Chiamate a far rifiorire il Carmelo
Origini e storia della Congregazione
Passi iniziali. La nostra fondatrice è madre M. Crocifissa Curcio, una donna profondamente innamorata del Signore Gesù e completamente dedita alla missione che Egli le aveva confidata. Suo generoso collaboratore è stato padre Lorenzo Cristiano van den Eerenbeemt, confondatore della Congregazione[1].
Madre M. Crocifissa
nacque a Ispica[2]
il 30 gennaio 1877 e al Battesimo fu chiamata Rosa. Impedita dal padre a
proseguire negli studi, si dedicò alla lettura dei volumi della biblioteca di
famiglia; s’imbatté così casualmente nella Vita di s. Teresa d’Avila e,
grazie a questa lettura, comprese e amò con crescente maturità la vita
spirituale e il Carmelo, avvertendo ben presto la chiamata alla vita religiosa.
Desiderava conoscere un istituto religioso carmelitano di vita attiva, che però
non trovava, non esistendone in Sicilia. Entrata a tredici anni nel Terz’Ordine
Carmelitano del suo paese, vi prese il nome di suor M. Crocifissa e ne fu per
molti anni la priora. Sono gli anni nei quali si va chiarendo in lei una speciale
vocazione, che descrive così: “Sentivo la grande missione che la
tenera Madre del Carmelo mi aveva predestinata: dovevo riunirmi con le mie
compagne per far rifiorire il Carmelo nel mio paese e in molti altri”[3].
Nel corso di questa ricerca vocazionale, incontrò il vescovo di Noto, Giovanni
Blandini, che le fa da guida e maestro spirituale e l’accompagna nei primi passi
della fondazione religiosa che ella avviò nel 1909, prendendo dimora con alcune
sorelle Terziarie in una parte della casa paterna. Le sue prime compagne furono:
Maddalena Pisana (suor M. Caterina) , Rosa Giunta (suor M. Maddalena) e
Francesca Quartarone (suor M. Nazarena) . Assieme si dedicavano alla
preghiera e offriva il suo servizio apostolico soprattutto alle giovani
(lezioni di ricamo, quali occasioni “per insegnare a pregare”) e ai bambini
(catechismo e, in funzione di questo, lezioni per imparare a leggere e scrivere)[4].
Trasferitasi nel 1911 a
Modica[5],
accettò la gestione del “conservatorio ‘Carmela Polara’ ” per
fanciulle. Mentre cercava di portare avanti le pratiche per il
riconoscimento canonico della sua iniziativa, il vescovo Blandini morì,
nel gennaio 1913. Il suo successore, Giuseppe Vizzini, non ritenne
opportuno approvare un nuovo istituto religioso nella diocesi. Per
molti anni cercò di ottenere dai superiori generali dei due rami del
Carmelo un riconoscimento ufficiale che la mettesse un po’ al riparo
dai molti disagi cui era esposta nella chiesa netina, ma invano.
L’amore alla vocazione carmelitana fu più forte di ogni avversità: nel
giugno 1924 una delle sue numerose lettere giunse, tramite padre
Alberto Grammatico, nelle mani di un frate carmelitano olandese
residente a Roma:
padre Lorenzo van
den Eerenbeemt[7].
Questi già progettava la nascita di una nuova congregazione carmelitana
femminile che si dedicasse alla vita missionaria e potesse dare aiuto ai Frati
impegnati nel difficile compito di annunciare il vangelo nell’isola di Giava: la
lettera di suor M. Crocifissa gli parve un dono della Provvidenza; le rispose,
perciò, assicurandole il proprio aiuto, purché le suore fossero disponibili ad
abbracciare anche la vita missionaria[8].
A seguito di un fitto e prolungato scambio di lettere, i due s’incontrarono a Roma il 17 maggio 1925, in
occasione della canonizzazione di s. Teresa di Gesù bambino, e si recarono a
Santa Marinella[10],
dove trovarono il luogo adatto per muovere i primi delicati passi della
fondazione del nuovo istituto religioso carmelitano. Padre Lorenzo, infatti,
sapeva di poter ottenere dall’ordinario della diocesi di Porto e S. Rufina,
card. Antonio Vico, il consenso necessario, pur in mancanza dell’usuale lettera
di presentazione del vescovo della diocesi da cui il gruppo partiva.
Crescita e sviluppo. Il 3 luglio seguente madre M. Crocifissa, con alcune compagne, si trasferì definitivamente a Santa Marinella. A Modica lasciava un piccolo gruppo di sorelle che si prendevano cura delle giovani del “conservatorio ‘C. Polara’ ”, pur dovendo affrontare le contraddizioni dovute all’opposizione del vescovo netino. Questi, alcuni anni dopo, arriverà a obbligare l’unica suora rimasta nella sua diocesi, suor M. Geltrude Denaro[11], a lasciare il “Polara” oppure a rinunciare all’abito religioso per sottrarsi alla giurisdizione ecclesiastica; questa, per non abbandonare le ragazze affidatele, accettò l’umiliazione di lasciare l’abito carmelitano. Le Suore Terziarie Carmelitane di santa Teresa del bambino Gesù, il 3 luglio 1925 ebbero il permesso orale ad experimentum da parte del vescovo di Porto e S. Rufina, card. Vico, e il giorno 16 successivo fu decretata la loro affiliazione all’ordine Carmelitano.
Il 15 novembre 1926 iniziò già la prima esperienza di una casa filiale, a Nocera Umbra[12], in cui si teneva una scuola materna e si collaborava al servizio degli ammalati nell’ospedale. A Santa Marinella le suore Carmelitane conducevano una vita semplice, molto simile a quella dei poveri emigrati che abitavano la zona, e piena di zelo nel dedicarsi all’istruzione cristiana dei bambini, che raccoglievano a uno a uno dalle loro case sparse nella campagna. Mentre padre Lorenzo s’immergeva anche nel lavoro pastorale presso la vicina chiesetta di S. Maria delle Vittorie per incarico del vescovo, nella comunità delle suore tutto ruotava attorno alla formazione delle suore; questa è costituita da una salda base spirituale in linea con gli usi del tempo, fatta di preghiera, culto riparatorio al Cuore di Gesù e devozione eucaristica, sulla quale era fruttuosamente innestato il ramo della dedizione apostolica ai bambini e alla gioventù, corroborato da una certa preparazione scolastica impartita soprattutto da padre Lorenzo e dalla collaborazione costante al suo intenso lavoro pastorale nella zona “Pirgus”.
Quando si insediò nella diocesi portuense il nuovo vescovo, card. Tommaso Pio Boggiani, insorsero gravi problemi riguardo alla posizione giuridica di padre Lorenzo. Una serie di circostanze avverse impedì di rinvenire il documento col permesso a dimorare fuori del convento e perciò egli avrebbe dovuto rientrare definitivamente a Roma. I superiori ecclesiastici e religiosi dovettero prendere severe decisioni nei confronti di lui e delle suore, fino a privare la comunità di Santa Marinella della Comunione e della Presenza eucaristica[13]. Ormai, però, era evidente che padre Lorenzo non poteva privare le suore del suo aiuto e l’illuminato vescovo gli consigliò di lasciare l’ordine Carmelitano e lo incardinò nella diocesi di Porto e S. Rufina (21 febbraio 1930) , affidandogli vari importanti incarichi, oltre quello di assistente delle suore Carmelitane. A padre Lorenzo venne anche conferito l’incarico di vicario curato della chiesa S. Maria delle Vittorie che nel 1949[14] diventerà la chiesa dell’omonima parrocchia “Nostra Signora del monte Carmelo”, oggi affidata ai Frati Carmelitani. Il definitivo riconoscimento diocesano della congregazione fu concesso il 13 aprile 1930. Negli anni seguenti altre dure prove colpiranno il giovane istituto religioso e in particolare padre Lorenzo. Grazie a Dio, questi furono ormai solo gli ultimi colpi delle avversità. Il giovane Istituto, infatti, continuava la sua graduale e costante crescita. Si aprì in media una nuova comunità ogni anno, in Italia e anche in Francia (Sarzeau) e Belgio (Louvain) , fino all’inizio della seconda guerra mondiale. Gli eventi bellici posero un freno all’espansione della fondazione e furono carichi di conseguenze anche perché interruppero i collegamenti fra le case situate in Sicilia, che ormai erano ben sei, e la Casa madre di Santa Marinella. Padre Lorenzo svolgeva, intanto, una preziosa opera a sostegno della formazione delle suore e dello sviluppo della Congregazione, mentre continuava a svolgere un apprezzato e fecondo servizio pastorale, come vicario curato, come confessore e direttore spirituale, promotore culturale soprattutto fra i giovani.
Espansione internazionale e strutturale. Al termine della guerra, il 15 ottobre 1945, si celebrò a Santa Marinella il primo Capitolo generale che elesse alla carica di Superiora generale madre M. Crocifissa. Ripresero le aperture di nuove comunità in Italia e si poté dare il via al sospirato progetto missionario: su invito del vescovo di Paracatu[15], il carmelitano dom Eliseu van de Weyer, alla fine di dicembre 1947 partirono le prime quattro missionarie, suor M. Agnese Giunta, suor M. Eliana Spadola, suor M. Grazietta Macauda, suor M. Virginia Murtinu. Esse affrontarono difficoltà d’ogni genere e spesso condivisero col popolo la lotta quotidiana contro la fame. La loro fatica, seguita attentamente dalla Fondatrice e da padre Lorenzo con numerose lettere, ha dato buoni frutti, tanto che oggi le Carmelitane missionarie brasiliane prestano il loro apprezzato servizio in varie scuole, istituti educativi per minori, parrocchie rurali e situazioni di disagio sociale. Riprese anche la fondazione di case in Italia. Padre Lorenzo intensificò la sua attività pastorale nella parrocchia e nella diocesi di Porto - s. Rufina, valorizzando in ogni modo il ruolo e la formazione cristiana dei laici e ideando iniziative anche innovative per l’epoca, come gruppi per il dialogo interreligioso ed ecumenico e progetti d’intervento sociale a favore dei bisognosi.
Sempre aggravata da una salute resa fragile dalle tante lotte affrontate, madre M. Crocifissa fu ancora eletta Superiora generale, nel 1952. Nel febbraio 1957 ebbe la gioia di sapere che le sue figlie spirituali, fra le quali già erano annoverate diverse religiose maltesi, avevano aperto una casa anche nell’isola maltese di Gozo[16]. Si spense serenamente, circondata dalle amate figlie e assistita da padre Lorenzo, il 4 luglio 1957. Nel 1959 in Brasile si aprì un’altra comunità, a Graciosa[17].
Padre Lorenzo, che non aveva mai smesso di sentirsi carmelitano, fu ufficialmente riammesso nell’Ordine ed emise una nuova professione religiosa nelle mani del Priore generale, padre Kilian Healy, il 5 ottobre 1969. Serenamente come aveva vissuto, si spense il 7 ottobre 1977, assistito delle sue Carmelitane nella casa madre della Congregazione.
Storia recente. L’approvazione pontificia della Congregazione si ebbe il 3 ottobre 1963, con il nome di Suore Carmelitane missionarie di santa Teresa del bambino Gesù. L’evoluzione dell’istituto è proseguita sotto lo sguardo vigile e discreto dello stesso padre Lorenzo e con la saggia guida di madre M. Grazietta Giunta (fino al 1979) . Sono state poi chiamate a guidare la Congregazione madre M. Filomena Cucco (fino al 1991), sr M. Beatrice Minieri, Superiora generale dal 1991 al 2003, e sr M. Tarcisia Carbone, eletta nell’agosto 2003.
Il 12 febbraio 1989, nella parrocchia “S. Maria del Carmine” di Santa Marinella, il vescovo di Porto – s. Rufina, Diego Bona, ha aperto l’inchiesta diocesana per la causa di canonizzazione di madre M. Crocifissa Curcio.
Nel 1967 è stata aperta la prima casa in terra canadese, a Toronto[18]; il 1984 vede gli inizi del Carmelo missionario in terra d’Africa: a Dar-es-Salaam[19], in Tanzania, mentre nel settembre 1987 le figlie di madre M. Crocifissa hanno mosso i primi passi nelle isole Filippine, a Quezon City (Manila)[20]. Infine, nell’ottobre 1996 un gruppetto di Carmelitane missionarie si è stabilito a Bacau (diocesi di Iaşi) , in Romania[21]; assieme ai Frati Carmelitani, dall’agosto 2002, queste sorelle animano il centro di spiritualità annesso al santuario della "Madre di Dio e s. Elia" di Luncani.
La struttura di governo della Congregazione si è rinnovata, in base alle nuove Costituzioni (approvate l’8 dicembre 1986) , mediante l’istituzione delle circoscrizioni: il 4 luglio 1989 viene eretta la provincia Italia – Malta Maria madre del Carmelo e, alcuni giorni dopo, nasce la provincia brasiliana S. Teresa di Lisieux. Nello stesso periodo sono state erette anche le delegazioni del Canada (S. Giuseppe) , delle Filippine (padre Lorenzo) e di Tanzania (S. Teresina) .
[dalla Ratio Institutionis della congregazione]
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di questo testo
[1] Di madre M. Crocifissa possediamo alcuni anni di Diario spirituale, oltre a numerose lettere e vari brevi scritti. Di padre Lorenzo abbiamo alcune note biografiche, molte lettere e vari scritti.
[2] Italia, diocesi di Noto, provincia di Ragusa, che si trova in Sicilia ed è la più meridionale della penisola italiana.
[3] Curcio M. C., Ricordi, p. 13.
[4] Cfr GIUNTA M. M., Testimonianza a futura memoria, in: Archivio della Postulazione della Causa di Canonizzazione; Del Gaudio C., Un cuore per Dio, p. 33.
[5] Italia, provincia di Ragusa, diocesi di Noto.
[7] Roma, 3 maggio 1886 – S. Marinella (Rm) , 7 ottobre 1977.
[8] Curcio M. C., Lett. al Procuratore generale dell’Ordine Carmelitano, 9.10.1924: «Ho sempre nutrito il desiderio di allargar le nostre tende e di servire l’Ordine nel nuovo spirito missionario ed ora incoraggiata dalla religiosa bontà e zelo del R. P. Lorenzo Cristiano il quale nutre il mio stesso ideale, ho grande fiducia che il mio desiderio sarà ben accolto dalla P. V. Rev.ma».
[10] Italia, provincia di Roma, diocesi di Porto - S. Rufina. Era all’epoca una piccola località turistica rinomata per la salubrità dell’ aria.
[11] Cfr Positio (“Informatio super virtutibus”) , p. 92.
[12] Italia, provincia di Perugia. È una località che si trova non lontano da Assisi, sugli Appennini dell’Italia centrale.
[13] Cfr Positio (“Informatio super virtutibus”) , pp. 79-84.
[14] Il 30 ottobre 1949. Il titolo venne in seguito lievemente modificato in quello attuale di: “beata vergine Maria del Carmine”.
[15] In Brasile, stato di Minas Gerais, nel Sud - Est del territorio federale.
[16] È l’isola più settentrionale e la seconda per estensione del piccolo arcipelago posto a Sud della Sicilia.
[17] Nel Nord dello stato del Paranà, posto all’estremo Sud del paese.
[18] Nello stato dell’Ontario, affacciata sul lago Ontario a pochi chilometri dal confine con gli Stati Uniti d’America, nella zona Sud - occidentale del paese.
[19] All’epoca era la capitale del paese. È situata nella parte centrale del territorio tanzaniano, sulla costa dell’oceano Indiano.
[20] È la fascia metropolitana della capitale filippina, situata nella zona Sud - occidentale dell’isola settentrionale di Luzon.
[21] Nella regione Nord - orientale della Moldavia, posta al confine con le repubbliche ex - sovietiche di Ucraina e di Moldavia.
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