Iddio?!........ Oh Immensità di Dio l'anima da te creata a tua
immagine e somiglianza ti comprende sì!... ma si perde... si perde
nell'Immensità.... come una goccia d'acqua nell'immenso oceano del mare!
Così la
Domenica è il giorno del riposo festivo, e la Bontà Divina con la Sua
Beata famiglia, mi ammettono di entrare nella loro Celeste Casa, dalla
porta che mi apre il Cielo, l'Ostia bianca, trascorro qualche istante in
famiglia, sono ammessa ai loro godimenti, e ritornando in questo esilio
la celeste visione, il profumo celeste, la luce le bellezze, i
godimenti, infondono tanta forza e novella vita! Ma dopo questa celeste
visione sentii un gusto tutto nuovo, sebbene ricordo che spesso ciò lo
risperimento, ma questa volta con più gaudio, lo stato d'infanzia
spirituale
una tenera infante che gode le braccia della Mamma del Padre
tenerissimo..... Proprio per gustare questo grado d'amore, mi
circondavano quei vezzosi e innocenti angioletti. Oh Divina Bontà quanti
godimenti si trovano in Te! oh se i seguaci del mondo gustassero i
segreti godimenti di coloro che ti amano, nessuno seguirebbe i piaceri
che offre il mondo per un istante e dopo frutta l'inferno anche quaggiù!
Padre mio,
Ella che ha avuto da Dio affidata l'anima mia e perciò le ho confidato
tutta la mia vita interiore con la mia naturale schiettezza, si ricorda
ciò che le ho confidato sin dalla mia nascita, cioè nacqui così piccola
e due mesi prima del tempo da Dio stabilito, la mia natura fisica
influisce non poco sul mio spirito, che conservo sempre sentimenti e
forze puerili, motivo di godimenti spirituali, e di sofferenze fisiche,
perché i dottori dicono che sono provenienti dalla mia nascita
irregolare
e quindi la mia complessione è come quella dei bambini. Ricordo che la
mia buona Mamma sorridendo usava spesso l'espressione "figliuola mia, il
tuo carattere focoso non ebbe la pazienza di stare un pò più quieta, per
venire alla luce più grandetta e più forte, così sei rimasta sempre
bambina, e i tuoi cibi sono sempre quelli dei bambini".
Sono fuori
argomento, oggi la penna vola e scrive ciò che non vorrei, ma del resto
parlo al Padre che dovrà conoscere tutto tutto. Ella ben sa quanto mi fa
soffrire la diversità dei cibi che dovrò usare,
non potendomi adattare alle abitudini della Comunità, ma è giusto pure
che sappia la provenienza delle mie abitudini che per quanto mi sono
sforzata non mi riesce mai possibile, e spesso questi tentativi sono
causa di crearmi nuove sofferenze, sperando sempre di abituarmi ora che
la mia età è matura abbastanza. Ma fiat Voluntas Dei.
L'Adorazione.
Mi
attendeva Gesù con tanta impazienza e fu tanto l'impeto dell'amore che
il suo amore tutto fiamme mi investì e così immersa in quella fornace
divina pregavo per i fratelli per tutta l'umanità che vive lontana da
questa vera sorgente d'amore immenso che tanta felicità comunica
all'anima che lo gusta.
25.
Tali
amorose fiamme lasciano un fascino di nuova luce spirituale e questo
aumento di grazia è di gran sollievo alle mie sorelle anime purganti.
La mia visita unita al Cuore di Gesù Eucaristia è un istante di cielo
per i miei cari estinti in quel Carcere di dolore. Com'è dolce la loro
riconoscenza e come vorrei vuotare quel Carcere e rimanere io sola per
loro, anche i santi desideri sono di grande sollievo a queste sante
anime.
Un buon
Sacerdote, il quale non ho potuto mai ricordare visitando questa
prigione, mi fece sentire i suoi lamenti perché non lo ricordo, ha tanto
bisogno, mi promise che Egli prega per il Conservatorio
e farà che i suoi parenti saranno benevoli, ho risposto: “ora che è
volere di Dio la ricorderò sempre” infatti mi è sempre presente nelle
preghiere come i miei parenti e tutte quelle anime che il buon Dio
permette che ricordo in modo speciale. La sera mentre recitavo il
rosario mi presentai al Cuore di Gesù Eucaristia, con un numero immenso
di anime purganti e per loro offrivo l'amore immenso di Gesù nel
Sacramento, molto gradita tornava questa offerta all’Eterno Padre e di
grande sollievo alle Anime Purganti.
La notte
che precede questo giorno, Gesù col Cuore tutto fiamme mi sveglia per
visitare le sue Spose Prigioniere e molte anime, amici che conoscevo in
vita si presentano per essere suffragate in particolare. Sono mie
amatissime sorelle queste Anime Sante e mie Protettrici perché loro
sentono tanto interesse dell'anima mia e di tutte le cose mie. Com'è
dolce questa intima fratellanza con la Chiesa Purgante! Com'è bello
amare tuttocciò che è soprannaturale! Oh povere creature.
27. Mart.
La notte
sentivo una fiamma di luce nel cuore e volavo in tutti i tabernacoli del
mondo per visitare, consolare il Prigioniero Divino e per pregare per la
mia grande immensa famiglia, e specialmente per i Missionari. Seguitai
così la meditazione del mattino e dopo la Comunione, non appena
l'ospite, lo Sposo Divino s'impadronì di me sentii trasportarmi assieme
ad un religioso
(sarà a chi mi ha affidato) in un luogo di Missioni, mi vidi
circondata di tanti moretti fanciulli, e di altre razze curiose, alcuni
gialli e con gli occhi ovali.
Domandai a Gesù perché mi conduce in questi luoghi: "perché lasci il
seme della tua preghiera onde trovare la terra disposta per fecondare a
coloro che verranno in questa Missione. Mentre il Padre si comunicava
sentii unirmi a lui intimamente nel Cuore di Gesù, è proprio l'Autore
del Puro Amore che così ci ha unito per il bene della nascente famiglia,
e quasi sempre in questo giorno sento accrescermi questa vicendevole
carità, così intimamente uniti nell'Ostia Candida. Compresi in quel
momento di amore e di luce i grandi disegni che la divina bontà ha
disposto del padre. Come s'accresce sempre la mia felicità, amare così
intimamente dell’amore stesso che scaturisce dalla sorgente Eucaristica,
come si amano i beati alla presenza dell'Altissimo, quale felicità che
la Bontà Immensa accorda anche in questa vita.
Trascorsi
quasi tutto il giorno in questo celeste godimento che è difficile a
manifestarsi, possono comprenderlo solo le anime alle quali Dio concede
questo favore, questo anticipato godimento che guastano i beati.
La sera
dopo aver recitato il S. Rosario, mentre Gesù dal suo Ciborio benediceva
i suoi figli, sentii una dolce voce che mi fece uscire dai sensi:
“Assicura il padre tuo che è volontà mia l’istituzione Missionaria delle
donne e degli uomini”.
Non sono certo parole causate da immaginazione, era un momento che
assolutamente non pensavo nè pregavo per questi, anzi ero un pò
distratta. Ma quando parla Dio lascia all'anima la sicurezza della sua
divina Voce,
tranquillità e grande raccoglimento e tanti altri beni immensi che
possono facilmente capire chi gusta tali favori.
28. Mercol. Notte,
Visita
della tenera Madre del Carmelo
col suo Infante.... che godimenti e delizie.... di cielo, nel concedermi
per qualche istante il Divin Figlio e sentirlo riposare sul petto.....
La soave presenza di S. Giuseppe accresce sì prezioso momento di celeste
gaudio. Nella Comunione oh com'era grande il godimento dell'intima
unione con la Triade S.S. e con tutti i celesti abitatori, la Comunione
dei Santi gustai con un nuovo grado d'amore. Al contatto divino l'anima
cresce, cresce sempre in grazia e bellezza, oh come vorrei far sentire
la mia voce a tutte le creature per dirle
amate, amate, amate
Colui che è solo degno d'amore, gustate la felicità che si gode anche in
questa valle di dolore.
29. Giovedì. Notte,
Dormivo
tranquilla, ma il cuore ardeva di grandi desideri di amore di
riparazione
a Gesù che solo solo trovavo nella sua prigionia d’amore, a Gesù che lo
vedevo offeso, oltraggiato, calpestato dalle sue creature, è il giorno
dell'Amore Eucaristico e volai all'altare con nuova fame di quel celeste
alimento! Oh! mio Immenso Amore come posso manifestare al mio buon Padre
quello che in quell'istante sperimentai! Scendesti, o Amor Mio con tale
impeto d'amore
da
trasformarmi tutta in sì immenso fuoco, che sentivo sensibilmente e
spiritualmente con immenso godimento, sentivo i palpiti violenti del tuo
divin Cuore sul mio, una fiamma così sensibile e immensa soavità e
godimenti che non ho mai guastato e che non so ridire, lo Sposo Divino
s'impadronì del mio cuore... lo annegò nell'oceano immenso del suo
Cuore... mi sembrava morire non potevo contenere tanto amore, non gli
Angeli questa volta, assistevano a questa scena misteriosa dell'amore
immenso del Creatore verso la creatura, ma il coro dei Serafini....... O
mia S. M. Teresa
tu che hai esperimentato l'ardore dei Serafini, dammi parole o meglio
fammi comprendere e corrispondere a questo altissimo favore! Tutti
questi speciali godimenti in segno di gradimento alle ardenti preghiere
di riparazione che avevo fatto la notte, mi rispose lo Sposso, volendo
sapere perché tanti straordinari favori a sì vile e inutile creatura
incapacissima di corrispondere a tanto amore: “Dimentico tutte le pene
che soffro in questa prigione d'amore in questi momenti di intimità col
tuo cuore.” Così sentii parlare Gesù stando nel mio cuore. Mi trovai
piena di dolci lagrime, una soave e dolce fiamma quasi tutta la giornata
era sensibile, sentivo in me mille profumi di Cielo, il talamo dello
Sposo Divino.
Adorazione
È l'ora
dell'amore e del dolore ogni sera del giovedì. Nel Getsemani Gesù mi fa
gustare qualche minimissima delle pene immense che lo ridussero
all'agonia a sudar sangue!... in quel momento Gesù è un inferno di
dolori.... tanti sono immensi i peccati che d'ogni genere lo rendono reo
innanzi alla Divina Giustizia...... Oh che scena di terrore... di
orrore... che agonia! E i discepoli l'hanno abbandonato, alcuni, altri i
suoi più intimi dormono.... tale scena si ripete sempre per Cuore Divino
di Gesù nel Sacramento, si offre vittima
per gli immensi debiti che abbiamo con Dio, e i suoi cari, i suoi
Ministri, le anime a lui più intime invece di vegliare dormono, lo
abbandonano....
Queste e
mille altre pene esperimento in quell'ora che vola come un istante, mi
offro Vittima coll'Agonizzante Divino, e specialmente per i miei parenti
e per questo popolo tanto duro e indifferente.
La mia
povera offerta ho compreso che è tanto a Dio gradita, le mie povere
lagrime di contrizione in espiazione
dei miei peccati e dei miei fratelli, unite alle lagrime di sangue del
Cuore Agonizzante
di Gesù, sono d'immenso sollievo al Suo Cuore Divino, è Suo desiderio
innaffiare questa terra arida di queste anime che qui vivono senza
sentir fame e sete della Sua giustizia.
Vorrei che
queste lagrime non fossero manifeste ma restassero occulte.... ma per
quanta violenza soffro spesso non ci riesco....
Come è
penoso soddisfare i bisogni della miserabile natura in quella sera di
Getsemani, come son pieni di lagrime i miei occhi durante la cena,
quanto soffre il mio povero cuore anche fisicamente per la violenza che
mi costa frenare il torrente di lagrime di contrizione, come vorrei
essere sola...... ed è proprio un grande sollievo la notte che trascorro
sfogando il mio immenso amore e dolore accompagnando il mio Divino Sposo
nella sua dolorosa passione.
30. Venerdì. Meditazione.
Il viaggio
al Calvario, nella Comunione lo vidi venirmi incontro.... il Suo divin
Volto tutto sangue e sputi e mi sembrò imprimere nel mio cuore la sua
effige come nel velo della Veronica mentre mi manifestava che le mie
lagrime e partecipazione alla Sua passione durante la notte, le avevano
procurato tanto sollievo, da asciugare il Suo Divin Volto in quel
momento estremo. Pregai mentre Gesù mi parlava intimamente perché il
Padre andando a Roma
non trovasse qualche contrarietà che a lui dispiacerebbe mi rispose: “le
tue imprese sono mie non temere.”Mi lasciarono tanta luce, e tranquilla
sicurezza queste divine parole. Lasciò impresso il Suo Divin Volto in
quello stato sì estremo dolore e d'immenso amore per tutto il resto del
giorno rinnovando l'Offerta di espiazione[i]
per i peccatori fratelli.
La sera
nella recita del Rosario, compatisco l'Addolorata Madre che mi si
presenta col Suo Divin Figlio morto, mi fa partecipare al suo immenso
dolore e materno amore.
La notte
del sabato, del giorno più bello. la dolcissima Madre mi presentò il suo
Divin Figlio in forma di vezzoso Infante, questa volta l'intimità non fu
per un istante ma più lungamente, avevo prima domandato un segno
manifesto per rassicurare il mio Padre spirituale. Mentre così pregavo,
la tenera Madre mi colmò di tanto gaudio e più lungamente mi fece
riposare il Suo divin Figlio, rassicurandomi che l'unica prova che può
concedermi è l'accrescimento dei suoi favori e la benedizione dell'ardua
impresa che ci ha ispirato: “riferisci ciò al tuo Padre spirituale.”
13). Sabato 31.
Nella
Meditazione del mattino, la solita tentazione di essere illusa...
e perciò indegna di accostarmi al Pane Celeste, nel momento di ricevere
l'Ostia Candida al solito come viatico, uno splendore di cielo
s'impadronì di me compresi e gustai un nuovo grado di beatitudine che
l'anima pura gode appena si separa dalle spoglie mortali, annegata
nell'Immensità di Dio l'anima con tali godimenti sembra che non ha più
corpo e non vorrebbe più ritornare a rivivere!..... sono brevissimi tali
godimenti a me mi sembrano istanti, la tentazione però venne ad
assalirmi con maggior veemenza, come ebbi il coraggio di accostarmi alla
Comunione dopo quella notte..... trascorsi quasi tutta la giornata in
questo tormento, non ebbi il coraggio di confidare al Padre, mi ero
recata in chiesa prima del solito, ma preferii di pregare per non far
perdere il tempo tanto prezioso al Padre. Nella recita del Rosario la
tenera Madre mi rassicurò della Sua protezione e così ritornata
tranquilla e lieta mi addormentai adorando la S.S. Trinità. Al solito
ero dolcemente svegliata per la riparazione al Cuore di Gesù nel
Tabernacolo, ed una schiera di Santi erano in mia compagnia.
I Novem. Nella Casa del Santo dei Santi
e dei Santi!.......
Vorrei
ridire ciò che dopo la Comunione e durante la celebrazione delle due
Messe esperimentai, ma mi è proprio impossibile. La festa di tutti i
Santi, i godimenti di questi Beati in quel momento lo guastai e
compresi.
1. Novembre. Due.
La notte
ero al solito chiamata per l'Adorazione alla S.S. Trinità e con grande
consolazione invitavo i Santi e la Corte Celeste per la riparazione per
i peccati che durante la notte commettono i poveri peccatori fratelli, e
per la profanazione della festa, mentre con ardente desiderio mi
preparavo alla Comunione.
Mi senti annegata nell'Immenso Oceano di luce purissima e di godimenti
celesti innanzi alla SS Trinità, sempre nuovi godimenti e nuovi lumi
riguardo questo Mistero di luce e di amore. Così trascorsi il
ringraziamento della Comunione.
Assistendo
alla prima Messa un insolito raccoglimento s'impadronì di me, mi sentii
assieme all'immensa schiera dei Santi, con a capo la Regina, tutti erano
tanti soli, tanto era il loro splendore, la loro bellezza (una sola di
queste anime beate basterebbe per riempire il mondo di stupore e di
bellezze) . Compresi e gustai l'immensa gratitudine di questi beati
verso il loro Creatore, che per inezie che soffrirono durante il loro
breve esilio godono un'eternità di beni sempre nuovi e immensi. E questa
gratitudine accresceva i loro godimenti amando con nuovo amore l'Autore,
questa corrispondenza dei beati che attingono nella Sorgente dell'Amore
è un godimento che solo andando nella Casa dei Santi si può capire e
gustare. Posso assicurarle, o Padre mio, di aver gustato questo celeste
godimento, sì, ero proprio in Compagnia della Regina e dell'immenso
seguito dei beati!
Come son
piccine le nostre sofferenze, le nostre azioni, di fronte alla
ricompensa che per un solo istante la Bontà Divina ci regala, e non è un
istante ma un'eternità!..... Come mi è rimasta chiara nell'animo questa
conoscenza, questi lumi quando si attingono alla stessa Sorgente
lasciano effetti e ricordi molto diversi e di gran lunghi superiori,
quando queste cose si trovano scritti nei libri e vengono detti di altre
persone.
Nella
seconda Messa, compresi il dono grande che la Provvidenza ha fatto a
questo popolo nell'avere scelto un Religioso il quale sente tanto zelo
per le loro anime abbandonate,
ciò è di grande riparazione al Suo Cuore nel Sacramento, sentii
infondermi dolore immenso per i peccati di profanazione e inosservanza
di questo popolo, le mie lagrime erano molto gradite in segno di
espiazione per sì grande cecità!
La sera
mentre uscivo dalla chiesa, e parlavo ad una delle mie Suore, mi sembrò
vedere la mia defunta sorella Maria morta nel mese di (...) dopo lunga
e penosissima malattia, la vidi.... era proprio lei.... tutta lagrime,
mi fissò i suoi occhi e quale strazio lasciò nell'animo mio questa
visione così penosa mentre la immaginavo lieta e beata, dopo sì grandi
dolori sofferti in questa vita! Ho compreso che ha bisogno di suffragi.
2 N [ovembre]
Dopo la
Comunione nel giorno dei Morti mi sentìi in compagnia dello Sposo
Divino, scendere in quella immensa prigione di dolori, di oscurità, e di
mille e mille pene che soffrono queste anime Sante, in soddisfazione dei
loro peccati non espiati del tutto in questa vita, ma perdonati.
Mi sembrò
rivedere tutti i miei Cari, e ciò per loro era di grande sollievo, erano
tutti separati e molto distanti l'una dall'altra perché diverse sono le
pene che scontano, sono come sotterranei e caverne oscurissime, oh come
sospirano la loro Patria, l'oggetto del loro immenso martirio, è questo
il fuoco che tormenta brucia e non consuma quelle anime benedette e
predestinate. Vidi sempre in compagnia del S. Cuore e della Vergine S.S.
sotterranei, abissi, sentivo i gemiti di quelle anime espiatrici e
condannante per lungo tempo erano religiosi, anime consacrate a Dio, ma
menavano vita piuttosto tiepida, ma non commettevano peccati gravi, solo
peccati veniali deliberatamente.
Padre mio
vorrei far capire a tutti i Religiosi e anime buone quanto costa
scontare nel purgatorio un peccato veniale malgrado la Confessione
spesso, mancando la vera contrizione e non purificandosene in questa
vita, menando vita tiepida nel divin servizio, oh! com'è lungo e penoso
il purgatorio di queste anime.Uscii da questo luogo coll'animo triste,
ma avevo un godimento interno, ero sicura che i miei parenti, Madre,
Padre (di questi sarà ancora lungo il purgatorio) sorelle e fratello
sono in luogo sicuramente salvo, aspirano tutti ai gaudi del Cielo dove
spero trovarli per sempre.
La sorella che
si presentò la sera avanti di questo giorno Santo, soffre immensamente,
ma mi ha confortato sentire nell'intimo del cuore, sarà la prima a
volare agli eterni gaudi. Mi offrii vittima per espiare io per Lei col
permesso di Lei o Padre, ma sinora non ho trovato l'opportunità di
domandarne il permesso. Il trasporto che ho sentito sempre per queste
mie carissime sorelle anime Purganti s'accresce specialmente in questo
mese, ogni giorno dopo la Comunione con Gesù Ostia scendo in quelle
Carceri per consolare quelle anime elette e penanti, ogni giorno sento
le dolci espressioni di gratitudine per il sollievo grande che ricevono
in queste visite e per le preghiere che faccio per diminuire le loro
pene. Gesù mi manifesta il sommo gradimento del Suo divin Cuore per i
suffragi preghiere ecc.... per queste Sue beniamine, che vorrebbe presto
liberare ma non può perché devono purificarsi per essere ammesse al
godimento della Sua beatifica Visione. Accresce molto il divino amore
nell'anima che sente tanta tenera pietà per queste Prigioniere Sante,
sembrami che ogni giorno dopo la S. Comunione a me consegna le chiavi di
quella Prigione, e la mia Visita assieme allo Sposo Divino e alla
Vergine S.S. è ogni giorno non solo di grande consolazione ai miei Cari
e a tutte le Anime penanti, ma diminuisce la loro condanna e molte
volano agli eterni gaudi (ciò per le preghiere di tante anime buone) .
Sembrami che anzi tempo, cioè prima di lasciare queste spoglie mortali,
come mi ha promesso la mia tenera Madre nei Sabati, quando mi parla
della mia morte di scendere assieme a Lei come i Suoi Angeli per
liberare queste Nobili Prigioniere, proprio ogni giorno in questo mese
mi è stato assegnato dal Cuore S.S. di Gesù Ostia nel momento intimo
della Sua visita, quest'Ufficio, e così sento chiamarmi di quelle
benedette Anime. Così ho trascorso il Martedì, Mercoledì, in intima
unione con Gesù Ostia e dolci colloqui colle Anime Espiatrici.
Il giovedì. giorno 5.
Dopo la
Comunione senti quella fiamma che mi comunicava un Serafino che sentivo
a me vicino, mentre lo Sposo mi confidava i godimenti che procurano al
Suo divin Cuore le anime fedeli, e le pene, le amarezze di coloro che
trascurano la loro Missione di guadagnare anime a Lui, mentre il nemico
del bene fa tante stragi profittando di questa trascuraggine dei Suoi
Servi, degli Operai che senza zelo vivono nel vasto campo a loro
affidato. Quella fiamma che mi ferisce e brucia la vorrei comunicare a
queste anime tiepide ed offro i miei ardenti desideri e trasporti
d'amore di voler supplire per consolare il Suo Cuore Divino, e sento che
molto graditi sono questi desideri sinceri, e la preghiera in questo
grado d'amore riesce di grande profitto per queste Anime prive di questa
fiamma d'amore. Questo Angelo Serafico durante il giorno a brevissimi
istanti mi fa sentire la sua divina compagnia, e dacché io godo questo
favore, sento una nuova devozione verso il Coro dei Serafini, perché
prima non la sentivo. Perché tanti favori sempre nuovi domandai nella S.
Comunione, sentii rispondermi intimamente: “sei stata affidata a me
dalla Vergine S.S. e quindi mi appartieni e gusti il mio Serafico
ardore.” Era la mia S. M. Teresa la Serafina del Carmelo,
che rispose permettendolo lo Sposo Divino. Queste parole che sento in un
istante, sono come la rapidità di un raggio di luce, non sento parole,
ma li comprendo, in questo istante di luce, resto piena di gaudio e di
celesti godimenti.
La
sera nell'Adorazione, senti chiamarmi dal Divino Agonizzante, Suo Angelo
Consolatore: “vieni ho desiderato questo momento con impazienza,
consolami o mio Angelo in questa lunga agonia che mi rinnovano in questa
prigione d'amore l'ingratitudine di molte anime, della dimenticanza
specialmente di questo popolo, che vive senza di
Me.......
Ecco perché
ti ho predestinato in questo luogo di abbandono, a te e al tuo Padre
Spirituale, affido queste anime prive di luce divina, la preghiera, le
pene intime, le tue lagrime dovranno rammollire queste anime aride, lo
zelo dovrà fruttare la loro conversione, non ti scoraggiare se ciò non
otterrai presto e non di tutti, la mia passione, il mio immenso amore in
questa Prigione che durerà sino alla fine del mondo, non ottiene la
salvezza di tutti, prega sempre e fa pregare le anime che ti affido,
incoraggia Colui al quale ho affidato sì immenso bene, così ripari la
durezza di questo popolo
e consoli il mio Cuore.”
Trascorro
la sera in intimo amore e dolore, vorrei chiamare tutte le anime amanti
per amare e piangere con Gesù nel Getsemani, è tanto intima la
contrizione, da essermi di sollievo le lagrime,
che vorrei frenare per non far capire alla Comunità qualche sofferenza
che loro pensano.
6. Venerdì.
La notte e
tutto il giorno soffrii moltissimo in completa dimenticanza di Dio e di
tutto ciò che forma la mia vita soprannaturale, un lampo rapido di luce
nella Comunione: “soffri per i tuoi fratelli aiutami a redimerli”, dopo
ritornai allo stato di indifferenza per Dio, ma in balia di mille
passioni, di odio, sospetti, diffidenza, tedio mortale, mi vidi
trasformata e carica di mille miserie, sentivo lo stato disgraziato di
chi vive senza Dio!...
Come fu lungo quel giorno. La sera la mia tenera Madre mi chiamò
ricordandomi che era la vigilia del giorno solenne il
sabato!
La notte mi
svegliò per le solite preghiere di riparazioni e per la preparazione
alla Comunione, non mi portò il Suo divino Infante e ciò mi rattristò
non poco temendo che la causa era la mia indegnità quel giorno avanti
trascorso così male.
La mattina
nelle solite preghiere preparandomi al solito per l'ultima Comunione,
sentivo più intima la presenza della dolce Madre e di S. Giuseppe, un
immensa luce si avvicinava, era la schiera dei Santi, degli Angeli,
del mio Serafino che spesso rivedo e sento col suo dardo d'amore, erano
questa volta nel farmi questo incontro, più lieti del solito, impazienti
di presentarmi presto al trono della S.S. Trinità per cominciare presto
la vita di beatitudine. Mi presentai all'Immensa bellezza, con impeto
straordinario, il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo nel darmi
l'amplesso di eterno Amore compresi che desideravano questo incontro con
impazienza. Son poche parole che io posso dire sul riguardo, mi è
impossibile esprimere il godimento dell'anima, nel vedersi desiderata
non solo dalla Famiglia dei Beati, ma dalla Regina che la rappresenta
dallo stesso Autore di sì immensi beni...
Fu questo un
nuovo godimento, che gustai immersa nell'Oceano immenso della Bontà
Divina, è per questa santa Istituzione
che prolunga ancora il mio esilio e gusto così spesso brevi momenti di
Cielo anticipato, così l'Infinito Amore esercita la Sua Giustizia e
Bontà verso la sua povera creatura, che avrebbe dovuto chiamarla per
sempre e la conforta accordandole questi istanti! Visitai il Purgatorio
in compagnia di Gesù Ostia e della mia Madre, la sorella
fu la prima a presentarsi a me, ma non più in quello stato straziante,
ma meno sofferente e ringraziandomi sentii il suo amplesso fraterno.
Domandai se aveva bisogno della mia offerta di Vittima: “prega e
sentirai la risposta”; dopo aver fatto l'ufficio di visitare il resto
dei miei cari e tutte le anime penanti, alcuni volarono agli eterni
gaudi, come è bello assistere a queste scene di Paradiso!........
Padre mio
caro, come posso descrivere queste feste che non sono di questo
mondo?!...... Quando sarò nella mia Beata Famiglia farò sempre questo
nobile Ufficio in compagnia della mia tenera Madre Divina, l'Ufficio
degli Angeli di scendere in quel Santo Carcere e liberare queste Anime
elette e condurle agli eterni godimenti. Quanti pensieri in questi
momenti come luce vengono a riempirmi la mente di conoscenze misteriose
che riguardano la vita eterna, la vita di beatitudine, la Missione che i
Santi hanno ciascuno affidata per il bene della Chiesa Purgante, oh!
Bontà e Sapienza Eterna quanto sei ammirabile; quanta scienza divina
acquista l'anima in questi istanti di luce soprannaturale, come è
diversa della scienza umana, invecchiano e si sciupano sui libri per
capire poche cose, pochissime cose di fronte alla conoscenza che
acquista l'anima in un istante di un raggio che in Modo Divino le
comunica.
Ora
comprendo il bene immenso che fruttano all'anima chiamata alla
perfezione non comune, le sofferenze.
Grazie infinite ti rendo, o Sapienza Eterna, mi hai dato il pascolo
amaro, mi hai fatto bere sino alla feccia nel tuo Calice, ed ora mi fai
gustare i frutti delle lagrime, mi fai gustare le più intime dolcezze
del tuo immenso amore, mi apri il tuo Cuore, il tuo Cielo e mi anneghi
nel mare immenso delle tue delizie,
non sono più io che vivo
ma sei tu che vivi in me.
Oh divina trasformazione che si gusta anche in questa vita come caparra
della vita divina Bontà Eterna! Ma, Padre perché non riprende la mia
audacia che esco fuori argomento e parlo così inconsideratamente.Questo
sabato non potrei finire di scrivere perché grandi sono le
manifestazioni d'amore della mia tenera Madre e dal suo Figliuolo.
Ero fuori i
sensi
tutta la giornata, un insolito gaudio m'inondava l'animo, era una gioia
di cielo che volevo comunicarle alle mie figliole, a tutta la mia
immensa famiglia, ero pazza, ero ubriaca d’amore, non sapevo contenerlo
nel piccolo cuore che sento sempre dilatarsi....... perché amo, amo,
amo, s'accresce ogni istante, è proprio come il fuoco che comincia ad
accendere un edifizio, lo brucia, lo consuma tutto e si estende in tutto
il quartiere se non mettono riparo. Ma qual'aiuto c'è per questo genere
d'incendio Divino?!.... Crescere sempre, sempre, amare sino
all'infinito, bere alla Sorgente senza mai dissetarsi, vivere di Dio con
Dio e per Dio. Ora comprendo, o Padre mio l' amore di queste anime
avventurate verso il prossimo, com'è diverso di quelle che amano senza
questa provenienza soprannaturale, ora comprendo che è un dono grande
che la Bontà Divina concede a chi possiede questo grado di amore,
fortunata chi lo possiede dopo aver portato la croce delle
contraddizioni, calunnie ecc ecc....
Fu proprio
in questo giorno, mentre coll'animo ebbro di gaudio ritornavo in casa da
una visita a una Signora, esclamai: “O Amore Immenso o mia tenerissima
Madre, oggi non sono in questo esilio ma immersa sempre nel mare delle
delizie celesti?” Sentiì rispondermi: “La mia giustizia non ha la
pazienza di ascoltare la tua venuta nella Casa Celeste, tutto voglio
farti gustare mentre sei ancora in questa vita per il compimento dei
miei disegni e godimenti sempre nuovi, perché diverse sono state le tue
sofferenze, questi godimenti sono l'ombra di un piccolo saggio di quelli
che godrai quando solamente mi vedrai e mi possiederai senza timore di
perdere il bene immenso”. Mi fa leggere queste soavissime parole in un
istante di luce divina e mentre cerco un rimedio per contenere tanto
gaudio, s'accresce e l'animo si dilata e sente nuove brame d'amare
l'Immenso, l'Infinito, l'Eterno e vuole comunicarlo a tutto il creato!
Molto mi giova questo ambiente tranquillo, il vasto orizzonte, il mare
immenso, i campi, tutto tutto la bontà la Sapienza Eterna ha disposto
per accrescere la felicità di sì privilegiata e miserabile
creatura!!!.....
Al pranzo
mentre recitavo l'oremus del ringraziamento, mentre pronunziavo il nome
dolce, Beata Maria ecc. sentii tale dolcezza da non capire più la recita
del resto, sentìi dirmi "come mi è cara la tua voce", Padre lascio
considerare a lei la tenerezza che s'impadronì di me, e quanta felicità
e amore m'ispirò la soave e materna espressione di sì dolce Madre,
d'allora in poi pronunciando sì soave nome sento rinnovarmi una nuova
tenerezza filiale.
La sera
durante la recita del S. Rosario ai piedi del Tabernacolo, sentìi
chiamarmi dalla Madre "figlia tu sei la mia delizia", che espressioni
piene di materno amore e misteriosa potenza: caddi come colpita da
improvvisa tenerezza e risposi come bimba nel seno della Mamma! Oh che
sonno, che estasi d'amore,
come le bimbe domandano mille cose alla madre quando si abbandonano nel
materno senno, pregavo, pregavo per il Padre al quale mi ha affidato,
per la famiglia presente e avvenire, per il mondo tutto e per le mie
sorelline che soffrono nel Carcere di espiazione. Erano molto gradite le
mie povere preghiere e sembravami che su tutti scendevano raggi di luce
benedizioni celesti.
Termino di
scrivere le cose immense di quel giorno grande, il primo sabato di
questo mese, ho scritto poco vorrei la celeste sapienza della mia S. M.
Teresa
per scrivere con più chiarezza ed estesamente tutto l'immenso che sento
nell'animo, ed ora Padre mi benedica, per trascorrere felice la notte.
8. Dom..
Riposai al
solito tranquilla in adorazione del giorno festivo. Dopo le solite
preghiere mi accostai alla Mensa Celeste accompagnata dalla immensa
schiera dei Santi e dalla Celeste Regina.
Dopo
l'Adorazione alla S. Trinità, un infinito numero di Angeli si staccarono
da tutti e chiamandomi col dolce nome di sorella uno che più bello e
pieno di luce mi stava accanto, mi disse che anche lui era mio fratello,
compresi che era un Cherubino. Mi sentìi piena di luce e agilità
soprannaturale, gustai lo stato angelico, l'agilità degli angeli,
l'immensa luce che gode il Coro dei Cherubini.
Durante la
Messa Gesù mi confidava le amarezze del Suo Cuore per questo popolo così
ingrato verso di Lui, immerso nei vizi di ogni sorta non sente più
bisogno di ciò che riguarda la propria salvezza: “Piangi tu o mia figlia
per questi peccatori, le tue lagrime unite alle mie offrile al mio
Eterno Padre per ottenere misericordia a queste anime che hanno perduto
e disonorato la loro divina provenienza.”
Nell'Elevazione dell'Ostia sentii quanto immensa Bontà frutta ai
peccatori la Vittima Divina immolata da un religioso che è compreso di
sì sublime Espiazione, offrii me stessa e le figliuole presenti e
avvenire, come Vittime Espiatrici, sentii nell'intimo del cuore:
“proprio perché ho bisogno di anime riparatrici ti ho portato in questo
luogo.”
L'Adorazione.
Il Cuore del
Prigioniero d'amore, mi attendeva, per farmi gustare le delizie della
sua intimità, le sue fiamme divine, come pegno di sommo gradimento delle
pene che soffro per i peccatori, sentivo ringraziarmi per l'amore di
riparazione in quell'ora santa, mentre infinito numero di peccatori
maledicono, commettono in quel giorno santo, ogni sorta di peccati e
piombano negli eterni abissi!
9. Lunedì.
Padre, dopo
la Comunione, nel purgatorio, assieme ai miei cari parenti e amici, mi
sembrò trovare un'altra anima che non ho conosciuto in vita, conobbi
però per divina ispirazione che era il Padre Suo,
“ora ti appartengo” sentii dirmi, era un aspetto sofferentissimo ma
molto tranquillo. Con piacere pregai molto per questa cara anima, la
consolai non poco, e da allora in poi la rivedo sempre assieme ai miei
cari. “La tua missione, sentii dirmi, da tutte le anime Purganti, si
estende sino a noi, grazie, o sorella, per le grandi consolazioni che ci
procurano le tue visite con Gesù Eucaristia”.
Nei giorni
scorsi la sorella mi disse: “le tue preghiere, tutte le opere di pietà e
carità la grande Missione che la Divina Bontà ti ha affidato, unite al
Sangue di Gesù, al suo Immenso Amore Eucaristico, suppliscono
all'immolazione
che volevi fare per la mia liberazione.” Restai tranquilla a questa
manifestazione della Volontà di Dio, non sentii più il bisogno di
manifestare il mio desiderio a Lei o Padre, come le accennai cioè di
offrirmi Vittima per la liberazione della sorella che con un aspetto
straziante mi si presentò.
La sera,
nella benedizione mi presentai al Divin Cuore, con un numero immenso di
anime Purganti, Padre com'era bella questa visione e mille benedizioni e
consolazioni ottenevo dal Cuore di Gesù tutto pieno di luce raggiante si
versavano su di me e su tutta la grande famiglia che rappresentavo.
10. Martedì.
Con Gesù
Ostia sentii in compagnia della Regina dei Santi e con la cara Teresina,
trovarmi in luoghi di Missioni; con me erano diversi gruppi di
religiose, e religiosi, ma ogni gruppo era destinato per diversi luoghi
e quindi li vedevo separati l'uno dall'altro, la Santina versava fiori
che pigliava dal seno della S.S. Vergine che presiedeva questi
religiosi. I fiori sono le benedizioni, le grazie necessarie per queste
Missioni.
Il mio
godimento era immenso in questa visione, vedevo estesa la famiglia e
presieduta dalla dolce Madre e dalla Celeste Protettrice. Non avevo
l'animo di lasciare questo dolce sogno, ma il dovere mi chiamava, non
vidi più il Padre all'altare, la Messa era terminata ma di niente mi ero
accorta, tanto era immenso il godimento di quella visione. Non
dimenticai però, le mie beniamine sorelle, pregai per le Missionarie, in
modo speciale scontano anch'esse in quel doloroso Carcere qualche
infedeltà alla loro grande vocazione e spirito di sacrifizio.
11. Mercoledì
Padre
riprendo ora il presente manoscritto per seguitare a confidare le
grazie, i favori che l'Infinita Bontà mi largisce, ma mi protesto che
dopo tanti giorni non ricordo più chiaramente tutto, dirò solo ciò che
mi riesce facile e sicuro. Dopo aver goduto con Gesù Ostia la presenza
della tenera Madre, della Regina circondata dai Santi del mio Ordine,
scesi come regina appoggiata al Suo Re, seguita da un coro di Angeli,
nel Carcere del Purgatorio, mi avvicinai a tutti i miei cari, e accanto
al di Lei Padre, trovai una distinta Signora, di un bello aspetto per la
sua tranquilla rassegnazione, con uno sguardo intimo sembrò fissarmi
soavemente, compresi che era una di Lei parente, molto affettuosa verso
di Lei o Padre, mentre era in vita, sembrò dirmi: “Iddio trova macchie
negli Angeli.” Compresi che ciò dovevo riferirlo a Lei ma non compresi
il senso di queste parole, solo che ha bisogno ancora di essere
suffragata.
12. Giovedì
Dopo aver
assistito alla Sua Cena d'amore con gli Apostoli, mi sembrò ricevere
dalle Sue stesse Mani il Cibo divino e di vedere l’ardore di
quell'istante nel Suo volto divino e le fiamme del Suo Cuore che
trasfondeva nel mio, in questa dolce estasi d'amore mi confidò le
amarezze immense del Suo Cuore quando ci lasciava questo pegno d'amore
infinito, per tutti coloro che s'accostano a questa Mensa divina senza
la veste nuziale, e per abitudine, sono le anime a Lui più care,
compresi il candore che la Purità per Essenza vuole trovare nelle anime
a lui consacrate e specialmente nei suoi Ministri. Procurai di riparare
per me e per tutte queste anime offrendo la Vittima, Se stesso in
Espiazione e rimasi compresa da un profondo sentimento delle mie miserie
e un forte amore di riparare le mie e altrui infedeltà commesse in tutta
la mia vita verso il gran Sacramento.
L'Ora
d'adorazione Gesù mi comunicò al solito le pene immense cagionate
dall'infelice umanità e specialmente pregare per i poveri parenti onde
ottenere che tutti si salvino, e per questo popolo che vive immerso in
ogni sorta di vizi e di lordure!
13. Venerdì.
Sembravami
udir una folla furibonda che bestemmiava orribilmente, Gesù tutto pesto
e pieno di sangue, venne a rifugiarsi nel mio cuore... Oh come lo
nascosi da quella folla diabolica che inseguiva Gesù e così l'aveva
ridotto, lo strinsi con tenerezza di Madre, di Sposa e di figlia,
asciugai le sue divine piaghe lo pregai per quei ciechi fratelli ad usar
loro misericordia: “Il tuo amore o figlia, è un balsamo per le piaghe
profonde che mi rinnova sempre l’ingratitudine umana.” Tali espressioni
senti suggerirmeli nell'intimo del cuore non a parole ma per un interno
lume.
14. Sabato.
Durante il
sonno sono stata dolcemente svegliata dalla presenza della tenera Madre,
così soave e dolce il suo materno, divino sguardo da farmi riposare
tranquillamente, come una bimba nel seno della Mamma.
Tale soave
riposo mi ispira mille e svariati sentimenti di pietà di zelo per i
poveri moribondi, per le anime purganti e, soprattutto l'amore di
riparazione al Prigioniero che con ansia amorosa aspetta amore delle sue
creature ma son pochissimi che rispondono a questo dolce invito. Ma
fortunate anime fedeli come le viene generosamente ricompensato
quest'amore di riparazione dall'Infinita Bontà, versa su di lei,
l'annega nell'oceano del suo infinito amore, le comunica tutto l'amore,
tutti i tesori, l'aumento della grazia, di tutte le anime che rispondono
ingratamente. Così l'anima trova una fedele corrispondenza nell'infinito
Amore, ai suoi desideri di volerlo amare per tutti quelli che non
l'amano. Mi sembra sempre la prima volta accostarmi alla Mensa del Cielo
con le disposizioni di presentarmi al trono della divina Bontà per
essere giudicata! Sono tutti i Santi del mio Ordine, e un gran numero di
anime beate: “siamo anime da te suffragate e verremo ad assistere il tuo
ultimo momento per godere con noi gli eterni gaudi.” Rinnovai l'atto di
contrizione per dispormi a ricevere l'Ostia Candida, il dolore delle mie
immense infedeltà alla grazia fu così intimo che mi sembrava che l'anima
voleva liberarsi dal corpo. Mi presentò la S.S. Vergine e il lungo
stuolo dei Santi, alla S.S Trinità e inabissata in quella Visione,
sentii l'amplesso delle Tre Divine Persone, compresi l'Amore Immenso che
trasforma queste Tre Persone in un solo Dio..... e l'amore che
trasfondono nell'amplesso che riceve l’anima..... Padre, questo Ella
comprende che è molto difficile a spiegarsi come lo gusta l'anima
illuminata dalla stessa Sapienza increata.
Mentre ero
immersa in tali godimenti La tenera Madre, godendo le mie delizie, mi
promise che l'ultimo atto di contrizione che farò in preparazione
dell'ultima Comunione sarà così perfetto da purificarmi in questa vita e
così godrò subito la Visione beatifica dell'Infinita Bontà e sarò esente
dal purgatorio. Dall'ora in poi sento più intimo il dolore delle mie
negligenze e infedeltà, e ciò è molto gradito al Cuore dello Sposo
Divino perché trova maggior purità nel suo talamo nuziale, nel mio
povero cuore.
Mi sentii
trasportare dalla Regina dei Santi e dalla celeste compagnia dei Beati,
nel Carcere del Purgatorio, e la Vergine S.S. dando a me le chiavi di
quella prigione, entrai per consolare e liberare quelle anime elette.
Che immensa gioia sentono queste Prigioniere nel rivedermi con la
Vergine S.S. e tanti Santi, quanto sollievo viene loro accordato e
diminuite sempre le loro pene, la loro condanna, e molti venivano da
quella prigione liberate promettendomi la loro protezione dal Cielo! In
questo mese rivedo ogni giorno i miei cari estinti e moltissime altre
anime che mi si presentano chiedendo suffragio. Oh! la potenza della
preghiera per queste Anime Sante, è di sommo gradimento a Dio e alla
Vergine S.S. tanto da diminuire la loro condanna e liberare da quel
Carcere. Il ricordo lasciatomi da questa promessa della mia dolce Madre
è una intima contrizione delle mie continue e immense infedeltà, e la
rinnovo sempre prima di comunicarmi, quanta purità accresce nell'anima
tale disposizione la comprendo e la gusto sempre con nuovo aumento.
15. Domenica.
Con Gesù
Ostia dopo l'adorazione alla SS. Trinità e del sempre nuovo godimento
dell'Immensa bontà verso le creature. Ero compresa di questa profonda
conoscenza mi sembrò l'Eterno Padre cambiare la bellezza della Bontà in
rigoroso atteggiamento di voler punire questo popolo che trascura
capricciosamente la santificazione di questo giorno. Il Divin Figlio si
offrì Vittima e presentandomi al Padre assieme a Lei o mio Padre, e a
tutte le figliuole presenti, sembrò calmare la collera Divina, e
rivolgendosi a me sentìi dirmi: “Ora comprendi perché ti trovi in questo
paesello.” Compresi l'infinita misericordia di Dio verso i peccatori,
rinnovai l'offerta di Vittima di me e della famigliuola, ero compresa di
forte dolore per l'ingrata corrispondenza di questo popolo.
Durante la
S. Messa la sua predica era quasi una ripetizione della visione avuta,
fu così forte l'emozione da non saperla più frenare, e pregando per
questi disgraziati in un profluvio di lagrime, dimenticai di trovarmi in
compagnia di coloro che assistevano alla Messa e diedi sfogo alla piena
del dolore, invitando tutti i beati del Cielo, i giusti, e soprattutto
la Vittima Divina che si offriva nel S. Sacrifizio per aiutarmi a
piangere tanta mostruosa corrispondenza e ottenere misericordia e
ravvedimento.
16. Lunedì
Dal giorno
di ieri fino al 27 di questo mese, siccome per motivi di salute e per
indisposizione morale trascurai di scrivere, non ricordo altro che le
visite dopo la Comunione alle anime de Purgatorio, qualche godimento di
unione con Gesù, e dopo soffrivo mille afflizioni, aridità,
oscurità penose, Ella o mio buon Padre mi sembrava non più pieno di
bontà, ma stanco sdegnato di me.... e mille altri pensieri che mi
amareggiavano anche stando alla sua presenza, non dico il colmo delle
mie pene, credermi illusa del nemico del bene.
Di tanto in
tanto Gesù e la tenera Madre, mi facevano sentire la loro dolce presenza
m'incoraggiavano, ma dopo ricadevo in quello stato penoso, ma
tranquillo, perché capivo che soffrivo in Espiazione dei miei peccati e
dei fratelli peccatori di questo paese.
27. Nov.
Oggi ho
sofferto la privazione di ascoltare la S. Messa e di nutrirmi dell'Ostia
Bianca. Tale privazione mi costa moltissimo, ed ora spesso la mia poca
salute mi farà soffrire la fame di questo Celeste Alimento. Gesù nel
momento che si offre Vittima nel Sacrifizio della Messa mi ha dato la
Consolazione di farmi gustare la Sua divina presenza, per unirmi alla
Sua Immolazione, e ciò non solo nel momento dell’Elevazione dell'Ostia
Santissima nel Sacrificio che celebra Ella, o buon Padre, ma in tutte le
Immolazioni che in questo istante si rinnovano in tutto il mondo
Cattolico. Mi comunicai spiritualmente assieme alla comunità, così
confortò la mia penosa privazione. Durante la notte, malgrado le
sofferenze fisiche specie il tormento assai penoso del mal di testa non
mi impediva di pregare per i fratelli peccatori di seguire Gesù nella
sua Passione essendo la notte di dolore e di amore il Venerdì.
Dopo aver fatto
le solite preghiere e un po' d'orazione mentale, lessi e spiegai alle
mie dilette figliuole Novizie, frutto delle mie pene e dei miei sogni
(si Padre mio, le vedevo sempre queste figliuole e molte altre ancora
che verranno...) andai in chiesa per soddisfare un pò la fame
Eucaristica. Gesù era solo, ma molto disposto a farmi sentire il suo
linguaggio d'amore! Era tutto mio e solo!!!... Ogni venerdì mi si
presenta sotto diverse pene sofferte nella Sua passione. Questa volta lo
vidi caduto la terza volta sotto il peso della Croce... Padre non so
ridire gli strazi che mi fece intimamente esperimentare in sì immensi
tormenti della Vittima agonizzante, calpestato, insultato..... lo
strazio della Madre Addolorata che lo seguiva ma non poteva
sollevarlo..... Compresi la malizia del peccato che a tale stato sia
ridotto l'Autore d'ogni Bene: “Così mi calpestano i peccatori, vieni o
figlia confortami, vedi come calpestano il mio Corpo, il mio Sangue, odi
le bestemmie infernali, nascondimi nel tuo cuore, ripara col tuo amore
l'orribile scena alla quale assisti e nel Sacramento si rinnovano queste
sì nere ingratitudini, ho bisogno del tuo amore, metti le tue labbra
nella piaga del mio Cuore offri all'Eterno Padre i dolori immensi il
sangue che calpestano tanti sventurati che corrono all'eterna rovina
offriti Vittima assieme a Me, alla mia Madre che assisteva a si crudeli
tormenti alle Immolazioni di tante anime a me care e così che impedite i
fulmini della mia Giustizia”. Sentìi il dolce lamento dei miei estinti,
rinnovai la stessa Offerta in loro sollievo non potendo entrare nel
luogo di Espiazione con Gesù Ostia come gli altri giorni ma questa
Offerta è stata di Sommo gradimento e di una grandissima consolazione.
Dacchè il
mio caro Mons. Blandini
è passato a vita migliore non ho avuto mai alcuna notizia del suo stato
nelle preghiere, ciò per me è stata un pò penoso ma ho pregato sempre
tutte le volte che me ne sono ricordata. Questa volta lo vidi, oh! che
consolazione immensa reciproca fu l'incontro del Padre con la sua amata
figlia, sì mi amava con tenerezza di Padre; il mio Padre naturale era
molto severo,
non gustai l'affetto filiale che di rado, ma per questo Padre
spirituale, esperimentai tutte le intimità di una figliuola e non
nascondo che la sua morte mi costò più del Padre naturale sia pel motivo
accennato sia perché a quell'età non capivo tanto.
Non era con
le anime purganti in quelle penose spelonche ove mi sembra rivedere e in
diversi luoghi di tormenti, ma solo, godeva un immenso orizzonte, ma non
ancora ammesso agli eterni gaudi, mi rivolse sorridente parole di
sollievo: “hai sofferto, vedo tutto e ti guardo sempre e prego, il tuo
ideale è sempre mio, tu sei il mio granello di senapa che a furia di
marcire e di lagrime dovrai fare fecondare questo piccolo seme, io ti ho
predetto che diverrà un grande albero, stenderà i suoi rami in tutto il
mondo, hai sofferto in questi giorni, ma non temere se un vescovo ti
perseguita,
io sono più vicino all'Autore d'ogni bene e ti proteggo, il
Conservatorio
non perirà, ecco la prova della mia protezione per quella prima Casa da
me benedetta, ricordami sempre”.
Quale
consolazione e nuova vita lasciarono questi Celesti colloqui, non si
possono descrivere, solo possono comprendere gli effetti mirabili di
queste intimità Divine le anime avvezze a queste relazioni.
Con questo
raccoglimento la Via Crucis mi riuscì molto devota e sarei molto lunga
se dovrei riferire colla penna tutti i sentimenti di amore di
compassione,
di tenerezza, che ad ogni considerazione sentivo ispirarmi, era una
scena vivente....... rinnovavo l'Offerta della Vittima Divina ad ogni
Stazione per i peccatori per le Anime del Purgatorio, il Cuore S.S. di
Gesù mi ringraziava per tanta riparazione a Lui immensamente gradita.
Così teneramente mi salutava..... ma in quell'intimità... lo pregai per
accordarmi un pò di forza onde non perdere mai la Comunione e la Messa,
mi rispose: “hai dimenticato il voto?..... hai scelto ciò che ti fa
soffrire dippiù, ti accorderò la salute limitatamente necessaria,
soffrendo sempre, ecco ciò che ti mortifica”. Rinnovai l'Offerta di
Vittima del suo Amore e tranquilla, col cuore colmo di gioia Celeste e
piena di luce divina ritornai ai miei doveri.
28. Domenica.
Trascorsi
la notte molto sofferente fisicamente, ma ciò per me è di godimento
spirituale, mentre il corpo soffre, l'anima offre al Prigioniero d'Amore
le sofferenze per i poveri peccatori, le riesce più dolce la
rinnovazione dell'Immolazione, offrendo anche le pene fisiche e
desiderando che si consumi tutta per ottenere la salvezza delle anime e
impedire anche un solo peccato mortale, ottenere la salvezza di un
agonizzante, sollevare gli Estinti cari!
Ebbi la
forza di alzarmi, non solo ma di superare il forte freddo per me non mai
provato così rigido e tutta felice mi accostai alla Mensa per sfamarmi.
S. Padre mio Caro, è sempre nuova la fame che sento per questa Bianca
Ostia è sempre la prima e l'ultima Comunione!
Dopo la
Comunione, è per questa Porta Celeste che l'anima entra per un istante a
godere le scene divine, i godimenti della Beata Immensa Famiglia, alla
quale l'anima sente la felicità la sicurezza di appartenere.
È una
visita che anche in questo esilio dalla Bontà Infinita le viene
accordata, e acquista sempre nuove conoscenze, nuove relazioni d'amore
con i Beati di cui si sente circondata.
Mentre è
immersa nelle delizie dell'Amore Immenso che la S.S. Trinità le
Comunica, dei godimenti che solo possono capire le anime che gustano
questi favori, attinge luce sempre nuova per capire lo stato di
beatitudine di tutti i Beati che assistono a queste scene, e gusta
sempre un nuovo vincolo di intimità con questa Famiglia Beata, oh! Padre
come vorrei farle capire e gustare il compiacimento reciproco dei
godimenti dello stato di felicità completa che godono tutti in Dio!
È un'estasi
continua!.... solo Amore regna, senza limiti, senza timori eterno! Com'è
diverso il godimento dei beati che sono nello stato felice per sempre,
da quei momenti che ci viene accordato in questo esilio! Ma come si
sospira slegarsi da questa prigione dopo aver gustato così
imperfettamente qualche istante felice! Ma la Missione affidatomi la
Bontà Divina non è ancora compiuta e quindi ritorno a rivivere
volentieri malgrado la grande differenza che provo dopo quella Celeste
Compagnia.
Non
finirei di scrivere su questo argomento
il cuore e
pieno e sente l'immenso bisogno di versare in altri cuori la piena dei
celesti carismi, ma il tempo mi manca, eppoi più ne parlo più s'accresce
l’Amore!.... Oh creature, venite tutte vorrei gridare e, non potendolo
fare, oh povero cuore, come palpita forte e vorrebbe uscire dal suo
posto per dire a tutti Amate, amate, amate, Chi è solo degno d'amore,
contemplate le sue immense bellezze e proverete e gusterete cose che non
si possono godere se non in Cielo.
Spesso le
lagrime ed altre emozioni che freno con mia non poca sofferenza sono i
frutti di questi Celesti carismi e dello zelo ardente che mi divora per
la conversione dei peccatori, per la riparazione di questo giorno Santo
da moltissimi profanato, per l'amore sempre crescente per le anime a me
carissime, le Prigioniere. La preghiera che fa quest'anima unita a
quella dei Beati che la circondano va direttamente a ferire il Cuore
dello Sposo, e attira le grazie divine sui poveri peccatori, allontana i
fulmini della sua giustizia, sprigiona le Anime Penanti. Quante miserie,
quanti bisogni, quanti peccati in questa valle di dolori, ma la
preghiera di queste anime è una continua pioggia di celesti benedizioni!
Mi è di
grande sollievo stare alla di Lei presenza, o mio buon Padre,
specialmente quando il Cuore è pieno di Cielo che non sa contenere, mi
sembra che Ella Comprende e partecipa alla mia felicità e ciò mi è di
grande sollievo.
Sentivo il
bisogno di ritornare presto All'Amore e pregare per i fratelli
peccatori.... mi costò non poco l'essere priva avrei voluto attraversare
le montagne di neve, era tanto il bisogno, ma Ella o Padre, non mi
permise di venire, volai col cuore, sì il cuore si tuffò nell’Oceano
immenso del Cuore dello Sposo che l'attendeva con slancio, oh che
incontro, sembrava che da mille anni ne ero stata priva, sì o Padre,
Gesù nel Tabernacolo ha bisogno della sua creatura, è per lei che vive
la vita di Prigioniero per comunicarle tutto il suo Cuore..... mi
confidò l'amarezza grande che gli cagionano tanti suoi figli ricomprati
col Suo Sangue e che seguono il nemico del bene, vivono come bruti e
come tali muoiono e cadono negli eterni abissi dell'inferno... immensa è
l'amarezza di un Padre nel vedere morire sì disgraziatamente i suoi
eredi del Paradiso per i quali tanto ha sofferto e li ha circondato di
mille e mille ispirazioni per seguire le via del bene, immensa è
l'amarezza nel vederli si miseramente morire in tale ostinazione, ma
questi rami staccati dall'albero della Vita che è Gesù Cristo
nell'Eucaristia subiscono la loro eterna condanna..... non appartengono
più al Creatore al redentore, ma eternamente soffrono la privazione di
Dio l'eterna disperazione, l'eterna compagnia dei dannati!.....
Oh poveri
miei disgraziati fratelli, vorrei gridare forte forte e farmi sentire da
tutto il mondo, venite tutti, non siate così ingrati verso Colui che
merita essere amato sopratutti venite gustate il suo Amore Eucaristico,
e tremate nel vedere il grande precipizio di coloro che vivono senza
gustare le Sue Carni Immacolate, com’è pericoloso lo stato dell'anima
vostra o fratelli miei!..... Soffrire le pene di Gesù per la redenzione
delle anime oh com'è dolce! e commuove il Cuor di Dio a misericordia
verso tanti poveri ciechi. Dopo quest'ora trascorsa in intimo colloquio
con Gesù Eucaristia, pur non avendo il bene di adorarlo corporalmente,
rimasi un po' amareggiata per non aver ricevuto la sacramentale
benedizione. Così ho trascorso questo santo giorno.
30. Novembre.
Stanotte ho
pregato non poco per le mie Sorelline Penanti, desideravo presto alzarmi
per scendere nel loro Carcere con Gesù. Nella Meditazione sentivo la
dolce impazienza del Suo Cuore divino per unirsi presto al mio cuore, e
la mia corrispondenza a tanto dolce invito mi faceva venir meno.
Venne l'ora
sospirata, Gesù era tutto mio ed io tutta sua... caddi come svenuta
nelle divine braccia dello Sposo che con tanto ardore mi comunicava le
fiamme del Suo Cuore e più s'accresceva l'intimità, espressioni di
reciproco amore: “fammi sentire i palpiti del tuo cuore o mia
diletta.... ecc”. Era la tenera Madre che assisteva a questi godimenti,
un numero infinito di Angeli, di Santi, sorridenti partecipavano ai miei