Novena per la solennità di
Santa Teresa di gesù bambino e del volto
santo
22-30 settembre
Letture bibliche, dagli scritti della Santa, della b. M. Crocifissa Curcio e di p. Lorenzo van den Eerenbeemt
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Preghiera per ciascun giorno della novena
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1°
giorno Ascoltare la Parola di Dio |
2°
giorno Leggere continuamente la Parola di Dio |
3°
giorno Imparare dalla Parola di Dio |
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4°
giorno Leggersi nella Parola di Dio |
5°
giorno Lasciarsi guidare dalla Parola di Dio |
6°
giorno Incontrare Gesù nella Parola di Dio |
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7°
giorno Conoscere Maria nella Parola di Dio |
8°
giorno Amare la Chiesa alla luce della Parola di Dio |
9°
giorno Annunciare la Parola di Dio |
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Solennità Annunciare la Parola di Dio che è amore |
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I testi che vengono offerti per ciascun giorno devono essere
opportunamente alternati fra canti e momenti di silenzio,
a seconda delle scelte dell'animatrice della preghiera comunitaria.
Si inizi ogni incontro della novena con l'antifona indicata per ciascun
giorno
e lo si concluda con la preghiera riportata sopra.
"La missione della Chiesa all’inizio di
questo nuovo millennio è nutrirsi della Parola, per essere serva della Parola
nell’impegno della evangelizzazione.
L’annuncio del Vangelo è senza dubbio la ragion d’essere della Chiesa e della
sua missione. Ciò implica che essa vive ciò che predica. Questa è la via
decisiva perché appaia credibile ciò che proclama, nonostante le debolezze e
povertà"
(12° Sinodo dei Vescovi, Instrumentum Laboris, n. 43) (= IL n. ...)
.
Il Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della
Chiesa giustamente lega strettamente l'evangelizzazione, la nuova
evangelizzazione, il servizio della Parola di Dio e la testimonianza di ogni
Cristiano.
Santa Teresa di Gesù bambino, di cui fra nove giorni celebreremo la festa, già
patrona delle missioni cattoliche, è stata proclamata dottore
della Chiesa (nel 1997) , riconoscendo che "la principale sorgente della
sua esperienza spirituale e del suo insegnamento è la Parola di Dio, nell'Antico
e nel Nuovo Testamento. Lei stessa lo confessa, specialmente mettendo in rilievo
il suo appassionato amore per il Vangelo (cfr Ms A 83 v). Nei suoi scritti si
contano oltre mille citazioni bibliche: più di quattrocento dall'Antico e oltre
seicento dal Nuovo Testamento.
Malgrado la preparazione inadeguata e la mancanza di strumenti per lo studio e
l'interpretazione dei libri sacri, Teresa si è immersa nella meditazione della
Parola di Dio con una fede ed una immediatezza singolari. Sotto l'influsso dello
Spirito ha raggiunto per sé e per gli altri una profonda conoscenza della
rivelazione" (Giovanni Paolo II, Lettera
apostolica Divini Amoris Scientia, n. 9) (= DAS n. ... ) .
Mettiamoci, dunque, alla scuola della "nostra
Santina che ci rappresenta" (così, a volte, la chiamava madre M.
Crocifissa) per imparare come lei ad amare e ascoltare la Parola di Dio,
per lasciarcene guidare nel cammino quotidiano della fede e della carità e
camminare in sintonia con la Chiesa di Cristo.
22 settembre, 1° giorno - Ascoltare la Parola di Dio
Come potrà un
giovane tenere pura la sua via? Custodendo le tue parole.
Con tutto il cuore ti cerco: non farmi deviare dai tuoi precetti.
Conservo nel cuore le tue parole per non offenderti con il peccato.
Benedetto sei tu, Signore; mostrami il tuo volere.
Con le mie labbra ho enumerato tutti i giudizi della tua bocca.
Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia più che in ogni altro bene.
Voglio meditare i tuoi comandamenti, considerare le tue vie. (dal Salmo
118)
"La Parola di Dio trasforma la vita
di coloro che vi si accostano con fede. La Parola non è mai esaurita, è ogni
giorno nuova. Ma perché questo avvenga occorre una fede che ascolta. La
Scrittura attesta a più riprese che l’ascolto è ciò che rende Israele popolo di
Dio (cfr Es 19, 5; cfr Ger 11, 4). L’ascolto crea un’appartenenza,
un legame, fa entrare nell’alleanza. Nel Nuovo Testamento l’ascolto è diretto
alla persona di Gesù, il Figlio di Dio (cfr Mt 17, 5 e par.) .
Il credente è uno che ascolta. Chi ascolta confessa la presenza di colui che
parla e vuole coinvolgersi con lui; chi ascolta scava in sé uno spazio
all’inabitazione dell’altro; chi ascolta si dispone con fiducia all’altro che
parla." (IL n. 24).
Dal
libro del Deuteronomio (4,1. 6-9) :
Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, perché le
mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso del paese che il
Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
Le osserverete dunque e le metterete in pratica perché quella sarà la vostra
saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo
parlare di tutte queste leggi, diranno: Questa grande nazione è il solo
popolo saggio e intelligente. Infatti qual grande nazione ha la divinità
così vicina a sé, come il Signore nostro Dio è vicino a noi ogni volta che
lo invochiamo? E qual grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta
questa legislazione che io oggi vi espongo?
Ma guardati e guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno
viste: non ti sfuggano dal cuore, per tutto il tempo della tua vita. Le
insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli.
Dalle
lettere di s. Teresa di Gesù bambino (a Celina, 7 luglio 1894)
:
Mia cara Celina, [...]
voglio citarti un passo del Cantico dei cantici che esprime perfettamente lo
stato di un'anima piombata nell'aridità e che nulla può più rallegrare né
consolare: «Sono scesa nell'orto delle noci per vedere i frutti della valle,
ed osservare se la vigna fosse fiorita e i melograni avessero germogliato.
Non sapevo più dove fossi; la mia anima era tutta sconvolta a causa dei
carri di Aminadab» (Cap. VI, v. 101 11) .
Ecco la vera immagine delle nostre anime. Spesso scendiamo nelle fertili
valli dove il nostro cuore ama cercare il suo pascolo, il vasto campo della
Scrittura che tante volte s'era aperto davanti a noi per offrirci tutta la
ricchezza dei suoi tesori, questo vasto campo ci appare ad un tratto un
deserto arido e senz'acqua: non sappiamo più neppure dove ci troviamo: al
posto della pace, della luce, non troviamo che turbamento o tenebre...
Ma, come la sposa, conosciamo la causa della nostra prova; «La nostra anima
è sconvolta a causa dei carri di Aminadab...». Non siamo ancora nella patria
e la prova ci deve purificare come l'oro nel crogiolo. Ci sono momenti in
cui ci crediamo abbandonate: ahimè! quei carri, quei vani rumori che ci
tormentano, sono in noi o fuori di noi? Noi non lo sappiamo, ma Gesù lo sa
bene. Egli vede la nostra tristezza e all'improvviso si fa udire la sua
dolce voce, più dolce che l'alito della primavera: “Ritorna, ritorna, o
Sulamita; ritorna, ritorna, affinché possiamo mirarti!». (Cant., cap. VI, v.
12 ) .
Che misterioso richiamo è quello dello Sposo! Noi non osavamo più rivolgere
uno sguardo su noi stesse, tanto eravamo convinte di essere prive di ogni
splendore e di ogni ornamento, e Gesù ci chiama. Egli vuole mirarci a suo
agio, ma non è solo: insieme con lui le altre due Persone della Trinità
santa vengono a prendere possesso della nostra anima... Gesù l’aveva
promesso altra volta, quando stava per risalire al Padre suo e Padre nostro.
Diceva con ineffabile tenerezza: «Se qualcuno mi ama, osserverà la mia
parola, e il Padre mio l'amerà, e verremo a lui e porremo in lui la nostra
dimora».
Osservare la parola di Gesù, ecco l'unica condizione della nostra felicità,
la prova del nostro amore per lui. Ma che cos'è mai questa parola?... Mi
sembra che la parola di Gesù sia lui stesso, lui Gesù, il Verbo, la Parola
di Dio!... Ce lo dice più avanti, nel medesimo Vangelo di san Giovanni.
Pregando il Padre per i suoi discepoli, si esprime così: «Santificali
mediante la tua parola; la tua parola è la verità...». E altrove Gesù ci
ricorda che lui è la Via, la Verità, la Vita. Sappiamo dunque qual'è la
Parola che dobbiamo osservare, e non domanderemo a Gesù come Pilato: «Che
cos'è la verità?». Noi la possediamo, la Verità, noi custodiamo Gesù nel
nostro cuore!...
Dalle
circolari della beata M. Crocifissa (14 febbraio 1947) :
Oh! Immenso amore, profondissima umiltà, quante sublimi lezioni non ci dà
dal Tabernacolo! Procuriamo di ascoltare la Voce Divina, di portare il cuore
vuoto delle passioni, umili e mortificate, e sentiremo ciò che Gesù brama
comunicare alle sue anime predilette. Tale sia il nostro digiuno spirituale
da renderci vere Spose di Gesù Crocifisso, questo digiuno non fa male, anzi
dà la santità all’anima che ha giurato di raggiungere la perfezione nei S.
Voti, fa bene al corpo, perché la pace dell'anima da più salute fisica.
23 settembre, 2° giorno - Leggere continuamente la Parola di Dio
La legge del
Signore è perfetta, rinfranca l'anima; la testimonianza del Signore è verace,
rende saggio il semplice.
Gli ordini del Signore sono giusti, fanno gioire il cuore; i comandi del Signore
sono limpidi, danno luce agli occhi.
Il timore del Signore è puro, dura sempre; i giudizi del Signore sono tutti
fedeli e giusti,
più preziosi dell'oro, di molto oro fino, più dolci del miele e di un favo
stillante. (dal Salmo 18)
Ogni Cristiano deve coltivare una relazione vitale con la Bibbia, perchè "è necessario conservare un contatto continuo con le Scritture, mediante la sacra lettura e lo studio accurato (cf DV 25), perché la Bibbia è la «sorgente pura e perenne della vita spirituale» (DV 21). Per una genuina spiritualità della Parola, va ricordato che «la lettura della Sacra Scrittura deve essere accompagnata dalla preghiera, affinché possa svolgersi il colloquio tra Dio e l’uomo [...]» (DV 25). [...] Diventa necessario illuminare i fedeli su ciò che apporta la lettura credente della Bibbia nella vita del cristiano, quando egli stesso avrà fatto del suo cuore una biblioteca della Parola" (IL n. 41) .
Dalla
seconda lettera di s. Paolo apostolo a Timoteo (3, 14-16)
Rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da
chi l'hai appreso e che fin dall'infanzia conosci le sacre Scritture: queste
possono istruirti per la salvezza, che si ottiene per mezzo della fede in
Cristo Gesù.
Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare,
convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia
completo e ben preparato per ogni opera buona.
Dalle
testimonianze su s. Teresa di Gesù bambino (sr Maria della
Trinità) :
Era soprattutto il Vangelo e la Scrittura Santa ch’ella citava
costantemente, e talmente a proposito, che le sue conversazioni alle novizie
[tutte le mattine per circa mezz’ora,] potevano dirsi un commentario
ai Libri Sacri.
I libri della Sacra Scrittura, particolarmente i Santi Vangeli, formavano la
sua delizia, il loro senso nascosto diveniva luminoso; essa li interpretava
mirabilmente. Nelle sue conversazioni, nelle mie direzioni con lei, sempre
qualche passo di questi libri veniva, come da sorgente, in appoggio a ciò
che mi diceva. C’era da credere ch’ella li sapesse a memoria.
Dai
manoscritti autobiografici di s. Teresa di Gesù bambino (MsA 236) :
Se apro un libro scritto da un autore spirituale (anche il più
bello, il più commovente) , sento subito il mio cuore serrarsi, e leggo
quasi senza capire, o, se capisco, lo spirito mio si ferma senza poter
meditare. In questa impotenza, la Sacra Scrittura e l'Imitazione mi
vengono in soccorso; in esse trovo nutrimento solido e puro. Ma soprattutto
il Vangelo mi occupa durante la preghiera, in esso trovo tutto il necessario
per la mia povera anima. Scopro sempre in esso luci nuove, significati
nascosti e misteriosi.
Capisco e so per esperienza "che il Regno di Dio è dentro di noi". Gesù non
ha bisogno di libri né di dottori per istruire le anime; lui, il Dottore dei
dottori, insegna senza rumore di parole... Mai l'ho inteso, parlare, ma
sento che è in me, ad ogni istante, e mi guida e m'ispira ciò che debbo dire
o fare. Scopro proprio nel momento in cui ne ho bisogno, delle luci che non
avevo ancora viste, e più spesso non è durante l'orazione che sono
maggiormente abbondanti, è piuttosto in mezzo alle occupazioni della
giornata.
Dalle
lettere della beata m. Crocifissa Curcio (s.d.) :
Fate molto bene di leggere durante la bella Novena lo spirito della nostra
Santina, anche noi facciamo ugualmente, si legge e si rilegge ma io la trovo
sempre una profonda miniera di vera santità! Studiamola questa gran santa e
imitiamola nel gran segreto di amare e di saper soffrire. L'anno scorso
eravamo tante amareggiate ricordate? Ora invece liete e grate alla Bontà
Infinita e all'intercessione della nostra Santina festeggiamo sì bel giorno!
Godo tanto nell'apprendere la vostra tranquillità, vi sono presente con la
preghiera dove vivo per ciascuna di voi. Sento con l'aumentare i miei anni
un grande amore per voi tutte che attingo nella Sorgente Celeste! Voletevi
bene, compatitevi da vere sorelle, questa carità è l'anticamera del cielo,
questa è la felicità della vita religiosa. Amatevi, amatevi sempre.
24 settembre, 3° giorno - Imparare dalla Parola di Dio
La legge della tua
bocca mi è preziosa più di mille pezzi d'oro e d'argento.
Le tue mani mi hanno fatto e plasmato; fammi capire e imparerò i tuoi comandi.
I tuoi fedeli al vedermi avranno gioia, perché ho sperato nella tua parola.
Signore, so che giusti sono i tuoi giudizi e con ragione mi hai umiliato.
Mi consoli la tua grazia, secondo la tua promessa al tuo servo.
Venga su di me la tua misericordia e avrò vita, poiché la tua legge è la mia
gioia. (dal Salmo 118)
"Dallo
studio accurato degli scritti di Santa Teresa di Gesù Bambino e dalla risonanza
che essi hanno avuto nella Chiesa, si possono cogliere gli aspetti salienti
dell'«eminente dottrina», che costituisce l'elemento fondamentale sul quale si
basa l'attribuzione del titolo di Dottore della Chiesa.
Risulta innanzitutto l'esistenza di un particolare carisma di sapienza.
Questa giovane carmelitana, infatti, senza una speciale preparazione teologica,
ma illuminata dalla luce del Vangelo, si sente istruita dal Maestro divino che,
come lei dice, è «il Dottore dei Dottori» (Ms A 83 v), da cui attinge gli
«insegnamenti divini» (Ms B 1 r)" (DAS n. 7)
.
Dal
libro del Siracide (39,1-5. 7-9)
Chi si applica e medita la legge dell'Altissimo, indaga la sapienza di tutti
gli antichi, si dedica allo studio delle profezie,
conserva i detti degli uomini famosi, penetra le sottigliezze delle
parabole, indaga il senso recondito dei proverbi e s'occupa degli enigmi
delle parabole.
Se questa è la volontà del Signore grande, egli sarà ricolmato di spirito di
intelligenza, come pioggia effonderà parole di sapienza, nella preghiera
renderà lode al Signore.
Egli dirigerà il suo consiglio e la sua scienza, mediterà sui misteri di
Dio.
Farà brillare la dottrina del suo insegnamento, si vanterà della legge
dell'alleanza del Signore.
Molti loderanno la sua intelligenza, egli non sarà mai dimenticato, non
scomparirà il suo ricordo, il suo nome vivrà di generazione in generazione.
Dai
manoscritti autobiografici di s. Teresa di Gesù bambino (MsA
240-242) :
O mia sorella cara, ella vorrebbe udire i segreti che Gesù confida alla
sua figlioletta [...] .
Non creda che io navighi nelle consolazioni, no! la mia consolazione è di
non averne sulla terra. Senza mostrarsi, senza udire la sua voce, Gesù
m'istruisce nell'intimo: non è per mezzo dei libri, perché non capisco
quello che leggo, ma talvolta una parola come questa che ho trovata alla
fine dell'orazione (dopo essere rimasta nel silenzio e nell'aridità)
viene a consolarmi: "Ecco il maestro che ti do, ti insegnerà tutto quello
che devi fare. Voglio farti leggere nel libro di vita, dove é contenuta la
scienza di Amore". La scienza d'Amore, oh sì! la parola risuona dolce
all'anima mia, desidero soltanto questa scienza. Per essa, avendo dato tutte
le mie ricchezze, penso, come la sposa dei cantici, di non aver dato nulla.
Capisco così bene che soltanto l'amore può renderci graditi al Signore, da
costituire esso la mia unica ambizione.
A Gesù piace mostrarmi il solo cammino che conduca alla fornace divina, cioè
l'abbandono del bambino il quale si addormenta senza paura tra le braccia di
suo Padre. "Se qualcuno è piccolo, venga a me", ha detto lo Spirito Santo
per bocca di Salomone.
Dalle
circolari di padre Lorenzo e della beata M. Crocifissa (Il duplice
spirito di Elia, 1953) :
Invochiamo e seguiamo S. Teresina in questi sacri giorni a lei dedicati:
smuoviamo il torpore spirituale che può invadere le nostre anime: un po’ più
di vera fede in Dio, un bel po’ più di amore a Gesù, non sfuggiamo i
sacrifici: lavoriamo finché siamo in questa terra e come diceva p. Tito
Brandsma: “nell’eternità potremo riposarci eternamente”.
Ispiri S. Teresina nel cuore di tutti il desiderio di accontentare Gesù
anche nei suoi più piccoli desideri e getti questa Santina nel cuore di
tutte rose bianche di purezza e rose rosse di amore a Gesù e benedica
nell’occasione della sua festa in un modo particolare la Congregazione a lei
dedicata.
25 settembre, 4° giorno - Leggersi nella Parola di Dio
E' lui il Signore,
nostro Dio, su tutta la terra i suoi giudizi.
Ricorda sempre la sua alleanza: parola data per mille generazioni,
l'alleanza stretta con Abramo e il suo giuramento ad Isacco.
Quando erano in piccolo numero, pochi e forestieri in quella terra,
e passavano di paese in paese, da un regno ad un altro popolo,
non permise che alcuno li opprimesse e castigò i re per causa loro:
"Non toccate i miei consacrati, non fate alcun male ai miei profeti". (dal
Salmo 104)
Teresa, "con la sua concentrazione amorosa sulla Scrittura - avrebbe perfino voluto conoscere l'ebraico ed il greco per meglio capire lo spirito e la lettera dei libri sacri -, ha fatto vedere l'importanza che le sorgenti bibliche hanno nella vita spirituale, ha messo in risalto l'originalità e la freschezza del Vangelo, ha coltivato con sobrietà l'esegesi spirituale della Parola di Dio, tanto dell'Antico come del Nuovo Testamento. Ha così scoperto tesori nascosti, appropriandosi parole ed episodi, a volte non senza audacia soprannaturale" (DAS n. 9) .
Dal
vangelo secondo Giovanni (20, 1.11-16) :
Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon
mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal
sepolcro. [...]
Maria stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si
chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno
dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di
Gesù.
Ed essi le dissero: "Donna, perché piangi?". Rispose loro: "Hanno portato
via il mio Signore e non so dove lo hanno posto".
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non
sapeva che era Gesù.
Le disse Gesù: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?". Essa, pensando che fosse
il custode del giardino, gli disse: "Signore, se l'hai portato via tu, dimmi
dove lo hai posto e io andrò a prenderlo".
Gesù le disse: "Maria!". Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in
ebraico: "Rabbunì!", che significa: Maestro!
Dai
manoscritti autobiografici di s. Teresa di Gesù bambino (MsC
253) :
Durante l'orazione, i miei desideri mi facevano soffrire un vero
martirio: aprii le epistole di san Paolo per cercare una risposta. I
capitoli XII e XIII della prima epistola ai Corinzi mi caddero sotto gli
occhi. Lessi, nel primo, che tutti non possono essere apostoli, profeti,
dottori, ecc.; che la Chiesa è composta di diverse membra, e che l'occhio
non potrebbe essere al tempo stesso anche la mano. La risposta era chiara,
ma non colmava il mio desiderio, non mi dava la pace. Come Maddalena
chinandosi sempre sulla tomba vuota finì per trovare ciò che cercava, così,
abbassandomi fino alle profondità del mio nulla, m'innalzai tanto in alto,
che riuscii a raggiungere il mio scopo. Senza scoraggiarmi, continuai la
lettura, e trovai sollievo in questa frase: "Cercate con ardore i doni più
perfetti, ma vi mostrerò una via ancor più perfetta". E l'Apostolo spiega
come i doni più perfetti sono nulla senza l'Amore. La Carità è la via per
eccellenza che conduce sicuramente a Dio.
Dalle
circolari di padre Lorenzo e della beata M. Crocifissa (Il duplice
spirito di Elia, 1953) :
La possente figura del profeta Elia merita di essere meditata da tutto
l’Ordine Carmelitano, e anche perciò dal piccolo ramo di Teresina, con
singolare attenzione.
Nella grande solitudine del Carmelo, il cuore di questo grande vate
dell’unico vero Dio, assorbito completamente dal pensiero dell’infinito,
sussultò istintivamente sotto l’impulso della grazia: “Zelo zelatus sum pro
domino Deo exercituum” ho zelato con pieno zelo per il Signore Dio degli
eserciti, cioè delle potenze, cioè de per il Dio onnipotente.
E Israele il popolo prescelto da Dio, aveva rotto il suo patto con
l’altissimo, distrutti i suoi altari, uccisi i suoi profeti… solo Elia era
rimasto nell’aspra lotta tra il cielo e Satana, re e regina idolatri e il
loro strascico di prezzolati ministri di Baal cercavano di annientare lui,
il superstite dei messaggeri divini.
26 settembre, 5° giorno - Lasciarsi guidare dalla Parola di Dio
Guidami nella tua
verità e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza, in te ho sempre
sperato.
Ricordati, Signore, del tuo amore, della tua fedeltà che è da sempre.
Non ricordare i peccati della mia giovinezza: ricordati di me nella tua
misericordia, per la tua bontà, Signore.
Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai peccatori;
guida gli umili secondo giustizia, insegna ai poveri le sue vie.
Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia per chi osserva il suo patto e
i suoi precetti. (dal Salmo 24)
"Il nucleo del suo messaggio è il
mistero stesso di Dio Amore, di Dio Trinità, infinitamente perfetto in se
stesso. Se la genuina esperienza spirituale cristiana deve coincidere con le
verità rivelate, nelle quali Dio comunica se stesso e il mistero della sua
volontà (cfr Dei Verbum, n. 2), occorre affermare che Teresa ha fatto
esperienza della divina rivelazione, giungendo a contemplare le realtà
fondamentali della nostra fede unite nel mistero della vita trinitaria. Al
vertice, come sorgente e termine, l'amore misericordioso delle tre Divine
Persone, come essa lo esprime, specialmente nel suo Atto di offerta all'Amore
misericordioso. Alla base, dalla parte del soggetto, l'esperienza di essere
figli adottivi del Padre in Gesù; tale è il senso più autentico dell'infanzia
spirituale, cioè l'esperienza della figliolanza divina sotto la mozione dello
Spirito Santo. Alla base ancora e di fronte a noi, il prossimo, gli altri, alla
cui salvezza dobbiamo collaborare con e in Gesù, con lo stesso suo amore
misericordioso.
Mediante l'infanzia spirituale si sperimenta che tutto viene da Dio, a Lui
ritorna e in Lui dimora, per la salvezza di tutti, in un mistero di amore
misericordioso. Tale è il messaggio dottrinale insegnato e vissuto da questa
Santa" (DAS n. 8) .
Dal
libro del profeta Isaia (66, 10-15) :
Rallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa quanti la amate. Sfavillate
di gioia con essa voi tutti che avete partecipato al suo lutto.
Così succhierete al suo petto e vi sazierete delle sue consolazioni;
succhierete, deliziandovi, all'abbondanza del suo seno.
Poiché così dice il Signore: "Ecco io farò scorrere verso di essa, come un
fiume, la prosperità; come un torrente in piena la ricchezza dei popoli; i
suoi bimbi saranno portati in braccio, sulle ginocchia saranno accarezzati.
Come una madre consola un figlio così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete
consolati.
Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, le vostre ossa saran rigogliose
come erba fresca. La mano del Signore si farà manifesta ai suoi servi, ma si
sdegnerà contro i suoi nemici.
Poiché, ecco, il Signore viene con il fuoco, i suoi carri sono come un
turbine, per riversare con ardore l'ira, la sua minaccia con fiamme di
fuoco.
Dai
manoscritti autobiografici di s. Teresa di Gesù bambino (MsA 271)
:
Lei lo sa, Madre, ho sempre desiderato essere una santa, ma ahimé, ho sempre
accertato, quando mi sono paragonata ai santi, che tra essi e me c'è la
stessa differenza che tra una montagna la cui vetta si perde nei cieli, e
granello di sabbia oscura calpestata sotto i piedi dei passi, i santi.
Invece di scoraggiarmi, mi sono detta: il buon Dio non può ispirare desideri
inattuabili, perciò posso, nonostante la mia piccolezza, aspirare alla
santità; diventare più grande mi è impossibile, debbo sopportarmi tale quale
sono con tutte le mie imperfezioni, nondimeno voglio cercare il mezzo di
andare in Cielo per una via ben diritta, molto breve, una piccola via tutta
nuova. Siamo in un secolo d'invenzioni, non vale più la pena di salire gli
scalini, nelle case dei ricchi un ascensore li sostituisce vantaggiosamente.
Vorrei trovare anch’io un ascensore per innalzarmi fino a Gesù, perché sono
troppo piccola per salire la dura scala della perfezione. Allora ho cercato
nei libri santi l’indicazione dell’ascensore, oggetto del mio desiderio; e
ho letto queste parole uscite dalla bocca della Sapienza Eterna: Se qualcuno
è molto piccolo, venga a me. Così sono arrivata a intuire che avevo trovato
ciò che cercavo. E volendo sapere, o mio Dio, ciò che faresti al molto
piccolo che rispondesse alla tua chiamata, ho continuato le mie ricerche ed
ecco quello che ho trovato: “Come una madre accarezza il figlio, così io vi
consolerò: vi porterò in braccio e vi cullerò sulle mie ginocchia!”. Ah, mai
parole più tenere, più melodiose hanno rallegrato la mia anima! L’ascensore
che mi deve innalzare fino al Cielo sono le tue braccia, o Gesù! Per questo
non ho bisogno di crescere, anzi, bisogna che io resti piccola, che lo
diventi sempre più.
Dalla
circolare "pax vobis" di padre Lorenzo (1948) :
Specialmente datevi ad amare sinceramente, continuamente, nel vostro cuore
il vostro Sposo divino: per Lui ogni preghiera, per Lui ogni sacrificio,
ogni dolore, ogni pena e ogni difficoltà della vita religiosa, non è questa
la dottrina della “piccola via”, insegnataci dalla nostra santa Teresina?
27 settembre, 6° giorno - Incontrare Gesù nella Parola di Dio
Come la cerva
anela ai corsi d'acqua, così l'anima mia anela a te, o Dio.
L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di
Dio?
Le lacrime sono mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre: "Dov'è il tuo
Dio?".
Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge:
attraverso la folla avanzavo tra i primi fino alla casa di Dio, in mezzo ai
canti di gioia di una moltitudine in festa.
Perché ti rattristi, anima mia, perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, lui, salvezza del mio volto e mio Dio. (dal
Salmo 41)
"Come per i santi della Chiesa di tutti i tempi, anche per lei, nella sua esperienza spirituale, centro e pienezza della rivelazione è Cristo. Teresa ha conosciuto Gesù, lo ha amato e lo ha fatto amare con la passione di una sposa. È penetrata nei misteri della sua infanzia, nelle parole del suo Vangelo, nella passione del Servo sofferente, scolpita nel suo Volto santo, nello splendore della sua esistenza gloriosa, nella sua presenza eucaristica. Ha cantato tutte le espressioni della divina carità di Cristo, come sono proposte dal Vangelo (cfr PN 24)" (DAS n. 8) .
Dal
libro del profeta Isaia (53, 2-5)
Egli non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per provare in lui diletto.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Dalle
lettere di santa Teresa di Gesù bambino (a Celina, 4 aprile 1889)
:
Mia cara sorellina,
La tua lettera ha lasciato una grande tristezza nella mia anima!... Povero
Babbino!... No, i pensieri di Gesù non sono i nostri pensieri... le sue vie
non sono le nostre vie...
Egli ci presenta un calice così amaro che la nostra debole natura si ritrae
spaventata. Non ritiriamo le nostre labbra da questo calice preparato dalla
mano di Gesù. Guardiamo la vita alla luce della realtà... È un attimo fra
due eternità. Soffriamo in pace. Confesso che questa parola «pace» mi
sembrava un po' forte, ma, l'altro giorno, riflettendoci a fondo, ho
scoperto il segreto di soffrire in pace. Chi dice pace, non dice gioia, o
perlomeno gioia sentita. Per soffrire in pace, basta solo volere tutto ciò
che Gesù vuole. [...]
«Sulle sponde dei fiumi di Babilonia ci siamo seduti e abbiamo pianto,
ricordandoci di Sion... Abbiamo appeso le nostre arpe ai salici di quella
terra... Quelli che ci avevano condotti prigionieri ci hanno detto:
"Cantateci un inno dei cantici di Sion...". Come potremmo cantare il cantico
del Signore in terra straniera?».
No, non cantiamo alle creature i cantici del cielo... ma, come Cecilia,
cantiamo nel nostro cuore un cantico melodioso al nostro Prediletto!... Il
cantico della nostra sofferenza unita alle sue sofferenze è ciò che più
rapisce il suo cuore...
Gesù brucia d'amore per noi... Contempla il suo volto adorabile! Contempla i
suoi occhi spenti e abbassati!... Contempla le sue piaghe... Contempla Gesù
nel suo Volto... Là vedrai quanto ci ama.
Dagli
scritti della beata m. Crocifissa Curcio (Diario spirituale, 29
gennaio 1926) :
Gesù carico del soave peso della croce mi viene incontro e domanda di
asciugare il suo Volto divino pieno di sangue, di sputi, di ferite: “Il tuo
amore, o mia diletta, lenisce le grandi amarezze che si rinnovano
nell'Eucaristia, l'ingratitudine di tutti coloro che pur conoscendo la mia
legge, mi seguono come i farisei, mi rinnovano la passione, il Calvario.”
Appoggiando il suo Volto Divino, così deforme, sul mio cuore e teneramente
abbracciandomi: “Fammi gustare questo dolce riposo ho tanto bisogno, fammi
sentire i tuoi palpiti in riparazione di innumerevoli bestemmie e di parole
oscene contro la mia santa legge.”
28 settembre, 7° giorno - Conoscere Maria nella Parola di Dio
L'anima mia
magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della
sua serva. [...]
di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo
temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del
loro cuore;
ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia. (dal
vangelo sec. Luca 1)
La vergine Maria fa parte di coloro
che, "ascoltando fedelmente la Parola del Signore e comunicandola hanno fatto
spazio al Regno di Dio.
In questa prospettiva, ruolo centrale assume la figura della Vergine Maria che
ha vissuto in modo incomparabile l’incontro con la Parola di Dio, che è lo
stesso Gesù. Per questo è costituita modello provvidenziale di ogni ascolto ed
annuncio. Già educata alla familiarità con la Parola di Dio nell’esperienza così
intensa delle Scritture del popolo cui appartiene, Maria di Nazaret, a partire
dall’evento dell’Annunciazione fino alla Croce, anzi fino alla Pentecoste,
accoglie nella fede, medita, interiorizza e vive intensamente la Parola (cf
Lc 1, 38; 2, 19.51; At 17, 11). In forza del suo sì, primo e mai
interrotto, alla Parola di Dio, ella sa guardare attorno a sé e vive le urgenze
del quotidiano, consapevole che ciò che riceve come dono dal Figlio è un dono
per tutti: nel servizio ad Elisabetta, a Cana e sotto la croce (cf Lc 1,
39; Gv 2, 1-12; 19, 25-27)" (IL n. 25) .
Dal
vangelo secondo Giovanni (19, 25-28) :
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre,
Maria di Clèofa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli
amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio!". Poi disse al
discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese
nella sua casa.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per
adempiere la Scrittura: "Ho sete".
Dalle
poesie di santa Teresa di Gesù bambino ("Perchè ti amo, Maria" 1-2;
5-6) :
Vorrei cantare, Madre, perché t'amo; e perché il dolce tuo nome mi fa
trasalire il cuore.
E perché il pensiero della tua suprema grandezza non saprebbe ispirarmi
spavento nell'anima.
Se ti contemplassi nella sublime tua gloria che di tanto sorpassa la luce
degli eletti, ah non potrei credere che sono la tua bambina, Maria, e
davanti a te abbasserei gli occhi.
Perché una creatura possa darsi tutta alla mamma bisogna che questa pianga
con lei, divida i suoi dolori.
Regina del mio cuore, quanto piangesti quaggiù per attirarmi a te!
Ben meditando la tua vita sul Vangelo, io oso guardarti e avvicinarmi a te:
non m'è difficile credermi tua creatura, perché ti vedo mortale e sofferente
come me.
Piccola come sono, Maria, lo sai bene, anch'io, come te, accolgo in me
l'Onnipotente.
Né la mia debolezza me ne spaventa, se i tesori della madre appartengono
anche alla creatura.
Ché io sono la tua bambina, Madre amatissima! Le tue virtù, il tuo amore,
non sono forse miei? Così, quando la santa particola mi scende nel cuore, il
dolce tuo Agnello, Gesù, crede di riposare in te.
O Regina degli eletti, tu mi fai sentire che, passo passo, non è impossibile
seguirti per lo stretto sentiero del cielo:
tu l'hai reso visibile con la pratica fitta delle più umili virtù.
Dietro di te, Maria, voglio restar piccola come sono; vedo anche troppo la
vanità delle terrestri grandezze. E imparo a esercitare l'ardente carità da
santa Elisabetta, che ricevette la tua visita.
Dall'istruzione "la presenza di Dio" di padre Lorenzo:
Noi tutti continuamente viviamo sotto il Suo sguardo amabile e Divino: Dio
ci vede. I segreti dei nostri cuori sono come libro aperto dinanzi a Lui: da
Lui non possiamo mai nasconderci.
Di conseguenza, siccome Iddio sempre ci vede dovremmo a somiglianza di
Maria, risvegliare in noi frequentemente la Sua Divina Presenza,
amichevolmente conversando con Lui.
29 settembre, 8° giorno - Amare la Chiesa alla luce della Parola di Dio
Quale gioia,
quando mi dissero: "Andremo alla casa del Signore".
E ora i nostri piedi si fermano alle tue porte, Gerusalemme!
Domandate pace per Gerusalemme: sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura, sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: "Su di te sia pace!".
Per la casa del Signore nostro Dio, chiederò per te il bene. (dal Salmo
121)
"Teresa è stata illuminata in maniera particolare sulla realtà del Corpo mistico di Cristo, sulla varietà dei suoi carismi, doni dello Spirito Santo, sulla forza eminente della carità, che è come il cuore stesso della Chiesa, nella quale ella ha trovato la sua vocazione di contemplativa e di missionaria (cfr Ms B 2 r-3 v)" (DAS n. 8) .
Dalla
prima lettera di s. Paolo apostolo ai Corinzi (13, 2-8) :
Se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la
scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le
montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser
bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si
vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non
si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma
si compiace della verità.
Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue
cesserà e la scienza svanirà.
Dai
manoscritti autobiografici di santa Teresa di Gesù bambino (MsB
253-254) :
Continuai la lettura, e trovai sollievo in questa frase: "Cercate con ardore
i doni più perfetti, ma vi mostrerò una via ancor più perfetta". E
l'Apostolo spiega come i doni più perfetti sono nulla senza l'Amore. La
Carità è la via per eccellenza che conduce sicuramente a Dio.
Finalmente avevo trovato il riposo. Considerando il corpo mistico della
Chiesa, non mi ero riconosciuta in alcuno dei membri descritti da san Paolo,
o piuttosto volevo riconoscermi in tutti. La Carità mi dette la chiave della
mia vocazione. Capii che, se la Chiesa ha un corpo composto da diverse
membra, l'organo più necessario, più nobile di tutti non le manca, capii che
la Chiesa ha un cuore, e che questo cuore arde d'amore. Capii che l'amore
solo fa agire le membra della Chiesa, che, se l'amore si spegnesse, gli
apostoli non annuncerebbero più il Vangelo, i martiri rifiuterebbero di
versare il loro sangue... Capii che l'amore racchiude tutte le vocazioni,
che l'amore è tutto, che abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi, in una
parola che è eterno.
Allora, nell'eccesso della mia gioia delirante, esclamai: Gesù, Amore mio,
la mia vocazione l'ho trovata finalmente, la mia vocazione è l'amore!
Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto, Dio mio, me
l'avete dato voi! Nel cuore della Chiesa mia Madre, io sarò l'amore. Così,
sarò tutto... e il mio sogno sarà attuato!
Dagli
scritti della beata m. Crocifissa Curcio (Diario spirituale, 24
febbraio 1927)
Mi sembra di assistere alla sublime scena dell'ultima Cena di Gesù con i
discepoli, all'Immenso amore che per la prima volta comunica ai suoi
discepoli, alla Sua S.S. Madre, non manca il traditore che rappresenta
l'infedeltà e ingratitudine di molte anime che commetteranno lo stesso
delitto. La scena d'Amore e di dolore si ripete sempre in questo augusto
Sacramento tutti i giorni, l'umanità rappresenta i discepoli che con diverse
disposizioni di grazia si accostano alla Mensa Celeste.
30 settembre, 9° giorno - Annunciare la Parola di Dio
Cantate inni al
Signore, che abita in Sion, narrate tra i popoli le sue opere.
Vindice del sangue, egli ricorda, non dimentica il grido degli afflitti.
Abbi pietà di me, Signore, vedi la mia miseria, opera dei miei nemici, tu che mi
strappi dalle soglie della morte,
perché possa annunziare le tue lodi, esultare per la tua salvezza alle porte
della città di Sion.
Sprofondano i popoli nella fossa che hanno scavata, nella rete che hanno teso si
impiglia il loro piede.
Il Signore si è manifestato, ha fatto giustizia; l'empio è caduto nella rete,
opera delle sue mani.
Tornino gli empi negli inferi,tutti i popoli che dimenticano Dio. (dal Salmo
9)
"Nell’annunciare la Buona Notizia la missione della Chiesa è strettamente legata all’esperienza della Parola di Dio nella vita. Alla scuola della stessa Parola incarnata la Chiesa ha coscienza che la sua frequentazione di Cristo è, per comando dello stesso Signore, una parola, una esperienza di vita da comunicare a tutti. Oggi la missione della Chiesa, a servizio della Parola di Dio, è rivolta ad ambiti diversi: popoli e gruppi umani, contesti socio-culturali in cui Cristo e il suo Vangelo non sono conosciuti o non ancora ben radicati; vi sono comunità cristiane ferventi di fede e di vita; vi è la situazione di interi gruppi di battezzati che non si riconoscono più membri della Chiesa, conducendo un’esistenza lontana da Cristo e dal suo Vangelo (69). Diventa necessario, quindi, riflettere in maniera adeguata su questo diversificato dinamismo missionario della Parola di Dio nella Chiesa" (IL n. 42) .
Dalla
prima lettera di s. Paolo apostolo ai Corinzi (9, 16-19) :
Non è per me un vanto predicare il vangelo; è per me un dovere: guai a me se
non predicassi il vangelo!
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo
faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato.
Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il
vangelo senza usare del diritto conferitomi dal vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per
guadagnarne il maggior numero.
Dalle
lettere di santa Teresa di Gesù bambino (al chierico M. Belliere, 21
ottobre 1896) :
Reverendo Chierico,
[...] quando Gesù chiama un'anima a dirigere, a salvare una moltitudine di
altre anime, è necessario che le faccia sperimentare le tentazioni e le
prove della vita. Poiché le ha accordato la grazia di uscire vittorioso
dalla lotta, spero, Reverendo, che il nostro dolce Gesù realizzerà i suoi
grandi desideri. Io gli chiedo che lo faccia diventare, non solo un buon
missionario, ma un santo, tutto incendiato dall'amore di Dio e delle anime.
La supplico di ottenere anche a me quest'amore, perché possa aiutarla nella
sua opera apostolica. Lo sa bene, una carmelitana che non fosse apostolo,
s'allontanerebbe dallo scopo della sua vocazione e cesserebbe di essere
figlia della serafica santa Teresa, che desiderava dare mille vite per
salvare una sola anima.
Non dubito, Reverendo, che vorrà pure unire le sue preghiere alle mie
affinché Nostro Signore guarisca la nostra venerata Madre.
Nei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, sarò sempre felice di dirmi
La sua indegna sorellina Teresa di Gesù Bambino del
Volto Santo.
Dalle
lettere della beata M. Crocifissa (6 gennaio 1938) :
Anche noi siano state chiamate dalla Stella, la Volontà Divina, per trovare
il Sommo Bene nel Tabernacolo che ha stabilito la sua dimora nella nostra
casa, umile grotta di Bettlem. Anche a noi à fatto sentire la Missione di
essere Anime religiose e seguirlo nell’esempio della vera ed estrema
povertà, nella carità vicendevole, nella preghiera. I Santi Magi illuminati,
non vennero meno alla grande missione di farsi Santi e col loro esempio
hanno convertito i popoli a loro affidati.
Anche noi abbiamo ricevuto il medesimo dono della religiosa Vocazione per
farci Sante e per santificare le Anime a noi affidate. Corrispondiamo?!…
1 ottobre, Solennità - Annunciare la Parola di Dio che è amore
I cieli narrano la
gloria di Dio, e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il messaggio e la notte alla notte ne trasmette
notizia.
Non è linguaggio e non sono parole, di cui non si oda il suono.
Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro
parola (dal Salmo 18) .
"L’attività missionaria è risposta all’amore con cui Dio ci ama. Il suo amore ci redime e ci sprona verso la missio ad gentes; è l’energia spirituale capace di far crescere nella famiglia umana l’armonia, la giustizia, la comunione tra le persone, le razze e i popoli, a cui tutti aspirano (cfr Enc. Deus caritas est, 12). È pertanto Dio, che è Amore, a condurre la Chiesa verso le frontiere dell’umanità e a chiamare gli evangelizzatori ad abbeverarsi "a quella prima originaria sorgente che è Gesù Cristo, dal cui cuore trafitto scaturisce l'amore di Dio" (Deus caritas est, 7). Solo da questa fonte si possono attingere l’attenzione, la tenerezza, la compassione, l’accoglienza, la disponibilità, l’interessamento ai problemi della gente, e quelle altre virtù necessarie ai messaggeri del Vangelo per lasciare tutto e dedicarsi completamente e incondizionatamente a spargere nel mondo il profumo della carità di Cristo" (Benedetto XVI, Messaggio per la Giornata missionaria mondiale 2008, n. 2) .
Dalla
prima lettera di s. Giovanni apostolo (1, 1-4) :
Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo
veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le
nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (poiché la vita
si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e
vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a
noi), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi,
perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre
e col Figlio suo Gesù Cristo.
Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.
Dalle
ultime parole di santa Teresa di Gesù bambino (17 luglio 1897) :
Sento di avviarmi al riposo. Ma soprattutto sento che la mia missione sta
per cominciare: la mia missione di fare amare il Signore come io l'amo, e
dare alle anime la mia piccola via. Se Dio misericordioso esaudisce i miei
desideri, il mio paradiso trascorrerà sulla terra fino alla fine del mondo.
Sì, voglio passare il mio Cielo a fare del bene sulla terra. Ciò non è
impossibile; fino nel seno stesso della visione beatifica gli Angeli
vegliano su noi.
Non potrò godere del mio riposo finché ci saranno anime da salvare, ma
quando l'Angelo avrà detto il tempo non è più!, allora mi riposerò, potrò
gioire, perché il numero degli eletti sarà completo, e tutti saranno entrati
nella gioia e nel riposo. Il mio cuore trasalisce a questo pensiero...
Dalla
circolare "pax vobis" di padre Lorenzo (1948) :
La carità verso il prossimo ci costringe a dimenticare noi stessi e a non
vedere se non il bene materiale e spirituale altrui: conseguenza di ciò – e
sia questo scolpito nel vostro cuore, e sia questo il frutto pasquale per
eccellenza – esercitarvi a vedere nei vostri uffici, il bene del prossimo,
dimenticando totalmente voi stesse: ognuno si sforzi nel lavoro affidatovi
dalla Provvidenza, di contentare le persone a cui dovete servire. “Caritas
Christi urget nos”, la carità di Cristo ci urge, ci spinge a far tanto bene,
più che si può - nei limiti, naturalmente della prudenza - a tutti.
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