far rifiorire il
Carmelo
restaurando l'umanità
il carisma nella congregazione oggi
IDENTITÀ CARISMATICA
SPIRITUALITÀ
Far rifiorire il Carmelo ...
1. "Sentivo la grande missione che la tenera Madre del Carmelo mi aveva predestinato: dovevo riunirmi con altre mie compagne e far rifiorire il Carmelo nel mio paese e in molti altri". Eredi di questo carisma, come Carmelitane Missionarie di S. Teresa del Bambino Gesù, ci sentiamo fortemente sollecitate ad una profonda comprensione della spiritualità dei Fondatori e avvertiamo l'urgenza di una integrazione del patrimonio spirituale dell'Istituto nel vissuto personale e comunitario, mediante una conoscenza dottrinale ed esperienziale della spiritualità carmelitana. Inoltre, emerge il desiderio di una reale e quotidiana preghiera della Parola che ci consenta di orientare tutte le nostre scelte sui valori evangelici, oltre che il gusto di vivere alla presenza di Dio.
… Restaurando l'umanità
2. “È pur dolce piangere le proprie e altrui infedeltà e peccati e offrirsi vittima di espiazione assieme al gran Martire d'Amore. Gesù ha bisogno di queste anime restauratrici della povera umanità, me lo ripete sempre con diverse e mille espressioni sempre nuove […] una delle importanti missioni che ci ha affidato in questa novella istituzione". Far rifiorire il Carmelo restaurando l'umanità vuol dire realizzare una vita autenticamente carmelitana, percorrendo fino in fondo il cammino della spiritualità oblativa di riparazione al Cuore Eucaristico di Gesù: un decisivo amore radicale e generoso che porta dall'intimità con Cristo alla partecipazione al suo dono per la redenzione del mondo. Per questo ci sentiamo provocate ad incarnare il carisma in un modo più adeguato ai nostri tempi. In particolare ci sentiamo interpellate a superare una certa confusione fra spiritualità della riparazione e pratiche devozionali tradizionali e a cogliere la valenza e gli aspetti apostolici che caratterizzano la spiritualità riparatrice. Siamo convinte che la riparazione al Cuore Eucaristico di Gesù è il centro della nostra identità carismatica carmelitana.
Contemplative nell'azione
3. Madre Crocifissa c'invita a pregare continuamente e a "rimanere vigili sentinelle del Tabernacolo" anche durante il lavoro parla di "offrirsi vittime assieme al gran Martire d'Amore" sull'altare della missione ricevuta. Tutto ci traduce l'ansia per la salvezza dei fratelli. Nel tracciato della spiritualità della riparazione la Fondatrice ci indica una via di contemplazione amorosa incessante che è detta nel Carmelo "vacare Deo". In madre Crocifissa l'esperienza di Dio è un crescendo costante, ed è caratterizzata dalla comunione con la Trinità attraverso il sacramento dell'Eucaristia. Sperimentando l'accoglienza della "Famiglia divina" ella è diventata sempre più una donna capace di accogliere i fratelli. Assaporando la felicità di stare alla presenza di Dio, ha desiderato che tutti potessero godere la stessa felicità, abbandonando il peccato per accostarsi a Dio. E ai mezzi tradizionali del “vacare Deo": l'ascolto assiduo della Parola e la vita fraterna, madre M. Crocifissa ne aggiunge un altro: l'impegno della riparazione. Questa è la strada che ha tracciato per noi: la contemplazione nell'azione che è il frutto di un rapporto di amore totale con Dio in Cristo. Emerge sempre più la convinzione che la nostra vita nello Spirito è l'unica risposta adeguata alle sfide del mondo moderno ed esige un impegno di vita più intenso.
Donne consacrate: sorelle a servizio degli ultimi
4. "Riparare" vuoi dire amare Dio e i fratelli e amarli di più per colmare l'assenza d'amore nei loro confronti. "Riparare" vuol dire impegnarsi a guarire, in Dio e nei fratelli, le "ferite" causate loro da quelli che non sanno amarli. Per guarire le "ferite" di Dio ci vuole la preghiera, la penitenza, l'offerta spirituale di sé insieme a Cristo. Per guarire le ferite materiali e spirituali dei fratelli si esige un amore che si esprime in una generosa gratuità apostolica, competenza professionale, capacità di farsi sorella di chi soffre e guida a Dio di chi è nel peccato. Tutto questo comporta fortezza per portare con gioia la croce propria e dei fratelli, tenerezza coniugata a fermezza, disponibilità veramente materna per donare ai "poveri" e ai "piccoli" il senso vero della vita: Dio. Questa sensibilità tipicamente femminile è la sfida che gradualmente va acquistando maggiore consapevolezza nelle nostre realtà circoscrizionali.
IDENTITÀ CARISMATICA
APOSTOLATO
Sorelle d'infinita carità a servizio della gioventù
23."Desidero darvi un grande consiglio: fate il proposito di non pensare mai a voi stesse e di non lavorare mai per voi stesse [...] , ma tanto il pensiero come il lavoro siano tutti per gli altri. Viviamo per gli altri! Vediamo nella vita naturale il sacrificio delle madri: tutto per la famiglia. Noi non abbiamo soltanto la stretta famiglia che è per noi la Famiglia religiosa, ma abbiamo tutta la gioventù, bambine e bambini che fanno parte di noi, della nostra attività è per questo, della nostra esistenza. Per tutte dev'essere la nostra attività, il nostro pensiero, il nostro lavoro, e di noi stessi dobbiamo dimenticarci. Siate sorelle d'infinita carità, siate sorelle dell'amore verso Dio e verso il prossimo. Dimenticate, annullate le piccole suscettibilità della nostra natura, eleviamoci sopra queste miserie spirituali, aspiriamo alle alture infinite: lavorate per l'eternità, lavorate nella grande vigna del Signore, con gratitudine verso Colui che ci ha scelte per questa vita missionaria". Queste parole di P. Lorenzo risuonano, più che mai oggi per noi, come invito pressante a riprendere in mano con passione e rinnovato vigore la pastorale giovanile e vocazionale. Ciò implica da parte nostra un impegno di maggiore disponibilità, duttilità ed accoglienza delle nuove generazioni ed una vera e propria cultura del dialogo.
Nell'apertura e condivisione con i laici
24. Il carisma affidatoci da madre M. Crocifissa e da P. Lorenzo si traduce nell'essere sorelle a servizio della crescita spirituale dei fratelli, pronte a partecipare alla passione redentrice di Cristo con il proprio contributo personale, nell'offerta totale di sé, gratuita e fedele. Per questo orientiamo maggiormente le nostre forze verso l'apertura ai laici, pur sperimentando ancora una certa fatica nel condividere con loro la nostra spiritualità e missione.
In ascolto dei bisogni dell'uomo per incarnarci nella sua storia
25. La missione del Carmelo è "portare anime a Dio". Il modo tipico di "far rifiorire il Carmelo" proposto da madre M. Crocifissa è "restaurare l'umanità" attraverso la riparazione sia spirituale che apostolica. In questo contesto, missione significa evangelizzare i poveri condividendone la sorte, i problemi, le speranze. Esige "farsi tutto a tutti" perché sorelle di tutti a causa di Cristo; "portare tutti a Cristo" a cominciare dagli ultimi e questo ovunque: in patria o nelle giovani chiese sparse nel mondo. Questo c'impegna a una crescente volontà d' inserimento e d'incarnazione nella realtà e nella chiesa locale. Attente ai segni dei tempi e con spirito di solidarietà, rimaniamo aperte ad assumere le nuove povertà e ad individuare "situazioni di frontiera" quali: gioventù materialmente e moralmente abbandonata, famiglie in difficoltà, donne umiliate nella loro dignità e femminilità, diversità etniche nella società. Nella Chiesa del nuovo millennio noi saremo le sorelle dei poveri e bisognosi: i giovani e le famiglie.
Per riportare gli uomini alla comunione con Dio
26. In questa "grande missione" il compito peculiare affidato all'Istituto è soddisfare il divino desiderio di persone "restauratrici dell'umanità", cioè, capaci di operare la "riparazione" per riportare gli uomini alla comunione con Dio e restituirli alla loro dignità. Soprattutto alla luce delle sfide connesse alla nuova evangelizzazione, avvertiamo l'urgenza di un discernimento sulle nostre opere per verificare la fedeltà al carisma e alle nuove esigenze sociali ed ecclesiali del territorio. Questo ci muove a portare avanti i nostri servizi non per motivi economici o assistenzialistici, ma per agire in vista della "restaurazione dell'umanità" come forma di riparazione del peccato sotto l'aspetto sociale. In questo contesto poniamo attenzione nell' assicurare l'avvicendamento alle sorelle che lavorano fuori della propria circoscrizione e nel coinvolgere le suore nelle diverse attività della Congregazione, pur se a livelli diversi e nel rispetto delle attitudini personali.
Per mostrare ai fratelli il volto dell'Amore
27. Il primato della contemplazione sull'azione è una risposta di Dio alle sfide del nostro tempo. Oggi il mondo ha bisogno di vedere che, attraverso "il tumulto della vita attiva", i mille impegni possono essere ricondotti ad unità se riusciamo a far sì che dentro di noi 'Marta e Maria lavorino insieme tranquillamente". A tale riguardo ci sentiamo fortemente provocate ad assumere uno stile di vita, personale e comunitario, che rifiuti tanto il consumismo e il secolarismo quanto l'attivismo o l'indifferenza apostolica e l'individualismo, nel desiderio di ricerca d'identità e nella coerenza tra essere e fare.
FORMAZIONE
Per una formazione in vista della missione
47. I Fondatori, fin dall'origine, si sono impegnati per la formazione che fosse, nella sua natura, autenticamente carmelitana e missionaria. Essi desideravano religiose umanamente mature, spiritualmente vive e culturalmente preparate per spendere la propria vita con Cristo nel servizio educativo e di evangelizzazione. Sulla stessa scia anche noi oggi sentiamo l'esigenza di non eludere la priorità della formazione nella creativa ed equilibrata interazione dell'aspetto umano, carismatico ed apostolico, rafforzando altresì strutture e percorsi formativi. In particolare si desidera focalizzare l'attenzione sulla formazione missionaria: offrendo stimoli e mediazioni da parte delle responsabili e accentuando soprattutto l'impegno personale e comunitario.
Per una formazione aperta al nuovo
48. Madre M. Crocifissa ha sentito sin dall'inizio la preoccupazione di porre solide basi formative al suo Istituto per potersi aprire all'accoglienza e inculturare efficacemente il carisma, tanto che scrive a P. Lorenzo: "Io penso che accettare nuove fondazioni per il momento non sia prudente, malgrado tutte le offerte convenienti, [è meglio] diffonderci dopo la formazione dello spirito religioso carmelitano che, con l'aiuto della S. V. e dei Padri acquisteremo, dopo si allargheranno le nostre tende”. Anche per noi si pone oggi la stessa sfida: una solida formazione che, nel contesto dell'attuale internazionalizzazione dell'Istituto, sia capace di porre gradualmente le sorelle in condizione di accogliere e dialogare con le differenti culture, maturando nella vita comune e fraterna atteggiamenti di apertura e disponibilità a ciò che è diverso per lingua, mentalità e stacco generazionale, in fedeltà dinamica al carisma.
Per una formazione integrale e continua
49. Molte fra noi possono raccontare quanto impegno abbia profuso P. Lorenzo nel sostenere le suore impegnate nello studio, per conseguire i diplomi necessari all'insegnamento e al lavoro educativo con i minori. Ma come madre M. Crocifissa, anch'egli ha sempre dimostrato con l'esempio che ciò che conta è essere vere religiose: donne che hanno donato totalmente a Cristo la propria vita e sanno rispondere evangelicamente alle sfide del mondo in cui vivono. Per questo anche noi miriamo ad una formazione che non sia solo accademica, in vista di una realizzazione personale, ma ad una formazione integrale che ci aiuti a crescere nella grazia della chiamata e nella disponibilità agli impegni della missione. Inoltre, lungi da desideri di ritorni nostalgici al passato o dal sentirci “arrivate”, ci poniamo, invece, in stato di continua formazione, ponendo attenzione a non lasciarci assorbire dal "fare" da non avere più tempo e disponibilità interiore all’ “essere”.
Per una formazione personale che ci realizzi come donne consacrate
50. “Procuro di richiamare le Novizie alla presenza di Dio perché si abituino a camminare da sole". Per madre M. Crocifissa la formazione è accompagnare e sostenere la maturazione di donne che vivono in preghiera continua, base su cui si fonda il senso di responsabilità e di libertà necessari ad una vita apostolica intensa. Anche per noi si rivelano quanto mai importanti l'autoformazione e la necessità di una formazione umana più accurata, sia nella dimensione tipicamente femminile che nel campo delle relazioni interpersonali, per vivere la gioia della fedeltà allo stile di vita liberamente scelto.
Per una formazione partecipata
51. Lo stile formativo di madre M. Crocifissa vissuto di testimonianza e aperto alla comunicazione interpersonale rispettosa e profonda, riveste l'atteggiamento di una sorella maggiore che condivide i frutti della propria esperienza. Un altro valore fondamentale della formazione in lei è la sponsalità: crescere nella coscienza e nella gratitudine di essere state chiamate dal Signore ad un rapporto privilegiato con Lui e a sentirsi responsabili di questo privilegio, ad averne cura: "Riguardo alle suore che devono emettere i voti perpetui, procura di incoraggiarle e intanto di saper loro ispirare sante disposizioni per si immenso favore [...] . Procura di attingere tu i lumi nella Sorgente Eucaristica per comunicarli alle tue sorelline". Dalla sponsalità, coltivata con delicato amore giorno per giorno, scaturisce la maternità spirituale, libera e capace di promuovere l'altrui libertà, a cui è chiamata ogni religiosa, insieme a Maria, ai Santi del Carmelo e soprattutto a S. Teresa di Lisieux.
Per una formazione alla fraternità inculturata
52. Madre M. Crocifissa ha affinato il suo naturale talento fraterno alla scuola di Maria che la tratta da figlia, le fa sperimentare la maternità nella fraternità. Da qui le deriva la particolare attenzione, tutta carmelitana, alla vita fraterna nella comunità, col richiamo frequentissimo a vivere "da vere sorelle e a coprire col manto della carità i difetti delle altre". La formazione ci propone un ideale di vita bello, esigente, aperto all'azione dello Spinto Santo che ci rende conformi al Cristo, ci conduce a realizzare la comune vocazione alla santità, nella vita consacrata carmelitana, per la gloria del Padre e la salvezza dei fratelli.
[dal documento finale dell'11° Capitolo Generale]
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