santa Teresa
di Gesù bambino

maestro Nevio De Zolt, 2005

 

L'immagine è stata "alleggerita" dall'enfasi e dalla retorica delle classiche e ricorrenti immagini della Santa di Lisieux, ritratta quasi sempre con lo sguardo rivolto in alto.
Si è scelto di rappresentare la donna di grande umanità e fede forte, che è stata una grande Carmelitana ed è stata proclamata santa, riprendendo i tratti di una immagine fotografica di Santa Teresa di Gesù bambino e del Volto santo  ("Teresa col giglio") .
In questo modo si richiama anche la memoria che ogni figlia di madre M. Crocifissa non può appropriarsi di un titolo solo perchè denso di santità e di devozione, ma ha l'obbligo di riprodurre nella quotidianità la profezia carmelitana della Santa alla quale la beata Fondatrice e il Fondatore, padre Lorenzo, hanno voluto affidare la Congregazione.

L'opera evidenzia il volto della giovane Santa, quasi a confermare che una persona luminosa, se la sua luce viene da un cuore pieno di Dio, esprime con tutta se stessa la gioia della propria consacrazione a Lui e solo in seguito a questo, umanizzata sempre più dalla Presenza divina, può mettere le proprie mani a servizio dell'umanità come Lui vuole, per completare con Lui l'opera della redenzione.
Il sorriso è dolce e forte.
le mani sono congiunte in preghiera.
Gli occhi seguono l'osservatore nel suo cammino all'interno dello spazio della cappella, facendogli percepire vivamente l'amorevole attenzione con cui la Santa, per volere di Dio Padre, accompagna e sostiene il suo cammino di fede in questo mondo.
Ecco perchè, pur rinunciando a ricalcare l'iconografia tradizionale, si è voluto che la Santa recasse i propri attributi iconografici: il crocifisso e la rosa, che richiamano la sua promessa di "gettare fiori sulla terra" e quell'amore appassionato per lo Sposo immolato e risorto per la salvezza del mondo che ha fatto di lei la patrona delle missioni e un dottore della Chiesa.


Dunque, s. Teresa di Lisieux è "una Santa per fare sante", una Santa che dimostra come non sia impossibile trasformare la vita in missione e che non contano nè gli anni nè le capacità umane, ma la disponibilità a fare ogni cosa con il Crocifisso.

E' tutta qui la logica del Carmelo: vocazione nella vocazione della comunità cristiana, per far rifiorire l'umanità, l'amore per il Risorto e la determinazione a seguirLo "cantando il Magnificat nei giorni grigi come nei giorni lieti"  (come scrive la Beata M. Crocifissa) .

 

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